28 aprile 2017

SAIA (armatura)

Saia - dal francese antico saie, risalente al latino saga, plurale di sagum, "sago".

Armatura fondamentale, molto impiegata nei tessuti di lana, specialmente in drapperia. E' caratterizzata da i punti di legatura disposti in diagonale del quadrato formante il rapporto, da un diritto e da un rovescio; il tessuto si presenta in tal modo costituito da sottili coste inclinate di 45°. 



Le saie possono essere con rapporto da tre o più (cioè con tre fili e tre trame o più), prende un nome determinato in relazione al tipo di rapporto utilizzato: ad esempio, la saia da tre è detta spina, quella da quattro levantina. Se le diagonali sono formate da gruppi di fili anziché da un solo filo, la saia viene denominata spinone, ma in questo caso è necessario che il numero dei fili che formano l'effetto sia inferiore alla metà del numero dei fili di rapporto. Un derivato della saia è la batavia, che è una saia senza rovescio.

Se si dispongono due armature saia in direzione opposta, a brevi intervalli, si ottengono effetti denominati spinati, spigati, spina di pesce, scaglie, ecc. Di solito le armature saia a un solo filo d'effetto sono utilizzate per tessuti leggeri in seta, raion, cotone, lino e fibre artificiali e sintetiche (foderami, abbigliamento); quelle a più fili d'effetto per tessuti di un certo peso, destinati alla confezione di giacche sportive, soprabiti, tailleur, ecc. 

Dall'armatura saia derivano infiniti disegni e intrecci fra cui: denim, drill, fustagno, gabardina, tartan, tweed.

Altre denominazioni della saia sono: levantina, saglia, diagonale, sargia, spiga. Meno usata sergia.


francese: serge
inglese: twill


Rames Gaiba
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27 aprile 2017

RASO (armatura)

Raso - dal latino rasus, participio passato del verbo radere, da cui raso ovvero liscio.

Raso di seta
Tessuto costruito con armatura a raso (si indicano con il numero di fili che compongono l'armatura) caratterizzata da una superficie piana, che presenta un diritto liscio e lucido, rasato (uniforme) e con lucentezza serica (che come tutti i tessuti lucidi ha tonalità variabili, secondo l'incidenza della luce sulla sua superfice), ed un rovescio opaco.  L'effetto è dovuto al particolare tipo di armatura che prevede punti di legatura, disposti secondo un ordine non consecutivo ma regolare. Questo rapporto d'armatura è detto scoccamento.  Più la slegatura aumenta (da 4 in su), più ricco di trame deve essere la costruzione del tessuto, per evitare che i punti di legatura si spostino. Per tale ragione i tessuti in armatura raso sono più delicati e sensibili al logorio di quelli con altre armature.

Talvolta il raso è battuto in doppia faccia per impiego nei nastri e passamanerie.

Possono essere fabbricati con qualsiasi fibra tessile, anche se il suo materiale preferito è la seta. Si trova anche in fibre artificiali come il rayon o in mischia con fibre sintetiche, come il poliestere. È usato anche come fodera in viscosa, poliestere, cupro.

È denominato anche satin. Meno usuale, l'italianizzato dal francese, satino 

STORIA - Era un tessuto molto pregiato, prodotto inizialmente solo in Cina sotto la dinastia Song del Nord (960-1127) ma trovò il suo utilizzo più spettacolare nelle epoche Ming e Quing, soprattutto come base per i serici ricami policromi degli abiti dei dignitari della sorte imperiale. [1]

[1] Stefanella Sposito - Archivio tessile - Ed. Ikon, 2014, voce Raso, pp. 116-117 

francese: satin
inglese: satin
tedesco: atlas
spagnolo: raso


Rames Gaiba
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26 aprile 2017

TELA (armatura)

Tela (armatura) - dal latino tela, risalente a un più antico termine texla, dal verbo texere, "tessere".

Batista in lino, armatura tela
E' l'armatura  più semplice e piccola che esista, di massimo intreccio dei fili d'ordito e trama, che si può impiegare nella fabbricazione di tessuti di qualsiasi fibra. Il suo rapporto è composto da due soli fili e da due sole trame, e da scoccamento uno, il che permette il massimo numero possibile di inserzioni (riduzioni) e di fili. Poiché ogni filo di ordito si intreccia con ogni filo di trama (a croce), le briglie risultano minime, il tessuto serrato e resistente più di ogni altro. Il diritto risulta uguale al rovescio, la superficie un po' opaca. Le tele possono essere piene e compatte, ma anche aperte e rade, a seconda del risultato che si vuole ottenere. Teoricamente occorrono soltanto due licci, ma in pratica se ne impiegano normalmente quattro, talvolta sei od otto, per alleggerire lo sforzo dei licci in alzata quando sono alte le riduzioni. Per la tela propriamente detta le riduzioni variano fra i 18 e i 40 fili al cm., i titoli del filato da 14 a 30 circa.

