23 gennaio 2014

Attaccar bottoni... nella letteratura e musica.


Le piccole cose fanno girare il mondo
(da inserto pubblicitario Bottonificio Duerre Bottoni - Bolgare Bergamo)



DE' BOTTONI
(Dario Bellezza)

Bottoni, bottoni sopra i toni.
Inquietante aperture e
metafisiche chiusure.
Saltati per gonfi ventri farciti
come gastronomiche grossolanità;
oppure tesi in setose camicette,
ad opprimere ubertose tette.
Bottoni mai cuciti
di scapoli distratti
dai pantaloni mascalzoni.
Nelle famose stanze
su decrepite poltrone.
Che colpa han essi
di tali galeotte commissioni?
da ricordare s 'ha sempre
che son solo dei... Bottoni.   




Bottone blu in resina anni '80


LA VECCHIA IN VENDITA
(Tonino Guerra, da "Arrivano le donne")


In una città del Montefeltro c'era una vecchia che vendeva bottoni. Ma non aveva più clienti e tutta la sua mercanzia era esaurita. Le era restato un bottone blu che teneva in mostra senza nessuna voglia di venderlo, ma doveva servire magari per incuriosire qualcuno di passaggio.
Lei stava dietro il banco e sotto gli scaffali vuoti come fanno i cacciatori quando si accucciano fermi all'interno di un capanno di frasche in attesa di prendere con la rete uccelli di passo.
Lo scopo della vecchia era di scambiare qualche parola con chi spinto da chissà quale curiosità capitava nel negozio.
Era una donna che aveva avuto una vita abbastanza piena poi le morì il marito e gli amici piano piano scomparvero così da lasciarla in un mare di silenzio.
E' per questo che approfittava della pazienza di chi entrava nel suo negozio per parlare del più e del meno.
Un pomeriggio capitò una spagnola per chiederle un'indicazione stradale e lei allora volle raccontare il suo viaggio di nozze a Siviglia al tempo dei grandi festeggiamenti a Pasqua della Macarena, la splendida Madonna così amata in quella città. E racconta anche il suo stupore quando all'alba le strade erano bianche di cera sgocciolata dalle mille e mille candele come se nevicasse. Ma questo momento finale lo raccontò ad alta voce a se stessa, perché la spagnola se ne era già andata.
Un giorno si presentò nel negozio una donna che voleva comprare quel bottone blu.
Aveva perso il terzo bottone del cappotto che era molto simile a quello lì. La vecchia tentò di non venderlo, ma la donna tornò più volte disperata per dire che un bottone così non l'aveva trovato da nessun'altra parte. Allora glielo regalò perché non voleva per un pugno di soldi vendere una cosa così rara.
Così la bottega restò chiusa per molti mesi. Ma la vecchia non riuscì a vivere a lungo nelle penombre della sua cucina. Una mattina sistemò una sedia sulla vetrina e sedette lì sopra come se fosse lei l'oggetto da vendere. I primi giorni ci fu una folla di curiosi che si fermava a guardare quella poveretta.
Un bel giorno si bloccò a guardarla un cane randagio. E capitò altre volte. E lei ormai stava lì ad aspettare soltanto lui.



CONSEILS D'ORGUEIL NE VAUT NIE UN BOTON... recita la Chanson de Roland precisando la futilità dell'orgoglio e la scarsa importanza del bottone che non vale nemmeno quanto un cattivo consiglio. Così nel Medioevo. Ma già allora i bottoni servivono almeno ad ornare, al punto da divenire in breve tempo oggetto di leggi santuarie.

Poi si fecero belli e preziosi...

 
 

    
 Nel 1976 lo "Zecchino d'oro" dell'Antoniano di Bologna ha dedicato al bottone anche una canzone.


450 Bottoni

450 bottoni tutti in fila come marmittoni
stavan chiusi ma senza moschetto
sotto il banco nel grande cassetto.
Entra un tizio che vuole i bottoni
e li vuole quadrati e marroni.
La merciaia apre il grande cassetto
glieli conta e ne fa un bel pacchetto.
E lui cuciva i bottoni, e li cuciva su camicie e pantaloni
e li cuciva anche sui gilè e le giacche di lamé.
Grande festa per tutti i bottoni
tutti insieme felici e allegroni
sulle nuove divise fiammanti
della banda di Borgo Ognisanti
tra tamburi trombette e gran cassa
che allegria che c'è nella piazza
tra cornetti flautini e tromboni
450 bottoni.

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per ascoltarla questo è il link:
http://www.youtube.com/watch?v=9p-6Kw7Jxy0


Al diavolo i pudori verbali... perché vi è un famoso libro che, a dispetto del titolo, non si rivolge né ai bambini né alle giovinette.



Louis Pergaud
La guerra dei bottoni

Ed. Einaudi

Un paese di campagna nella Francia d'inizio Novecento, due bande di ragazzi rivali, tante battaglie a colpi di fionda, corpo a corpo e randellate; un linguaggio «colorito» per colpire i nemici, ma anche, semplicemente, per indicare ogni cosa (e ogni parte del corpo) con il proprio nome, senza tanti giri di parole. La guerra dei bottoni è il ritratto di un mondo ormai lontano, dove la scuola non piaceva a nessuno, il maestro e i genitori non risparmiavano pesanti punizioni, ma i ragazzi avevano tanta voglia di giocare e divertirsi, con i vestiti o senza, tra compagni di scuola e di «guerra». Libro godibilissimo, da consigliare, ormai un classico.

Da questo libro nel 1961 è stato tratto un film (b/n) di Yves Robert con Michel Galabru, Claude Confortes, Jacques Dufilho, Antoine Lartique.

Titolo originale: La guerre des boutons


Locandina film della versione in italiano
cm. 140x100
 
 
Nel 1994 vi è stato un remake dell'omonimo film di John Roberts, interamente girato sull'Isola di Cork in Irlanda.

Titolo originale: War of the Buttons
 
   

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