25 giugno 2022

LE PROFESSIONI DELLA MODA

La Scienza della produzione ottimale si fonda sul metodo, la precisione e la misura, il cui scopo è di ottenere prodotti di qualità ben definita, nel tempo più breve, al prezzo più basso e nelle migliori condizioni di lavoro. (André Lauriol - Organizzazione del lavoro nell'industria dell'abbigliamento - Ed. Tecniche Nuove, 1987).

Intorno alla moda, oggi, ruota un "sistema" formato da tanti anelli (fibre, tessuti, confezioni, accessori, canali di distribuzione e di vendita in Italia e all'estero, servizi collegati, ecc.) che ha un continuo bisogno di razionalizzare i suoi comparti per vincere la sfida divenuta, oggi più che mai, impegnativa e logorante. Al marketing viene affidato un ruolo determinante per mantenere il felice posizionamento acquisito nel mercato mondiale, per rinforzarlo, per salvaguardare l'italian style, per sostenere la non facile battaglia commerciale. (Antonio Foglio - Il marketing della moda - Ed. FrancoAngeli, 2001).



Senza titolo (della serie "Le città")
Annick Bouvattier (Nevers, Francia, 1964 - )
olio su tela


AGENCY  
Nel mondo della moda è l'agenzia di modelle e modelli. Ce ne sono in tutto il mondo. In Italia sono concentrate soprattutto a Milano e lavorano principalmente per i clienti moda. Anche a Roma ce ne sono diverse e lavorano molto con le case di produzione e cinematografiche, oltre che per i clienti della moda. In Italia, Milano è la capitale della moda, quanto Roma è quella dello spettacolo e del cinema. Il plurale è agencies.

ART BUYER
Colui che è incaricato di mettere a disposizione dell'agenzia di pubblicità qualsiasi materiale per le necessità dell'art director.

ART DIRECTOR
È il direttore artistico, responsabile del reparto creativo di un'agenzia di pubblicità e che collabora attivamente con il visualizer ed il copywriter alla realizzazione di un annuncio pubblicitario, soprattutto per quello che riguarda la parte grafica e figurativa.

BAG DESIGNER
Locuzione inglese; da bag
«borsa» + design «disegnare, progettare». È il professionista che si occupa dell'ideazione, progettazione, e, a volte, anche realizzazione di una borsa. Dal primo bozzetto, infatti, ne crea il progetto, per poi scegliere la combinazione giusta di materiali per la creazione dell'accessorio. Spesso si appoggia a degli artigiani specializzati che si occupano di portare a termine il prodotto finito.

BRAND MANAGER
Termine inglese, da brand, marchio. Responsabile della gestione d'una linea di prodotti commercializzati con lo stesso marchio. Applica creatività e strategie di marketing per promuovere la filosofia e i prodotti della azienda per cui lavora. Area marketing.

BUYER 
[bàië]
Voce inglese; derivato di (to) buy «comprare», usato in italiano al maschile.
È la persona che, nel mondo della moda, è responsabile dell'acquisto di collezioni o capi in showroom. Il fashion buyer può lavorare per un brand specifico oppure per uno store multimarca. A livello economico, il buyer è una delle figure aziendali con più responsabilità poichè su di lui pende la scelta e l'acquisto dei capi che verranno portati in store e quindi l'interpretazione delle tendenze, dei gusti del proprio target e il successo o meno delle vendite.

CAMPIONARISTA
È colui che realizza i prototipi della collezione. Interpreta le informazioni contenute nelle schede tecniche, assembla le parti del modello scegliendo cuciture e rifiniture, procede all'eliminazione dei difetti. Deve avere una grande esperienza come confezionista. Area prototipia.

CARTELLONISTA
Creativo specializzato nella realizzazione d'annunci su manifesti e cartelloni.

CONFEZIONISTA
È un operatore con competenze trasversali: conosce le caratteristiche dei materiali tessili e delle macchine industriali, così come le tecniche di taglio dei tessuti e di assemblaggio dei prodotti. Sa rifinire a mano e a macchina e provvede anche allo sviluppo delle diverse taglie. Area produzione.

