15 maggio 2017

Vecchio Frack - Domenico Modugno e i fumetti di Berardi&Milazzo





immagini tratte da "Fantasticheria"
di Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo
(Albi Orient Express - Edizioni L'Isola Trovata) - marzo 1987



Domenico Modugno in frac 
nel film "Appuntamento ad Ischia" di Mario Mattioli, del 1960


"Vecchio frack" (1955) [1]  è una delle espressioni più elevate della produzione di Domenico Modugno. Indimenticabile l'esecuzione dal vivo dell'artista che si accompagnava con la sola chitarra, suonando le corde con il pollice per rendere il suono più morbido.

L'ispirazione per questa ballata lirica e raffinata, che ricorda lo stile degli chansonnier francesi, è legata a un fatto di cronaca: il suicidio (nel novembre del 1954) del Principe Raimondo Lanza di Trabia, un trentenne della nobiltà romana.

Uomo di grande eleganza, era stato a lungo fidanzato con Susanna Agnelli e, in seguito, rapito dallo splendore dell'attrice Olga Villi al San Domenico di Taormina, se ne innamorò e la sposò, per poi gettarsi dalla finestra del proprio palazzo di via Sistina a Roma pochi mesi dopo il matrimonio.




Modugno con questa canzone ebbe i primi problemi con la censura per il verso "Adieu, adieu, adieu, addio al mondo, ai ricordi del passato, ad un sogno mai sognato, ad un attimo d'amore che mai più ritornerà" che fu trasformato in "ad un abito da sposa primo ed ultimo suo amor" poiché la commissione di censura sosteneva che le parole alludessero a contatti fisici che erano da considerarsi immorali. Nelle versioni successive Modugno cantò sempre la versione originale. Inoltre in uno dei primi versi all'inizio della canzone la versione originale era "chi mai sarà quell'uomo in frac", poi trasformata in "di chi sarà quel vecchio frac" per dissimulare il tema del suicidio, evitando di sottolineare il contrasto tra l'uomo in frac e il vecchio frac che galleggia da solo sotto i ponti nel finale della canzone.




Questa è una canzone "eterna", che io ovviamente ho ascoltato per la prima volta solo alla fine degli anni Sessanta, per poi capirla e analizzarla nel testo solo in anni successivi. E' una canzone che, ancora di più ora, si tinge di malinconia, perché il primo ascolto di queste note fu certamente assieme ai miei genitori, che ora non vi sono più. Sono note che erano a loro gradite, piene di poesia, di una precisa rappresentazione dell'uomo "ha un cilindro per capppello / due diamanti per gemelli / un bastone di cristallo / la gardenia nell'occhiello / e sul candido gilet / un papillon, un papillon di seta blu". Oggi vi è, miei letttori, anche il mio interesse di chi occupandosi di moda scompone la descrizione del testo analizzando quell'abbigliamento, purtroppo inconsueto ai nostri giorni, di un signore elegante.


[1] La grafia corretta è frac e non "frack" o "frak"... ma si sa ai musicisti e parolieri la cosa si può permettere.  


by J.C. Leyendecker (1911)



Testo "Vecchio Frack"

E' giunta mezzanotte
si spengono i rumori
si spegne anche l'insegna
di quell'ultimo caffè
le strade son deserte
deserte e silenziose,
un'ultima carrozza,
cigolando se ne và.

Il fiume scorre lento
frusciando sotto i ponti
la luna splende in cielo
dorme tutta la città
solo và un'uomo in frack.

Ha il cilindro per cappello
due diamanti per gemelli
un bastone di cristallo
la gardenia nell'occhiello
e sul candido gilet
un papillon,
un papillon di seta blu
s'avvicina lentamente
con incedere elegante
ha l'aspetto trasognato
malinconico ed assente
non si sa da dove vien
ne dove và
chi mai sarà
quell'uomo in frack.

Buon nuite bonne nuite
Buon nuite bonne nuite

Buona notte
va dicendo ad ogni cosa
ai fanali illuminati
ad un gatto innamorato
che randagio se ne va.

(musica, fischiettando)

E' giunta ormai l'aurora
si spengono i fanali
si sveglia a poco a poco
tutta quanta la città
la luna s'è incantata
sorpresa ed impallidita
pian piano
scolorandosi nel cielo sparirà
sbadiglia una finestra
sul fiume silenzioso
e nella luce bianca
galleggiando se ne va
un cilindro
un fiore e un frack.

Galleggiando dolcemente
e lasciandosi cullare
se ne scende lentamente
sotto i ponti verso il mare
verso il mare se ne và
chi mai sarà, chi mai sarà
quell'uomo in frack.

Adieu adieu adieu adieu
addio al mondo
ai ricordi del passato
ad un sogno mai sognato
ad un'attimo d'amore
che mai più ritornerà.


(musica, fischiettando)


Rames Gaiba
© Riproduzione riservata

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