L'aspetto di un tessuto tela può essere molto diverso:
  • variando le riduzioni e i titoli: la batista, il canovaccio, il madapolam, il popeline, il taffettà, ecc.;
  • combinando i colori dei filati: la grisetta, il fil-à-fil, lo zeffiro, ecc.;
  • variando anche la natura dei filati: la siciliana, il tweed, ecc.;
  • variando la reciproca grossezza dei filati: la faille, il moiré, ecc.;
  • variando la tensione e la torsione dei fili si hanno i crepes;
  • modificando il tipo di intreccio: i gros, l'orleans, il panama, i reps, ecc.;
  • a seconda del finissaggio: il loden, l'alcantara, la tarlatana, ecc.  

francese: toile
inglese: cloth
tedesco: Turch
spagnolo: tela

Rames Gaiba
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24 aprile 2017

ARMATURA (tessuto)

Armatura

Unità minima d'intreccio dei fili d'ordito e di trama, o anche il modo nel quale si alterna il movimento dei licci che dà l'effetto d'intreccio e di disegno nel tessuto.

Le armature fondamentali sono tre, e si distinguono in semplici: tela (per tessuti ad effetto piano), saia  (per tessuti ad effetto diagonale), raso (per tessuti ad effetto generalmente disseminato)



e complesse (
lampasso, broccatello, velluto). Mentre l'armatura tela è unica nel suo genere, la saia ed il raso possono avere vario rapporto  (esempio: spina da 3 - raso da 5, ecc.).

La rappresentazione dell'armatura è chiamata messincarta (Norma UNI 9274).

Per i tessuti a  maglia non si può parlare di armatura, in quanto non esistono i fili di ordito e di trama. Il tessuto a maglia è costituito dall'intreccio di un unico filo non teso, intorno a se stesso. Così si ottengono i tessuti a maglia ed il tessuto jersey.

francese: armure
inglese: fabric weave
tedesco: bindung eines gewebes
spagnolo: ligamento de un tejido


Rames Gaiba
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22 aprile 2017

IL VESTITO ANTINEUTRALE


Manifesto futurista (1914) 




Glorifichiamo la guerra,
sola igiene del mondo.
MARINETTI
(1° Manifesto del Futurismo, 20 febbraio 1909)

Viva Asinari di Bernezzo!
MARINETTI
(1° Serata futurista, Teatro Lirico, Milano, febbraio 1910)


L'umanità si vestì sempre di quiete, di paura, di cautela o d'indecisione, portò sempre il lutto, o il pivale, o il mantello. Il corpo dell'uomo di sempre diminuito da sfumature e da tinte neutre, avvilito dal nero, soffocato da cinture, imprigionato da panneggiamenti.
Fino ad oggi gli uomini usarono abiti di colore e forme statiche, cioè drappeggiati, solenni gravi, incomodi e sacerdotali. Erano espresioni di timidezza, di malinconia e di schiavitù, negazione della vita muscolare, che soffocava in un passatismo anti-igienico di stoffe troppo pesanti e di mezze tinte tediose, effeminate o decadenti. Tonalità e ritmi di pace desolante, funeraria e deprimente.

OGGI vogliamo abolire:
1. - Tutte le tinte neutre, "carine", sbiadite, fantasia, semioscure e umilianti.
2. - Tutte le tinte e le foggie pedanti, professorali e teutoniche. I disegni a righe, a quadretti, a puntini diplomatici.
3. - I vestiti del lutto, nemmeno adatti per i becchini. Le morti eroiche non devono essere compiante, ma ricordate con vestiti rossi.
4. - L'equilibrio mediocrista, il cosidetto buon gusto e la cosidetta armonia di tinte e di forme, che frenano gli entusiasmi e rallentono il passo.  
5. - La simmetria nel taglio, le linee statiche, che stancano, deprimono, contristano, legano i muscoli; l'uniformità di goffi risvolti e tutte le cincischiature. I bottoni inutili. I colletti e i polsini inamidati.
Noi futuristi vogliamo liberare la nostra razza da ogni neutralità, dall'indecisione, paurosa e quietista, dal pessimismo negatore e dall'inerzia nostalgica, romantica e rammollente. Noi vogliamo colorare l'Italia di audacia e di rischio futurista, dare finalmente agl'italiani degli abiti bellicosi e giocondi.

Gli abiti futuristi saranno dunque:
1. - Aggressivi, tali da moltiplicare il coraggio dei forti e da sconvolgere la sensibilità dei vili.
2. - Agilizzanti, cioè tali da aumentare la flessibilità del corpo e da favorirne lo slancio nella lotta, nel passo di corsa o di carica.
3. - Dinamici, pei disegni e i colori dinamici delle stoffe, (triangoli, coni, spirali, elissi, circoli) che ispirino l'amore del pericolo, della velocità e dell'assalto, l'odio della pace e dell'immobilità.
4. - Semplici e comodi, cioè facili a mettersi e a togliersi, che ben si prestino per puntare il fucile, guardare i fiumi e lanciarsi a nuoto.
5. - Igienici, cioè tagliati in modo che ogni punto della pelle possa respirare nelle lunghe marcie e nelle salite faticose. 
6. - Gioiosi. Stoffe di colori e iridescenze entusiasmanti. Impiegare i colori muscolari, violentissimi, rossissimi, turchinissimi, verdissimi, gialloni, aranciooooni, vermiglioni.
7. - Illuminanti. Stoffe fosforescenti, che possono accendere la temerità in un'assemblea di paurosi, spandere luce intorno quando piove, e correggere il grigiore del crepuscolo nelle vie e nei nervi.
8. - Volitivi. Disegni e colori violenti, imperiosi e impetuosi come comandi sul campo di battaglia.
9. - Asimmetrici. Per esempio, l'estremità delle maniche e il davanti della giacca saranno a destra rotondi, a sinistra quadrati. Geniali controattacchi di linee.
10. - Di breve durata, per rinnovare incessantemente il godimento e l'animazione irruente del corpo.
11. Variabili, per mezzo dei modificanti (applicazioni di stoffa, di ampiezza, spessori, disegni e colori diversi) da disporre quando si voglia, su qualsiasi punto del vestito, mediante bottoni pneumatici. Ognuno può così inventare ad ogni momento un nuovo vestito. Il modificante sarà prepotente, urtante, stonante, decisivo, guerresco, ecc.

