7 maggio 2016

LE GRANDI FIRME: l'erotismo fascista delle "signorine" di Gino Boccasile





«Le Grandi Firme» era una rivista, inizialmente dotata solo della scritta, come fosse tracciata a mano, senza la grafica delle figure femminili; il genere letterario più presente e caratteristico fu quello della novella (di genere piccante ed erotica) e del romanzo umoristico (spesso a puntate) dei massimi scrittori (le grandi firme, appunto), barzalette, notizie leggere, ovviamente intervallati da pubblicità. Nella rubrica «dicevamo» di Pittigrilli i lettori scrivevano ricevendo argute risposte. «Le Grandi Firme» [1] che fu fondata da Pittigrilli nel 1924  (Dino Segre, all'anagrafe, ebreo) e dove lo stesso Pittigrilli scriveva storie a sfondo erotico pour épater le bourgeois. «Le Grandi Firme» divenne la rivista alla moda della buona borghesia italiana. 

Le cose cambiarono nel 1937 quando la rivista, a seguito di difficoltà finanziarie,  venne acquistata dalla Mondadori e Cesare Zavattini diventa direttore editoriale: il 22 aprile 1937 viene pubblicata la seconda serie della rivista, in un nuovo formato grafico, con una diversa foliazione e soprattutto le copertine disegnate da Gino Boccasile [2], illustratore di fama nazionale del XX secolo in Italia che era stato chiamato a collaborare. Alla fine il numero di copertine che il Maestro realizzerà saranno 76.

Sfruttando la popolarità del personaggio che aveva creato Boccasile a partire dal n° 343 (23 dicembre 1937) iniziò ad inserire all'interno della rivista delle strip verticali intitolate «Le avventure della Signorina Grandi Firme».  

La rivista viene pubblicata fino al 6 ottobre del 1938, quando a causa delle leggi razziali, senza ulterriori spiegazioni, cessarono le pubbicazioni. Il regime fascista non poteva sopportare una donna così libera, così diversa e distante dal cliché di quel Ventennio. Nell'ultimo numero della rivista (questa copertina fu disegnata da Rino Albertarelli), uno speciale a soli due giorni dal precedente, a pagina 2 del numero 384, una finestrella recitava «Le Grandi Firme cessano con questo numero le pubblicazioni. La direzione».


Copertina de «Le Grandi Firme», n° 313, 27 maggio 1937 - XV

La Signorina Grandi Firme ha uno stile, è un «fenomeno di costume» come scrive P. Birbanti [3] è «una creatura ingenua, romantica, maldestra, sognatrice, pasticciona, in grembiule nero e colletto bianco, in abito da sera o in costume da bagno. Questo e molto altro era e sarebbe stata (...) Potevano cambiare il vestito, l'acconciatura, la situazione o il paesaggio sullo sfondo, ma alcune caratteristiche della più celebre invenzione di Boccasile sarebbero rimaste costanti e immutate nel tempo: il petto generoso, il vitino da vespa, la folta chioma bruna, le calze con la riga nera e le gambe lunghissime. Lunghe a tal punto che Boccasile sarebbe passato alla storia dell'illustrazione come "l'inventore delle gambe"». [4]



Copertina de «Le Grandi Firme», n° 336, 4 novembre 1937 - XV



Scrive A. Faeti [5] che la Signorina Grandi Firme è il prodotto fittizio di una mediazione reale, è «una pietra filosofale dell'erotismo».



Copertina de «Le Grandi Firme», n° 346, gennaio 1938 - XVI



Il successo che la signorina aveva raggiunto è confermato  dalla tiratura della rivista che passò da cinquantamila a quasi duecentomila copie. Zavattini ebbe a quel punto anche l'idea di bandire un concorso che avrebbe premiato la ragazza più somigliante a quella disegnata da Boccasile per le copertine. Il bando uscì sul numero 360 del 21 aprile 1938, nel quale, da una finestra aperta al centro della seconda pagina, si chiedeva agli italiani: «ESISTE LA SIGNORINA GRANDI FIRME?»

Seguiva la spiegazione del motivo della domanda:

«Tutti ci domandiamo: esiste la signorina Grandifirme? Il nostro disegnatore non può rispondere con precisione a questa domanda. Boccasile, infatti, viaggia su e giù per la nostra magnifica penisola, ne conosce ogni angolo, ogni frazione, ogni paese, ogni città, e ricorda d'aver visto durante queste sue peregrinazioni una donna che egli crede sia l'ispiratrice del tipo da lui reso celebre nella copertina di questo giornale.

NOI VOGLIAMO RINTRACCIARE QUESTA ISPIRATRICE, O ALMENO VOGLIAMO RINTRACCIARE QUELLA DONNA, QUELLE DONNE, CHE PIU' ASSOMIGLIANO ALLA SIGNORINA GRANDI FIRME.

La ricerca ricerca non sarà inutile, poiché quella che sarà giudicata la più TIPO SIGNORINA GRANDI FIRME, avrà un premio non comune, un premio eccezzionale. Anche le altre signorine, che in graduatoria verranno giudicate somiglianti alla signorina Grandifirme, avranno magnifici, straordinari premi».

