14 novembre 2017

MANICA

Manica

Parte di un indumento che copre il braccio. Può essere di varie fogge e lunghezze: lunga, cioè arrivare al polso; corta, cioè terminare in un punto compreso fra spalla e gomito; mezza, cioè terminare al gomito; trequarti cioè terminare in un punto compreso fa gomito e polso. 


Francese: manche - Inglese: sleeve - Tedesco: ärmel - Spagnolo: manga 

Italiano: manica corta - Francese: manche courte - Inglese: short sleeve - Tedesco: kunzer ärmel - Spagnolo: manga corta

Italiano: manica della giacca - Francese: manche de veston - Inglese: jacket sleeve - Tedesco: sakkoärmel - Spagnolo: manga de tejido

Italiano: manica lunga - Francese: manche longue - Inglese: long sleeve - Tedesco: lange ärmel - Spagnolo: manga larga







Manica a campana - il nome deriva dalla tipica forma che ricorda quella di una campana.
Tipo di manica lunga, svasata fino a ottenere quasi una mezza ruota; attaccata al giro manica, ricade formando numerose canne in continuo movimento; impiegata per vestiti o camicette femminili. Detta anche da “vescovo”. 

Francese: manche évasée - Inglese: flared sleeve; bell sleeve - Tedesco: trompetenämel; glockenämel - Spagnolo: blusa manga évasée

Manica a frate (manica scampanata) - il nome deriva dalla tipica forma caratteristica per il saio di un frate.
Tipo di manica lunga che si apre in una larga svasatura verso il polso.

Manica a giro - manica così chiamata in quanto gira semplicemente attorno al braccio.
Tipo di manica classica, semplice, che può essere a una, due o tre cuciture; la più adottata specialmente per i capispalla è quella a due cuciture.

Francese: manche de costume - Inglese: popcat sleeve - Tedesco: kugelärmel - Spagnolo: manga balón

Manica a guanto - il nome deriva dalla forma della manica che ricopre il braccio come un lungo guanto.
Tipo di manica lunga o a trequarti, adattata e assai stretta dalla spalla al gomito, aderente al braccio dal gomito in giù, con due o tre pinces corte sul gomito per modellare la forma e facilitarne i movimenti, con piccola apertura sul bordo per il passaggio della mano e chiusa di solito da bottoncini; usata specialmente per abiti da sera, da sposa, eleganti, classici.

Manica a kimono - il nome deriva dalla forma della manica che ricopia quella del costume nazionale giapponese.
Tipo di manica lunga, costituita da un solo pezzo di stoffa, ampia e comoda, di solito di taglio dritto, senza polsino né arricciature, cucite al busto dell'indumento in un angolo a 90°.

Manica a mantella - il nome deriva dalla mantellina che prende il posto delle maniche vere e proprie.
Tipo di manica formata da una mantellina di diversa lunghezza attaccata al collo del capo, che riscende ampia in pieghe o canne coprendo il busto e riparando le braccia; impiegata soprattutto sui capispalla, giacche o cappotti.

Manica a martello - manica chiamata così per la sembianza del martello formata da ambedue le maniche se alzate in linea orizzontale che costituiscono il massello metallico, e il resto del capo in verticale che rappresenta il manico.
Tipo di manica dritta, a una cucitura, a cui vengono aggiunti due carrés, uno davanti e uno dietro con pari larghezza, in modo da coprire una parte del dorso e della scollatura.

Manica a palloncino - il nome deriva dalla particolare forma sferica della manica.
Tipo di manica ampia nella parte superiore del braccio, dove termina nella versione corta o stretta  dal gomito al polso nella versione lunga, sbuffante, ottenuta tramite un taglio orizzontale praticato nella metà del palloncino che permette l'ampiezza desiderata, e raccolta sul bordo in arricciature o piegoline di un listello.

Manica a pipistrello - il nome deriva dalla particolare forma delle maniche che ricordano le ali di un pipistrello.
Tipo di mezza manica o manica lunga, larga all'attaccatura che va restringendosi verso il polso, di cui esistono due versioni: a) una con un tassello sotto il braccio, di varie forme (a rombo, quadrato, ecc.), a seconda del capo su cui viene applicato per facilitare i movimenti del braccio; b) l''altra versione senza tassello, che richiede però tessuti morbidi, magari elastici, che non ostacolano i movimenti dell'arto. La manica può essere cucita al giromanica o formare un pezzo con il davanti e un altro pezzo con il dietro del dato indumento, e in seguito essere congiunta con due cuciture.

Francese: manche bouffante - Inglese: puff sleeve - Tedesco: puffärmel - Spagnolo: manga jamón

Manica a prosciutto - il nome deriva dalla particolare forma della manica che ricorda un prosciutto intero.
Tipo di manica lunga, stretta dal polso al gomito e che da qui si allarga fino a raggiungere un'ampiezza molto pronunciata all'attaccatura, terminando con piegoline o arricciature che vengono raccolte dal giromanica; può essere cucita in un solo pezzo, oppure in due pezzi uniti assieme: la parte stretta separata dalla parte ampia; in ambedue le versioni la parte attillata viene chiusa da bottoncini per rendere possibile il passaggio della mano e garantire una perfetta aderenza. È anche chiamata manica a gigot, dal francese, dove il termine indica il «prosciutto».

Manica a raglan - dal nome di Lord Raglan (1788-1855) inventore dell'omonimo cappotto confezionato con le suddette maniche.
Tipo di manica di varia lunghezza, del tipo a una cucitura, attaccata a raggio dalla base del collo (senza tener conto del normale giromanica), ossia a cui vengono uniti due ridotti carrés coprenti la spalla davanti e dietro del corpino e parte dell'incollatura; in corrispondenza del centro manica si trova la cucitura che divide la parte anteriore e posteriore.

Manica a sbuffo - il nome deriva dal caratteristico sbuffo sul bordo prima del polsino.
Tipo di manica corta, inserita al punto spalla di alcuni indumenti, allungata sul fondo, dove viene raccolta in piegoline o arricciature da un polsino.   



Rames Gaiba
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