CONSULENTE DI STILE
È
una figura professionale che fornisce un servizio dedicato al miglioramento dell'aspetto attraverso il modo di vestirsi e di abbigliarsi. Analizza la fisicità e la personalità del proprio cliente per proporre una serie di capi e accessori adatti ad esaltare la persona e il suo look. Si appoggia spesso a dei brand con cui collabora.

COOL HUNTER
Voce inglese; propriamente ‘cacciatore (hunter) di cose alla moda (cool)’. È un ricercatore di tendenze di mercato sempre alla ricerca di nuove ispirazioni con un intuito sopraffino per forme, materiali e colori che detteranno i gusti del domani.
Il cool hunter intercetta, in anticipo sui tempi, le mode e le tendenze “che verranno” nell’ambito degli eventi, dello spettacolo, della comunicazione, del fashion system e li traduce in concept comunicabili. Generalmente il cool hunter si muove con una macchina fotografica, un block notes e tanta curiosità per le strade e periferie di grandi metropoli. Fra i luoghi prediletti vi sono le fiere di settore dove il cool hunter va per cercare nuove idee, colori, stili e materiali innovativi su cui progettare nuove linee di moda. Spesso è un libero professionista che collabora con diverse realtà: aziende, testate giornalistiche di settore, enti culturali. In italiano: Ricercatore di Tendenze.

CONSULENTE DI STILE
È una figura professionale che fornisce un servizio dedicato al miglioramento dell'aspetto attraverso il modo di vestirsi e di abbigliarsi. Analizza la fisicità a la persoanlità del proprio cliente per proporre una serie di capi e accessori adatti ad esaltare la persona e il suo look. Si appoggia spesso a dei brand con cui collabora.

COPYWRITER
Termine inglese;
da copy «testo (pubblicitario)» e writer «scrittore». Creativo pubblicitario; è colui che idea e scrive i testi pubblicitari; all'interno dell'agenzia pubblicitaria lavora a stretto contatto con l'art director.

COSTUMISTA
Derivato di costume. Chi disegna abiti di scena (costumi) per il teatro, il cinema o per la televisione, per uno spettacolo, scegliendo i tessuti, i colori e delineandone lo stile. Si occupa inoltre di disegnare i bozzetti e sovrintendere i sarti nella realizzazione dei costumi.

Generalmente il profilo di ingresso è l’aiuto costumista, il quale si occupa degli aspetti logistici e tecnici della professione.

COUTURIER (COUTURIÈRE)
Voci dal francese. Stilista d'alta moda; couturier se uomo, couturière se donna. Svolgono solo funzioni di sartoria.

DESIGNER [diàinë›]
Voce inglese; derivato di (to) design «disegnare, progettare»; usato in italiano al maschile e al femminile. Il designer in campo moda, si occupa, di progettare capi e collezioni di moda, conoscendo, però, ogni fase del processo creativo e di realizzazione che portano al capo finito e proponendo, spesso, idee innnovative e tecniche moderne.

DESIGNER DI TESSUTI 
Il disegnatore per tessuti studia attentamente le tendenze emergenti e le richieste del mercato e, a partire da queste, elabora i motivi da riprodurre sui tessuti per le diverse merceologie. L’attività principale del disegnatore consiste nel presentare su carta o tessuto l’idea su cui si svilupperà la futura collezione. Si tratta di un’attività molto diversificata dal momento che può elaborare idee che saranno sviluppate nell’abbigliamento, ma anche nel settore dell’arredamento per la casa. Alcuni lavorano in modo tradizionale, cioè usando matite, tempere, acquerelli, altri ancora usano tessuti strappati, bruciati, incollati, con il decoupage, ma la grande maggioranza di designer lavora al computer su CAD. Un disegnatore può lavorare per studi di disegno per tessuti oppure nei reparti stile di aziende produttrici di tessuto per abbigliamento o per arredamento.


DIGITAL MANUFACTURING DESIGNER
Professionista incaricato dell'ideazione e della progettazione digitale del prodotto per ottimizzarne la sostenibilità dei materiali e del processo produttivo. Realizza progetti di virtual design che possono essere utilizzati i fase di comunicazione ed in fase di produzione.

