MUSEI DELL'ARTE TESSILE-MODA in Italia



INTRODUZIONE
Musei, archivi e moda


I musei non sono depositi di oggetti, ma spazi di conoscenza. Conservare, curare, studiare, esporre, significa creare un dialogo tra passato e presente, tra materiali e storie, tra persone e comunità.

Questo è un viaggio alla ricerca della tradizione, fatto di piccoli e grandi oggetti (dagli utensili o macchine per aiutare e realizzare tessuti, abiti ed abbigliamento in genere, arredamento, ecc.) del lavoro soprattutto di donne e uomini, di un Italia del particolare ma non per questo minore; del filo con cui si è tessuta la nostra storia, non a caso una delle tante metafore della vita. Se gli oggetti raccontassero la storia del loro comparire, del loro spostarsi sulla superficie della terra, portati dal caso, dalla necessità e dalle passioni umane, rivelerebbero un intreccio avvincente capace di svelare significati nascosti nello scorrere della storia dell'umanità.

È un viaggio che risulta ricco di piacevoli sorprese visitando questi luoghi, ma che in taluni casi possiamo percorrere anche virtualmente attraverso la rete (internet), mantenendo ed appagando ugualmente quelle aspettative di conoscere da un "arte minore" gli aspetti più intrinseci, a volte privati, dell'esistenza di ognuno.

Si possono distinguere tre tipologie di musei:
■ Musei specifici del tessile-abbigliamento, che espongono solo gli attrezzi e macchine oltre al prodotto finito.  
■ Musei-azienda, dove è possibile vedere in funzione le macchine e il prodotto finito. È una tipologia di museo rara. 
■ Musei che hanno sezioni sul tessile e sull'abbigliamento, fra cui i musei etnografici degli usi e costumi di un territorio (o equiparabili), o Musei d'arte che espongono tessuti, arazzi, capi d'abbigliamento, ecc.  

I Musei che hanno una scheda propria su questo blog sono contrassegnati con questa icona 
✒ 


Buon viaggio.

Rames Gaiba



Immagine creata con IA  


INDICE DEI MUSEI


Si consiglia prima di muoversi per visitarli di telefonare ai musei, in quanto i giorni di aperura ed orari sono spesso soggetti a cambiamenti (anche rispetto a quanto a volte indicato sul sito).



ABRUZZO

■ MUSEO DELLA LANA - Scanno | Aquila
■ MUSEO ETNOGRAFICO - Morro D'Oro | Teramo
CALABRIA

■ MUSEO DEMOLOGICO DELL'ECONOMIA, DEL LAVORO E DELLA STORIA SOCIALE SILANA - San Giovanni in Fiore | Cosenza
■ MUSEO DELLA CIVILTA' CONTADINA ED ARTIGIANA DELLA CALABRIA - Monterosso Calabro | Vibo Valentia
■ LANIFICIO LEO MUSEO LABORATORIO TESSILE - Soveria Mannelli | Catanzaro
■ MUSEO DELL'ARTE DELLA SETA - Catanzaro
■ CASA DELLA CULTURA "LEONIDA REPACI" - Palmi | Reggio Calabria

EMILIA-ROMAGNA


■ MUSEO DEL PATRIMONIO INDUSTRIALE - Bologna
Il Museo documenta, visualizza e divulga la storia economico-produttiva della città e del suo territorio dal tardo Medioevo all'età Contemporanea. Qui sono esposti i modelli del Mulino da seta bolognese e dell'Incannatoio meccanico.

✒ Sito Internet: Museo del Patrimonio Industriale (verificato: 30/09/2026)

✒ La scheda su questo blog: Il mulino da seta bolognese

■ MUSEO DEL TESSUTO E DELLA TAPPEZZERIA "VITTORIO ZIRONI" - Bologna
Il materiale conservato include prevalentemente tessuti, accessori e strumenti di lavorazione utilizzati nei secoli nell’ambito della tappezzeria. La collezione comprende manufatti, quali abiti, oggetti ricamati, disegni. La raccolta di frammenti più antichi è quella dei tessuti copti, mentre le produzioni occidentali (anche locali) e del vicino e medio Oriente coprono un lasso di tempo, dal medioevo fino alla fine del XIX secolo. Tra questi i caftani ottomani del XVIII-XIX secolo. Ampio spazio è dedicato ai manufatti ricamati orientali e italiani. Un nucleo comprende le vesti e i corredi liturgici (anch’essi ricamati e spesso con filati in oro e argento), per la confezione dei quali venivano usate le sete e le passamanerie più pregiate. Vi sono, inoltre, abiti realizzati da alcune famose sartorie cittadine, attraverso i quali è possibile ripercorrere una breve storia della moda del XX secolo. La raccolta annovera anche attrezzature utilizzate nelle varie fasi della produzione dei tessuti, a partire dai grandi telai, fra cui quello settecentesco, a cui all'inizio del XIX secolo fu applicato il sistema Jacquard a schede perforate. Una sala è dedicata agli strumenti usati per la preparazione dei materiali necessari ai tappezzieri e agli attrezzi impiegati nelle diverse fasi del lavoro. Dal 1990 ha sede nella neoclassica Villa Spada. ♦ Museo temporaneamente chiuso dal settembre 2018

✒ Sito Internet: Museo del Tessuto e della Tappezzeria "Vittorio Zironi" (verificato: 30/09/2026)
Il Museo non ha un ora un sito internet ufficiale dedicato, e si appoggia alle pagine istituzionali del comune e del turismo locale. Questa è la scheda del Ministero della Cultura.

