Bavero ampio, a volte anche un colletto staccabile, posto sulle spalle, presente nelle divise dei marinai. Col tempo l’indumento s’è modificato con colori e rifiniture fino ad assumere la configurazione attuale.
🇬🇧 Inglese: Sailor's collar
STORIA - Anticamente i marinai usavano impeciare (spalmati di grasso, pece) i loro codini. Infatti se non avessero adottato questo sistema avrebbero avuto problemi con le loro lunghe e fluenti chiome. Ovviamente il grasso sporcava il dorso delle casacche (dette in gergo "Camisacci") per cui iniziarono a mettervi un pezzo di stoffa o fazzoletto, che con il tempo è rimasto in tutte le marinerie del mondo. Successivamente ai solini sono state aggiunte guarnizioni e colori distintivi: nacque, così, il solino.
CURIOSITÀ - I
marinai italiani hanno sul solino due strisce bianche parallele che
corrono lungo tutto il bordo. Il motivo non è chiaro. Le strisce bianche per un certo periodo hanno distinto il personale navigante (due) da quello costiero destinato a terra (una); nel 1910 fu stabilito che tutti portassero due righe. Una teoria, poco
probabile, è che stiano a ricordare due flotte sconfitte in mare; la stessa regola per il numero di bande valeva per il
fondo delle maniche. Sugli
angoli del solino sono presenti le stellette a cinque punte, uno dei
simboli della Repubblica Italiana, segno distintivo dello status di
militare comune a tutti i membri delle Forze Armate.
Il solino della marina italiana è blu, mentre quello della marina degli Stati Uniti è bianco. Quello tedesco è di color nero con tre filetti come quello dei marinai inglesi. In particolare per questi ultimi i tre filetti ricordano le tre grandi vittorie di Horatio Nelson: Abukir, Copenaghen e Trafalgar.
Il solino della marina italiana è blu, mentre quello della marina degli Stati Uniti è bianco. Quello tedesco è di color nero con tre filetti come quello dei marinai inglesi. In particolare per questi ultimi i tre filetti ricordano le tre grandi vittorie di Horatio Nelson: Abukir, Copenaghen e Trafalgar.
Curatore: Rames Gaiba
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