13 marzo 2018

JACQUARD

Jacquard - dal nome del francese J. M. Jacquard, inventore di un dispositivo per la tessitura.

1. Speciali telai tessili che permettono di muovere ogni filo di catena indipendentemente da tutti gli altri. Il movimento di questi fili viene ora comandato dal computer, mentre sui telai meno recenti attraverso un sistema di schede perforate, è applicato ai telai e alle macchine per maglieria e che consente di realizzare prodotti tessili; ad ogni scheda corrisponde un preciso disegno. Si ottiene una struttura a maglia in cui da due a quattro (ma anche fino a sei) fili di colore diverso sono alimentati ad aghi selezionati in modo che nello stesso rango compaiono maglie di diverso colore. Modificando la disposizione delle maglie da un rango all'altro si ottengono aree di colore che formano motivi di disegno. Secondo il sistema che controlla il movimento degli aghi destinati a formare le maglie con i vari colori si possono ottenere aree di disegno che coprono da 24 maglie, in larghezza e lunghezza, fino ad aree di disegno di un migliaio di maglie nei due sensi (macchine elettroniche). A differenza dell'intarsio il disegno appare su una sola faccia del tessuto.





Il termine "jacquard" in maglia può essere impiegato quando non ci si trova più in presenza di una tinta unita o di una riga orizzontale. Una rigatura longitudinale, diagonale, una scacchiera e qualsiasi altro motivo semplice o complesso, necessità di una selezione manuale, meccanica o elettronica. Il disegno può apparire con delle tessiture differenti (maglie allungate, maglie in rilievo, maglie riprese, ecc.). [1]
[1] Françoise Tellier-Loumagne, Maglie. I movimenti del filo. Ed. L'ippocampo, 2006, p. 70  

2. Vengono indicati jacquard anche tutti i tessuti fatti con telai muniti di meccanismo jacquard: si tratta di stoffe con disegni complessi come il broccato, il  damasco, il  gobelin, il lampasso. I tessuti jacquard sono utilizzati nell'abbigliamento, arredamento, biancheria per la casa, tessuti per l'industria automobilistica, ecc.

STORIA - Il dispositivo fu ideato dal francese Joseph-Marie Jacquard (Lione 1752 - Oulins 1834) nel 1801-1804, che inventò la macchina semplice ed ingegnosa che da lui prese il nome, con la quale sostituì l'insieme di corde per l'alzata di fili (che richiedeva l'impiego di più persone) con cartoni perforati. Il dispositivo delle schede era costituito da file di aghi che potevano attraversare solo dove c'erano i fori: i fili venivano alzati automaticamente permettendo il passaggio della trama.



In realtà pare che il prototipo del telaio Jacquard fosse stato realizzato nella seconda metà del XV secolo da un tessitore catanzarese, conosciuto a Lione come Jean le Calabrais (Giovanni il Calabrese). Quest'abile tessitore fu ospite di Luigi XI che fece arrivare alcuni esperti tessitori da Catanzaro per impiantare una macchina tessile a Lione. Il telaio introdotto da Giovanni il Calabrese (è oggi custodito nel Museo delle arti e dei mestieri di Parigi - Musée des arts et métiers) già allora suscitò ostilità tra gli operai tessili, che cercarono di ostacolarne la diffusione. 

Comunque, l'invenzione del XIX secolo consentiva di ridurre a un solo operaio il personale addetto al telaio, realizzando il tessuto operato, anche dal disegno più complesso, come se fosse ad armatura semplice. Nonostante l'ostilità dei tessitori lionesi, che temevano di restare senza lavoro, la macchina ebbe larga applicazione. Il suo principio di funzionamento è rimasto a tutt'oggi invariato. Ma non solo, l'invenzione consentiva di "depositare" su schede perforate il risultato di un ciclo di lavorazioni, all'occorrenza, recuperando e riutilizzando l'intero ciclo. 


Il telaio Jacquard del 1800 e le sue carte perforate.

Inizialmente utilizzata in Francia dai produttori di sete, cui era destinata, la jacquard fu tuttavia adottata su vasta scala solo quando fu modificata in modo da poter realizzare disegni più grandi. La tecnologia jacquard fu rubata e introdotta nelle manifatture inglesi nel 1820 e ben presto divenne nota ovunque in Europa e in Nordamerica. Tra il 1820 circa e 1l 1860 il telaio jacquard si diffuse estesamente in Occidente per la produzione di gran parte degli articoli di lusso tessuti a mano, come merletti e scialli di cachemire. Il suo impatto si manifestò soprattutto nel diffondersi di disegni dai dettagli molto realistici, grazie alla possibilità di controllare ogni filo dell'ordito, e di tappeti a costi molto più accessibili. Tra il 1825 e il 1830 il sistema jacquard fu adottato ai telai per tessuti senza pelo e moquette.
I miglioramenti seguirono lungo tutto il corso del XIX secolo. Ulteriori miglioramenti all'inizio del Novecento resero la lavorazione jacquard più rapida, e la velocità è rimasta il nodo centrale in tutte le aree della tecnologia tessile all'incirca fino al 1970. Il passo successivo è stato la gestione computerizzata, che ha preso avvio negli anni ottanta dal settore della maglieria, un'evoluzione logica, considerato che i dati del computer furono in origine inseriti attraverso  versioni miniaturizzate delle schede perforate jacquard.
[2]


[2] Mary Schoeser, Tessuti del mondo. Ed. Skira Rizzoli, 2003, pp. 222-228 


Raso jacquard 100% seta
© Archivio Taroni Tessuti - Grandate, Como


CURIOSITÀ - Per ottenere un tessuto a disegni, prima dell'introduzione della macchina Jacquard, si usava il telaio da tessitura, fornito di due apparati: uno a licci, per la bordatura del tessuto (che serviva anche per i tessuti senza disegni), e un apparato per il disegno, per mezzo del quale venivano sollevati i fili dell'ordito secondo il disegno da riprodursi. 



Rames Gaiba


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