✒ La scheda su questo blog: Museo del Tessuto e della Tapezzeria "Vittorio Zironi"

■ MUSEO DELLA CIVILTA' CONTADINA - San Marino di Bentivoglio | Bologna
Il Museo della Civiltà Contadina situato nel complesso di Villa Smeraldi ospita dal 1973 migliaia di testimonianze del lavoro e della vita contadina bolognese. Per la catalogazione in questo blog la sezione di maggiore interesse è quella dedicata alla storia delle colture industriali della pianura bolognese, ed in particolare delle pratiche della coltivazione della canapa,  che trova un utile completamento in un laboratorio, allestito nella tinazéra, dedicato alla presentazione degli strumenti e delle tecniche della filatura e tessitura domestica e artigianale. 

✒ Sito Internet: Museo della Civiltà Contadina (verificato: 30/09/2026)

✒ La scheda su questo blog: Museo della Civiltà Contadina 

■ MUSEO DEL BACO DA SETA "CIRO RONCHI" - Meldola | Forlì-Cesena
■ MUSEO DEL BOTTONE - Santarcangelo di Romagna | Rimini

■ MUSEO DEGLI USI E COSTUMI DELLA GENTE DI ROMAGNA - Santarcangelo di Romagna | Rimini
Il Museo raccoglie e conserva le testimonianze della gente di Romagna. È  articolato in quattordici sezioni, il percorso museale espone attrezzi, utensili e oggetti relativi ai lavori e all’attività della tradizionale civiltà rurale del periodo compreso tra la fine dell’Ottocento e il secondo dopoguerra. Fra le varie sezioni vi è quella dedicata all'abbigliamento, ai mestieri artigianali, fra cui il calzolaio, alla lavorazione della canapa e paglia, agli attrezzi impiegati per la filatura e tessitura. Vi è documentata anche la stampa della tela, attività molto diffusa in questa zona della Romagna.

✒ Sito Internet: Museo degli Usi e Costumi della gente di Romagna (verificato: 30/09/2026)

✒ La scheda su questo blog: Museo degli Usi e Costumi della gente di Romagna

FRIULI VENEZIA GIULIA

■ MUSEI DELLA MODA E DELLE ARTI APPLICATE - Gorizia 
LAZIO

■ MUSEO ARCHEOLOGICO INDUSTRIALE DELL'ARTE DELLA LANA - Frosinone
LIGURIA

■ MUSEO DEL MERLETTO AL TOMBOLO - Rapallo | Genova
Il museo è dedicato principalmente al merletto a fuselli, o pizzo al tombolo, che è stato prodotto fin dal XVI secolo in vari centri della Riviera e lavorato ancora oggi. Nelle sale sono esposti moltissimi manufatti databili tra il XVI e il XX secolo: pizzi realizzati al tombolo e con altre tecniche, disegni preparatori, campionari e ricami, antichi tomboli, abiti, accessori moda, indumenti infantili, capi di biancheria personale e per la casa. ♦ Il Museo del Merletto di Rapallo è ufficialmente chiuso da novembre 2023. A settembre 2026 non è ancora prevista una data certa per la riapertura al pubblico, a causa di una serie di proroghe, varianti tecniche in corso d'opera e imprevisti legati soprattutto al rifacimento del tetto e della copertura di Villa Tigullio. 
LOMBARDIA

■ CIVICO MUSEO SETIFICIO "MONTI" - Abbadia Lariana | Lecco
Il museo riproduce nell'ambiente, negli attrezzi e nei macchinari ancora funzionanti, una fabbrica di filati serici della seconda metà dell'800.

✒ Sito Internet: Civico Museo Setificio Monti (verificato: 30/09/2026)

■ MUSEO DELLA SETA "ABEGG" - Lecco
■ MUSEO DELLA SETA - Como
Il museo espone le testimonianze della tradizione produttiva tessile comasca quali macchine, oggetti, documenti, campionari e strumenti di lavoro provenienti dalle lavorazioni tessili che qualificano Como città della seta.

✒ Sito Internet: Museo della Seta Como  (verificato: 30/09/2026)

■ MUSEO TESSILE "FONDAZIONE ANTONIO RATTI" - Como
■ MUSEO DEL TESSILE E DELLA TRADIZIONE INDUSTRIALE - Busto Arsizio | Varese
■ MUSEO POLDI PEZZOLI - Milano
■ MUSEO ZUCCHI COLLECTION - Milano
■ MUSEO INTERNAZIONALE DELLA CALZATURA - Vigevano | Pavia
Il Museo, situato all'interno del Castello Sforzesco (1° piano), raccogliere calzature storiche (punto di partenza è la pianella che si ritiene appartenuta a Beatrice D'Este. Seguendo i "passi" cronologicamente si arriva alla Venezia settecenteca, al sandolo futurista), documenti, cimeli, oggetti di vario genere legati al mondo della calzatura. Nel museo sono esposti molti modelli prodotti a Vigevano e che sono serviti da modelli per tutto il mondo, come le sovrascarpe in gomma e le scarpe da ginnastica degli anni '30 o le calzature con tacco a spillo degli anni '50. Di grande interesse la sezione etnica con le caratteristiche geta giapponesi, la Cina con pantofoline in seta, incluse quelle per il piede di loto. L’India è rappresentaacon le babbucce alla “Aladino” con la punta all’insù, modelli con ricami pregiati e zoccoli in legno intarsiati riccamente. I Paesi africani con i sandali per usi cerimoniali, i Paesi nordici con calzature anti-freddo in pelle di foca e di renna e sovrascarpe in corteccia intrecciata. 

