14 agosto 2013

Le carré di Hermès



Un carré Hermès nella sua famosissima scatola [1]


 



La lunga storia del carré di Hermès ha un antecedente che risale al 1928 [2] e che non fu un successo di vendite. Ma nel 1937 nasce quello che è considerato il primo foulard Hermès. Il soggetto denominato "Jeu des Omnibus et Dames Blanches" fu disegnato da Hugo Grygkar ed era in twill di seta cm. 90x90 [3]. Nel 2007, in occasione del 70° anniversario della Carré Hermès, la Maison ha rieditato il soggetto però in un nuovo formato cm. 70x70, ogni centimetro a onorare, "pagare" il tributo dei 70 anni di fabbricazione del foulard sciarpa. La nuova riedizione è chiamata "Carrés Vintage" ed è in una seta più morbida chiamata "Soie Vintage" per differenziarla rispetto all'originale carré in twill di seta.   




«Un bon joueur ne se fache jamais»,
un buon giocatore non si arrabbia mai.
 
 
 
 
 
 
 
 
Il carré di Hermès è famoso in tutto il mondo per i suoi colori, per la seta pregiata e le sue stampe capaci di rinnovarsi senza cambiare mai, mantenendo la classe di sempre.


[1] Una scatola, un nastro e un logo. La guerra lascia involontariamente in eredità alla Maison una fortunata eredità. Durante l'occupazione, i coloranti scarseggiano. È così che Hermes, dovendo fare rifornimento di scatole di cartone per confezionare i propri prodotti, non riesce a trovare quelle sobrie, beige profilate di marrone, che usa da anni, e adottate in sostituzione di quelle crema con bordatura d'oro che aveva scelto all'inizio della sua avventura commerciale. A causa della guerra, riesce a reperire solo uno stock di scatole di uno sgargiante color arancio acceso. Così le scatole arancioni bordate di marrone entrano nella Maison nel 1945, per non essere più abbandonate. Contemporaneamente alle scatole arancioni vengono adottati dalla Maison altri due segni di riconoscimento. Il primo è il nastro "balduc" in tessuto color marrone cacao (in coordinato con la profilatura delle scatole), con impressi una sorta di punto sellaio, lungo i bordi, e la scritta «Hermes Paris». Il secondo è il logo della Maison «Le duc attelé», ovvero il profilo di un cocchio scoperto trainato da un cavallo, osservato da un uomo vestito da fantino che, perplesso, lo fronteggia, come se stesse per salirvi sopra.
[2] La Maison nel 1928 fa realizzare a uno dei suoi fornitori di sete un grande foulard con disegni ispirati al mondo dell'automobile. Fu commercializzato con il nome «Tapecul». Il nome è quello di una piccola vela delle imbarcazioni, ma gergalmente viene usato anche per indicare una carrozza o un'automobile poco stabile e sicura.  
[3] Jeu des Omnibus et Dames Blanches rappresenta, al centro di una serie di cerchi concentrici, 12 carrozze che si inseguono separate da alberi, un gruppo di uomini e donne seduti attorno ad un tavolo e intenti in una sfida a un gioco molto popolare intorno al 1830. Si tratta di un gioco ispirato alla dura concorrenza scatenatasi tra le prime pioneristiche società di trasporto pubblico parigino. Sotto ai giocatori, una scritta: «Un bon joueur ne se fache jamais», un buon giocatore non si arrabbia mai.


Il regno vegetale

Fiori, boschi, frutti, foglie e giardini.
 

Gli animali

Dagli insignificanti insetti alle fiere tigri, con una predilezione per i volatili (quelli che, nel regno animale, hanno un più spiccato senso di perenne mobilità), tutta la fauna è stata immortalata.

 
 
 
 


 
 
 
 
 
  
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
  
Hermès
 
La Maison si autocelebra mettendo in scena i suoi elementi tipici: dal nastro bolduc al palazzo della propria sede storica, dalla borsa Kelly, al carré stesso, in una sorta di circolo vizioso infinito, spesso anche autoironica.  
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
  
 
 
 
 
 
 
  
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Soggetti astratti
 
 
 
 
 
 
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Post in rielaborazione.
A settembre 2013 la versione definita, ampliata nelle immagini e testo.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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