16 ottobre 2019

I JEANS NELLA PITTURA DI ARTISTI AMERICANI


L'invenzione dei pantaloni

I jeans sono dei pantaloni prodotti industrialmente in denim blu, arricchiti da alcuni particolari di confezione. La confezione propria del jeans fu inventata e lanciata industrialmente da Levi Strauss a San Francisco nei decenni fra il 1850 e il 1880. [1]
I pantaloni jeans, capo fondamentale dell'abbigliamento, sono rappresentati dai pittori, e qui se ne vuole dare visione con artisti del paese dove il capo è nato.


Il trombettiere
Norman Rockwell (Stati Uniti, 1894 - 1978)
Copertina del Post del 1950


Una pausa durante la giornata
David P. Hettinger (Stati Uniti, 1946- )
olio su tela, cm 45.72 x 60.96

Ragazza in maglione rosso e jeans (1974)
Raphael Soyer (Stati Uniti [2], 1899 - 1987)


La nottata 
Steven J. Levin (Stati Uniti, 1964- )


Fine del viaggio allo sbarco (2011)
Hope Gangloff (Stati Uniti, 1974- ), [3]
acrilico su tela, cm 137.16 x 205.74



Si sistema la cravatta (2014)
David Tanner (Stati Uniti)
olio su tela, cm 60.96 x 45.72



[1] Ugo Volli - Jeans - ed. Lupetti & Co., 1991, p. 90
[2] Raphael Soyer, artista nato in Russia da famiglia ebraica che nel 1912 a causa dell'oppressione è stata costretta ad emigrare negli Stati Uniti.
[3] Gangloff porta un arruffato, pensieroso, giovane uomo in forte rilievo appiattendo il piano del quadro partendo dalla sua forma scura (abbigliamento) contro il verde pallido di una sedia. Le sue sproporzionate grandi mani hanno lo scopo di portare alla nostra attenzione la birra e la sigaretta, aumentando il senso del suo malessere, che si vuole trasmettere. Ma la pallida tonalità delle nude membra servono ad evidenziare un altro contesto, con i loro eleganti contorni, appartenenti ad un bel ragazzo, che si concede alla vita ed ai suoi piccoli piaceri.    



a cura di Rames Gaiba
© Riproduzione riservata

7 ottobre 2019

Nobilitazione dei tessili - Franco Corbani


«Siamo in presenza di un'opera rara e straordinaria.
Questi quattro volumi del Professore Franco Corbani trattano di nobilitazione”: un mondo complesso, interdisciplinare e interconnesso di importanza fondamentale in un settore, quello tessile, che già di suo è vastissimo, multiforme e di capillare diffusione.

È “sul Corbani” del '90 che hanno studiato e ancora oggi fanno riferimento tutti i tecnici di nobilitazione. Ed è oggi che il Professore Corbani ci porge non la rivisitazione dei precedenti due volumi, bensì un'opera riscritta per intero in quattro volumi, con sezioni nuove, tecnologie, tematiche, processi e macchinari che vanno proprio ora ad affacciarsi nel settore.»
[1]  

L'abbondante presenza nei testi di disegni, grafici, schemi, immagini e tabelle, spesso a colori, ha lo scopo di rappresentare meglio gli argomenti e il ricorso a immagini e a impianti di produzione, piuttosto che a schemi, ha il merito di avvicinare il lettore alla realtà industriale. Ampia, anche, la bibliografia. 

   
[1] Ing. Piero Sandroni (Presidente Gruppo Tessile e Abbigliamento Unione degli Industriali della Provincia di Varese), dalla Prefazione a quest'opera. 






Volume Primo
Teorie, coloranti e prodotti chimici, solidità, ecotossicologia, sostenibilità dei processi pretintoriali, tintoriali e della stampa tessile

Parte I - Colore, Spazi-colore e coloranti, acqua, prodotti chimici ed enzimi, ecotossicologia e sostenibilità, procedimenti generali della tintura e solidità.
Cap. I - Colore
Cap. II - Metrica del colore - Pass/Fail - Grado di bianco
Cap. III - Strumenti di misura del colore
Cap. IV - Struttura delle molecole e colore
Cap. V - Sostanze coloranti: classificazione chimica
Cap. VI - Nobilitazione tessile: ecologia, tossicologia ed etichettatura delle sostanze
Cap. VII - L'acqua: durezza, addolcimento, norme e depurazione
Cap. VIII - Ausiliari tessili: tensioattivi e altri prodotti
Cap. IX - Sostanze chimiche ed enzimi
Cap. X - Teorie della tintura
Cap. XI - Tecnologie tintoriali
Cap. XII - Solidità dei colori e altri controlli




• Volume Secondo
Nobilitazione tessile: teorie, coloranti e prodotti chimici, solidità, ecotossicologia, sostenibilità dei processi pretintoriali, tintoriali e della stampa tessile.