Il concorso coinvolse molto i lettori, che la redazione del settimanale ricevette molte fotografie e lettere di giovani italiane, aspiranti attrici. La signorina che risultò incarnare il tipo più vicino a quello ideato da Boccasile, però, non poté mai vedere il proprio viso né la propria silhouette sulle pagine de «Le Grandi Firme» in quanto poco dopo quel 30 settembre, giorno del termine delle iscrizioni, «la celebre rivista che nel mondo fa furor», dovette chiudere i battenti per causa di forza maggiore.    


Copertina de «Le Grandi Firme», n° 352, 24 febbraio 1938 - XVI


Copertina de «Le Grandi Firme», n° 360, 21 aprile 1938 - XVI

La notorietà della signorina non tardò ad andare oltre quella goduta tra i lettori del settimanale. La sua popolarità esorbitò dal mondo editoriale, si riversò su quello della moda e del costume e approdò alla canzonetta. Fu il Trio Lescano (tre sorelle olandesi) nel 1938, a portarla sulle scene musicali (Signorina Grandi Firme) che la evocava già nel titolo.




[1] Le Grandi Firme o semplicemente Grandi Firme fu una rivista edita tra il 1924 e il 1939. Se ne contano tre serie. La prima iniziò le pubblicazioni il 1 luglio 1929, diretta da Pittigrilli e aveva un formato tipo rivista, copertina molto semplice senza illustrazioni e portava il sottotitolo «Quindicinale di novelle dei massimi scrittori, diretto da Pittigrilli». Le pagine erano di regola tra le 48 e le 56. Vi scrivevano scrittori all'epoca noti, italiani e stranieri (soprattutto francesi). La seconda serie inizia il 22 aprile 1937 e termina il 6 ottobre 1938. E' la serie più famosa grazie alle copertine di Gino Boccasile. La rivista diventa come è indicato nel sottotitolo «Settimanale di novelle dei massimi scrittori diretto da Pittigrilli». La stampa è a rotocalco a colori, prezzo ridotto a un terzo (50 centesimi), nuova linea grafica, cambiamento di formato e diminuzione di numero di pagine. Nella terza serie Le Grandi Firme diventa il sottotitolo di una "nuova" rivista Il Milione, che mantiene la linea grafica. Questa serie dura solo 43 numeri e nel luglio 1939 chiude i battenti.   
[2] Luigi (Gino) Boccasile nasce a Bari il 14 luglio 1901. Nel 1927 come figurinista, Boccasile collabora con la rivista di moda «Sovrana». Nel 1932 intraprende la collaborazione con la rivista femminile «La Donna». Nel 1933 inizia il sodalizio con la casa editrice Mondadori. Nel frattempo collabora per alcuni numeri della rivista «Dea». Nel 1952 il 10 maggio Boccasile muore a Milano.
[3] Op. cit. nella Bibliografia.
[4] A. Faeti, L'inventore delle gambe, in G. Boccasile, La Signorina Grandi Firme, Longanesi, 1981, p. VII. 

Carlo Moreno & Trio Lescano - Signorina Grandi Firme- 1938





Ecco il testo della canzonetta:

Noi vediamo sempre sul giornale
un tipino originale
seducente e ammaliator,
nato dal cervello di un artista
per la celebre rivista
che nel mondo fa furor

E questa signorina
ogni sabato mattina
si presenta nella fresca sua beltà

Signorina Grandi Firme
col tuo stile Novecento
hai portato un turbamento
in ogni cuor

Signorina Grandi Firme
con le gonne sempre al vento
tu dirigi il movimento dell'amor

Le ragazze d'oggigiorno
sono tutte come te,
basta sol guardarsi intorno,
oh mamma mia ,quante ce n'è!

Signorina Grandi Firme
sei la diva del momento
ti faremo un monumento tutto d'or

Ora questo tipo di ragazza
tu la vedi in ogni piazza
nei ritrovi,nei caffè.

Portano i vestiti più aderenti
voglion far le seducenti
e lo stile un poco c'è

Ma questa gran mania
è davvero una follia,
chi lo sa se questa donna esisterà

Signorina Grandi Firme
col tuo stile Novecento
hai portato un turbamento
in ogni cuor

Signorina Grandi Firme
con le gonne sempre al vento
tu dirigi il movimento dell'amor

Le ragazze d'oggigiorno
sono tutte come te,
basta sol guardarsi intorno,
oh mamma mia ,quante ce n'è!

Signorina Grandi Firme
sei la diva del momento
ti faremo un monumento tutto d'or

Le ragazze d'oggigiorno
sono tutte come te,
basta sol guardarsi intorno,
oh mamma mia ,quante ce n'è!


Signorina Grandi Firme
sei la diva del momento
ti faremo un monumento tutto d'or



Carlo Moreno & Trio Lescano sing "Signorina Grandi firme "(Miss"a la mode") by D'anzi-Bracchi 1938 - Orchestra Barzizza


BIBLIOGRAFIA
  • Gino Boccasile - La signorina Grandi Firme - Ed. Longanesi (1981), con un saggio  introduzione di Antonio Faeti
  • Paola Biribanti - BOCCASILE, La Signorina Grandi Firme e altri mondi - Ed. Castelvecchi (2009)



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