■ MUSEO DELLA SETA - Soncino | Cremona 
Collocato negli spazi dell'ex Filanda Meroni, vicino alla Rocca edificata dagli Sforza, qui in due sale sono raccolti oltre 650 pezzi che offrono una visione su antichi strumenti per la produzione della seta, dall'approvvigionamento delle uova dei bachi fino alla trattura della seta.

✒ Sito Internet: Museo della Seta di Soncino (verificato: 30/09/2026)
Il Museo non ha un sito internet ufficiale dedicato, ma si appoggia alle pagine istituzionali del comune e del turismo locale.

✒ La scheda su questo blog: Museo della Seta - Soncino

■ MUSEO DELLA MODA E DEL COSTUME - Ciliverghe di Mazzano | Brescia
■ MUSEO ETNOGRAFICO DI VALCAMONICA - Ossimo Superiore | Brescia 
MARCHE

■ MUSEO DEI COLORI NATURALI - Lamoli di Borgo Pace | Pesaro-Urbino
■ MUSEO DELLA TESSITURA - Macerata
■ MUSEO DEL CAPPELLO - MONTAPPONE | Ascoli Piceno
■ MUSEO DEL MERLETTO A TOMBOLO - Offida | Ascoli Piceno
■ MUSEO DELLA CALZATURA - Sant'Elpidio a Mare | Ascoli Piceno

PIEMONTE

■ MUSEO ARCHIVIO DEL TESSILE - Chieri | Torino
Allestito nell'ex-convento di Santa Chiara, già opificio Levi. La Fondazione Chierese per il Tessile e il Museo del Tessile utilizza inoltre l'adiacente Imbiancheria del Vajro come sede per eventi e laboratori temporanei. Presenta tutto quanto è connesso con l’attività tessile del passato: telai, orditoi, campioni di tessuto, attrezzi usati per la coltivazione del gualdo, per la tintura in azzurro delle pezze, per la bachicoltura, per la filatura e tessitura e per l’imbiancatura del tessuto. In tutto una collezione di oltre tremila pezzi. 

✒ Sito Internet: Museo Archivio del Tessile di Chieri  (verificato: 30/09/2026)

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MUSEO DELL'ARTE DEL CAPPELLO - Ghiffa | Verbano-Cusio-Ossola
In quella che è oggi la sede del museo venivano prodotti i cappelli dello storico marchio Panizza, azienda famosa a livello internazionale, esportatrice in tutto il mondo di uno stile e di  una qualità unici. L’esposizione è suddivisa tematicamente: nella prima parte in un percorso cronologico è possibile vedere i modelli che hanno segnato la storia del cappello; la seconda sezione è dedicata alla produzione Panizza. Lungo il percorso sono esposti anche i macchinari con cui venivano prodotti i cappelli, accompagnati da filmati informativi che spiegano la lavorazione artigianale.

■ MUSEO DELL'OMBRELLO E DEL PARASOLE - Gignese | Verbano-Cusio-Ossola
Il museo è l'unico al mondo dedicato al tema dell'ombrello e del parasole: vi si conservano oltre mille pezzi fra ombrelli, parasole e impugnature. 

✒ Sito Internet: Museo dell'Ombrello e del Parasole (verificato: 30/09/2026)
PUGLIA

■ MUSEO DELLE ARTI E TRADIZIONI DI PUGLIA - Latiano | Brindisi
SARDEGNA

■ MUSEO ETNOGRAFICO GALLURAS - LURAS | Sassari
■ MUSEO VIVENTE DELL'ARTE TESSILE - Mongongiori | Oristano
■ MUSEO DEL COSTUME TRADIZIONALE E DELLA LAVORAZIONE DEL LINO - Oristano

■ MURATS - MUSEO UNICO REGIONALE ARTE TESSILE SARDA - Samugheo | Oristano
Il museo custodisce un patrimonio manifatturiero d’eccellenza cronologicamente ascrivibile all’arco temporale compreso tra la fine del XVIII secolo e il 2025. 

✒ Sito Internet: MURATS - Museo Arte Tessile Sarda (verificato: 30/09/2026)
SICILIA

■ MUSEO DEL COSTUME  (CASA MUSEO) RAFFAELLO PIRAINO - Palermo
La Casa Museo  Raffaello Piraino custodisce una vasta collezione di circa 5.000 pezzi, testimoniando due secoli di storia della moda (1790-1980).