Parte II - Fibre tessili, forme di presentazione dei materiali tessili, macchine, tecnologie, energia e sistemi di dosaggio
Cap. I - Fibre tessili naturali vegetali
Cap. II - Fibre animali: lana e seta
Cap. III - Fibre man-made o tecnofibre
Cap. IV - Fili, filati e tessuti
Cap. V - Lavorazioni di nobilitazione (fiocco, tops, bumps e filati)
Cap. VI - Lavorazioni di nobilitazione dei tessuti
Cap. VII - Energia termica, scambiatori di calore, sistemi di dosaggio e automazione

Parte III - Il pretrattamento dei materiali tessili di natura: cellulosica, proteica, man-made e in mista
Cap. I - I pretrattamenti delle fibre cellulosiche (bruciapelatura-(Imbozzimatura) e Sbozzimatura)
Cap. II - Trattamenti con alcali concentrati (soda caustica) e con ammoniaca liquida
Cap. III - Digrezzatura del cotone
Cap. IV - Candeggio chimico
Cap. V - Pretrattamento e candeggio del lino
Cap. VI - Azzurranti e azzurranti ottici
Cap. VII - Trattamenti preparatori della lana
Cap. VIII - Trattamenti preparatori della seta
Cap. IX - Trattamenti preparatori delle fibre artificiali e sintetiche o man-made

Cap. X - I materiali tessili misti e il loro pretrattamento




• Volume Terzo
Tintura e stampa


Parte IV - Considerazioni generali sulla tintura
Parte IV A - Tintura delle fibre cellulosiche
Cap. I - Tintura dei coloranti diretti, sostantivi o salini
Cap. II - Tintura con coloranti reattivi
Cap. III - Tintura con coloranti tino
Cap. IV - Tintura delle catene di ordito con indaco
Cap. V - Tintura con coloranti zolfo
Cap. VI - Sostanze colorate insolubili su fibra

Parte IV B - Tintura delle fibre proteiche
Cap. I - Tintura con coloranti acidi
Cap. II - Tintura con coloranti al cromo
Cap. III - Tintura con coloranti premetallizzati
Cap. IV - Tintura con coloranti reattivi
Cap. V - Tintura con coloranti di basso interesse
Cap. VI - Tintura della seta

Parte IV C - Tintura delle fibre chimiche
Cap. I - Coloranti dispersi
Cap. II - Tintura dell'acetato e triacetato
Cap. III - Tintura delle fibre poliestere
Cap. IV - La tintura delle fibre poliammidiche
Cap. V - Tintura delle fibre acriliche

Parte IV D - Tintura delle miste
Cap. I - Tintura delle miste di poliestere
Cap. II - Tintura delle miste di poliammide
Cap. III - Tintura delle miste di acrilica
Cap. IV - Tintura delle miste acetato e triacetato
Cap. V - Tintura delle miste di fibre naturali e di cellulosa rigenerata

Parte IV E - Cationizzazione del cotone, tintura in capo e trattamenti degli articoli délavé 
Cap. I - Cationizzazione del cotone, tinture in capo e articoli délavé
Cap. II - Lavorazioni in capo degli articoli denim

Parte IV F - tintura con coloranti naturali
Cap. I - Tintura con coloranti naturali
Parte V - Stampa tessile
Cap. I - Tecniche di stampa
Cap. II - Metodi di lavorazione tradizionali
Cap. III - Disegni, fotoincisione e preparazione dei mezzi stampanti
Cap. IV - Paste di stampa
Cap. V - Asciugamento, vaporizzaggio e lavaggio
Cap. VI - Procedimenti per stampe speciali
Cap. VII - Stampa digitale






