5 giugno 2020

BERMUDA


BERMUDA - derivato dall'inglese bermuda short, dal nome delle isole Bermuda situate sull'Atlantico settentrionale. Questa voce è attestata a partire dal 1952.

Calzoncini unisex dalla caratteristica lunghezza fino al ginocchio (non devono superare i 6 pollici (15 cm), che deve restare coperto, o scendere sotto ma non oltre i 4 centimetri (se sono più corti diventano pantaloni taglio capri” o short); la linea può cambiare secondo le esigenze della moda, e, quindi, possono essere larghi o stretti, con tasche o senza, con pieghe o lisci. Alcune versioni sono provviste di risvolto.

In tessuto di lino, cotone di vari pesi, tessuto jeans leggero, con qualche eccezione per quelli femminili. L'armatura del tessuto è generalmente tela. Ai piedi, se al mare, rigorosamente senza calze, un paio di scarpe in tela o da barca o di mocassini scamosciati.  Se in città, tassativamente, devono essere indossati con calze lunghe. 
 
Capo solo estivo per gli uomini, raramente sulle passerelle della moda femminile lo si vede come capo invernale. Sono ritenuti indispensabili in molti sport. Oggi vengono portati dagli abitanti locali tutto l'anno anche con camicia e cravatta. Hanno la foggia dei bermuda i pantaloni al ginocchio delle truppe coloniali inglesi. 

1. Diana & Thomas Reed Vreeland 
2. John Lennon nel giugno 1980 - Bermuda, Villa Undercliff


 Jean Paul Gaultier  - Primavera/Esstate 2007 | Tanya Dziahileva 


STORIA - Le isole Bermuda, divennero un luogo di villeggiatura alla moda degli americani fin dagli anni Trenta e Quaranta.  Presumibilmente usato per la prima volta da turisti statunitensi negli anni Cinquanta. Nascono come soluzione al divieto della legge locale che non permetteva alle donne di scoprire le gambe interamente nude. Entrano immediatamente nel guardaroba maschile: una versione con risvolto.  Da allora i bermuda sono stati in voga per i due sessi.



Rames GAIBA
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26 aprile 2020

MUSEO DELLA SETA - SONCINO CREMONA


Collocato negli spazi dell'ex Filanda Meroni, vicino alla Rocca edificata dagli Sforza, dal 2011, per merito del collezionista Enzo Corbani, qui in due sale sono raccolti oltre 650 pezzi che offrono una visione su antichi strumenti per la produzione della seta, dall'approvvigionamento delle uova dei bachi fino alla trattura della seta.





Varcato l'ingresso, il visitatore trova le pareti tappezzate di avvisi di stampa, manifesti pubblicitari, fotografie d'epoca; le vetrinette e gli espositori ricolmi di bozzoli e di strumenti per la supervisione e la vendita del cosiddetto semi-bachi.




1. Campionario bozzoli, 1920
2. Campionario bozzoli, con massima giapponese 



Ma è certamente un unicum, si tratta di una delle rarissime sale a ciò dedicate in tutta Italia, la stanza dedicata alle ditte bacologiche, cioè le aziende specializzate nella produzione, commercializzazione e controllo qualità delle uova delle farfalle. Il loro ruolo divenne fondamentale per l'intero settore attorno alla metà dell'Ottocento, quando in Europa si sviluppò la devastante crisi della prebina (un agente patogeno che colpiva le foglie di gelso) che costrinse i bachicoltori europei a tornare alla ricerca di seme non infetto nei paesi dell'Estremo Oriente.



All'interno del Museo il visitatore può vedere filmati d'epoca sulla bachicoltura.




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DOVE: Via Cattaneo, 1 - 26029 Soncino (CR)
Informazioni: tel. 0374 83188
E-mail: turismo@comune.soncino.cr.it
Sito Web: http://www.soncino.org



scheda a cura di Rames Gaiba 
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6 aprile 2020

GALALITE


Galalite - dal greco gala, latte + lito [incrocio col sufisso ite] (lithos), pietra. 

Nome commerciale di resina artificiale ottenuta per azione chimica dell'aldeide formica (formaldeide), che serve come agente coagulante sulla caseina (materia derivante dalla lavorazione del latte), un materiale che oggi chiameremo biopolimero; di base di colore bianco, facilmente tingibile in tinte ed a imitazioni di materiali naturali come la tartaruga, il corno e l'avorio. Data la facile lavorabilità (è malleabile in quanto si indurisce al calore), ha una buona resistenza all'urto ed è molto elastica, serve come succedaneo dell'osso per la fabbricazione di bottoni, fibbie, e piccoli oggetti, ricavati da lastre o bastoni (può essere estrusa nei diametri voluti), senza problemi di spessori e dimensioni. È detto anche galatite

Francese: Galatithe - Inglese: Galalith - Tedesco: Galalitih - Spagnolo: Galalita


STORIA - Nel 1897 abbiamo in Germania il primo brevetto di questo materiale a nome di W. Prische e di A. Spittler. Il brevetto fu poi sviluppato negli Stati Uniti dalla Morrel Corporation per la fabbricazione di fibbie e bottoni. Dagli anni 1915 / '20 fino agli anni '80 è stata la materia prima più adoperata dalle ditte che erano di riferimento nel campo della produzione di bottoni per il suo aspetto caldo e compatto. Poi, piano piano, sostituita dal poliestere, materiale che deriva dalla lavorazione del petrolio con un costo decisamente inferiore alla galalite.