✒ Sito Internet: Casa Museo Raffaello Piraino (verificato: 30/09/2026)

■ MUSEO DELLO SFILATO - Chiaramonte Gulfi | Ragusa
■ MUSEO DEGLI ARAZZI - Marsala | Trapani
TOSCANA

■ FONDAZIONE ARTE DELLA SETA LISIO - Firenze
Produzione Tessile, Scuola d'Arte, Centro Studi e Ricerca Tessuti d'Arte. Progetta e realizza ancora oggi tessuti preziosi come velluti, broccati, damaschi e lampassi, usando tecniche tradizionali, seta e filati in oro e argento. Raccoglie (l'ente privato è stato fondato nel 1971)  l'eredità della storica manifattura fondata da Giuseppe Lisio nel 1906.

✒ Sito Internet: Fondazione Arte della Seta Lisio (verificato: 30/09/2026)

■ MUSEO DELLA MODA E DEL COSTUME PALAZZO PITTI - Firenze
La collezione di opere ospitate, esposte a turno secondo una rotazione adottata per ragioni di conservazione, comprende abiti e accessori di moda dal XVIII secolo ad oggi, oltre a biancheria intima, gioielli e bigiotteria, e un affascinante corpus di abiti di scena di celebri film, opere di teatro e di lirica - a firma di grandi registi del Novecento - indossati da star del cinema e dello spettacolo, italiane e internazionali. 

✒ Sito Internet: Museo della Moda e del Costume (verificato: 30/09/2026)

■ MUMAT - MUSEO DELLE MACCINE TESSILI DEL COMUNE DI VERNIO | Prato
Il museo MuMaT raccoglie le tracce del passato industriale della Val di Bisenzio, conserva una serie di macchinari tessili di epoche diverse (dalla fine del 1800 alla metà del XX secolo), impiegati nel processo di rigenerazione delle lane. Allestito in uno storico edificio di archeologia industriale, l'ex fabbrica Meucci a Mercatale di Vernio. 

✒ Sito Internet: Museo delle Macchine Tessili del Comune di Vernio (verificato: 30/09/2026)

■ MUSEO DELLA PAGLIA E DELL'INTRECCIO "DOMENICO MICHELACCI" - Signa | Firenze
■ MUSEO DEL TESSUTO - Prato
Il Museo è uno dei più importanti a livello nazionale ed europeo sulla storia e lo sviluppo della tessitura dall'antichità ai giorni nostri. L’edificio che ospita il Museo è un monumento di archeologia industriale tessile, l’antica “Cimatoria Campolmi Leopoldo e C.”, unica grande fabbrica ottocentesca all’interno delle mura medievali della città di Prato. Il percorso si sviluppa su varie sale: in particolare si segnala quella relativa a “Prato Città Tessile” dal Medioevo fino alla prima metà del Novecento attraverso documenti d’archivio, tessuti, strumenti, macchinari, modelli in scala e campionari, oltre che apparati multimediali.Una parte del percorso è dedicata alla produzione laniera pre-industriale, l’altra al prodotto più tradizionale del distretto, ovvero la lana rigenerata dagli stracci e dagli scarti di lavorazione.
Il Museo organizza mostre e installazioni temporanee sul tessuto, la moda e il design antico e contemporaneo.

✒ Sito Internet: Museo del Tessuto - Prato (verificato: 30/09/2026)

■ MUSEO DEL RICAMO - Pistoia
TRENTINO ALTO ADIGE / SÜDTIROL

■ MUSEO DELLE DONNE / FRAUENMUSEUM - Merano | Bolzano
Il Museo delle Donne di Merano ha una mostra premanente specializzata sulla storia della cultura e della vita quotidiana dal punto di vista femminile; la rappresentazione degli ideali, delle immagini e dei ruoli femminili dal XIX secolo a oggi grazie a vestiti, accessori, oggetti di uso quotidiano, libri e documenti.

✒ Sito Internet: Museo delle Donne (verificato: 30/09/2026)

✒ La scheda su questo blog: Museo delle Donne

■ IL MUSEO DEL LODEN - Vandoies | Bolzano
Si tratta di una ex fabbrica ora trasformata in un negozio, con annesso laboratorio dove si producono i campioni (la produzione è fatta all’estero), e dove nascono le collezioni Oberrauch-Zitt. In fondo al negozio, da una porta di legno a spinta, si accede al “Mondo del Loden”, piccolo museo.

✒ La scheda su questo blog: Il Museo del Loden

■ METS - Museo Etnografico Trentino San Michele - San Michele all'Adige | Trento
Il Museo è uno dei maggiori istituti italiani di conservazione etnografica. Vero museo dell’uomo della montagna alpina, è dedicato soprattutto alla cultura materiale e alla tecnologia del sistema agrosilvopastorale tradizionale. 

✒ Sito Internet: METS - Museo Etnografico Trentino San Michele (verificato: 30/09/2026)

✒ La scheda su questo blog: METS - Museo Etnografico Trentino San Michele

UMBRIA

■ COLLEZIONE TESSILE DI TELA UMBRA - Città di Castello | Perugia
■ MUSEO DELLA CANAPA - Sant'Anatolia di Narco | Perugia
■ MUSEO DEL TESSILE E DEL COSTUME - Spoleto | Perugia
■ MUSEO DEL RICAMO E DEL TESSILE - Valtopina | Perugia
VENETO

■ MUSEO DELLO SCARPONE - Montebelluna | Treviso
■ MUSEO FORTUNY - Venezia
Affascinante casa-museo di Venezia, situata all'interno del gotico Palazzo Fortuny (noto in origine come Palazzo Pesaro degli Orfei) nel sestiere di San Marco. Prende il nome dal suo ultimo proprietario, Mariano Fortuny y Madrazo, un artista spagnolo estremamente eclettico, pittore, stilista, fotografo e scenografo, dove Mariano Fortuny aveva uno studio alla fine dell'Ottocento, e visse dal 1902. Gli spazi conservano gli ambienti di lavoro, le tappezzerie originali, i dipinti, i tessuti e le famose lampade ideate dall'artista. 