• Volume Quarto
Finissaggio  

Parte VI - Il finissaggio tessile: “mano”, comfort, sostanze, eco-tossicologia e substrati tessili
Cap. I - La “mano” dei tessili
Cap. II - Il comfort nel tessile-abbigliamento

Cap. III - Sostanze polimeriche apprettanti e di finissaggio
Cap. IV - Problemi eco-tossicologici, di alcune sostanze, secondo REACH e Green Chemistry
Cap. V - I substrati tessili

Parte VII - Operazioni fisico-meccaniche
Cap. I - Mezzi meccanici per applicare i prodotti
Cap. II - Accoppiature e laminazione - coagulati
Cap. III - Operazioni meccaniche: garzatura, smerigliatura, cimatura e spazzolatura
Cap. IV - Calandratura
Cap. V - Altre operazioni - stortatura e stabilizzazione dimensionale

Parte VIII - Finissaggio di base delle principali classi di fibre
Cap. I - Il finissaggio di base dei tessuti di lana e misti
Cap. II - Finissaggio di base dei tessuti serici
Cap. III - Operazioni di base di finissaggio delle fibre cellulosiche
Cap. IV - Operazioni di base di finissaggio delle fibre sintetiche con riferimento alle fibre poliestere e poliammidiche

Parte IX - Apprettatura e tecniche per un tessile funzionale
Cap. I - Finissaggio antipiega
Cap. II - Finissaggio idro, oleo repellenti, antisporco e idrofilizzante
Cap. III - Finissaggio Ignifugante
Cap. IV - Finissaggio biocida
Cap. V - Finissaggi con cambiamento di fase (PCM), C_Change e 3Xdry

Parte X - Tessili tecnici e tecnologie innovative
Cap. I - Settori di applicazione dei tessili tecnici
Cap. II - Tecnologie innovative
Cap. III - Tecniche Sol-Gel
Cap. IV - Wearable Technology e smart textiles o tessuti intelligenti
Cap. V - Plasma - Applicazioni ai tessili - Laser

Parte XI - Spigolature e campioni di tessuto
Cap. I - Spigolature
1.0 - Premessa
1.1 - Glossario: lavorazioni e principali tipi di tessuto

    

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Franco Corbani
Nobilitazione dei tessili (4 vol.) 

ed. Prodigi, 2017 /2019 (pp. 413 + 446 + 524 + 476)

Franco Corbani è diplomato in Chimica Tintoria e laureato in Chimica. È stato consigliere della sezione di Busto Arsizio dell'AICTC (Associazione Italiana di Chimica Tessile e Coloristica). Nel 1990 ha pubblicato due volumi sulla Nobilitazione dei Tessili, stampati dal Centro Tessile cotoniero di Busto Arsizio. I due volumi sono stati adottati dai centri di formazione e da alcuni Istituti di Chimica Tintoria italiani come libro si testo. Alcune parti dei testi sono state pubblicate nella "Integrated Pollution Prevention and Control (IPPC) Reference Document on Best Available Techniques for the Textiles Industry" (EUROPEAN COMMISSION). July 2003. È coautore con il dott. Carlo Frangi delle parti VII e VIII di Nobilitazione Tessile pubblicata sul manuale di Maglieria di Attilio Tremelloni e Leonardo Ceriani, Vol. II.

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4 settembre 2019

PRONTUARIO ANTIMACCHIA





1. Principali prodotti smacchianti
2. Metodi per smacchiare
3. trattamento delle macchie più comuni

Capita spesso d'imbattersi, nella vita di tutti i giorni, con il problema delle macchie sia sui tessuti che sulle pelli. Spesso questo problema può essere risolto con un semplice lavaggio in acqua fredda o tiepida (mai calda, altrimenti la proteina coagula e diventa ancora più difficile da rimuiovere) e detersivo, ma, altre volte, ciò non è possibile. I tessuti delicati di lana o di seta, per esempio, si rovinano presto, se sono sottoposti a ripetuti lavaggi. Inoltre alcune macchie sono resistenti ai lavaggi in acqua e sapone. In tutti questi casi, e in tanti altri ancora, è necessario trattare le macchie con appositi smacchiatori


Esistono oggi in commercio bombolette spray sia per il trattamento preventivo delle maccchie sia per quello di rimozione delle stesse.  