FASHION BLOGGER
È
colui che aggiorna con costanza un diario online inerente a tematiche legate al mondo della moda. Il vero fashion blogger è colui che nasce con il suo blog, e solo successivamente utilizza i social media per veicolare i contenuti prodotti.

Chi utilizza solo i canali social per comunicare è chiamato “Fashion Influencer” ed è un altro lavoro, teso maggiormente all’utilizzo di contenuti visuali per intrattenere e interessare il proprio pubblico.

FASHION CURATOR
Colui che si occupa della realizzazione di mostre su moda e costume. Mediamente di formazione storico-artistica o antropologica, è lo studioso del costume che lavora presso un museo, ente o fondazione e che si pone nella professione come ricettore di tracce e trame, attraverso la storia, di come l'uomo si rappresenta in termini vestimentari e affini e realizzando in tale misura una selezione di capi e accessori la cui visione esprime unità narrativa sia nell'allestimento che nel catalogo. In italiano: Curatore di Moda.

FASHION STYLIST
Figura professionale che vive di moda a 360° gradi. Il suo compito principale è quello di procurarsi dei capi e combinarli ad arte per vestire le modelle, per realizzare scatti fotografici per una rivista, per un brand o per una passerella. Lo stylist, infatti, si occupa anche di supporto al designer, mixando i capi che lui stesso ha realizzato. Il Fashion Stylist deve essere sempre aggiornato non solo sui nuovi trend, le collezioni e gli eventi moda, deve conoscere approfonditamente anche l’arte, il cinema e la musica perchè tutto è influenzato dalla moda e la moda è influenzata a sua volta da tutti questi ambiti. 

FIGURINISTA 
Colui o colei che disegna figurini per la moda. Deve possedere creatività e gusto, conoscere le caratteristiche dei filati e dei tessuti. Inoltre è indispensabile che possieda un'adeguata conoscenza della storia del costume e della moda ed anche della struttura del corpo umano. Questa figura non va confusa con il modellista. Area prototipa / stile.

GIORNALISTA DI MODA
La voce giornalista
dal francese journaliste, derivato di journal cioè «giornale». Lavora in genere per un quotidiano cartaceo o online, si occupa di scrittura e, quando riesce a raggiungere una certa notorietà, diventa una/o critica/o di moda e viene invitata alle sfilate, confidando che le recensisca in maniera positiva. Questo è un cammino molto lungo e impervio da percorrere, sia perché dono pochi i giornali che si occupano seriamente di critica di moda, sia perché il tempo che occorre prima di ottenere credebilità e rispetto è veramente lungo. (Andrea Batilla - Instant Moda - ed. Gribaudo, 2021, pp. 280-281)

Questa figura non va confusa con quella della Stylist (vedi voce successiva).

Per diventare giornalista di moda si possono i
ntraprendere 2 percorsi formativi:

1) Scuole di giornalismo

L’Ordine dei Giornalisti mette a disposizione apposite scuole, in cui apprendere quelle che sono le nozioni basilari del mestiere, la deontologia e la scrittura giornalistica. I corsi giornalistici riconosciuti dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti possono sostituire il praticantato presso una testata ai fini dell’accesso all’esame di idoneità professionale. L’elenco di questi corsi si trova sul sito www.odg.it (sezione “Scuole di giornalismo”): ce ne sono a Milano, Roma, Bari, Napoli, Bologna, Torino, Urbino e Perugia.

2) Università + Master

È possibile iniziare il proprio percorso di studi scegliendo un corso di Laurea in Scienze della Comunicazione, Scienze della Moda e del Costume oppure Lettere. Questi tre corsi di laurea

Una volta finito questo tipo di percorso, è necessario specializzarsi nel settore moda, iscrivendosi a un Master in comunicazione e giornalismo di Moda. Per migliorare la propria formazione si possono anche frequentare scuole d’arte o corsi di fotografia per avere conoscenze ancora più specifiche e approfondire argomenti che possono essere utili nell’esercizio del mestiere.

