15 maggio 2017

FRAC

Frac - storpiatura del termine inglese frock coat (redingote), a sua volta dal francese froc, "abito", di origine francone.


Giacca maschile da cerimonia, a doppio petto, foderata, con una parte anteriore lunga fino alla vita e le falde posteriori, separate, più o meno lunghe tagliate a coda di rondine (in Francia per questo è detto anche "queue de morue") che arriva all'altezza delle ginocchia, con maniche lunghe, collo a revers e risvolti di seta. Privo di tasche, galloni e paramani. Il davanti è portato aperto in modo da far sporgere gli indumenti sottostanti. I tessuti possono essere vigogna, drapè, saglia o barathea.

Nella versione "classica" è in stoffa a tinta unita di colore nero, e sotto vi è un gilet in piqué o di seta bianco a tre bottoni con scollatura a "V" o "U" indossato sopra  una camicia bianca con sparato, colletto inamidato e polsino doppio con gemelli, e al collo una cravattina a farfalla di piqué bianco; assieme pantaloni neri dritti a tubo con bande laterali di raso nero. Le scarpe, sempre rigorosamente lisce, possono essere di pelle o di vernice nera.

Capo d'abbigliamento da indossarsi, anche durante il giorno, ed oggi, oltre al nero, è ammesso anche in altri colori.




Oggi viene usato per cerimonie importanti; è anche l'abito dei direttori d'orchestra e dei musicisti. «Se volete imparare come si porta il frac andatevi a vedere uno qualsiasi dei vecchi film di Fred Astaire. [1]  L'eleganza di quel signore non è mai più stata uguagliata» (Chiara Boni e Luigi Settembrini, Vestiti Usciamo, vol. I, ed. Mondadori, 1986, p. 86).


abito frac di Cleofe Finati


Un tempo erano ritenuti di rigore il cappello a cilindro, il mantello e il bastone scuro con pomo d'avorio o d'argento.



Si distingue dalla marsina per la falda tagliata sul davanti, in modo da lasciare visibile la fine del gilet e i calzoni. Il frac non è inoltre da confondersi, in quanto si tratta di tre tipologie di abito diverse, con differenze sia strutturali che di uso, con lo smoking (lo si usa solo di sera, dopo le 18) o con il tight (abito spezzato maschile, dedicato alle cerimonie di giorno).

STORIA - Indumento maschile originariamente facente parte del costume militare nella seconda metà del Settecento. Si affermerà alla fine del 1700, specialmente nei circoli borghesi. Introdotto come vestito civile da cerimonia da Lord Brummell [2], che ne fece un capo della moda dandy; aveva la vita fortemente segnata con maniche piuttosto corte, strette al polso ma larghe in alto, colletto quasi sempre in velluto che si allargava quasi a diventare quadro [3]; usato comunemente con calzoni a tubo, di colore chiaro. Nella prima metà del secolo sarà largo, con ampi risvolti, spesso in velluto, maniche aderenti e leggermente corte. Per la sera i bottoni saranno di piccole dimensioni, in seta nera o metallo, con il frac colore bronzo scuro [4].  Verso la fine dell'Ottocento, oltre all'originario colore nero, è anche blu con bottoni dello stesso colore. Ai primi del 1900, per cerimonia, il frac è indispensabile: ha spalle strette, alta abbottonatura, vita bassa e linea morbida. Tra il 1918 e il 1930, si allunga nelle code posteriori di alcuni centimetri ed è meno abbottonato. Fino al 1920 il frac è apparso frequentemente anche in versione femminile.   



[1] Fred Astaire, ballerino nato negli Stati Uniti (1899-1987) lo portava, con eleganza mai più eguagliata, nei suoi film, tra i quali "Cappello a cilindro" del 1935 e "Seguendo la lotta" del 1936.  
[2] George Bryan (detto Beau Brummell o Lord Brummell), gentleman inglese (1778-1840) è  riconosciuto dalla storia come il primo vero dandy, o comunque colui che meglio rappresentò il dandismo, inteso non solo come ostentazione di eleganza nei modi e nel vestire, ma come atteggiamento intellettuale e stile di vita; diffusosi durante la Reggenza inglese e la Restaurazione francese.
[3] Antonio Donnanno, Modabolario, ed. Ikon, 2011, voce Frac, p. 179
[4] Mariella Azzali, Dizionario di costume e di Moda, ed. m.e. architectural book and review, 2015, voce Frac, pp. 394-395.



Rames Gaiba
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