✒ Sito Internet: Museo Fortuny (verificato: 30/09/2026)

■ MUSEO DEL MERLETTO - Burano | Venezia
■ MUSEO DELL'ARTE SERICA E LATERIZIA - Malo | Vicenza
■ MUSEO "CAPELLI DI PAGLIA DI MAROSTICA" - Marostica | Vicenza
■ MUSEO DELLE MACCHINE TESSILI - Valdagno | Vicenza  

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Qualora verificaste che qualche link non è più attivo Vi invito a segnalarmelo.
Sono disponibile a valutare l'inserimento di altri Musei dell'arte Tessile-Moda in Italia.
Grazie per la collaborazione.





Curatore: Rames Gaiba
© Riproduzione riservata

SFILATA


Nella terminologia della moda è la sfilata attraverso cui avviene la presentazione dei modelli di una Casa di moda o sartoria; essa è al tempo stesso uno strumento di comunicazione in quanto, suo tramite, mercato ed addetti ai lavori (licenziatari, buyers e i media) vengono informati su una collezione, ma anche di promozione visto che viene data la possibilità ai compratori di convincersi per i loro acquisti. L'ambiente, la coreografia, la scenografia, la musica, il casting, la regia, la presentazione, l'organizzazione, le modelle e i modelli, i capi presentati sono tutti aspetti che supportano in maniera determinante questo veicolo comunicazionale-promozionale; è appunto sfilata dopo sfilata che stilisti ed imprese costruiscono la loro immagine presso il pubblico e si conquistano spazi nel mercato della moda.

Strumento di pubblicità che sceglie il paradossale e il folle per comunicare un enorme apparato finanziario, la sfilata raduna l'assurdo sulle passerelle, proprio perché pura forma mediatica, spettacolo sociale di cui pochi secondi verranno trasmessi in tivù, molte parole verranno spese nei titoli dei quotidiani.¹


La sfilata di Valentino a Trinità dei Monti a Roma (8 luglio 2022)


video della sfilata, evento simbolico coreografia di Sadeck Waff


Tradizionalmente le sfilate di moda avvengono due volte all'anno, in quanto la loro funzione principale è aprire, con circa sei mesi di anticipo, il nuovo ciclo stagionale: le collezioni per l'autunno/inverno si presentano a gennaio/febbraio, le collezioni per la primavera/estate si presentano a settembre/ottobre prima l'uomo e poi l donna; con questi tempi di presentazione delle collezioni i clienti avranno la possibilità di ordinarle, le imprese di produrle e consegnarle ai punti vendita, i consumatori d' acquistare.

Le sfilate normalmente vengono fatte in punti vendita, in alberghi, in appositi spazi durante le fiere o luoghi pubblici (piazze, ecc.) in occasione di riprese televisive, negli stessi showroom.


Dolce&Gabbana Alta Moda Fashion Show in Piazza del Duomo a Siracusa (9 luglio 2022)²


Si usa anche il corrispondente francese défilé.


Défilé de moda à Hangzhou, Cina


Fashion show 13 - Steven Dag
olio su tela, 30 x 24 cm


STORIA - Le sfilate di moda sono un’invenzione degli ultimi decenni dell’Ottocento. Prima di allora, le ultime novità della moda circolavano in Europa attraverso disegni, campioni di tessuti, decori e ricami e solo in un secondo momento, una volta definiti il modello e i materiali, si produceva l'abito che veniva mostrato su un manichino in legno in scala uno a uno.³

Un'evoluzione così rapida che ha fatto quasi dimenticare come tutto sia nato semplicemente intorno a una bambola chiamata Pandora: un oggetto pensato non per soddisfare un atto ludico, ma utilizzato dai creatori di moda per inviare presso le corti europee le ultime novità in fatto di abbigliamento. [...] Le Pandora presentavano non solo gli ultimi “dettami” e le novità riguardanti i tagli, i colori e le decorazioni degli abiti, ma anche le acconciature, sempre più elaborate, i cappelli e gli accessori [...] Si realizzavano  dettagliatissimi guardaroba in miniatura. In questo modo si era creato un'espediente per poter risparmiare sui costi di produzione di quello che oggi si chiama campionario, consentendo, allo stesso tempo di poter personalizzare e variare il modello secondo il gusto e i desideri delle diverse clienti e, cosa ancor più importante, si riusciva a fornire una percezione tridimensionale dei vestiti, caratteristica fondamentale per la comprensione dell'artefatto di moda.⁴     

Corredate di un guardaroba completo la bambola-manichino (Pandora), talvolta realizzate a grandezza naturale, le pupe – così erano chiamate le bambole-indossatrici – erano lo strumento di cui le sartorie si servivano per esporre al pubblico le proprie creazioni o per farle “sfilare” all’interno dei propri atelier. Inizialmente in  legno, poi ne furono fabbricati splendidi esemplari in cera, cartapesta ed infine bisquit: erano completate di scarpe, gioielli, acconciature, cappelli, ecc.
⁵

Nel 1858 Charles Frédéric Worth⁶, sarto inglese trasferitosi a Parigi, sarà il primo a mostrare alle sue clienti abiti già pronti, facendoli indossare da giovani ragazze chiamate "sosie", sono le prime indossatrici. 