Lo spray antimacchia ricopre le fibre tessili con un sottile film di resina sintetica rendendole impermeabili e perciò resistenti alla quasi totalità delle macchie. Con una semplice spazzolatura o con il passaggio di un panno umido si toglie così la macchia senza la necessità di lavare.

Lo spray smacchiatore, viceversa, è composto da miscele di solventi, che aggrediscono la macchia dissolvendola. Alcune sostanze assorbenti unite in queste formulazioni servono a trattenere i residui della macchia, una volta dissolti. Così spazzolando il tessuto, dopo che è evaporato il solvente, si toglie la macchia.

Questi smacchiatori hanno però il difetto di essere aspecifici, cioè di essere adatti a tutte le macchie, ma non di trattenere in maniera ottimale nessuna di esse. Quindi, se la macchia è estesa, o è di un tipo particolare, spesso questi smacchiatori falliscono, o smacchiano solo in parte. Perciò è necessario conoscere dei prodotti alternativi con cui trattare i tessuti.

1. Principali prodotti smacchianti


I principali smacchiatori sono dei solventi di uso comune, facilmente reperibili in commercio, quali:



Aceto

L'aceto di vino è una miscela di acido acetico ed acqua, contenente una piccola percentuale di altri prodotti di degradazione del vino. È indicato per risciaquare lana e seta: dopo il lavaggio, eliminando i residui di detersivo, dà brillantezza a queste fibre. Va usato diluito: un cuccchiaio in circa un litro d'acqua. Può opacizzare alcune fibre sintetiche.

Acetone
È un solvente usato per togliere le macchie di smalto e vernice. Danneggia però le fibre sintetiche ed artificiali.

Acqua ossigenata
È più un decolorante che uno smacchiatore. Va perciò usata con molta cautela sui tessuti colorati e su quelli sintetici. Si usa normalmente quella a 12 volumi, diluita in acqua ad una percentuale del 10-20%.


Acquaragia
È un solvente vegetale o sintetico, indicato per togliere le macchie di vernice. Lascia facilmente alone.

Alcol
È un ottimo solvente di origine naturale, adatto a sciogliere le macchie d'inchiostro e morchia (residuo dell'olio d'oliva, usato per la preparazione di saponi e di grasso per auto), ma va usato con cautela, soprattutto sulle fibre artificiali e sintetiche, diluendolo con acqua.

Ammoniaca

È una sostanza a carattere basico di odore pungente. Va usata diluita al 15-20%. Non è indicata per i tessuti di lana e seta.


Benzina
È usata per macchie di olio, grasso, cera e resine. Lascia facilmente alone ed è pericolosa per l'alta infiammabilità. Nos si può usare su tessuti delicati o cerati.

Borace
È un sale di boro usato per togliere alcune macchie dal cotone e dal lino.

Etere
È un solvente altamente infiammabile, dall'odore caratteristico. Si presta a togliere macchie di grasso, morchia e unto. Reagisce con la seta, solubilizzandola, perciò non va mai usato con tessuti anche misti di questa fibra. È molto volatile e lascia difficilmente l'alone.


Glicerina
È contenuta in piccole percentuali nei saponi. È utile, in aggiunta ai detersivi sintetici, nel lavaggio degli indumenti di lana per renderli morbidi. Si usa come smacchiatore per togliere particolari tipi di macchie su capi delicati.

Latte
Contiene lattosio, caseina, sali minerali e grassi. Ha una acidità bassissima, vicino al pH 7. Serve per smacchiare la pelle e i tessuti delicati.

Succo di limone
Contiene essenzialmente acido citrico e acqua. Essendo un acido molto debole è adatto per smacchiare lana e seta, al posto di prodotti più energici.

Trementina o essenza di trementina
È un solvente simile all'acquaragia. Toglie le macchie di vernice, resina e catrame, ma lascia spesso l'alone. va usata con cautela su tessuti delicati. 

Trielina
È uno dei più usati smacchiatori, perché dissolve grasso, olio, vernici, e non lascia alone, essendo molto volatile. È però pericolosa, a causa dell'alta infiammabilità.

