25 agosto 2017

CASHMERE (disegno)

Cashemere (disegno) - voce inglese, usato in italiano al maschile; derivato dal nome della regione Kashmir situata a nord-ovest dell'India, zona in cui venivano fabbricati gli omonimi tessuti.

Disegno ornamentale a "palmetta" stampato (il più economico, in quanto il più semplice da produrre, e quantitativamente il più popolare) o tessuto in diagonale (twill), anche particolarmente minuto, complesso ed elaborato, composto dalla forma stilizzata di una lacrima (germoglio della palma e felce). Le versioni contemporanee, che vanno dalle stoffe bizzarre e fantasiose dell'ultimissima moda ai lussuosi ed esclusivi prodotti che continuano le tradizioni della produzione di alta qualità, sono la prova che i disegni cashmere sono ormai assurti ad un rango perenne pur conservando tutto ciò che li lega alle loro radici ottocentesche.

È detto anche Paisley.

IMPIEGHI - Cravatte, sciarpe, scialli e fazzoletti da collo o da taschino, ma anche tessuti per abiti e gonne femminili. In origine, in India, il disegno cashmere fu usato per gli scialli, per essere utilizzato dagli uomini come caldo mantello.


scialle, Edimburgo 1825-1830, lana e seta

Francese: cachemire - Inglese: cashmere - Tedesco: kaschmir - Spagnolo: cashmere


L'imperatrice Giuseppina (1809) [1]
Antoine-Jean Gros (Francia, 1771-1835)
olio su tela, cm. 217 x 141
Musée Masséna - Nizza, Francia 



La famiglia de Brucker [Ritratto del cavaliere Maria Luigi de Brucker,
di sua moglie Amelia, nata Holzknecht e del figlio Federico], (1835 circa) [2]
Giuseppe Tomiz (1790-1866)
olio su tela, cm. 109 x 133
Museo Revoltella - Trieste 



Un venditore ambulante vende scialli ad alcune donne della regione di Troyes (1837) [3]Henri Valton (Francia, 1798-1878)
olio su tela, cm. 160 x 131
Musée Historique de Troyes et de la Champagne - Troyes (Francia)




Vuoi uscire con me, Fido? (1859)
Alfred Stevens (pittore belga, 1823-1906)
olio su tela, cm. 77.5 x 64
Philadelphia Museum of Art - Filadelfia, USA


[1] L'abito dell'imperatrice è stato ricavato da uno scialle rettangolare con bordo di palme. Arrotolato intorno alla vita e gettato sulla spalla sinistra, l'imperatrice porta un secondo scialle.
[2] La giovane donna porta un cachemire rettangolare con bordo di palme e palme d'angolo.
[3] Scialli quadrati più piccoli, anche più modesti, completavano l'abbigliamento delle donne di campagna. Al centro del quadro, la donna che regge un ombrello, porta uno scialle con bordo di palmette arlecchino.

STORIA - Nell'iconografia della antica civiltà babilonese la forma stilizzata della lacrima ricorreva come raffigurazione simbolica del germoglio della palma da dattero, il cui "filetto" o contorno, ricalcava quasi esattamente la linea attorta a ricciolo di un altro germoglio, quello della felce; tramite tale rassomiglianza (palma/felce) il motivo della lacrima si collega al motivo "Paisley". La palma aveva un ruolo centrale nella vita quotidiana dei Babilonesi: era dispensatrice di cibo, di bevande, di materiali per l'abbigliamento e la costruzione; per questo fu denominata "Albero della Vita" mentre il suo germoglio acquisiva la funzione di simbolo di fertilità. Le arti decorative del continente indoeuropeo, ossia dell'intero mondo allora conosciuto, si appropriarono assai presto di questo motivo simbolico, che ebbe rapida diffusione, ma che al pari di altre forme di arte primitiva, fu soppiantato in Occidente, dai motivi naturalistici del decorativismo della Grecia, prima, e poi di Roma. Solo in India le antiche arti decorative sopravvissero di secolo in secolo. Il simbolo del germoglio di palma appare per la prima volta a decorare uno scialle nella provincia indiana del Kashmir verso la fine del Seicento. Nel corso del Settecento i motivi che le decoravano subirono un'ulteriore stilizzazione e, alla metà di quel secolo, i manufatti indiani fecero la loro comparsa in Inghilterra, portati dai dipendenti della Compagnia delle Indie Orientali. Poiché la domanda eccedeva l'offerta e il costo degli scialli risultava proibitivo per la maggioranza degli acquirenti inglesi, i manifatturieri tessili inglesi decisero nel 1840 di tentare in Inghilterra (soprattutto nella città di Paisley) l'imitazione del prodotto indiano, modificandone il tipico disegno orientale che assunse, con il tempo, un'impronta sottilmente europea.


Bibliografia
  • Monique Lévi-Strauss, Cachemire, ed. Arnoldo Mondadori, 1986
  • Giulio Confalonieri (Direzione artistica) - Massimo Listri (Fotografie), Rattti and Paisley, ed. a cura della Ratti S.p.A. - Como, 1986, edizione in 2000 esemplari numerati (la mia riporta il n° 1283) - edizione bilingue: italiano / inglese. 



Rames Gaiba
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