19 giugno 2011

Hermann Nitsch "Schuttbild" e "Orgien Mysterien Theater"


Hermann Nitsch - Schuttbild, 1990
olio su tela e abito,  cm 200 x 300
Mart,  Rovereto (TN)


Questa opera utilizza materiali non convenzionali, schizzi di sangue su tela in un lavoro che ha un senso del profano e sacro. E' un quadro che esprime la ricerca dell'artista sull'uso del colore. Il rosso, in questo caso, manifesta i primordiali istinti umani. Ricorda Nitsch: "Il rosso è il colore della carne, del sangue, delle interiora, è il colore dell'estasi, delle vittime del sacrificio, della pasione". 


Hermann Nitsch - Senza titolo, 1989
acrilico su tela, cm 200 x 300



Hermann Nitsch
foto, Nitsch mentre dipinge 


Hermann Nitsch nasce a Vienna in Austria nel 1938. Dal 1957 Hermann Nitsch si dedica alla concezione del suo “Orgien Mysterien Theater” (OTM), il teatro delle orge e dei misteri; l’OMT è una nuova forma di arte totale (Gesamtkunstwerk) che coinvolge tutti e cinque i sensi, in cui, con intenti freudianamente liberatori, gli elementi profondi sensoriali-pulsionali affiorano attraverso uno stato di eccitazione psico-fisica.

Forte è il rapporto dell’Orgien Mysterien Theater con le cerimonie rituali e religiose dei popoli arcaici durante le quali si sacrificavano animali e si spargeva il loro sangue e le loro interiora; una violenza senza freni che consentiva di liberare l’energia interiore, passaggio necessario per arrivare alla purificazione e alla redenzione.

Nel 1961, con Günter Brus e Otto Müehl, a cui si aggiungerà Rudolf Schwarzkogler, forma il gruppo artistico del “Wiener Aktionismus”, importando in Austria le tematiche della pittura gestuale.

 
Hermann Nitsch - Camicia, relitto di una azione, gioco di 3 giorni, 1984
sangue su stoffa, in armadietto di legno, cm 158 x 160
proprietà privata, Lussemburgo



Nell’ Aktionstheater (Teatro d’Azione) l’artista viennese introduce sostanze organiche come la carne dei corpi di vitelli e pecore sventrati, liquidi corporali come il sangue e l’urina e paramenti liturgici come mitre cardinalizie, pianete, cotte, ostensori e croci.

“La televisione, i film ci propongono ogni giorno centinaia di morti. Ma come pura immagine, come qualcosa che non ci riguarda. Noi abbiamo inventato la morte pulita. Nel mio Teatro, invece, la morte torna a essere un’esperienza concreta: il sangue ha un odore e un colore, le viscere degli animali hanno una forma, sono sporche. Se io provoco scandalo è solo perché presento una verità, perché cerco sull’esempio di ogni grande artista del passato di lacerare l’ottusità, di raggiungere una consapevolezza. Il senso profondo del mio lavoro è questo: la presa di coscienza di verità antiche e la liberazione della paura attraverso la catarsi”. (Hermann Nitsch)


Hermann Nitsch - Berarbeitetes Relikt 123, 2007
collage, cm 230 x 340


«Le opere d’arte più antiche sono nate, com’è noto, al servizio di un rituale, dapprima magico, poi religioso» (Walter Benjamin).

 
Hermann Nitsch - Senza titolo, 2008
tecnica mista su tela, cm 200 x 150
Pubblicato sul catalogo della mostra "Dietro l'altare di Hermann Nitsch" a cura di Danilo Eccher



Nitsch fonda un ordine e ne redige le regole ne Il leitmotiv mitico del Teatro delle Orge e dei Misteri (Das Mythische des Orgien Mysterien-Theaters), così elencando i referenti mitologici e religiosi:

«L’eccesso fondamentale sadomasochistico / L’uccisione dell’animale-totem e la sua consumazione rituale / Il regicidio rituale / L’evirazione di Attis / L’uccisione di Adone / L’uccisione di Orfeo / La castrazione rituale/L’accecamento di Edipo / Lo sbranamento di Dioniso / La crocefissione di Gesù Cristo / L’eucarestia».

“Tutta la mia arte è una preghiera. Non solo a Dio, ma alla natura, all’essere, al cosmo intero. Io sono profondamente religioso, anche se non sposo nessuna particolare confessione. Il mio lavoro e il mio teatro sono un modo estetico di pregare, una via contemporanea alla preghiera. Gli stessi simboli che uso sono simboli presenti in tutte le religioni: il vino, il sangue, il sacrificio. La differenza è che non sono metaforici, ma veri, reali.” (Hermann Nitsch)

Nel 1971 acquista come luogo cultuale delle sue Azioni il castello di Prinzendorf an der Zaya a sessanta chilometri da Vienna.
L'artista ha combinato la propria attività performativa con esposizioni, conferenze e concerti in Europa, America e Asia. Sue opere sono incluse in prestigiose collezioni, tra cui quelle dello Stedelijk Museum di Amsterdam, della Tate Gallery di Londra, del Guggenheim Museum di New York. Ha esposto presso il Museum Moderner Kunst Stiftung di Vienna nel 1978, 1999, 2002 e 2004, alla Stadtische Galerie im Lenbachhaus di Monaco nel 1988, al Konsthallen Göteborg nel 1997. Ha inoltre partecipato a Documenta V e VII a Kassel e alla Biennale di Sydney nel 1988. Nel 2007 viene fondato a Mistelbach, a nord di Vienna, l'Hermann Nitsch Museum.



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