3) C’è anche un terza opzione, che non prevede il conseguimento di un titolo di studio. Per lavorare come giornalista é possibile iniziare direttamente il percorso da pubblicista, scegliendo di entrare all’interno di una redazione e scrivere 70/80 articoli, regolarmente pagati e pubblicati, in un periodo di due anni consecutivi: si avrà il materiale da presentare all’Ordine di appartenenza per richiedere il tesserino da giornalista pubblicista.

Oppure si può iniziare il percorso da professionista: se la redazione offre un contratto di praticantato avete la possibilità, dopo 18 mesi, di accedere direttamente all’esame di Stato per diventare giornalista professionista.

È sempre consigliabile, però, seguire almeno un master di giornalismo di moda, specie se ti interessa anche approfondire l’attività da ufficio stampa.

GIORNALISTA PROFESSIONISTA O GIORNALISTA PUBBLICISTA?

Attenzione alla distinzione tra i due titoli. I giornalisti professionisti, così come i pubblicisti devono essere iscritti all’Albo dei Giornalisti: i professionisti svolgono a tutti gli effetti il mestiere di giornalista e possono operare solo nel campo dell’informazione, mentre i pubblicisti hanno la possibilità di avere diversi impieghi in più campi. Per diventare giornalisti professionisti o pubblicisti è necessario fare riferimento all’ODG (Ordine dei Giornalisti) della propria Regione: i professionisti devono svolgere 18 mesi di praticantato e, inoltre, frequentare uno dei corsi di formazione o preparazione teorica anche “a distanza”, della durata minima di 45 ore, promossi dal Consiglio Nazionale o dai Consigli Regionali dell’Ordine; in alternativa, aver frequentato per un biennio una delle scuole di giornalismo riconosciute dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti. Infine superare l’esame di idoneità professionale. Per iscriversi, invece, nell’elenco dei pubblicisti, è sufficiente aver svolto un’attività giornalistica continuativa e regolarmente retribuita, per almeno due anni.

Le informazioni di cui ai punti 1 - 2 e 3 e distinzione tra Giornalista professionista o Giornalista pubblicista sono state tratte da un articolo web di Trends Today del 7 marzo 2017 a firma Roxana Ionita.
       


Franca Sozzani (ex direttore di Vogue Italia)
foto: © Vogue.it


GRAFICO DI MODA
È il responsabile della progettazione grafico-visuale della comunicazione di un’azienda. È un vero e proprio regista della creatività espressa attraverso il segno. Si occupa delle impaginazioni, delle brochure, delle campagne pubblicitarie, del sito, del packaging e dei biglietti da visita di un marchio. Può lavorare oltre che internamente ad una casa di moda anche per agenzie pubblicitarie, per una rivista ma anche come freelance, per diverse aziende contemporaneamente, a tempo determinato. Può essere anche una figura indipendente con uno studio proprio che lavora per diversi brand. Spesso è richiesto di lavorare in team con un direttore creativo che dirige il lavoro.

Il grafico di moda può formare già le proprie basi professionali in un istituto artistico e perfezionarsi poi in scuole di grafica o frequentare corsi di laurea in design della comunicazione.
Deve possedere buone conoscenze delle tecniche di rappresentazione visiva, grafica, fotografica, tipografica, e video; deve poter lavorare e manipolare le immagini e gestire i meccanismi percettivi e cromatici. La professionalità del grafico di moda deve comunque comprendere anche competenze approfondite sulla multimedialità ed evolversi con l’innovazione tecnologica. Molto importanti le basi di storia dell’arte e della moda, di sociologia e semiotica accompagnati da una spontanea creatività e attenzione per i dettagli.

