4 ottobre 2014

Egon Schiele - il magico suo mondo delle donne con le calze.


Grande rappresentante dell'espressionismo austriaco (assieme a Kokoschka) ed uno dei più brillanti disegnatori di tutti i tempi, Egon Schiele spinse fino a livelli drammatici l'erotismo moderato di Klimt, tanto che con Schiele, per la prima volta, entrò nella pittura la crudezza del sesso, fatta di nudi estremamente magri e sfiniti.

I suoi magnifici disegni con tenere bambine nude, donne libere e sensuali con calze a coprire solo un pezzo di gamba, con nudi intrecciati in contorsioni acrobatiche, volti emaciati e sofferti, un'umanità disperata e macraba, lo hanno reso un pittore scandaloso, trasgressivo, di cui nella sua vita (vedi condanna del 1912) ha dovuto pagare le conseguenze.

Schiele è stato mistificato più di qualsiasi altro artista dell'inizio del Ventesimo secolo. Nell'Austria perbenista del tempo non si accettava l'arte che pareva voltare le spalle alla cultura classica. Biografi e storici hanno parlato spesso della sua arte come della sua vita definendola "tragica e nevrotica", considerandolo uno psicopatico ossessionato dal sesso o un rivoluzionario stravagante. E' un dato evidente, ma è una verità parziale. Lo faceva con matita e pennello, alla ricerca delle pulsioni più profonde fisiche e spirituali, nascoste dentro quei corpi dalla dirompente sessualità. Egli affronta questi argomenti per quello che sono, senza eleganti riferimenti o allusioni di sorta. Schiele faceva parte di quella Vienna della cultura fervida e vivace, che vedeva all'opera grandi architetti come Otto Wagner e Adolf Loos, pittori come Klimt e Kokoschka, filosofi come Freud, che per la prima volta indagava nella psiche umana. Ed anche lui, Schiele, cercava di scrutare l'animo degli uomini.

Si prova gioia quando abbiamo davanti una sua opera. Il suo messaggio è incontestabilmente spontaneo e sincero, fuori dallo spazio e del tempo. Questo artista ci trasmette un'eccitante emozioni di colori, di segni che sono stati il suo messaggio al mondo.

Qui presento una serie di suoi disegni dove, fra l'altro, sono protagoniste le calze femminili.


Egon Schiele, Nudo femminile seduto con giarrettiera blu, visto di spalle, 1910
(Sitzender weiblicher Akt mit blauem Strumpfband, vom Rüchen gesehen)
gouache, acquarello e carboncino, cm. 45 x 31,5
Kallir D 523; collezione privata 


Schiele è sempre più incline a posizioni estreme. Raffigurate nei dettagli, le calze gli paiono l'elemento principale della figura. Il corpo della donna è appena abbozzato con poche macchie di colore. 


Egon Schiele, Funanbola, 1912
(Seiltänzerin)
gouache, acquarello e matita, cm. 48 x 32
Kallir D 1089; collezione privata 

Questa  funambola è osservata da un angolo visuale estremo, da una posizione rialzata. Il corpo, reso in forma di torso scultoreo, è tagliato in due punti dalla cornice del quadro. Questa prospettiva conferisce al disegno una dinamicità di insolita forza.
  

Egon Schiele, Nudo femminile con calze verdi, 1912
(Weiblicher Akt mit grünen Strümpfen)
gouache, acquarello e matita, cm. 48,2 x 31,8
Collezione privata


Egon Schiele, Wally in camicetta rossa con ginocchia levate, 1913
(Wally in roter Bluse mit erhobenen Knien)
gouache, acquarello e matita, cm. 31,8 x 48
Kallir D 1335; collezione privata
 
 
 
Egon Schiele, Wally Neuzil in calze nere (1913)


Egon Schiele, La calza verde, 1914
(Der grünen Strümpfen)
gouache e matita, cm. 47 x 29,2
Kallir D 1591; collezione privata
 
 
Egon Schiele, Ragazza bionda con calze verdi, 1914
(Blondes Mädchen mit grünen Strümpfen)
acquarello e matita, cm. 48,1 x 32,3

Kallir D 1533; ubicazione sconosciuta


Egon Schiele, Donna appoggiata con calze verdi, 1917


Egon Schiele, Donna seduta con calze viola, 1917
(Sitzende Frau mit violetten Strümpfen)
gouache e gessetto nero, cm. 29,6 x 44,2
Kallir D 1992, collezione privata 


La sorella più vecchia di Edith, Adele, posa spesso per il cognato. Questa si concede in pose più lascive rispetto alla moglie più riservata. Farsi ritrarre seduta in sottoveste intenta a compiere un gesto che allude ambiguamente alla masturbazione deve essere costato un certo sforzo di volontà a quella figlia di buona famiglia borghese. Anni più tardi, sostenne di aver avuto una relazione con Schiele in quel periodo.


Egon Schiele, Ritratto della consorte dell'artista che si tiene la gamba destra, 1917
(Bildnis der Gattin des Künnstlers, ihr rechtes Bein haltend)
gouache e gessetto nero, cm. 46,3 x 29,2
Kallir D 1982; New York, The Pierpont Morgan Libray
Egon Schiele, nudo con calze verdi (1918)


BIOGRAFIA

1890 - Egon Schiele nasce il 12 giugno a Tulln (piccolo centro sul Danubio a circa trenta chilometri da Vienna - Austria) nel 1890. Terzogenito del capostazione (ferrovie dell'impero austro-ungarico) Adolf Eugen Schiele e della moglie Marie Soukop. La famiglia Schiele proviene dalla Germania settentrionale. La linea materna è invece originaria di Krumau, nella Boemia del Sud.

