18 luglio 2017

GUANTO

Guanto - dal francese antico guant, che risale al francone want.


Accessorio dell'abbigliamento sia maschile sia femminile, che riveste e protegge la mano e, in qualche caso l'avambraccio. I guanti possono avere funzioni diverse e specifiche di una particolare attività, proteggendo le mani da agenti esterni diversi dal freddo come il caldo, il danneggiamento fisico come la frizione, l'abrasione, o il danneggiamento chimico o biologico. I guanti da donna possono essere puramente un accessorio estetico, legati all'erotismo, come i guanti da sera. Vi sono modelli particolari per l'abbigliamento sportivo.
I guanti possono essere con o senza dita, oppure possono avere un'unica apertura per le quattro dita, e una per il pollice.
Oggi sono realizzati in svariati materiali, come pelle, lana, fibre sintetiche, cotone, ecc., a seconda anche dei molteplici usi. 

Parti del guanto "classico":
  1. parte superiore della mano: le punta delle dita sono arrotondate;
  2. parte inferiore della mano: le punta della dita sono allungate;
  3. taglio del pollice;
  4. pollice piegato;
  5. triangolino per "soffietto" del pollice;
  6. spessore da cucire fra la parte sopra e la parte sotto delle dita;
  7. striscia per bordare la parte alta del guanto;
  8. striscia per bordare l'apertura dei bottoni;
  9. rinforzo dell'apertura.


Unità di misura del guanto è il piede (324 mm) che si suddivide in dodici pollici (27 mm). Le taglie del guanto da donna, più usate, sono 6½ - 7 - 7½ - 8; quelle da uomo sono 8 - 8½ - 9 - 9½ - 10. La taglia si controlla misurando, con un nastrino graduato in pollici, l'intero giro della mano nel punto dove le dita si articolano nelle ossa del metacarpo. La lunghezza del guanto si esprime in  pollici o bottoni e misura la distanza a partire dalla base del pollice fino all'orlo del guanto.

Francese: gant 
Inglese: glove
Tedesco: handschuh
Spagnolo: guante

STORIA - Indumenti antichissimi. Se ne han notizia in alcuni episodi mitologici e ne sono stati scoperti esemplari nella tomba di Tutancamen. Fin dalle loro origini hanno rappresentato un segno di distinzione legato al rango e al potere di chi li portava e solo in seguito sono diventati un accessorio utile per coprire le mani. Nel Rinascimento si usavano guanti dorati con fenditure per gli anelli. In Italia si fabbricavano guanti profumati e anche "avvelenati" alla moda di cesare e Lucrezia Borgia. All'epoca del re Sole nascevano i mitains: mezzi guanti che coprivano il dorso e il palmo della mano lasciando libere le dita per mostrare preziosi gioielli. Famosi i guanti alla moschettiera con una imboccatura molto ampia, in sintonia con quella degli stivali. Nel '700 erano abilissimi e ricercati i guantai napoletani; con l'impero i guanti, realizzati in capretto e con tenui ricami fatti con i capelli, diventavano lunghissimi e coprivano tutto il braccio fino alle ascelle. Qui si distinguevano i guantai parigini che iniziavano a firmare ogni loro creazione. Solo in questo periodo i guanti cominciavano a diventare utili per scaldare le mani: si iniziava a fare i mezzi guanti in maglia da tenere in casa. Nell'800 i guanti femminili costituivano veri oggetti di tortura tanto erano stretti, secondo la moda per cui piedi e mani dovevano apparire piccoli. Nella Bella Époque i guanti da sera ritornavano lunghissimi e affusolati con una fessura all'altezza del polso per essere sfilati più comodamente. Nascevano poi i primi guanti sportivi, in pelle e in altri materiali e si diffondevano quelli a maglia.


Uomo dal guanto (1523 circa)
Tiziano Vecellio (1488/1490 - 1576)
olio su tela, cm. 100 x 89
Museo del Louvre - Parigi, Francia



Bibliografia
  • Cristiana Cella, La mano, il guanto, ed. Ideaibri, 1989


Rames Gaiba
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