4 maggio 2017

Tela di Penelope




Tela di Penelope - Com’è raccontato nell’Odissea attribuita ad Omero:  


“…Finchè il giorno splendea, tessea la tela / Superba, e poi la distessea la notte…” (Canto secondo, 90 e segg. - Il viaggio di Telemaco). [1] Nel corso dell'Odissea la storia della tela è raccontata anche da Penelope - Canto dicianovesimo, 130 e segg. e non è utilizzata a fondo, ossia i pretendenti non si fanno forti della promessa, come potrebbero, per costringere Penelope a cedere. E' uno dei temi folcloristici che spesso nell'Odissea sono accennati ma non svolti.



Penelope al telaio (1575-1585) - Leandro Bassano (1557-1622)
olio su tela, cm. 92 x 85
Musée des Beaux-Arts - Rennes, Francia [2]



Penelope, moglie di Ulisse, re d’Itaca, mentre aveva il marito all’assedio di Troia, si trovò circondata da un nuvolo di corteggiatori, che l’annoiavano dalla mattina alla sera per sapere chi fosse fra loro tutti il preferito. Ma la furba Penelope, per non aver seccature, rispondeva sempre che non l’avrebbe mai detto, se prima non avesse terminato una tela che stava tessendo. E perché quella tela non venisse mai a fine disfaceva di notte la poca tela tessuta di giorno; e con questo ripiego la tela andò tanto in lungo, che Ulisse ebbe il tempo di ritornare dall’assedio. Ecco perché, in relazione a ciò, il detto E’ come la tela di Penelope per indicare qualcosa che non fa prevedere la fine. Se poi si vuol accennare a qualche persona che, per irrequietezza di carattere o altro, sia solita, dopo aver fatto una cosa, di disfarla, per poi tornare a rifarla daccapo, allora si suol dire quella persona lì fa come Penelope.

Odisseo (Ulisse) viaggia tra i propri sogni, ed il principale dei sogni è la donna che aspetta, la donna che non conosce la misura dell’assenza, perché ne ha fatto misura dell’amore eterno, del per sempre. Una donna che tessendo scrive la sua stessa storia, per poi scucirla e ritesserla ancora. In un’isola lontana, contemporaneamente, Odisseo racconta di sé, si inventa, e diventa perciò il primo poeta conosciuto dell’ Occidente. L’Odissea è il viaggio nel non-luogo e nel non-tempo, perché è il viaggio di un uomo tra le sue paure, tra i suoi morti ed il suo passato, tra le sue nostalgie, tra i suoi desideri irrealizzati, verso un futuro che non conosce e le sue pericolose seduzioni.




Skyphos attico a figure rosse con Penelope con il figlio Telemaco (440 a.C. circa)
Chiusi Museo Nazionale Etrusco.




Il telaio che storicamente la tradizione figurativa riporta accanto a Penelope è un telaio a pesi. Quest’ultimo fu il primo tipo di telaio inventato dall’uomo, nel periodo neolitico, e rimase in uso presso popoli antichi del Mediterraneo fin dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente. È un telaio molto semplice che ha la caratteristica di cominciare a costruire il tessuto, contrariamente ai telai moderni, nella sua parte alta.


Costruito con pali di legno legati con lacci di cuoio o fibre vegetali, la sua struttura è basata su una cornice fissa di forma rettangolare a cui vengono appesi i fili dell’ordito, mantenuti in tensione da pesi. Due rami a forcella, che sporgono perpendicolarmente dai montanti, possono creare i supporti per il bastone dei licci. Il telaio è completato da un paio di stecche (per tener in ordine i fili) e un legnetto con il filo arrotolato come navetta.

«Le fonti iconografiche sono utili per comprendere la forma e le caratteristiche estetiche di determinati telai od oggetti, ma sono altresì limitate e non descrivono pedissequamente la funzione tecnica e scientifica di questi strumenti. Gli artisti di tali rappresentazioni, infatti, avevano lo scopo di raffigurare un oggetto o una scena nell'immediato, essere più diretti possibile, e non avevano alcun scopo didattico o scientifico. Nel telaio di Telemaco e Penelope, ad esempio, per ogni peso da telaio è raffigurato un solo filo d'ordito; in realtà ad ogni peso andava legato un gruppo di fili in base alla grammatura di entrambi gli elementi.»  (Valentina Cutaia Atzeni - Tesi di laurea “Il ciclo produttivo della tessitura: analisi diagnostiche e indicatori archeologici”, op. cit., p. 6)

« [...], un altro elemento di particolare rilevanza è la presenza di una trave girevole posta in orizzontale nella parte alta della struttura, sulla quale era possibile avvolgere la stoffa appena tessuta; si otteneva in questo modo un panno più lungo rispetto alle dimensioni del telaio, le quali al contrario, limiterebbero la lunghezza totale della stoffa. [...] In questa raffigurazione è possibile notare un'abbondante porzione di stoffa già tessuta e avvolta sulla trave superiore del telaio. [...] Nel telaio con Penelope e Telemaco, ad esempio, nonostante sia apparentemente realistico, ciascun singolo filo dell'ordito presenta un solo peso; questo dettaglio, secondo l'autorevole parere di Marta Hoffmann [3], sarebbe in realtà impossibile, in quanto si arriverebbe al disfacimento del filo [4]. Ad ogni peso, infatti, erano legati insieme un totale di fili stabiliti in base al peso effettivo d'ogni pesetto e tenendo conto dei grammi e della resistenza del filo utilizzato.» [5] (Valentina Cutaia Atzeni - Tesi di laurea “Il ciclo produttivo della tessitura: analisi diagnostiche e indicatori archeologici”, op. cit., pp. 16-18)




[1] Tela sottile, tela grande, immensa, / A oprar si mise, […] Intanto, / Finchè il giorno splendea, tessea la tela
Superba; e poi la distessea la notte / Al complice chiaror di mute faci. ... / Così un triennio la sua frode ascose,
E deluse gli Achei. […] Omero - II libro dell’Odissea (vv. 121-139)

[2] Il quadro di Bassano mostra Penelope davanti ad un telaio (il telaio è in senso inverso, con il tessuto già fatto) che al lume di una lucerna, disfa la tela nottetempo. Vi è un'altra versione di Penelope al telaio, sempre di Leandro Bassano, che si trova al Museo civico "Bailo" di Treviso.
[3] Hoffman, The Warp-Weighted Loom, Oslo: Universitetsforlaget, 1964
[4] Broudy, The Book of Looms: A History of the Handloom From Ancient Times to the Present, UPNE, University Press of New England, 1993, pp. 25-26
[5] Broudy, The Book of Looms: A History of the Handloom From Ancient Times to the Present, UPNE, University Press of New England, 1993, p. 25



Non si può inoltre non citare il motto latino:
  • Quasi Penelope telam retexens (Cicerone, Academ., 2, 95) [Ritessere la tela di Penelope].
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Ecco una serie di proverbi dove la parola tela compare:
  • Fare la tela. [Svignarsela].
  • Tela del ragno. [Preparare un inganno].
  • Chi tanta tela, chi senza camicia. [Nella vita c’è chi ha tanto e chi, invece, non ha niente].


BIBLIOGRAFIA

  • Valentina Cutaia Atzeni - Tesi di laurea “Il ciclo produttivo della tessitura: analisi diagnostiche e indicatori archeologici”, Università di Cagliari - Facoltà di Studi umanistici, 2013-2014





Rames Gaiba
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