INGEGNERE TESSILE (INGEGNERIA TESSILE)
L'ingegneria tessile è una branca dell'ingegneria che sviluppa procedimenti industriali per produrre materiali tessili.
L'ingegnere tessile si occupa della progettazione e della gestione dei processi innovativi all’interno delle aziende tessili e meccano-tessili e chimico-tessili, dei sistemi di produzione e trasformazione delle materie prime che riguardano l'industria tessile. È una figura professionale in grado di gestire procedure aziendali sia nelle imprese che sviluppano nuovi processi industriali per produrre e trasformare i materiali tessili (polimeri, filati, tessuti, fibre), sia nelle imprese che operano nel settore del tessile-abbigliamento.
Esercita l’attività come consulente aziendale del settore tessile, meccano-tessile e chimico tessile, oppure come dipendente presso le società e gli enti territoriali che forniscono servizi nel settore dell’ambiente (esempio. Agenzie Regionali per l’Ambiente - ARPA, Provincie ecc.), della qualità e della sicurezza. L’attività può essere svolta in impianti produttivi e laboratori di ricerca, dove è frequente l’esposizione a forti rumori e sostanze chimiche.

La professione richiede l’iscrizione all’albo degli ingegneri, subordinata al superamento di un apposito Esame di Stato dopo aver conseguito la Laurea in Ingegneria tessile.
L’ingegnere tessile deve possedere conoscenze relative alle scienze matematiche, fisiche e chimiche, affianchi una formazione ingegneristica ben consolidata nell’ambito dell’ingegneria industriale, la conoscenza delle problematiche specifiche della filiera tessile e degli aspetti tecnici e organizzativi che caratterizzano l’attività industriale del settore.
Indispensabile, per qualificare al meglio il proprio percorso formativo, una valida esperienza sul campo con uno stage/tirocinio presso laboratori di ricerca e in impianti produttivi, imparando a riconoscere le fibre, l’esecuzione di tinture, la valutazione di solidità tintoriali.

► MODELLISTA 
Da modello. È fra le professioni più importanti nel settore dell'abbigliamento. È anche definito, visto l'evoluzione di questa figura professsionale alle nuove tecnologie, con il termine inglese Pattern maker.  Questa figura può essere considerata una sorta di intermediario tra il reparto creativo degli stilisti e quello produttivo e, per essere in grado di comunicare con entrambi, deve poterne capire a fondo le necessità, i bisogni e il lavoro. Il modellista, innanzitutto, deve avere una certa sensibilità per le forme e riuscire a comprendere a fondo le regole di simmetria, immagine e colori, oltre a possedere uno spiccato gusto estetico. Una conoscenza approfondita in termini di matematica e geometria non può mancare, così come la passione per il mondo della moda, per poter rimanere al passo con le tendenze del momento.1a. Indica soprattutto chi è preposto, avvalendosi avvalendosi di strumenti tradizionali e anche di nuove tecnologie (programmi come il CAD), legge e decodifica lo schizzo dello stilista, lo trasporta su un cartone in tutte le sue parti necessarie specifiche, poi lo taglia per costruire le parti del modello; attende ai collaudi, attraverso la realizzazione del prototipo da collezione (che andranno poi visionati dal designer e dal suo team), che poi potrà essere riprodotto in più copie. Normalmente, i modelli devono essere riprodotti in materiali diversi e in taglie differenti, mantenendo una perfetta vestibilità, ed è compito del modellista saper trattare e utilizzare le diverse tipologie di tessuto. Nell'ambito dello sviluppo taglie, un addetto monitora lo sviluppo proporzionale dei capi. È di fondamentale importanza che il modellista compili la scheda tecnica del capo, anche con il contributo delle altre figure professionali dell’azienda. Molti software dedicati generano schede tecniche condivisibili da tutti i reparti, in cui i vari addetti inseriscono le parti di loro competenza. Competenze e abilità con il computer sono le basi per questa mansione. 1b. In passato veniva definito con questo termine chi disegnava e curava la realizzazione di abiti, cappelli, scarpe, biancheria, ed altri accessori in genere. Area prototipia.

Oggi, alcune
aziende affidano alle strutture esterne di model service parte della realizzazione del modello e dei prototipi.

MODISTA
Chi crea, confeziona, orna cappelli per donna, nelle più svariate forme e in diversi tessuti, da foggia particolare a feltri e paglie.

