4 ottobre 2013

Le cucitrici, merlettaie e lavoranti a maglia...nella pittura

 
La fotografia di Alfred Stieglitz illustra elegantemente l'essenza della cucitura: un' arte manuale, creativa, che consente di unire con una serie di punti fatti con l'ago tra loro due tagli di stoffa o simili.


Georgia O' Keeffe (1919-1920)
fotografia di Alfred Stieglitz

E' un arte antica, se si considera che gli aghi più antichi, ottenuti da ossa appuntite, indicano che le prime tracce della cucitura risalgono all'incirca 30.000 anni fa.





Anche i pittori ne hanno fatto di quest'arte del cucire a mano un tema nel corso dei secoli  per le loro opere, che qui di seguito ho voluto illustrare. E' un omaggio a queste donne, che nei secoli passati erano soprattutto serve di famiglie benestanti.


La cucitrice (1640)
Diego Velazquez

National Gallery of Art, Washington


Notate con quanta grazia la cucitrice si china sul suo lavoro, e che luce traspare dalla scollatura.


La merlettaia (1662-1664)Caspar NetscherWallace Collection, Londra
olio su tela; cm. 33x27

Questo dipinto assieme al successivo viene spesso comparato. In effetti si riscontrano molte analogie iconografiche con Vermeer.
Classico quadro della "pittura di genere", cioè di quella pittura che rappresenta ciò che avviene ogni giorno, o per dirla con Saul Friedländer «Vero tema della pittura di genere è la condizione, non l'evento» .


La merlettaia (1670-1671)
Jan Vermeer

Louvre, Parigi
olio su tela; cm. 23,9x20,5
 
La ragazza di Figuras (1926)
Salvador Dalì
Per la realizzazione di questo quadro il maestro di Delft si servì dell'aiuto della camera oscura. Si trattò in questo caso di una camera oscura deliberatamente non messa a fuoco, che trasforma i fili di colore con i quali lavora la merlettaia in fili di luce e pittura.

Dalì ne rimase talmente affascinato da questo quadro da riprendere il soggetto nel suo "La ragazza di Figueras". Più tardi spiegò la commozione che provocava in lui il quadro con il fatto che tutto confluiva esattamente in un ago, in un perno che non è stato dipinto, ma solo suggerito.






Nel suo film "El perro andaluz" (1929), codiretta da Bu
ñuel, possiamo vedere una riproduzione del quadro in un libro letto dall'attrice principale, scena che si ripete all'inizio del film "Storia prodigiosa della merlettaia ed il rinoceronte" (1954).
Ragazza che cuce (1750)
Philip Mercier
olio su tela; cm. 76x63,5

La merlettaia (1823)
Vasily Andreevich Tropinin
Tretyakov Gallery - Mosca

olio su tela; cm. 74,7x59,3

 
Gold-Embroideress (1826)
Vasily Andreevich Tropinin
Tretyakov Gallery - Mosca
olio su tela; cm. 81,3x63,9
 
 
Sien, seduta su una cesta, con una ragazza (1883)
Van Gogh

matita, inchiostro, gessetto nero; cm. 55,6x29,9


 




Nei due anni in cui visse all'Aia, Vincent van Gogh realizzò più di 50 disegni di Clasina Hoornik (meglio conosciuta come "Sien") e della sua famiglia. Questo disegno richiama l'attenzione sulla quieta atmosfera domestica che Vincent desiderava disperatamente, una vita domestica idealizzata che sarebbe comunque stata turbolenta e di breve durata.

Clasina Maria Hoornik era nata all'Aia il 22 febbraio 1850, dunque prima di Vincent. Nelle sue lettere al fratello Theo, Vincent raramente menziona il nome di Clasina (il più delle volte riferendosi a lei come alla "donna"), ma quando lo fa la chiama "Christien", che abbrevierà poi in "Sien". Ed è con questo nome che viene meglio ricordata.


Sien condusse una vita estremamente difficile che, in qualche modo, ne faceva la compagna ideale di Vincent. Suo padre morì nel 1875 e la sua vita all'Aia si divideva tra il suo lavoro di cucitrice (come si vede in questo disegno) e la prostituzione. Vincent ha convissuto con Sien per più di un anno e mezzo.



Sulla scogliera: una ragazza che cuce (1887)
Theodore Robinson
olio su tavola; cm. 22,8x31,2
Giovane donna che cuce (1887)
Vilhelm Hammershøi



Donna che cuce (1891)
Bertha Wegmann


 

 






Ecco due quadri di Borrani, che hanno a tema il Risorgimento Italiano.

26 aprile 1859 [1] (1859) 
Odoardo Borrani
[2]
olio su tela; cm 75x58

 
Cucitrici di camicie rosse (1863)
Odoardo Borrani
[2]
Palazzo Bricherasio - Torino
olio su tela; cm 66x54


In "Cucitrici di camicie rosse" colpiscono l'estrema luminosità dell'ambiente e la compostezza  della scena nel suo insieme; le donne sono concentrate in quel primo mattino (la pendola segna le 7,15) mentre cuciono un tessuto di lana rossa. Il loro lavoro è come la preghiera del mattino, quasi un "rito" una loro "partecipazione" alle vicende risorgimentali. 
La scena è vivace: è arrivata un amica (quella rappresentata di spalle) che ha appoggiato la sua cappa (l'artista lascia intravedere la foggia a pellegrina in pesante tessuto blu) e si è appena seduta sulla poltrona di velluto verde; cattura l'attenzione delle due donne a sinistra riferendo, certamente, delle novità. La donna a destra è invece totalmente presa dal proprio lavoro. 

In questo secondo capolavoro il Borriani realizza una sorta di continuazione del quadro "26 aprile 1859" (in quella tela le mani della giovane patriota sono febrili e speranzose nel cucire la bandiera italiana), e costituisce un punto di riferimento per comprendere come il quadro di genere, in questi primissimi anni del realismo in Toscana, prende altre strade, riempiendosi ed animandosi di nuovi contenuti sentimentale ed etici.

La ricamatrice
Franz Xaver Simm (1853-1918)

 
 
Cucitrice (1895) 
 Giacomo Balla
olio su tela; cm. 158x112



La piccola cucitrice (1898)
William Adolphe Bouguereau



Una donna che lavora a maglia alla finestra (1902)Peter Vilhelm Ilsted
 
La cucitrice (1914)
Antonio Mancini

 
La madre che cuce (1925)
Mario Sironi



Cucitrici (1929)
Giulio Bargellini (1875-1936)
olio su tela

 





La cucitrice (1933)
Michelangelo Pistoletto
 

 
Cucitrice (1950)
Cantatore Domenico

olio su tela; cm. 99,5x71

 

 
La rammendatrice (1947)
Renato Guttuso

tempera su cartoncino




Ragazza che cuce
Victor Pasmore (1908 - 1998)

Mending (Rammendo), 2007
Kenton Nelson
olio su tela; cm. 101,6x76,2




[1]  In quel giorno il Granduca di Toscana lascia palazzo Pitti, subentra il Re. E' il giorno che vide la Toscana consegnata
[2]  Odoardo Borrani (Pisa, 1833 - Firenze, 1905)



Rames Gaiba

 
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1 commento:

  1. Molto bello e interessante! Solo non capisco l'osserazione di Dali' "Più tardi spiegò la commozione che provocava in lui il quadro con il fatto che tutto confluiva esattamente in un ago, in un perno che non è stato dipinto, ma solo suggerito."...Sia il suo quadro che quello della merlettaia di Vermeer rappresentano evidentemente delle donne che stanno realizzando un merletto a fuselli, quindi l'ago non c'e' proprio...

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