2. Metodi per smacchiare

I metodi da seguire per smacchiare nel miglio modo possibile un tessuto sono:

a) La macchia va tolta prima possibile: infatti una macchia appena fatta non ha il tempo di penetrare nella fibra e di legarsi con essa, ed è priva di solvente evaporato nel frattempo, e quindi, se è costituita da prodotti aggressivi per la fibra o per il colore, non ha il tempo di degradarli, danneggiandoli irrimediabilmente, mentre una macchia secca penetra nel tessuto.

b) La macchia, soprattutto se estesa, va tolta con un panno, imbevuto nel prodotto solvente, strofinandolo dall'esterno verso l'interno, e mai viceversa.       

c) Su tessuti delicati, colorati o a fibra pelosa, è bene smacchiare tamponando la macchia senza fregare.


d) Quando la macchia è penetrata nel tessuto, occorre smacchiare mettendo sotto la stoffa un panno assorbente (garza di cotone, ovatta, od anche un fazzoletto ripiegato) su cui vadano a fissarsi i residui rimossi dallo smacchiatore.

e) Per avere i migliori risultati è necessario smacchiare la lana con un panno di lana, la seta con un panno di seta, e così via.


f) Le macchie di olio e di grasso si tolgono più facilmente se si cospargono, appena fatte, col talco. Questo, dopo che ha assorbito completamente l'olio e il grasso, va spazzolato via; quindi il segno rimasto sul tessuto deve essere trattato con l'apposito solvente. 


g) Per evitare la formazione di aloni è bene usare non troppo solvente, e sfregare con il panno finché il tessuto non è completamente asciutto.

3. Trattamento delle macchie più comuni

Di seguito si danno alcuni consigli a come trattare alcune macchie. I capi d'abbigliamento sono sempre più fatti con materiali tessili complessi (con molte mischie di fibre ed altri materiali), ed è quindi raccomandabile attenzione e prudenza. Per i capi colorati (stampati) o di qualità tentare prima il trattamento su parti nascoste del capo. Per macchie tenaci si consiglia di rivolgersi ad una lavanderia di fiducia.

Acqua piovana
Su lana, seta e fibre delicate: inumidire con un panno bagnato e far evaporare con fon o ferro da stiro. 
Su cuoio: inumidire il capo con vapore d'acqua e, una volta asciugato, lucidare con pelle scamosciata. 
Su pelliccia: spazzolare con spazzola umida.

Acqua zuccherata
Su lana, cotone, velluto, pelle, ecc.: smacchiare con acqua tiepida ed eventualmente con etere.
Su seta: smacchiare solo con acqua tiepida.

Acquarello 

• Trattare con acqua e ammoniaca.

Attaccatutto
• Trattare con acetone.

Asfalto
Su lana, seta e cotone: tamponare al più presto con un panno intriso di benzina, avendo l'accortezza di porre sotto al tessuto una stoffa o una carta assorbente.

Birra
Su lana: smacchiare tamponando dal rovescio con panno bagnato di alcol, quindi spazzolare con spazzola umida.
Su seta: smacchiare usando una miscela di acqua e alcol, molto diluita.
Su cotone: lavare con acqua e detersivo.

Bitume, Nafta
Su cotone, lana, seta, viscosa e sintetici: ammorbidire con burro e poi tamponare con trielina o benzina. 


Bruciature superficiali
Su lana e cotone: smacchiare con una miscela di ammoniaca e acqua ossigenata diluite.
Su seta: trattare con acqua fredda addizionata di succo di limone e sale da cucina.


Burro
Su lana, cotone, seta: tamponare con carta assorbente e poi cospargere di talco e spazzolare. Se la macchia permane, smacchiare con benzina o trielina. 
Su sintetici: lavare con acqua fredda e sapone.


Caffè o tè
Su lana: smacchiare con acqua gassata. Se la macchia è resistente trattare con glicerina, quindi con acqua e ammoniaca.
Su seta: trattare con acqua gassata e asciugare con fon.
Su cotone: trattare con acqua e ammoniaca. 
Su lino e velluto: smacchiare con acqua gassata.

Catrame
Su lana: toglierne il grosso con la punta di un coltello, quindi tamponare con un panno bagnato con olio o con un pezzetto di burro, ed infine smacchiare con benzina.