PERITO INDUSTRIALE A INDIRIZZO TESSILE o CONCIA DELLE PELLI o MODA
Il Tecnico tessile o della concia delle pelli è una figura professionale che si occupa dei processi produttivi, intervenendo, in un’ottica sistemica, sull’organizzazione della produzione nonché sulla definizione delle schede tecniche di prodotto. Possiede inoltre una spiccata capacità di lettura delle dinamiche evolutive della moda e del mercato tessile di riferimento.

Nell'attuale sistema scolastico italiano (vedi schede / link dei corsi del MIUR Ministero dell'Istruzione)
il corso di Perito industriale dell'Istruzione Tecnica si articola in un biennio comune ed un successivo triennio di specializzazione. Tra questi vi è:
PREMIERE
Voce francese. Nella terminologia sartoriale, lavoratrice-capo particolarmente esperta, capo laboratorio. La Premiere è un ruolo sartoriale per i capi di alta moda, una sorta di traduttrice, tra lo schizzo dello stilista e il modello in tela, fissa, che viene provato alla modella d’atelier.

PRODUCT MANAGER
È la figura responsabile dell'impostazione generale delle attività che permettono di realizzare una collezione di moda. Coordina vari reparti dell'azienda e supporta i modellisti e i confezionisti nella realizzazione dei prototipi. Area
prototipa / stile.

PROTOTIPISTA
È colui che confeziona il primo capo, rilevando il consumo sia del tessuto che degli interni e fodere, individua o collabora allindividuazione dei materiali interni e di rinforzo più idonei (nastri, elastici, ovatte, adesivi...), deve essere in grado di individuare eventuali problematiche e di suggerirne la soluzione. È una professionalità che deve coniugare il know-how di derivazione sartoriale con le esigenze ed i processi di confezione industriale, sono necessarie conoscenze approfondite dei metodi di assemblaggio, delle materie prime e accessorie e delle principali tipologie di macchinari. La preparazione in scuole dedicate e in laboratori sartoriali specifici, fanno di questo professionista una figura altamente ricercata, anche in virtù dell'alto livello di manualità e competenze artigianali. Area prototipia.

RESPONSABILE CONTROLLO QUALITÀ
Il tecnico addetto è lesperto incaricato di controllare la conformità agli standard qualitativi prestabiliti. Opera lungo tutto il ciclo produttivo, dalle materia prime allimballaggio, passando per la scelta degli accessori e delle mercerie, la confezione la stiratura. Deve avere competenze in merito alle norme che regolano gli standard e sapere a chi affidare le analisi necessarie. Sempre più questi controlli vanno effettuati in aziende allestero, quindi è indispensabile la conoscenza sia della lingua parlata nello stato in cui si trova lazienda sia della legislatura in merito alle norme di tutela della salute e sicurezza. Area produzione.

RESPONSABILE DI PRODUZIONE
Tra le sue mansioni principali, monitorare e prevedere costi, tempi e metodi di produzione, ma anche organizzare i flussi che guideranno le azioni degli altri incaricati. Reattività e propensione all'organizzazione si conciliano spesso con un diploma tecnico, una laurea economico-scientifica o gestionale. Area produzione.

Il Responsabile della produzione esterna è colui che coordina e segue direttamente la qualità di tutto ciò che viene commissionato all’esterno dell’azienda, in laboratori o altre imprese, garantendo la qualità dei capi e il rispetto dei tempi. Deve organizzare la preparazione e l’invio del materiale e delle schede di realizzazione dei prodotti ai terzisti (quelle aziende o laboratori che realizzano i capi di abbigliamento per l’azienda committente); ricevere i prodotti realizzati e, infine, curarne il controllo di qualità, la sfilettatura e la preparazione finale. Tiene i rapporti con i terzisti di cui conosce le potenzialità e i limiti, scegliendo al meglio la distribuzione all’esterno delle diverse realizzazioni, da alcune fasi all’intero capo. È una figura professionale che si avvicina molto a quella del responsabile della programmazione, per tutti i suoi aspetti organizzativi.