Il cappello futurista sarà asimmetrico e di colori aggressivi e festosi. Le scarpe futuriste saranno dinamiche, diverse l'una dall'altra, per forma e per colore, atte a prendere allegramente a calci tutti i neutralisti.
Sarà brutalmente esclusa la unione del giallo col nero.
Si pensa e si agisce come si veste. Poiché la neutralità è la sintesi di tutti i passatismi, noi futuristi sbanderiamo oggi questi vestiti antineutrali, cioè festosamente bellicosi.
Soltanto i podagrosi ci disapproveranno.
Tutta la gioventù italiana riconoscerà in noi, che li portiamo, le sue viventi bandiere futuriste per la nostra grande guerra, necessaria, URGENTE. 
Se il Governo non deporrà il suo vestito passatista di paura e d'indecisione, noi raddoppieremo, CENTUPLICHEREMO IL ROSSO del tricolore che vestiamo. 

GIACOMO BALLA
pittore futurista


Milano, 11 settembre 1914

Approvato entusiasticamente dalla Direzione del Movimento futurista e da tutti i gruppi futuristi italiani.

L'abito maschile futurista (1914)



21 aprile 2017

MESSINCARTA

Messincarta

Rappresentazione grafica di una armatura dove indica la costruzione richiesta dei fili per la costruzione del tessuto che, il disegnatore tessile, fino a tempi recenti preparava esclusivamente a mano (lavoro molto lungo e minuzioso, tanto più complesso quanto più il disegno è ricco di varianti di armatura e di sfumature di colori) preparando su un foglio di carta quadrettata, ma oggi viene quasi sempre effettuato sul computer.
Lo schema su carta viene poi riportato sul cartone del telaio per mezzo di un meccanismo detto "leggio" oppure attraverso uno scanner che trasmette i dati ad una perforatrice; il cartone perforato viene quindi posizionato sul telaio. Attualmente esistono telai elettronici in cui la funzione del cartone perforato è svolta da un semplice disco numerico. Questa operazione è necessaria quando si prepara un telaio per una particolare armatura o effetto di colore, in quanto esso indica lo specifico liccio al quale ogni filo d'ordito deve appartenere.

I quadrati orizzontali rappresentano i fili di trama mentre quelli verticali rappresentono l'ordito. Il principio fondamentale è quello di annerire (colore scuro) un quadretto della carta quando il filo d'ordito è sollevato su quello di trama e di lasciare bianco (colore chiaro) invece un quadretto quando il filo di trama è sopra il filo d'ordito; i fili d'ordito, scuri, possono essere indicati con numeri arabi e i fili di trama, chiari, con numeri romani. Le diagonali vengono contrassegnate da una freccetta al piede, indicante la direzione della costa e portante al di sotto della sbarra il numero dei fili in riposo e al di sopra il numero dei fili in alzata. Quando vi sono più quadretti bianchi consecutivi in orizzontale abbiamo uno slegamento di trama. Quando vi sono più quadretti neri consecutivi in verticale abbiamo uno slegamento d'ordito.

In alcuni casi, quando la rappresentazione su carta quadrettata non è sufficiente per rendere l'idea dell'intreccio, viene rappresentata una sezione schematica del tessuto, dove sono più evidenti le evoluzioni dei fili e delle trame. Questa rappresentazione prende il nome di "profilo". Si hanno profili di ordito quando è visibile l'evoluzione del filo di ordito rispetto alle trame sezionate; i profili di trama mostrano invece l'evoluzione della trama rispetto ai fili sezionati.


Rames Gaiba
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CARTAMODELLO

Cartamodello

Modello di qualsiasi articolo d'abbigliamento disegnato su carta. Le diverse parti vengono appoggiate sul tessuto, pelle, ecc. che poi verrà ritagliato seguendone le diverse forme. Si usa ancora in sartoria, in piccoli laboratori artigiani, in prototopia. E' talvolta inserito in giornali di moda femminile.

Oggi la costruzione del modello, nel processo produttivo di una azienda di abbigliamento, è sempre più affidata all'elettronica che mette a disposizione dei modellisti strumenti che si integrano perfettamente con le operazioni manuali o, addirittura, le sostituiscono perfettamente, allo scopo di portare a massima efficienza le operazioni di campionatura e successivo sviluppo dei prototipi, poiché la riduzione del costo del tessuto è importante. [1]  Quindi meno o niente più uso di carta, ma soprattutto tempi di lavoro ridotti. La razionalizzazione coinvolge, naturalmente, anche la parte del taglio, dove il tagliatore trova il suo piazzato sul file elettronico.