Cera
Su lana, seta e cotone: toglierne il grosso con una punta di coltello o con l'unghia, quindi passare sopra il tessuto il ferro da stiro caldo (o la lama arroventata di un coltello), avendolo posto tra due fogli di carta assorbente (o da forno); per la lana e cotone, ultimare la smacchiatura con etere.

Chewing gum
• Indurire la gomma passandoci sopra un cubetto di ghiaccio, e poi staccarla con un coltello. 

Cioccolata
Su lana: trattare con acqua e qualche goccia di ammoniaca (5 ml in 500 ml d'acqua), e tamponare con acqua tiepida.
Su seta: tamponare con succo di limone. In alternativa trattare come per la lana.
Su cotone e lino: smacchiare con acqua tiepida e borace.
Su sintetici: utilizzare una soluzione di acqua fredda e acqua ossigenata (1 cucchiaio ogni 6 di acqua).

Colla vinilica
Su lana e cotone: porre il tessuto macchiato tra due tamponi bagnati con acqua e ammoniaca, quindi grattare con l'unghia; ripetere il trattamento fino alla scomparsa della macchia; se la macchia resiste mettere in ammollo. 
Su seta: porre in ammollo con detersivo neutro e lavare strofinando delicatamente.

Cosmetici
Su lana e cotone: tamponare con etere e spazzolare leggermente.
Su seta: spazzolare con spazzola umida e lavare con acqua tiepida e detersivo neutro.
Su pelle: smacchiare con etere.


Erba

Su lana: smacchiare con una soluzione di acqua tiepida, alcol a 90° e ammoniaca (nella proporzione 3/2/1) e quindi risciacquare con acqua e aceto.

Su cotone: inumidire con succo di limone e poi sciacquare con acqua calda. Va bene anche il sapone di Marsiglia.
Su seta: smacchiare con acqua tiepida e aceto.


Fango

Su lana: fare asciugare, spazzolare, quindi smacchiare con acqua e aceto.
Su cotone, lino, seta e sintetici: grattare leggermente, spazzolare, quindi smacchiare con acqua tiepida ed eventualmente qualche goccia di ammoniaca.

Ferro da stiro o ingialliti

• Gli indumenti ingialliti o semplicemente macchiati dal ferro da stiro, ritornano bianchi se li si bagna subito con aceto oppure se si tratta la parte con succo di cipolla. Sciacquare poi con acqua fredda.


Frutta

Su lana: smacchiare con panno imbevuto con succo di limone o aceto o latte caldo, quindi risciacquare con acqua.
Su seta: smacchiare con acqua tiepida addizionata di alcune gocce di aceto.

Su cotone, lino e canapa: smacchiare con acqua addizionata di alcune gocce di ammoniaca ed acqua ossigenata.


Fuliggine
Su cotone, lana, seta, viscosa e sintetici: rimuovere lo strato cospargendolo di sale fino e scuotere il tessuto dopo pochi minuti. Tamponare con trielina e lavare come di consueto.  

Gelato, Latte e Yogurt
Su lana e seta: spazzolare la macchia asciutta, scioglierla con trielina e tamponare con carta assorbente.
Su cotone, viscosa e sintetici: lavare in acqua fredda e sapone. In alternativa provare con acqua e borace in soluzione 15 ml x 500 ml di acqua.

Grasso

Su lana: cospargere di talco e spazzolare quando è asciutto e quindi smacchiare con trielina o con una miscela di alcol, etere e ammoniaca.
Su seta: coprire di talco e spazzolare e quindi smacchiare con trielina.
Su cotone: coprire di talco e spazzolare e quindi far evaporare stirando o smacchiare con acqua e sapone.
Su pelle: cospargere di talco e spazzolare e quindi smacchiare con trielina.

Inchiostro
Su lana, seta, cotone: smacchiare tamponando con succo di limone puro o alcol a 90° o latte caldo, dopo aver posto sotto al tessuto un foglio di carta assorbente.
Su pelle: smacchiare con latte freddo.


Inchiostro di biro

Su lana, seta, cotone e canapa: tamponare con panno imbevuto con alcol puro, dopo aver posto sotto al tessuto un panno assorbente.
Su pelle: tamponare con poco alcol, quindi risciacquare con latte non bollito e stirare. Se la macchia persiste, lavare.