Già negli anni '30, nel periodo del Fascismo, abbiamo anche in Italia le prime sfilate dell'Alta Moda.⁷ 

Sfilata dell'alta moda tenutasi nel Salone del Palazzo del Podestà a Bologna (1934)


La storia delle sfilate in Italia, però, la si fa risalire, forse sottolineando un'apertura ad un pubblico internazionale, al 12 febbraio 1951 con la sfilata delle case d'alta moda italiana organizzata dal marchese Giovanni Battista Giorgini (“Bista” come amichevolmente molti lo chiamavano)⁸ a Firenze nella sua residenza estiva a Villa Torrigiani, al numero 144 di via dei Serragli, subito dopo la fashion week parigina. Invita buyer e giornalisti americani⁹ a trattenersi in Europa un paio di giorni in più per assistere all'evento intitolato First Italian High Fashion Show. In quella occasione erano presenti 10 atelier¹⁰ e sono stati presentati 18 modelli; in luglio la manifestazione si è ripetuta al Grand Hotel di Firenze (oggi noto come The St. Regis Florence). Il 22 luglio 1952 per la prima volta la Moda Italiana sfilava nella Sala Bianca di Palazzo Pitti. Il marchese ne diresse l’organizzazione fino al 1965, scoprendo importanti stilisti.


Sfilata nella Villa Torrigiani - 12 febbraio 1951
foto: Archivio Giorgini



Sfilata Alta Moda Italiana - Sala Bianca di Palazzo Pitti a Firenze (1952)


Sotto quegli 11 lampadari in cristallo di Boemia che illuminano i preziosi stucchi candidi del salone creato nel 1765 per il ballo d'insediamento del Granduca Pietro Leopoldo Asburgo-Lorena, se ne sono viste davvero di tutti i colori. Le sfilate in Sala Bianca ebbero un successo straordinario fin dalla prima edizione cui parteciparono con entusiasmo 300 compratori e moltissimi giornalisti di fama internazionale. In questo sofisticato e festoso contesto che univa ricerca e intrattenimento, Giorgini proponeva per la prima volta un approccio alla moda a 360 gradi. Dalla ricerca del luogo agli eventi post show, come il ballo di Gala nell’incantevole Giardino di Boboli: nel 1952 Giorgini definiva il moderno concetto di lifestyle. 

Nel 1954 fu fondato il CFMI, Centro di Firenze per la Moda Italiana, presieduto da Mario Vannini Parenti e, da quello stesso anno, affreschi e specchi della Sala Bianca videro il debutto di Cesare Guidi, Irene Galitzine, De Barentzen, Sarli, De Luca, Lancetti, Ken Scott, Balestra, Krizia, Biki, Ferragamo, Valentino, Armani e molti altri. 

La prima sfilata maschile
coincise con la prima edizione del “Festival della Moda Maschile”, in scena al Casinò Municipale di Sanremo il 2 settembre del 1952. Per la prima volta venne istituita ufficialmente in Italia, con relativa contrattualizzazione, la figura del modello. Già prima, però, Angelo Litrico¹¹, fece dei défilé di moda su navi, dirigibili ed hotel. Mise inoltre annunci suo giornali per ricercare uomini disposti a fare gli 'indossatori'.

CURIOSITÀ - Alla prima edizione della sfilata in Sala Bianca di Palazzo Pitti a Firenze del 1952 era presente anche  una giovanissima Oriana Fallaci, inviata a riportarne la cronaca dal settimanale Epoca (n. 95 del 02/08/1952) che descrive Vincenzo Ferdinandi (1920 - 1990) passato alla storia come inventore del tailleur con queste parole:

“Viene da una famiglia di sarti napoletani di gloriosa tradizione ed è un sarto per davvero, non solo disegnatore, cuce da sé i suoi vestiti riservandosi sempre l'onore superstizioso di attaccare l'ultimo bottone e ha per il tailleur lo stesso culto che un coreografo russo può avere per la danza e un cuoco romano per la pastasciutta alla matriciana”.¹²

Vincenzo Ferdinandi, a Palazzo Pitti nel 1952, sfidando le convenzioni dell’epoca, fece sfilare per primo su di una passerella internazionale di Alta Moda, una modella di colore, l’americana Dolores Francine Rhiney che gli costò polemiche e ostracismo.¹³