RESPONSABILE TEMPI E METODI
Il tecnico addetto
ha il compito di scomporre ogni lavorazione fino ad ottenere una serie di fasi elementari, potendo così valutare il tempo necessario per portare a termine ciascuna operazione, stabilendo il tempo medio di produzione. Il suo compito è anche quello di individuare modalità di miglioramento nella metodologia e nei tempi. Deve avere capacità di osservazione, analisi ma anche di relazione per rapportarsi in modo positivo con gli operatori dei vari reparti. - Area produzione.
 
SARTO (SARTA)
Dal latino tardo sartor, "rammendatore", e questo da sartur, participio passato del verbo sarcīre, "rammendare". La parola «sarto» acquista già nell'Età dei Comuni il significato ancor oggi attuale di «quegli che taglia i vestimenti e gli cuce». In epoca augustea, invece, «sartus» era soltanto il participio passato di sarcire» che voleva dire: rappezzare, riassettare, riparare, restaurare e sartor era appunto il rammendatore. Anche il fatto che il termine sutor (cucitore) sia attribuito esclusivamente a calzolaio e ciabattino, fa capire quanto fosse inusuale cucire professionalmente gli abiti. Chi taglia e confeziona abiti, dall'esecuzione artigianale. In Italia diventare sarto professionista significa trovare opportunità di impiego presso un'impresa artigiana o boutique. Oppure si può aprire una bottega / atelier e lavorare in proprio. La via più semplice per apprendere la conoscenza  di determinate regole e tecniche del mestiere è entrare in una bottega in veste di apprendista.

Tuttavia, per diventare sarta/o si può intraprendere un percorso di studi professionalizzante. Esistono alcuni istituti tecnici che consentono di poter intraprendere fin dalle scuole superiori, una buona conoscenza delle diverse tecniche della sartoria, nonché di approfondire le numerose discipline e tematiche che riguardono il mondo della moda. Si diventa sarta conseguendo il diploma presso l'istituto Professionale Produzioni Artigianali e Industriali o il Tecnico Tessile, Abbigliamento e Moda.

Per diventare sarto professionista, in Italia esistono diversi corsi di formazione e accademie di moda relative alla modellistica. Ad esempio, gli istituti IPSIA (
Istituto Professionale Statale per l'Industria e l'Artigianato) che consentono di accedere ad un corso triennale al termine del quale si ottiene la qualifica di operatore della moda.

 
Le sarte sono sotto i riflettori!
immagine tratta da "Les Patrons Favoris",
rivista francese attiva dal 1916 al 1932, che veste tutta la famiglia.


   

STILISTA
Chi immagina, progetta e disegna (coadiuvato dall'ufficio stile) i modelli di una collezione di abiti, di accessori (outfit completi) o di prodotti industriali di serie. Prima di proporre qualche cosa, prima di dare spazio alla sua originalità deve rapportarsi all'ufficio marketing, alla ricerca di mercato, al suo segmento-target, al giusto posizionamento dei suoi prodotti, che valuta  tendenze e costi, di interpretare e dettare gli stili in voga e realizzare collezioni in linea. In inglese: Fashion Designer.

La figura dello stilista si presenta sotto diverse forme:
  • stilista produttore: lavora esclusivamente per le collezioni vendute dalla sua azienda che spesso ne porta il nome; normalmente rientrano in questa categoria stilisti affermati; può anche capitare che questi facciano collezioni per altre aziende o che diano in licenza alcune collezioni; parecchi s'occupano anche del management generale dell'azienda;
  • stilista aziendalista: è all'interno di un'azienda come un normale dipendente; in genere gestisce l'ufficio di creatività o di prodotto; questo stilista lavora in sinergia con tutti gli altri collaboratori dell'azienda;
  • stilista consulente professionista: è un freelance che offre la sua professionalità ad una o più aziende.
STYLIST
Lavora generalmente all'interno di un giornale, occupandosi di costruire i servizi redazionali attraverso la scelta di temi, modelle, fotografi e location. un mestiere ambitissimo, che sembra facile ma che in realtà richiede innanzitutto una grandissima cultura visiva, una grande praticità e l'amore per la frequentazione delle retrovie, visto che capita di rado che una stylist diventi famosa e conosciuta solo attraverso il proprio lavoro. È una figura professionale agli antipodi rispetto a quella di giornalista di moda.
(Andrea Batilla - Instant Moda - ed. Gribaudo, 2021, p. 280)  

STIRATORE
In varie industrie e lavorazioni, chi è addetto a operazioni di stiramento o di stiraggio. Il femminile stiratrice o (soprattutto nell’uso toscano) stiratora indica la donna che, come lavoratrice dipendente o in proprio, esegue la stiratura di panni, biancheria e oggetti di tappezzeria.

