4 ottobre 2017

CAMICIA

CAMICIA - dal latino tardo camisia, e questo forse, dal greco kamasos, "tunica".


Indumento unisex di biancheria intima, che si indossa sulla maglia o sulla pelle,  generalmente di materiale leggero. Oggi il modello tradizionale di camicia da giorno è abbottonato sul davanti, ha maniche lunghe (ma può averle anche corte), chiuse da un polsino e colletto di varia foggia. La misura della camicia da uomo si basa, per tradizione, sulla circonferenza del collo.

La fibra più adottata è il cotone, generalmente al 100%, nei vari tipi di tessuto: popeline, oxford, twill, piqué, il leggero voile, il batista (o cambric nella versione inglese), lo zephir, il fil-a-fil (o end-on-end nella versione inglese), la carolina, il madras, il calicot, il madapolam, il challis, il percalle o taffettà. Fra i tessuti non mancano il lino, asciutto e fresco, o la preziosa seta nelle sue varianti in tela, twill o crêpe.





Francese: chemise - Inglese: dress shirt - Tedesco: oberhemd - Spagnolo: camisa vestido - Portoghese: camisa 

STORIA - La camicia ha come antenata la tunica romana (tunica interior) di lino, nel suo colore naturale, che appare nei primi anni del III sec. d.C. Fece la sua comparsa nel IX sec. Inizialmente era solo un indumento maschile in lino o seta. Venne successivamente diffuso tra le donne da Isabella di Baviera. Nel XVI sec. vengono create camicie in tela che non si nascondono più sotto le vesti: sono lunghe fino alle cosce. Aperte in basso, con maniche e senza colletto. Si intravedono dalle stringhe delle maniche o dalle spalle se attaccate con lacci e, più il farsetto diventa scollato, più si vede il colletto, con la parte superiore spesso ricamata in seta ed oro. Verso il XVII sec., le camicie sporgono dalla vita del farsetto e sono guarnitissime di pizzi e merletti. Col passare dei secoli, anche questo indumento viene semplificato e ridimensionato per arrivare al secolo attuale, in cui le camicie vengono proposte in svariati modelli, sia per l'uomo che per la donna.

La camicia con le maniche corte ha una storia relativamente recente. Il perbenismo e la pruderie della cultura europea non contemplava, se non per le classi subalterne, la possibilità che uomini e donne potessero esporre le braccia nude in pubblico, anche quando la situazione climatica lo avesse permesso.

SIMBOLI, MITI E CREDENZE - Identifica tante situazioni sociali: "nato con la camicia" è l'espressione che si usa parlando di chi ha una fortuna straordinaria e deriva dall'antica credenza che fossero destinati a grandi cose quelli che nascevano ancora fasciati dalla membrana amniotica; "senza camicia", si dice di uno molto povero; "quei due sono proprio culo e camicia", per dire che se la intendono; "sudano sette camicie", perché fanno molto fatica; "camicia di Nesso", costrizione tormentosa, dal mito di Ercole che ebbe in dono da Deianira una tunica in tinta di sangue del centauro Nesso, e ne morì. Vi è anche "tirarsi su le maniche", in quanto per le classi subalterne era difficile zappare o usare la cazzuola con i polsini ben allacciati, senza distruggere questo indumento. Le truppe impiegatizie, dal canto loro, esibivano sugli avambracci le tristi "mezze maniche", inconfondibile segnale di appartenenza alla loro casta lavoratrice, oltre che modo dignitoso per proteggere i polsini e i gomiti delle proprie camicie.

La camicia trasmette simboli storici e moderni, anche di appartenenza a uno schieramento politico "camicie rosse", volontari di Garibaldi; "camicie nere", i fascisti; "camicie brune", i nazional-socialisti di Hitler. Oggi in Italia ci sono le "camicie verdi" dei leghisti della Lega Nord.

Da antiche cronache risulta essere "dono d'amore" la camicia che le fanciulle ricamavano per donarla allo sposo come regalo di nozze.

CURIOSITÀ - Nemmeno la gastronomia ha potuto sottrarsi al fascino di questo indumento; c'è, infatti, "l'uovo in camicia" candido e lucente, l'albume avvolge il tuorlo come una camicia.



Rames Gaiba
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