[1] Per migliorare la resa del grafico di piazzamento suggerendo delle modifiche nei modelli o nella pezza di stoffa. Il primo tipo di opportunità viene comunemente denominato combinazione dei modelli. Il più importante fra essi è l'esame della posizione del drittofilo per assicurare il miglior posizionamento possibile dei modelli nel grafico di piazzamento. In alcuni casi lo spostamento di un drittofilo può permettere il posizionamento di piccole parti in zone che altrimenti andrebbero sprecate, per esempio nel giro della manica di una giacca o di una camicia messa vicino ad un'estremità del grafico di piazzamento. In altri casi il drittofilo viene spostato per permettere un migliore posizionamento di pezzi più grandi sistemati per l'intera larghezza del tessuto. (Harold Carr / Barbara Latham - Manuale della confezione - Ed. Tecniche nuove, 1990, p. 17)   

STORIA - Il 1862 è la data ufficiale della nascita del cartamodello, dove Charles Butterick inventa il cartamodello, per riprodurre qualsiasi capo di vestiario in maniera non più approssimativa. Esistono però vari libri di modelli sia quello dello spagnolo Juan de Alcega nel 1589, con il titolo "Libro De Geometria, Practica, Y Traca". Non si tratta veramente di un libro di modelli, ma di un tentativo di proporre un metodo di organizzazione del taglio del tessuto che è ogni giorno più caro. Questo tentativo è il punto di partenza per la creazione di differenti metodi di costruzione e di organizzazione del lavoro. Si, perché prima di avere un cartamodello, il modello era tracciato direttamente su stoffa e tagliato da esperti tagliatori. Ma ancora prima c'era un altro sistema, ancora più antico, cioè quello di modellare direttamente sulla persona il tessuto ricavando pince e riprese in base alla conformazione fisica del cliente; in pratica un po' come faceva Madaleine Vionnett, che conosceva bene questi metodi antichi. E sono passati quasi 200 anni prima di vedere la nascita di un cartamodello.



Rames Gaiba
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20 aprile 2017

FAZZOLETTI (pezze)

Fazzoletti (pezze) -  si usa al plurale.  

Piccole pezze in cui sono stati sviluppati, nella tessitura, disegni e colori per prova sui quali si effettuano le scelte. Oggi, spesso, per un fatto economico, queste varianti vengono presentate in carta progettate (disegnate) a computer.

Vengono anche chiamati provini.





Rames Gaiba
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19 aprile 2017

FAZZOLETTO

Fazzoletto -  diminutivo di fazzolo (antica tela per fazzoletti); in latino volgare era faciolum, termine a sua volta derivato da facies, "faccia".  

Piccolo quadrato in cotone o lino solo orlato o anche ricamato, anche con le iniziali, per soffiarsi il naso o asciugarsi il sudore. Oggi, è in parte stato sostituito dai fazzolettini di carta usa e getta.

Accessorio indispensabile nell' 800, oggi ha un utilizzo puramente funzionale, con un eccezione per il fazzoletto da taschino (impropriamente definito pochette), quello infilato nella piccola tasca delle giacche maschili e femminili, che in questo caso può essere anche in seta, o per quello femminile anche bordato di pizzo. Quello maschile inizialmente fu rigorosamente bianco (orlato a mano, in lino irlandese o cotone), mentre oggi è usato di qualsiasi colore e fantasia, mai della stessa fantasia del gilet e della cravatta, ma, di quest'ultima dovrà richiamare uno dei colori principali, o che risalti sulla giacca. Quando il fazzoletto non è bianco è generalmente in seta, ma può essere anche in lana o cachemire ( con le giacche invernali); la tinta unita sarà più indicata se abbinata con camicie a righe, cravatte a fantasia o giacche a quadroni.

Qualunque sia il tessuto scelto, quest'accessorio non dovrebbe mai sporgere troppo dal taschino: dev'essere una nota di colore, non una sinfonia policroma. Una pochette deve misurare almeno cm. 30 x 30 perché se "naviga" o scompare nel taschino, sarà certamente inelegante. Un diffuso ed annoso dubbio legato a quest'accessorio è "come piegarlo". I modi di portarlo sono svariati e dipendono dalla consistenza (grammatura) del tessuto. La forma squadrata è la più formale, quella con due, tre o quattro punte in su fa molto negozio; non mancano modi più eleganti che prevedono solo il centro fuori o centro e punte fuori (quest'ultimo particolarmente elegante). Un consiglio: se il tessuto scelto è pesante, meglio piegarlo in modo formale, onde evitare un taschino in petto che sia sul punto di scoppiare. E ricordatevi: questo taschino non è nato per contenere il telefono cellulare.       




fazzoletto da taschino
francese: pochette
inglese: breastpocket handkerchief
tedesco: Ziertascentuch
spagnolo: pochette, pañuelo de adorno

STORIA - L'articolo in passato si prestava a molteplici usi. Oltre ai fazzoletti da naso, un tempo c'erano i fazzoletti "da mano", da sventolare negligentemente qua e là, i fazzoletti da manica, da manicotto e da guanti (20 o al massimo 25 cm. di lato), i fazzoletti da taschino, più che altro "di figura", quelli da collo, usati dai lavoratori a mo' di cravatta, per detergere il sudore e non macchiare le camicie, i fazzoletti da testa che proteggevano i capelli e quelli che le donne portavano sulle spalle al posto dei colletti o per coprire scollature, o come veri e propri scialli, i fazzoletti "da trasporto" (nel senso che, ben annodati e appesi a un bastone, servivano a trasportare gli oggetti più diversi a mo' di fagotto), i fazzoletti da lutto (bianchi col bordo nero), i fazzolettini da uomo, i fazzolettini da signora e quelli ancora più piccoli, per i bambini. 