TECHNOLOGY SUSTAINABILITY SPECIALIST
È una figura in grado di interfacciarsi con tutti gli stakeholder (ciascuno dei soggetti direttamente o indirettamente coinvolti in un progetto o nell'attività di un'azienda) dell'azienda, individuando soluzioni tecnologiche più sostenibili e partnership intersettoriali per il riciclo delle materie prime. 

TERZÌSTA  
Da terzo, nel significato di "chi non è parte di un contratto". Imprenditore o artigiano che, con macchine proprie o date in conto lavorazione, esegue lavorazioni tessili o di abbigliamento, spesso anche utilizzando materiali fornitogli dal committente, su commissione (façon) per una o più imprese dello stesso settore, senza vendere il prodotto direttamente alla distribuzione. In genere si occupa di fasi separate della lavorazione (tessitura, tintoria, cucitura, stiro, ecc.) e non dell'intero processo produttivo. Il sistema acquista in questo modo elasticità ed efficienza, poiché ogni azienda, sia pur di piccole dimensioni, è estremamente specializzata in una fase della lavorazione.

TREND HUNTER
Locuzione inglese. È la figura professionale che si occupa di Ricerca Tendenze. Il suo lavoro è fondamentale per la riuscita di tutto il processo creativo di realizzazione di collezioni di moda e di vendita di prodotti finiti. Obiettivo del suo lavoro intercettare ed anticipare i cambiamenit di gusto, di pensiero e sociali di ogni parte del mondo, secondo il proprio bacino d'utenza. La ricerca, fonda le proprie radici nei dati sulle abitudini di consumo e gli stili di vita dei consumatori.

TREND SETTER
Locuzione inglese; propriamente ‘che fa (setter) tendenza (trend)’. È colui che, nel campo della moda e dell’abbigliamento, coglie in anticipo e detta le nuove tendenze.

VETRINISTA
Persona specializzata nell'addobbare le vetrine dei negozi, in modo da valorizzare le merci e suscitare così l'attenzione e l'interesse dei passanti. Può curare anche l'ambientazione di fiere, mostre, esposizioni e sfilate di moda. Per diventare Vetrinista, è necessario acquisire conoscenze sull’uso dei colori e delle luci, sulla composizione e le caratteristiche di tessuti e materiali e sulle proprietà degli elementi decorativi e scenografici. Oltre alle tecniche degli allestimenti, è opportuno conoscere le strategie commerciali per l’ottimale visualizzazione della merce (Marketing e Psicologia della vendita), come pure lo studio dell’organizzazione di spazi, superfici e pareti per l’esposizione.
In inglese: Window dresser, Window trimmer.

Oggi il vetrinista è destinato ad essere sostituito da professionisti che si fanno carico di tutta l’immagine del punto vendita o di un centro commerciale quali sono le figure professionali del Store Planner e Visual Merchandiser.

VIRTUAL VISUAL MERCHANDISER
È un grafico che cura le vetrine virtuali dei negozi online che è al tempo stesso un creativo e uno psicologo del marketing: posiziona infatti i vari prodotti nella vetrina virtuale cercando di renderli il più attraenti possibili agli occhi dei potenziali clienti. Area vendita.

WEB MARKETING SPECIALIST
Figura strategica di grande importanza sia per le vendite che per la promozione del brand o del prodotto. Nel settore fashion è il responsabile del marketing e della comunicazione on line.


 
PRINCIPALI FIGURE PROFESSIONALI DELLA PRODUZIONE MODA
(Tavola tratta dal sito internet di ITS Machina Lonati)






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Alcune di queste informazioni sono state tratte da documentazione di:
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