15 giugno 2015

Le Fabbrichine (canzone popolare)


Le fabbrichine sono donne che lavorano in fabbrica.
Il termine ebbe origine nella seconda metà dell'Ottocento, quando le fabbriche cominciarono ad assumere manodopera femminile. All'inizio le fabbrichine erano considerate, specialmente in campagna, donne di eccessiva disinvoltura di comportamento.

Trascrizione musicale a cura di Roberto Becheri
tratta dal libro di Umberto Mannucci "Parole in fabbrica", Edizioni del Palazzo

 

La canzone popolare che viene trascritta mette in evidenza, sarcasticamente, le ambizioni che si attribuivano alle fabbrichine, caratterizzando così un'epoca assai lontana.


“Le fabbrichine le son tutte eguale,
per fare il lusso le lascian la cena,
le sembran baronesse a luna piena.
E all'alba quando si arzano

con la faccia assonnata
le corrano allo specchio,
si dan la prima occhiata:
e il ricciolo 'un c'è più,
la treccia casca giù.
E prima di pigliare il caffellatte

si lavano con l'acqua profumata,
senza le carze stan con le ciabatte,
mentre alla testa si dan la pomata.
Le si stropiccian come tante gatte.
Col ferro poi si arricciano
si mettono il ripieno,

si fan tutte le righe come quelle del treno.
E a forza di pigiar
il ricciolo si fan

e il capo le diventa
come l'onda del mar.
Ma quando è giunta l'ora di mangiare,

per desinare è pronto un salacchino
e alla cannella le dovranno andare,
perché col lusso non gli c'entra il vino
e ci hanno ancor la sarta da pagare.
Credon con tanto lusso

trovare un bon partito
forse qualche ingegnere
vorrebban pe' marito,
ma gli anni vanno in su
passa la gioventù
con tutto questo lusso
da sposar le 'un trovan più”.
 


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