₁ Mancinelli Antonio - Moda; Ed. Sperling & Kupfer, 2006, p. 297
₂ La sfilata che ha celebrato i dieci anni di Alta Moda Dolce&Gabbana è stato uno spettacolo di moda e cultura. La sfilata come la processione nella tragedia di Pietro Mascagni Cavalleria Rusticana. I modelli hanno infatti sfilato e danzato accompagnati dalle celebri arie dell’opera, portando in scena la rivalità di Alfio e Turiddu, in una performance curata da Giuliano Peparini. Tutti i personaggi indossavano capi della collezione, compresi i Santi e le Madonne portati in processione e rappresentati da modelli in carne ed ossa. Comincia poi la sfilata vera e propria, con le modelle che solcano la scalinata a suon di campane e musica, indossando abiti scultura che riprendono i putti e i decori barocchi del Duomo, pizzi e ricami dal sapore antico frutto della sapienza artigianale tipica del migliore Made in Italy, in un tripudio di bianco e nero, che lascia spazio a sprazzi di colori capaci di evocare i tipici carretti siciliani. Tra sacro e profano, rosari e trasparenze, Domenico Dolce e Stefano Gabbana hanno sfoderato tutto il loro inconfondibile stile. (da: Artribune - articolo di Roberta Pisa, 11 luglio 2022).  
₃ 
KawamuraY. - Fashion-ology. An Introduction to Fashion Studies; Bloomsbury Publishing, London, 2018, p. 83
₄ 
Linfante Vittorio - Moda atto unico; Ed. Mimesis, 2024, pp. 25-27
₅  Due le versioni: si pensa fosse a grandezza naturale la "Grande Pandora" che indossava abiti eleganti, toelette di gala, ecc. e la "Piccola Pandora, che faceva conoscere le ultime novità degli abiti da viaggio, da casa, biancheria intima. (Azzali Mariella - Dizionario di Costume e Moda; Ed. M.E. Architectural Book and Review, 2015, p. 638 voce "Pandora". 
₆ Charles Frédéric Worth (1825-1895) diviene il più celebrato e famoso sarto dell'occidente, riconosciuto come il fondatore della grande couture. Trasferito a Parigi dopo aver compiuto la sua formazione a Londra nei quartieri dedicati alla vendita dei prodotti di lusso, diventa in un primo momento un esperto venditore di tessuti, poi sarto. Il suo crescente interesse per la moda femminile e la volontà di mettersi in gioco, lo portano a Parigi, dove trova lavoro come assistente alle vendite presso Gagelin, una delle più grandi e note mercerie della città. All'interno di questo negozio, a diretto contatto con i fornitori degli accessori di moda e le clienti, Worth accumula esperienza e mette in pratica le sue competenze. [...] Si fa così portavoce di un gusto, che propone all'inizio inconsapevolmente, confezionando semplici abiti in mussola di cotone che altro non avevano, in origine, lo scopo di far risaltare i mantelli in vendita nel suo reparto. Tali abiti superano il successo degli stessi mantelli e lo convincono nel 1858 ad aprire una sartoria in società con Otto Bobergh. (Il sarto nella storia della moda. In La nascita della haute couture. - Artisti del quotidiano; Ed. Clueb, op. cit., p, 26-27)
 
₇ Sfilata di modelli a cura delle Patronesse bolognesi del Comitato Nazionale della Moda, tenutasi nel Salone del Palazzo del Podestà a Bologna il 27 e 28 maggio 1934. La foto è pubblicata in “Il Comune di Bologna. Rivista mensile municipale”, anno XXI, n. 6 (giugno 1934), p. 54, Bologna, Biblioteca dell'Archiginnasio.   
₈ Giovanni Battista Giorgini (1899-1971) era il resident buyer per l'Italia di vari grandi magazzini americani per articoli d'arte, da regalo e complementi d'arredo. Come scrive Guido Vergani nel Dizionario della Moda (voce: Giorgini Giovanni Battista) era “Segugio del bello, del raffinato e buyer, compratore su commissione”.
₉ Sono presenti sei potenti buyer americani e alcuni importanti giornalisti di moda tra cui Bridget Titchner di Vogue e Jerry Stunz di Glamour.
₁₀ Come atelier erano presenti: la principessa Giovanna Caracciolo per Carosa, le Sorelle Fontana, Alberto Fabiani e Simonetta Colonna di Cesarò Visconti che poi ne diviene la moglie, Emilio Schuberth, le sartorie milanesi di Noberasko, Germana Marucelli e Jole Veneziani, l'autoctono marchese Emilio Pucci e la baronessa Clarerette Gallotti, più nota come La Tessitrice dell'Isola. La sfilata si tiene nel salone di casa, le modelle sono giovani dell'aristocrazia toscana. (Mancinelli Antonio - Moda; op. cit. p.17). Erano nomi che allora non avevano ancora il peso mitologico che avrebbero assunto negli anni successivi. 
₁₁ Angelo Litrico (Catania, 1927 - Roma, 1986) fonda a Roma nel 1951 la Sartoria Litrico, sartoria per abiti da uomo, ribattezzando con il proprio cognome l'Atelier Marinelli, dove il sarto ha iniziato il suo apprendistato nel 1945 con un posto di “banco” per poi diventarne il proprietario. Negli anni'70 l'azienda ha molto lavorato per il cinema. In  quegli stessi anni Litrico lancia anche una linea femminile distribuita per Biagiotti. 
₁₂ Daniela Fedi - 12 febbraio 1951, Firenze. Così nacque il Made in Italy. In: il Giornale.it; 1 Giugno 2024
₁₃ Lynda Di Natale - Vincenzo Ferdinandi. In: Perfettamente Chic ~ La moda passa, lo stile resta; 19 Aprile 2020 


