11 agosto 2018

PINOCCHIETTO... OVVERO MA QUALI PANTALONI INDOSSAVA PINOCCHIO?


Inizio con una presentazione del Personaggio di Pinoccchio (fatta nel 2004) del Professore di Semiotica Paolo Fabbri.

"Pinocchio è un personaggio morfologicamente incompiuto e narrativamente incompleto. Tocca a noi il compito di ricostruirli narrativamente.

Partendo dalla cultura regionale come quella Toscana, che ispirò Collodi, si manifesta qualche cosa di antropologicamente molto profondo. Il mondo degli uomini e degli automi alla fine si rivela però incompatibile. Pinocchio-marionetta non può crescere: come dice bene la fata, "nasce burattino, vive burattino, muore burattino". Per svilupparsi deve abbandonare la sua doppia natura, sdoppiarsi. Quando Pinocchio diventa fanciullo, il burattino Pinocchio rimane inanimato, appoggiato ad una sedia. Non c'è metamorfosi possibile, come, ad esempio, nella versione di W. Disney.

Pinocchio racconta costantemente Pinocchio. Proprio per l'esigenza temporale del feuilleton, di quando in quando fa dei riassunti abbastanza spropositati che formano, ironicamente, un livello "meta-narrativo". In più di un occasione, Pinocchio rinarra confusamente la propria storia, come se non la comprendesse a pieno e toccasse al lettore di districarla.
 
Se guardiamo invece ai dettagli del racconto, ci accorgiamo che c'è un sistema in questa corsa picaresca. Per esempio, siccome Pinocchio non appartiene interamente alla cultura, i suoi vestiti sono sempre "naturali": il cappello di crosta di pane, il vestito di carta, le scarpe di scorza, più tardi i sacchetti di lupini. La sola volta in cui porta un cappello di lana lo fa, in maniera antifrastica, per coprire le orecchie da somaro! Solo alla fine Pinocchio fanciullo si vestirà con scarpe di vacchetta. E solo alla fine riuscirà a restare in contatto con quell'oggetto culturale che è il denaro: riceve infatti un portamonete d'avorio con quaranta monete d'oro. Prima i soldi li seminava, nella speranza che, come i semi naturali, crescessero, ma il denaro "frutta" altrimenti. Ma osserviamo anche la sua dieta. Pinocchio è uno stretto vegetariano e in ogni caso non consuma dei cibi cotti, che mangiano invece persino gli animali come la volpe ed il gatto. Pinocchio rischia piuttosto di essere mangiato ma e tutte le volte che si alimenta lo fa con elementi non trasformati culturalmente." [*]


[*] Pinocchio (2004), intervista con Alessio Filippi al Professore Paolo Fabbri


Il Pinocchio cupo
del Teatro del Carretto


In realtà non si sa quale foggia avessero esattamente i pantaloni di Pinocchio, dice infatti il testo al Capitolo VIII: "Geppetto, che era povero e non aveva in tasca nemmeno un centesimo, gli fece allora un vestituccio di carta fiorita, un paio di scarpe di scorza d'albero e un berretto di midolla di pane..." 

1. I Tarocchi di Iassen Ghiuselev - Ed. Arte Editoriale, 1994
2. Pinocchio illustrato da G[iovambattista] Galizzi - Ed. S.E.I., 1945


Però tutti coloro che conoscono la favola immaginano (aiutati dagli illustratori) che Pinocchio, oltre al vestituccio, pensato come una camiciola, indossasse anche un paio di calzoncini lunghi sino al ginocchio. Ed ecco conclusa questa breve storia, che nasconde in sé una piccola bugia, abitudine comunque ben nota al burattino di legno.

Pinocchio illustrato da Rino Albertarelli
Carlo Collodi - Le Avventure di Pinocchio - Ed. Cavallo, 1944




Sia chiaro, il Collodi qualcosa dice nel Capitolo XVI: "Un paio di calzoni corti di velluto cremisi". Allora è colpa della fantasia, ed io sono per la loro libera interpretazione, degli illustratori.
Nel gergo della moda si definisce con il termine Pinocchietto dei pantaloni aderenti che arrivano appena sotto al ginocchio. Come sinonimo possono essere chiamati pantaloni alla corsara o alla pirata, dove a differenza del nome pinocchietto non c'è inganno, in quanto i pirati indossano realmente calzoni al ginocchio, come era in uso nel XVII secolo. 



© Rames Gaiba
Riproduzione riservata



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L'autore di questo post è un collezionista di Pinocchio
e quindi ritiene di avere "titoli" per parlare di questo meraviglioso Burattino,
e si permette di rimandarvi alle lettura (link in verde) del suo blog.

Grazie dell'attenzione. Buona lettura!

RG


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