2 maggio 2016

Murales a Diamante dedicato alle sartorie.






Nel borgo della parte vecchia di questo paese della costa tirrenica della Calabria (siamo in provincia di Cosenza) su un muro questo Murales.
Qui sono rappresentati:
  • Un ferro in ghisa a fornello, chiamati anche "battello", del periodo 1900-1910. In pratica hanno un contenitore per il carbone e una serie di feritoie che consentono l'alimentazione di aria per la combustione.
    Viene in mente il proverbio: Il ferro da stiro è il ruffiano del sarto. [Perché riesce a far apparire presentabili indumenti sciupati].  
  • Un manichino. Il manichino nacque sul finire del secolo XVIII, ed era niente altro che una piccola bambola, lunga tre o quattro spanne, vestita di abitini  perfettamente ridotti sulle sue proporzioni, con una cura ammirevole. Ancora nei primi anni del XIX secolo, se ne trovavano in certe vetrine di provincia, tristi e fredde, e piacevano molto ai bambini. Queste bambole, naturalmente, servivano alla mostra dei modelli, ma non alla loro confezione; venivano spedite, in eleganti cassette, e dalla loro patria, che allora era Parigi, venivano inviate alla corte di Russia, ed in USA, quivi chiamate dalle ricche figlie di qualche piantatore; né mancavano di essere inviate in Italia a Torino, Milano, Roma, Firenze e Venezia. Assai presto queste graziose bambole dovettero dividere il loro regno, con i manichini di vimini, sformati, poverissimi. Però, evidentemente, i manichini di vimini non diedero molte soddisfazioni alle donne di allora. Forse la loro scheletrica magrezza le turbava, forse la loro bruttezza sembrava a molte un po’ irreverente. Fatto è che entrò in lizza il manichino imbottito: quel coso che se ne sta ritto su una gamba con tre piedi, e gira quand’uno lo spinge, e si lascia aprire il seno e il fianco, per ricevere iniezioni di ovatta. Solo sul finire del secolo XIX cominciarono le migliorie. Dapprima si attaccò al manichino imbottito una testa di cera, poi, oltre alla testa, un paio di braccia, poi tutto il busto, imponente, solido, liscio. Non più di cera, ma di legno; non più curve procaci, ma angolosità veramente lignee; non più epidermici di rosa e di latte-miele, ma vernici forate, bronzee, ecc.; non più chiome fluenti, ma striature nel legno e, talvolta, crani rotondi e lisci.
  • Le forbici. Queste sono forbici da tagliatore, che possono avere una lunghezza fino a 50 cm. e un peso fino a 1 kg. La loro manipolazione è agevolata dalla forma fisiologica degli anelli che si infilano al pollice e alle altre dita: indice, medio, anulare, mignolo. Un nasello (centro di movimento e di equilibrio) fornisce un appoggio durante il taglio.
    Anche qui il proverbio: Taglia lungo, e cuci stretto.
        

Rames Gaiba
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PROVERBI.... con parole della moda

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