Rames Gaiba
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4 aprile 2020

K.D. (Kessel Decatur) - Processo di finissaggio tessile

K.D. ® - acronimo di Kessel Decatur, marchio registrato di Biella Shrunk Process.


Trattamento di finissaggio effettuato su tessuti di lana e misti che ha lo scopo di migliorare la mano del tessuto (scivolosità e morbidezza), aspetto disteso e brillante, la stabilizzazione dimensionale, il finissaggio della lavorazione.

Si tratta di un decatissaggio in autoclave sotto pressione, che fa parte delle lavorazioni di decatissaggio in discontinuo.

L'alimentazione del K.D. può avvenire con tessuto affaldato oppure avvolto in un grande rotolo. Dopo una serie di cilindri centratori, altri di passaggio e un tendipezza, si ha la parte principale della macchina costituita da due zone ben distinte:

- nella prima, si ha la stazione di caricamento e scaricamento del tessuto composta da cilindri di carico e scarico su cui sono avvolti il telo della macchina e il tessuto da lavorare;

- nella seconda, vi è l'autoclave (camera di pressione) in cui viene trattato il rotolo di tessuto con vapore saturo.



Il ciclo di finissaggio all'interno della camera di pressione dura generalmente da 2 a 5 minuti ad una temperatura di 110°C - 130°C a 1,2 bar di pressione.




Macchina per finissaggio permanente mod. KD MAXIMA 75 (1975)
foto: © Biella Shrunk Process


Macchina per decatissaggio KD
1) Ciclo a rincorsa - Riduce lo shock termico a inizio ciclo
2) Controllo qualità a vapore - Garantisce costanza di temperatura/umidità  del vapore
3) Sistema combinato a pressione tensione - Controlla la compattezza ottimale dei rotoli
  foto: © Biella Shrunk Process


STORIA - Nasce nel 1961 il K.D., processo realizzato dalla Biella Shrunk Process, a seguito di una sfida ardita: realizzare un nuovo processo di finissaggio laniero in grado di garantire un risultato inalterabile e permanente. Questo processo ha avuto una rapida e capillare diffusione e si è imposto come standard qualitativo a livello internazionale. 




Rames Gaiba
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3 aprile 2020

JOCKSTRAP


Jockstrap - termine anglosassone; da jock (genitali maschili) + strap (cinghia).

Modello di slip maschile, conosciuto anche come "i sostenitori atletici". Comodissimo in quanto lascia ampia libertà di movimento, dà un ottimo sostegno sul davanti; sul retro vi sono due elastici che avvolgono, sostenendoli, i glutei. È utilizzato soprattutto negli sport in cui si suda molto. Questo indumento è visto come alternativa alla biancheria intima maschile normale, in quanto molto comodo e pratico (possono essere lavati facilmente e si asciugano rapidamente, oltre che occupare poco spazio negli zaini, ecc.). La maggior parte dei jockstrap sono fatti in cotone o poliestere o spandex. Oggi il capo è prodotto anche con tessuti dalle maglie traforate e fantasie diverse.  

Alcuni jock hanno sul davanti una forma protettiva dei genitali maschili fatta in plastica dura (se ne conoscono due forme: una "classica" rettangolare ed arrotondata sulla parte alta, ed una più nuova che è una specie di triangolo più lungo), a volte con i fori di traspirazione, e sono usati da alcune categorie di atleti (giocatori di baseball, pugili, ecc.).



Una alternativa maschile a questo indumento per gli atleti sono gli short a compressione.

L'indumento è considerato un intimo molto erotico e glamour.

Jockstrap Versace, con greca sul bordo
Jockstrap in maglia metallica nera con cristalli trasparenti...
al costo di soli $ 190 (aprile 2020)


La versione femminile è denominata jill o jillstrap.   

STORIA - La storia è iniziata nel mondo dello sport, più specificatamente, fra i ciclisti che si sono trovati in difficoltà fra le strade acciottolate di Boston (Stati Uniti). L'invenzione di questo indumento è da attribuire sia al finlandese Parvo Nakacher, un atleta che ha dedicato molto tempo allo studio della anatomia e le aspettative, che alla Bike Company, tuttora tra le compagnie che producono il jockstrap più utilizzato in atletica. La cinghia jock è stata progettata dalla società Bike nel 1874 come un "sostenitore atletico" che avrebbe protetto i genitali dei ciclisti mentre pedalavano. Da qui il nome "Bike". L'utilizzo più ampio della cinghia jock arrivò nel 1927 quando una società canadese aggiunse una coppa dura per proteggere gli atleti dal disco (puck) da hockey. E da allora è stato un punto fermo per gli "atleti" nordamericani, senza mai ottenere la stessa popolarità in Europa.


La Bike Company di Boston inventò
la Bike Jockey Strap Supensory
foto: © Bike Company


Già dagli anni '80 e '90 molti marchi della moda internazionale lo hanno nella loro gamma di biancheria intima, rivisitandolo, con una certa immagine "fashion".   




Rames Gaiba
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