Rames Gaiba
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POCHETTE

Pochette - voce francese, diminutivo di poche, "tasca".

1. Borsa da donna, senza manici da portare in mano, di piccole dimensioni, rettangolare, piatta, realizzata in pelle, paillettes, seta, ed oggi anche in materiali sintetici (fra cui anche la plastica), ecc., da portarsi con abiti da sera o in particolari occasioni eleganti. 

Chiamata anche clutch bag.




STORIA - Appare nel 1700, quando uomini e donne usavano portare carte e documenti dentro buste in pelle o in seta. Durante il periodo edoardiano (1901-1910), le buste si trasformarono in rigide bustine in lacca o tartaruga, e raggiunsero il massimo splendore negli anni Venti e Trenta del Novecento. In questo periodo la pochette fu la borsa più popolare, un decennio più tardi, tuttavia, dovette cedere il passo alla tracolla. [1] Viene ciclicamente riproposta dalla moda. 


[1] Mariella Azzali - Dizionario di Costume e Moda - Ed. m.e. architectural book and review, 2015, voce pochette, p. 701-702   

2. Indica anche una piccola tasca. Per uno scambio di significato fra contenitore e contenuto, molti usano questo termine per definire il  fazzoletto da taschino  invece che il taschino stesso.






Rames Gaiba
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18 aprile 2017

SPECULA

Specula

Macchina per la misurazione delle pezze e controllo dei tessuti  (verifica di presenza di chiarelle, barrature o bastonature), dotata di una specula luminosa per facilitare l'analisi dei tessuti. E' anche in gergo chiamato, in maniera pittoresca ma efficace, "tribunale", anche se comunemente si chiamano "visitapezze". A Prato è chiamato anche "specchio" o "spera".





Rames Gaiba
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14 aprile 2017

BLOG E DIZIONARIO: Bibliografia e materiali di documentazione

Materiale consultato per il blog e il Dizionario e Commentario. Questi libri ed opuscoli sono tutti nella mia biblioteca, tranne quelli con *
In verde le schede dei vari libri, aprendo il link (prossimamente saranno fatte per tutti).


Libri - Opuscoli

Dizionari ed enciclopedie
  • A.A.V.V. - Dizionario Enciclopedico Italiano - Ed. Istituto dell'Enciclopedia Italiana - Treccani, 1970 
  • A.A.V.V. - Eurodict - Dizionario Europeo del Tessile/Abbigliamento italiano/Inglese/Francese/Tedesco/Spagnolo/Olandese - Ed. Tecnica della Confezione, 1991 
  • M. Azzali - Dizionario di Costume e Moda. Dal filo all'abito - Ed. m.e. architectural book and review, 2015 
  • E. Bianchi - Dizionario internazionale dei Tessuti - Tessile di Como, 1997 
  • L. Caccianotti - Wool Textile Dictionary English-Italian / Dizionario Laniero Italiano-Inglese - Ed. Ramella, 1967  
  • A. Canonica Sawina - Dizionario della Moda  - Ed. Sugarco, 1994
  • L. Ceriani - Le parole a maglia - Associazione Magliacalze
  • A. Donnanno - Modabolario - Ed. Ikon, 2011
  • A. Mancinelli - Moda - Ed. Sperling & Kupfer, 2006
  • U. Mannucci - Parole in fabbrica. Vocaboli ed espressioni dell'industria tessile pratese (1940-90) - Edizioni del Palazzo, 1993 
  • C. Meano - Commentario Dizionario Italiano della Moda - Ente Nazionale della Moda, 1936
  • C. Morel - Dizionario dei simboli, dei miti e delle credenze - Ed. Giunti, 2006
  • G. O'Hara - Il Dizionario della Moda - Ed. Zanichelli, 1990
  • F. Pizzato - Alfabeto dei termini ricorrenti nei tessuti per abbigliamento - Tip. Brotto & C., 1985
  • S. Sposito - Archivio tessile. 230 tessuti nella pratica degli stilisti - Ed. Ikon, 2014
  • G. Vergani - Dizionario della Moda . Edizione 2010 - Ed. Baldini Castoldi Dalai, 2009



