8 marzo 2017

FUSTAGNO

Fustagno - riguardo all'etimo esistono due versioni. La prima vuole che il nome derivi dal villaggio arabo di al-Fustāt, sobborgo del Cairo in Egitto, donde in origine questo tessuto veniva importato; la seconda ritiene l'etimo molto più antico e che risalga al latino fustis = fusto, rifacendosi al medioevale lana de ligno = lana di legno da cui derivò fustaneum = dal fusto. Esiste anche la parola fushtan, che si riferiva proprio ad un pesante tipo di stoffa a base di cotone.

Tessuto di cotone o in lana grossa, con intrecci derivati dalla armatura diagonale saia (da 3 o da 4) o dal raso (da 5 o da 8), compatto, molto robusto, realizzato con filati molto resistenti, garzato e peloso sul diritto, e ruvido sul rovescio. Presenta un aspetto che richiama quello delle pelli scamosciate. A seconda del trattamento che subisce, il fustagno si distingue in fustagno liscio cioè senza pelo detto anche "fustagno satinato" e "fustagno classico" che è quello che subisce un trattamento di "smerigliatura" che solleva parte del pelo rendendolo simile allo scamosciato. Un fustagno classico è 16-32 = 26-32 dal peso di 280-285 gr/mq., ma specie nella confezione maschile si raggiungono pesi di 350-500 gr/mq. Il tessuto, prodotto greggio a telaio, subisce poi una garzatura, una satinatura e una tintura ed eventualmente anche una stampa che forniscono ad esso le caratteristiche sue proprie e dell'uso a cui è destinato. Appena prodotto e finito si presenta rigido e acquista morbidezza e plasmabilità man mano che lo si usa. Occorre prestare attenzione al verso, in quanto può presentare toni di luce diversa, specialmente nei colori più scuri.
IMPIEGHI: Viene usato per l'abbigliamento casual (pantaloni, giacche che talvolta hanno le toppe sui gomiti, giubbotti, gonne, soprabiti e cappotti).  L'haute-couture lo utilizza in un look urban-style anche per giacche eleganti.

Anticamente veniva prodotto con una trama (cioè il filo orizzontale) di cotone, mentre l'ordito (cioè il filo verticale) poteva essere di lino, di canapa, e talvolta di entrambi.

Chiamato anche frustagno, ma in passato anche pignolato, bambagina, cotonina, Terlice, ecc. Le varianti sono chiamate con nomi inglesi come beaverteen, moleskin, doeskin.

francese: futaine; flanelle de coton
inglese: fustian; flannelette; barchent
tedesco: Barchent; Baumwollflanell
spagnolo: fustano; flanela de algodon

STORIA - Tra il 1300 e il 1400  adoperato di solito per i farsetti. Nel XIII secolo il fustagno più pregiato era prodotto a Milano ma è documentata una crisi di sovrapproduzione tra gli anni 1338-1347; il crollo dell'esportazione del prodotto finito e la debolezza del mercato interno impongono provvedimenti protezionistici per riacquistare competitività. Nel 1347 è l'inizio della grande avventura del fustagno a Chieri, una scelta imprenditoriale e manifatturiera che connoterà per secoli l'attività economica della città, documentata dagli Statuti dell'Arte del Fustagno, che stabilisce regole fisse di produzione a differenza del fustagno milanese, ma anche limitazioni alla produzione fissando a sei il limite massimo di telai per ogni maestro. A Chieri vi erano mercanti in grado di investire capitali , strutture agrarie in grado di coesistere con l'attività di filatura e di tessitura, disponibilità di un mercato del lavoro locale. I vantaggiosi patti che la forza contrattuale di Chieri aveva potuto strappare all'atto della dedizione del 1347, in particolare i privilegi e le esenzioni sui pedaggi concesse ai Chieresi, furono un invito a operatori forestieri a stabilirsi a Chieri. Ma a fare la differenza con gli operatori di altri luoghi fu soprattutto una migliore interpretazione delle esigenze del mercato in anni in cui la concorrenza era forte. La scelta chierese di produrre un tessuto medio basso dal prezzo contenuto e destinato a una fascia larga di popolazione si dimostra vincente. Cotone e fustagno sono da questo secolo due parole chiave della prosperità chierese. Il cotone era facile da lavorare in confronto alla canapa e alla lana, meno caro della lana che scarseggiava - e quella fine restava un prodotto di lusso - con una regolarità di approvvigionamento da Venezia, che aveva istituito verso i porti dell'Oriente un buon numero di navi da trasporto di grosso tonnellaggio: la cosiddetta muda dei cotoni. [1]  La zona di Chieri (Torino) si specializzò nella produzione di un fustagno di colore blu, tinto con il guado (isathis tinctoria). Dall'Italia si diffuse nel resto d'Europa e in America.  


[1] Chieri e il tessile, edizioni Corriere, 2007 - cap. La storia del tessile chierese nel XIV secolo, di Elena Chiri Pignocchino, pp. 47-50


1900 - Modena, Corso Duomo con i banchi del fustagno

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Rames Gaiba
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