1905 - Il primo gennaio muore il padre di Schiele, già in pensione dal 1902 a causa di disturbi mentali.
1906 - Contro la volontà del tutore (lo zio Leopold Czihaczek), Schiele sostiene l'esame d'ammissione presso la Wienner Akademie, dove viene accettato al corso di pittura di Christian Griepenkerl.

1907 - Conosce Gustav Klimt, con cui rimane amico fino alla morte del maestro, che lo stimolò nel miglioramento della tecnica del segno e del contorno, e lo introdusse nel Wiener Werkstäffe.

1908 - Partecipa per la prima volta a una mostra pubblica nell'aula magna del collegio di Klosterneuburg.
1909 - Lascia l'Accademia di Vienna e fondò con altri artisti il «Neukunstgruppe».
1912 - Schiele espone con il «Neukunstgruppe» a Budapest e partecipa alla mostra della Secessione di Monaco. Qui egli pubblica sulla «Sema-Mappe» la sua prima opera grafica, la litografia Akt, nudo. A Neulengbach viene arrestato con l'accusa di aver sedotto una ragazzina neppure quattordicenne. Sarà recluso nel carcere di St. Pölten per ventun giorni (tra aprile e maggio) in attesa del processo. L'accusa si dimostra infondata (si trattava di una bambina viennese fuggita di casa di sua spontanea volontà), ma Schiele viene comunque condannato a tre giorni di reclusione per «diffusione di disegni immorali», per aver consentito ad alcuni bambini di vedere certi nudi nel suo studio. La tensione e la paura che egli provò quei giorni in cella sono testimoniati da tredici acquarelli (corredati di frasi significative, in cui Schiele, descrive lo squallido ambiente del carcere) , e un diario disperato contro l'ingiustizia subita. Ma i suoi disegni, no, quelli non erano stati assolti. Anzi il giudice aveva bruciato di fronte a tutti uno dei suoi schizzi, vere cause dello scandalo. Il pittore ricorda il fatto nel diario scritto in carcere: «Durante l'udienza, uno dei miei disegni confiscati, quello che avevo appeso nella mia stanza da letto, venne bruciato solennemente, dal giudice paludato nella sua toga, sulla fiamma d'una candela! Autodafé! Savonarola! Inquisizione! Medioevo! Castrazione, ipocrisia! Su, andate nei musei allora, e tagliate a pezzetti tutti i più grandi capolavori d'arte. Chi ripudia il sesso è un individuo sporco che diffama nella maniera più volgare i propri genitori che lo hanno generato».       

La dichiarata convivenza con la modella Wally Neuzil (qui nel disegno n° 2) e i suoi dipinti di ragazze minorenni lo mantennero sempre ai margini della società tradizionale austriaca.
1914 - Impara dal pittore e grafico Robert Philippi le tecniche dell'incisione all'acuaforte e della xilografia. Espone alla mostra «Secessione Internazionale» di Roma, alla Werkbung-Ausstellung di Colonia e alla Secessione di Monaco, poi a Bruxelles e a Parigi.

 

1915 - Alla Kunsthaus di Zurigo vengono esposti disegni e acquarelli di Schiele. Il 17 giugno sposa Edith Harms, che ha conosciuto all'inizio del 1914. Quattro giorni dopo il matrimonio, il 21 giugno 1915 deve recarsi a praga per svolgere il servizio militare. La moglie lo segue. Dopo un periodo di addestramento a Neuhas in Boemia, alla fine di luglio Schiele ritorna a Vienna, in quanto gli vengono asegnate mansioni di sorveglianza e di ufficio nei pressi della capitale. Schiele riceve il permesso di pernottare nel suo studio di Hietzing. 
1916 - Espone alla Secessione di Berlino, nel contesto della «Wiener Kunstchau». Sue opere compaiono anche all'interno di mostre della Secessione di Monaco, della galleria Goltz e di una rassegna grafica di Dresda. All'inizio dell'anno viene assegnato al servizio sedentario. Da maggio fino alla fine di agosto Schiele lavora nel reparto vettogliamento del campo di prigionia per ufficiali di Mühling, presso Wieselburg, nell'Austria meridionale. Qui egli ha modo di disegnare e in luglio gli viene addirittura messo a disposizione uno studio provvisorio. All'inizio di settembre è già di ritorno a Vienna.
1917 - In autunno e in inverno presenta sue opere nel contesto di mostre sull'arte austriaca ad Amsterdam, Stoccolma e Copenaghen.
1918 - In marzo, la mostra speciale nell'ambito della quarantanovesima esposizione della Secessione si traduce per lui in un grande successo artistico e materiale, che gli procura numerose nuove commissioni. Alla fine del mese di luglio intraprende, con la moglie in stato di gravidanza, un breve viaggio a Kovácspatak in Ungheria. In autunno (un mese prima della fine della guerra), al rientro a Vienna (quell'epidemia in Europa farà venti milioni di morti)  la moglie Edith si ammala di febbre spagnola e muore il 28 ottobre. Contagiato dalla stessa malattia, Egon Schiele viene curato nella casa di famiglia della moglie dove, tre giorni dopo, muore il 31 ottobre del 1918, a soli 28 anni.    


© Riproduzione riservata
(vale per il testo,
in quanto le immagini sono tratte da internet)

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EGON SCHIELE MUSEUM
http://www.egon-schiele.eu/  (link esterno)

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