Moda e storia del costume - Tessuti


  • A.A.V.V. - Bathik: Simboli magici e tradizione femminile a Giava - Ed. Electa, 1988
  • A.A.V.V. - Chieri e il tessile - Vicende storiche e di lavoro dal XIII al XX secolo - Ed. Corriere, 2007
  • A.A.V.V. - Fortune della Seta - Ed. Fabbri, 1986
  • A.A.V.V. - L'abito della Rivoluzione: tessuti, abiti, costumi nell'Unione Sovietica degli anni '20 - Ed. Marsilio, 1987
  • A.A.V.V. - I Mezzari tra Oriente ed Occidente - Ed. Sagep, 1988
  • A.A.V.V. - Moda. L'evoluzione del costume e dello stile  - Ed. Gribaudo, 2016
  • A.A.V.V. - Ratti and Paisley (Ratti e il Cashmere) - stampato per conto di Ratti SpA, Como, 1987. volume stampato in duemila esemplari (la mia copia è la n° 1283) italiano/inglese
  • A.A.V.V. - Salvatore Ferragamo. L'isola della seta / The isle of silk - Ed. Leonardo Arte, 2000. italiano/inglese 
  • A.A.V.V. - Sublime Indigo - Ed. Musées de Marseille, 1987. francese
  • A.A.V.V. - Tessuti. Tradizione e innovazione della tessitura in Sardegna - Ed. Ilisso, 2006
  • A.A.V.V. - XX SECOLO MANIFESTI  - Ed. Electa, 2003
  • A. Baroncini - La moda nella letteratura contemporanea - Ed. Bruno Mondadori, 2010
  • S. Beckert - L'impero del cotone. Una storia globale - Ed. Einaudi, 2016
  • C. M. Belfanti - Civiltà della moda - Ed. il Mulino, 2008
  • D. Bindi Mondaini - I costumi della Val Gardena - Ed. Istituto di studi per l'Alto Adige, s.d.
  • P. Biribanti - Boccasile. La Signorina Grandi Firme e altri mondi - Ed. Castelvecchi, 2009
  • M.L. Buseghin - Ricamo di nozze - Ed. Arnaldo Caprai, 1987
  • V. de Buzzacarini - Abito di Società - Ed. ideaLibri, 1986
  • V. de Buzzacarini - Fior di camicia - Ed. ideaLibri, 1984
  • V. de Buzzacarini - L'eleganza dello stile: duecent'anni di vestir maschile - Ed. Lupetti & Co., 1992
  • D. Calanca - Storia sociale della moda - Ed. Bruno Mondadori, 2002
  • P. Calefato (a cura di) - Moda e cinema - Ed. Costa&Nolan, 1999 
  • H. Carr / B. Latham - Manuale della confezione - Ed. Tecniche Nuove, 1990
  • N. Casalino - La moda e la ragione. Un percorso di duecento anni di moda e stile - Ed. Lupetti, 2005. italiano/inglese
  • C. Cella - La mano, il guanto - Ed. ideaLibri, 1989
  • E. Crispolti - Il futurismo e la moda - Ed. Marsilio, 1986
  • D. Davanzo Poli - Abiti antichi e moderni dei Veneziani - Ed Neri Pozza, 2001
  • D. Davanzo Poli - Costumi da bagno - Ed. Zanfi, 1995
  • D. Davanzo Poli - Tessuti del Novecento. Designer e Manifatture d'Europa e d'America - Ed. Skira, 2007 
  • D. Davanzo Poli / V. de Buzzacarini - L'abito da sposa - Ed. Zanfi, 1989
  • F. De Simone - L'Arte della tessitura a Longobucco - Ed. Ferrari Editore, 2008
  • S. Di Rienzo - "Filo"Sofia dell'abito, La maestria artigianale per filo e per segno - Ed. De Luca Editori d'Arte, 2007
  • B. Engel - Le mutande da uomo - Ed. Gribaudo, 2003
  • G. Folledore - Il cappello da uomo - Ed. Zanfi, 1998
  • S. Franchini - Editori, Lettrici e Stampa di Moda. Giornali di moda e di famiglia a Milano dal «Corriere delle Dame» agli editori dell'Italia unita - Ed. FrancoAngeli, 2002
  • E. Gagliardi Mangilli - La via della seta. Lucca-Hangzhou un lungo viaggio nella storia - Ed. Centro Studi Martino Martini, 2011. italiano/inglese   
  • F. Gandolfi - Gonne e gonnelle - Ed. Zanfi, 1989
  • L. F. Garavaglia - Il Futurismo e la moda - Ed. Excelsior 1881, 2009
  • A. Gigli Marchetti - Dalla crinolina alla minigonna - Ed. CLUEB, 1995
  • J. Gillow - Tessuti africani. Colore e creatività attraverso un continente. Ed. Skira, 2003
  • S. Gnoli - Eleganza fascista. La moda dagli anni venti alla fine della guerra - Ed. Carocci editore, 2017
  • S. Gnoli - Moda. Dalla nascita della haute couture a oggi - Ed. Carocci, 2012
  • S. Grandi / A. Vaccari - Vestire il ventennio - Ed. Bononia University Press, 2009
  • L. Imperio - Vestire nel Medioevo. Moda, tessuti  ed accessori tratti dalle fonti d'epoca - Ed. Penne & Papiri, 2013
  • R. Levi Pizetzky - Storia del costume in Italia (5 vol.) - Ed. Istituto Editoriale Italiano, 1974. 
  • M. Lèvi-Strauss - Cachemire - Ed. A. Mondadori, 1986
  • P. Lombardi - Maglia, maglietta, maglione - Ed. ideaLibri, 1985
  • G.M. Longoni - L'eredità dei cappellai - Memoria, mito e realtà di un'avventura del lavoro - Ed. SilvanaEditoriale, 2003
  • M. Lupano / A. Vaccari - Una giornata moderna: Moda e stili nell'Italia fascista - Ed. Damiani, 2009
  • I. Malarba - Ai piedi di una donna - Ed. ideaLibri, 1991
  • V. Maugeri / A. Paffumi - Storia della moda e del costume - Ed. Calderini, 2005
  • G. Mendicini - L'eleganza maschile - Ed. Mondadori, 1997
  • R. Meucci Reale - Etno Folk a Cortina. Moda Storia Personaggi Evoluzione - Ed. Renografica, 2005
  • E. Morini - Storia della moda XVIII-XX secolo - Ed. Skira, 2000
  • L. Mors de Castro - Patrones de moda paso a paso / Modelli di moda passo a passo / Padroes de moda passo a passo - Ed. Evergreen, 2010. spagnolo/italiano/portoghese 
  • A. Municchi - Homo in pelliccia - Ed. Zanfi, 1988
  • A. Municchi - Signore in pelliccia 1900-1940 - Ed. Zanfi, 1992
  • A. Municchi - Signore in pelliccia 1940-1990 - Ed. Zanfi, 1993
  • M.G. Muzzarelli - Guardaroba medioevale - Ed. il Mulino, 2008
  • M.G. Muzzarelli - Breve storia della moda in Italia - Ed. il Mulino, 2011
  • M.G. Muzzarelli - A capo scoperto. Storie di donne e di veli - Ed. il Mulino, 2016
  • G. Nuvoletti - Elogia della cravatta - Ed. Idealibri, 1982
  • M. Pastoureau - La stoffa del diavolo. Una storia delle righe e dei tessuti rigati - Ed. il melangolo, 1993
  • D. Paulvé / M. Boyè - Moda - Ed. Fabbri
  • B. Pierpaoli - La Scuola di Merletti a fuselli ~ Spitzenhlöppelschule ~ di Luserna - Ed. a cura Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol, 2010
  • P. Placella Sommella - La moda nell'opera di Marcel Proust - Ed. Bulzoni Editore, 1986
  • a cura P.N.F. - I tessuti e la guerra - stampato da A. Mondadori, 1941
  • P. Rieff Anawalt - Storia Universale del Costume. Abiti e accessori dei popoli di tutto il mondo - Ed. Mondadori, 2008
  • G. Riello / P. McNeil - Scarpe. Dal sandalo antico alla calzatura d'alta moda - Ed. Angelo Colla, 2007
  • G. Romagnoli  - La Canapa. Storia di una fibra prestigiosa nella civiltà contadina bolognese - stampato da Officina Grafica Bolognese, 1976
  • M. Schoeser - Tessuti del mondo - Ed. Rizzoli/Skira, 2003
  • M. G. Soldati / G.M. Conti - Fashion e Textile Design - Ed. Lupetti, 2009
  • R. e P. Tana - Ricami indiani del Gujarat e del Punjab - Ed. Rusconi, 1983
  • E. Tosi Brandi - Gruau e la moda / Gruau and Fashion - Ed. SilvanaEditoriale, 2009. italiano/inglese
  • V. Verucchi - Elegante e italianissima. La moda femminile a Bologna negli anni Trenta - Ed. Pendragon, 2010
  • U. Volli - Jeans - Ed. Lupetti & Co., 1991
  • C. Wilcox - Vivienne Westwood - Ed. Skira, 2007