Liquido seminale

• Le macchie di liquido seminale vanno trattate (ammorbidite) solo con acqua fredda, poiché le proteine presenti si addensano in acqua calda e si fissano al tessuto. Successivamente lavare con un po' di detersivo. In alternativa si può mettere il capo in ammollo in acqua e sale e poi trattarlo con sapone di Marsiglia.

Liquore
Su lana, seta e cotone: smacchiare con acqua tiepida e ammoniaca o sapone.
Su pelle: tamponare con un panno umido un'ampia zona attorno alla macchia.

Lucido da scarpe
• Sciogliere con trementina e lavare con acqua tiepida e sapone.

Marmellate e Miele
• Sciogliere con trementina e sciacquare con acqua.

Mastice
Su lana e cotone: rimuovere, grattando, la maggiore parte e quindi smacchiare con alcol.
Su seta: rivolgersi a una lavanderia o tintoria.
Su pelle: grattare con l'unghia, o con una gomma da matita, quindi trattare con trielina.

Morchia 
Su lana e cotone: dopo aver raschiato con la punta di un coltello, ammorbidire la macchia con olio e smacchiare con benzina e acquaragia, mista ad alcol.
Su pelle: grattare e tamponare con trielina o alcol diluito.

Muffa

• Le macchie di muffa sono molto difficili da eliminare. Gli indumenti vanno messi in ammollo in acqua e perborato (o latte acido) e poi lavati e risciacquati con acqua e limone.

Olio
• Trattare come il grasso.

Pomodoro
Su lana, seta e cotone: lavare con acqua e cospargere di talco.

Su pelle: lavare con acqua e latte.

Profumo
Su cotone, viscosa, lana e sintetici: tamponare con un batuffolo imbevuto con qualche goccia di acqua ossigenata a 12 volumi, quindi lavare in acqua fredda e aceto bianco.

Resina
Su lana: smacchiare con tessuto imbevuto in essenza di trementina.

Su cotone, lino e canapa: trattare con acquaragia o con una miscela di alcol e benzina.
Su seta: ammorbidire la macchia con olio, quindi smacchiare con benzina.
Su pelle: grattare, se possibile; ammorbidire con alcol e smacchiare con latte.

Rossetto
Su lana e cotone: smacchiare con benzina o etere.
Su seta: tamponare con alcol e poi lavare normalmente.
Su pelle: trattare con alcol diluito.

Ruggine
Su lana: smacchiare con acqua e ammoniaca.
Su seta e cotone: smacchiare con una soluzione di succo di limone e sale fino, quindi sciacquare con acqua fredda.
Su pelle: trattare con acqua e alcol.

Sangue
Su lana: tamponare con una miscela di ammoniaca e acqua ossigenata.

Su seta: sciacquare con abbondante acqua fredda. 

Su cotone: trattare con acqua fredda e ammoniaca.
Su pelle: trattare con acqua fredda.

Sciroppo
Su lana e cotone: trattare con acqua tiepida o etere.
Su seta: trattare con acqua tiepida.
Su pelle: tamponare con acqua tiepida.

Sudore
Su lana e seta: smacchiare con acqua ossigenata a 12 volumi e aceto bianco.
Su cotone: trattare con acqua e ammoniaca.
Su pelle: trattare come il cotone.

Urina
• Le macchie di urina si lavano per prima cosa in acqua fredda o tiepida, oppure in una soluzione di acqua e sapone. Dopodiché vanno sciacquate a fondo con acqua calda. Se la macchia lascia un alone, andrà trattata con trielina o succo di limone. Dai capi che si possono lavare a 65°C o 95°C le macchie scompaiono già durante il semplice lavaggio.

Uovo

Su lana e seta: smacchiare con acqua, sapone e qualche goccia di ammoniaca. 

• Su cotone: trattare con acqua fredda.

Vernice
Su lana e cotone: trattare con essenza di trementina o acquaragia o con trielina.
Su seta: grattare leggermente e spazzolare con spazzola umida; se la macchia è resistente, trattare con acetone.


Vino

Su lana: ricoprire la macchia con sale fino e quindi, rimosso il sale, spazzolare con acqua ossigenata diluita.
Su seta: trattare come la lana, ma spazzolare con acqua e aceto bianco.
Su cotone: trattare come la lana, ma spazzolare con succo di limone caldo.