Bibliografia
  • Fiorentini Capitani A. - Moda italiana anni Cinquanta e Sessanta; Ed. Cantini, 1991
  • Gnoli S. - Un secolo di moda italiana; Ed. Meltemi, 2005
  • Tosi Brandi E. (a cura di) - Artisti del quotidiano. Sarti e sartorie storiche in Emilia Romagna; Ed. Clueb, 2009
  • Linfante V. - Moda atto unico. Le sfilate tra performance, comunicazione e nuove tecnologie; Ed. Mimesis, 2024 

Curatore: Rames Gaiba
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MODA E ABBIGLIAMENTO ... non solo una questione terminologica


L'abbigliamento che indossiamo parla di noi. Racconta le nostre caratteristiche, i nostri gusti, gli interessi, i bisogni e le nostre emozioni. Veicola informazioni che conosciamo e, talvolta, informazioni che ignoriamo.
¹ 

Prima del tessuto, della maglia, del pellame, prima di ogni materiale, prima del colore, vi è la forma. Comincia da una "struttura" che deve essere funzionale, prima ancora di essere bella, che è un concetto aleatorio e mutevole nel tempo, che sfugge a definizioni fisse, dipendendendo da variabili imprevedibili come il gusto e il contesto
.

La moda nella piazzetta di Capri (1967)
Brunetta [Brunetta Moretti *], (1904-1989)
pennarello, china, cera su carta, 32.7 x 23.7 cm

Cosa sono l'abbigliamento e la moda?


Abbigliamento
è il modo di abbigliarsi, quanto serve ad abbigliare, insieme degli oggetti per vestirsi e adornarsi.
²   

Moda 
è il fenomeno sociale che consiste nell'affermarsi, in un determinato momento storico e in una data area geografica e culturale, di modelli estetici e compormentali (nel gusto, nello stile, nelle forme espressive), e nel loro diffondersi via via che a essi si conformano gruppi più o meno vasti, per i quali tali modelli costituiscono al tempo stesso elemento di coesione interna e di riconoscibilità rispetto ad altri gruppi.³   

Maniera di abbigliarsi o di acconciarsi legata ai gusti e ai canoni di un determinato periodo o epoca storica; o "il fenomeno sociale del mutamento ciclico dei costumi e delle abitudini, delle scelte e del gusto, collettivamente convalidato"¹.

Nel linguaggio la parola "moda" è usata, con diverse sfumature di significato, in una serie di locuzioni: "alla moda", "di moda", "di gran moda", "andare di moda".

Possiamo parlare di moda anche in riferimento alle diverse linee e tendenze, che nel tempo hanno influenzato il cambiamento di abiti e stili dell'apparenza relativi a funzioni rituali, politiche, militari. Tuttavia, caratteristico di ciò che chiamiamo "moda", almeno dal 1895, quando il filosofo Geog Simmel scrisse il suo fondamentale saggio [La moda], è l'effettiva dimensione di massa del sistema. "Da quando è possibile riconoscere l'ordine tipico della moda come sistema, con le sue metamorfosi e con le sue svolte, la moda ha conquistato tutte le sfere della vita sociale , influenzando comportamenti, gusti, idee, arti, mobili, vestiti, oggetti, linguaggio. In altri termini , da quando è apparsa in Occidente alla fine del Medioevo, non ha un contenuto specifico: è un dispositivo sociale definito da una temporalità molto breve e da cambiamenti veloci, che coinvolgono ambiti diversi della vita collettiva"².

Rispetto a moda il termine costume rimanda al concetto di sistema, di struttura, ossia a un insieme di norme, di regole collettive"³.

Della moda sappiamo varie cose fra cui "che deve cambiare, se vuole continuare a esistere"⁴.

Il motivo dell'incertezza e della provvisorietà di ogni definizione della "moda" è per altro intimamente congiunto a quello del trascorrere del tempo.

Il momento più difficile della haute couture non è disegnare una collezione. È recensirla.La sfilata è finita. Le modelle sono sparite. Gli ospiti hanno già pubblicato il loro selfie. I fotografi stanno editando. Le PR stanno contando celebrity e visualizzazioni. E tu devi scrivere. Un tempo avresti avuto qualche ora. Oggi il sito vuole il pezzo prima ancora che l'ultima sarta abbia raccolto gli spilli dal pavimento dell'atelier. Il problema non è scrivere. Il problema è che hai appena visto una collezione che, diciamo così, non entrerà nei libri di storia. Ed è allora che capisci una cosa. La vera alta moda non è quella che sfila in passerella. È riuscire a scrivere un giudizio senza esprimerlo. E far credere a tutti di averlo letto.*


₁ Volli Ugo - Contro la moda; Ed. Feltrinelli, 1988, p. 50
₂ Calanca Daniela - Storia sociale della moda; Ed. Bruno Mondadori, 2002, p. 8
₃ Calanca Daniela -  op. cit., p. 7
₄ Mancinelli Antonio - Moda!; Ed. Sperling & Kupfer, 2006, p. 5 
* Arcese Giampiero,  Master Fabrics Innovation Design


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