Biografia d'Impresa


  • A.A.V.V. - Bemberg dal 1925 - Ed. Amilcare Pizzi Editore, 1991. italiano/inglese 
  • A.A.V.V. - Coats! Max Mara, 55 anni di moda italiana - Ed. Skira, 2006
  • A.A.V.V. - Marzotto 1836 / 1936 Un episodio e una storia - stampato da Industrie Grafiche Nicola Moneta, 1936
  • A.A.V.V. - Scienza, tecnica e industria nei 150 anni di Unità d'Italia - Ed. Jaca Book, 2011   
  • P. Bairati - Sul filo di lana - Cinque generazioni di imprenditori: i Marzotto - Ed. il Mulino, 1986
  • R. Carugati (a cura di), B. Marsano - Vestebene Miroglio. Cinquant'anni di storia attraverso la moda. Ed. Electa, 2005   

Colori


    • A.A.V.V. - Kimono - I Colori del Giappone - Ed. L'Ippocampo,  2010. italiano/inglese
    • A. Badiou - Lo splendore del nero. Filosofia di un non-colore - Ed. Ponte alle Grazie, 2017 
    • J.W. Goethe - La teoria dei colori - Ed. il Saggiatore, 2005 
    • L. Luzzato / R. Pompas - Colore & Colori - Ed. Il Castello, 2009
    • M. Pastoureau - Blu: storia di un colore - Ed. Ponte alle Grazie, 2008
    • M. Pastoureau - I colori del nostro tempo * - Ed. Ponte alle Grazie, 2010
    • M. Pastoureau - Nero. Storia di un colore - Ed. Ponte alle Grazie, 2008 
    • M. Pastoureau - Rosso. Storia di un colore - Ed. Ponte alle Grazie, 2016
    • M. Pastoureau - Verde. Storia di un colore - Ed. Ponte alle Grazie, 2013
    • M. Pastoureau / D. Simonnet - Il piccolo libro dei colori - Ed. Ponte alle Grazie, 2006
    • M. Surace - Nero. La religione di un colore e i suoi fedeli laici - Ed. Castelvecchi, 2000   
    • T. Sutton / B. M. Whelan - Il libro completo di Armonia Cromatica - Ed. Il Castello, 2008
    • C. Widmann - Il simbolismo dei colori - Ed. Ma.Gi., 2014

