11 maggio 2013

Scarpa...la sua non cittadinanza in certi luoghi sacri


Scarpa medioevale, in pelle.
Generalmente molte lunghe alla punta dei piedi,
ed in punta ripiene di muschio per irrigidire e assorbire l'odore.
photo by: Herbert Art Gallery & Museum, Coventry 


La scarpa non ha diritto di cittadinanza in certi luoghi sacri, nelle moschee e nei tempi asiatici, in particolare. Nella Bibbia, Dio chiede a Mosè di togliersi i sandali quando si appresta a entrare nel roveto ardente. "[Dio] riprese: 'Non ti avvicinare! Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è una terra santa!" (Esodo, 3, 5-6).
Nella tradizione musulmana, la scarpa è considerata un capo di abbigliamento impuro, perché è sporcata dal suolo su cui si posa, contaminata dalle energie profane. E' per questo che, nello spazio sacro della moschea, si devono togliere le scarpe. Il fedele deve presentarsi a piedi nudi, sia per attestare la sua spogliazione materiale, sia per rafforzare il suo contatto con la terra consacrata. Attraverso tale atto, egli accresce la sua energia spirituale rimettendosi in contatto con l'essenziale. 



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