    Tecnologia tessile-abbigliamento

    • A.A.V.V. - Il bello e il buono. Le ragioni della moda sostenibile - Ed. Marsilio, 2011
    • A.A.V.V. - Il controllo qualità nel settore tessile laniero - Ed. Spint, 1989
    • A.A.V.V. - Manuale di tecnologia tessile - Ed. A. Cremonese, 1981
    • A.A.V.V. - Viscosa. Una storia naturale - Ed. Akzo
    • P.G. Alvigni - Le fibre più vicine al cielo - Ed. A. Mondadori, 1979. italiano/inglese.
    • A. Annibaldi Lanciotti - Fibre tessili e pellicceria vol. II Gli animali da pelliccia e la pellicceria - Ed. U.E.T., 1973 
    • C. Aspin - The Cotton Industry - Ed. Shire, 1981. inglese
    • C. Aspin - The Woollen Industry - Ed. Shire, 1982. inglese
    • G. Bergamaschi - Fior . di . Lino - Ed. ideaLibri, 1985
    • A. Bignardi - La Canapa / Hemp- Ed. Fertimont, 1981. italiano/inglese   
    • M. Bona - Metodi statistici per l'industria tessile - Ed. Paravia, 1988
    • P.L. della Bordella - L'arte della lana in Casentino - Ed. Primarno, 1996
    • S. E. Braddock / M. O'Mahony - Tecno Textiles, tessuti rivoluzionari per la moda e il design - Ed. Ascontex Editoriale, 2001 
    • J. Cegarra / P. Puente / J. Valldeperas - Tintura delle materie tessili - Ed. Paravia, 1988
    • N. Chiarotto - Il Tessile: Microscopia-fibre; Apparecchi e prove d'analisi - Grafiche Gioja, 1989
    • B. P. Corbman - Manuale delle fibre tessili - Ed. Tecniche Nuove, 1990
    • G. Costanza - Il tecnico-operaio Conciatore e pellicciaio (quarta edizione riveduta ed aumentata) - Ed. Ulrico Hoepli, 1982 
    • A. De Mori - Produzione e lavorazione della lana - Ed. G.B. Paravia & C., 1932
    • S. Di Rienzo - Macchine per la moda, dalla preistoria al novecento / Michines for fashion, from the prehistory the twentieth century - Ed. De Luca Editori d'Arte, 2009 
    • A. Fumagalli - La seta: storia di una fatica contadina - Ed. Fertimont, 1983 - italiano/inglese
    • C. Head - Old Sewing Machines - Ed. Shire, 1982. inglese
    • S. Jenkyn Jones - Professione: stilista - Ed. Logos, 2006
    • E. Leadbeater - Spinning and spinning wheels - Ed. Shire, 1979. inglese
    • C. Moltani - Guida essenziale al Denim - Ed. Quine, 2005
    • G. Maracchi - L'arte dell'intrecciare - Ed. Libreria Editrice Fiorentina, 2007
    • A. Moretti - Composizione - Analisi e fabbricazione dei tessuti - Ed. Del Palazzo, 1980
    • F. Parlatore - Le specie dei cotoni - stampato per conto del Dipartimento di Scienze botaniche dell'Università di Palermo, 1995. Ristampa di questa opera botanica del 1866
    • R. Pomoas - Textile Design - Ed. Hoepli, 1994
    • C. Poni / S. Fronzoni - Una fibra versatile: la canapa in Italia dal Medioevo al Novecento - Ed. CLUEB, 2005
    • C. Quaglierini - Manuale di merceologia tessile - Ed. Zanichelli, 1985
    • M. San Martin - Materiali innovativi per la moda - Ed. Logos, 2010
    • F. Scanzo - Classificazione e fabbricazione dei tessuti di tipo laniero - Ed. Paravia, 1988
    • F. Scanzo / U. Pedrazzo - Intrecci e strutture dei tessuti - Ed. Paravia, 1988
    • F. Tellier-Loumagne - Maglie: i movimenti del filo - Ed. Ippocampo, 2006
    • A. Todaro - La cultura dei cotoni in Italia - stampato per conto Accademia Nazionale di Scienze Lettere ed Arti di Palermo, 1995. Ristampa di questa opera botanica del 1877-78
    • J. Udale - Design di tessuti per la moda - Ed. Zanichelli, 2010
    • F. Viviani - La stampa tessile. Tecnologia e macchine - Ed. Ascontex, 2001 
    • B. Wulfhorst - Processi di lavorazione dei prodotti tessili - Ed. Tecniche Nuove, 2001

    Varie

    • A.A.V.V. - Moda. Relazioni sociali e comunicazione - Ed. Zanichelli, 1995
    • R. Barthes - Sistema della Moda - Ed. Einaudi, 1970
    • A. Foglio - Il marketing della moda - Ed. Franco Angeli, 2001
    • O. Kyra Pistilli - Dress Code: Sincretismi cultura comunicazione nella moda contemporanea - Ed. Castelvecchi, 2005
    • G. Puglisi - I modi della moda - Ed. Sellerio, 2001
    • G. Simmel, La moda - Mondadori, 2009
    • N. Squicciarino - Il vestito parla: considerazioni psicosociologie sull'abbigliamento - Ed. Armando, 1986
    • U. Volli - Contro la Moda - Ed. Feltrinelli, 1988

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    ULTIMA AGGIUNTA: 14 aprile 2017