25 marzo 2017

LYCRA

Lycra®  [pronuncia "laicra" e non "licra"] - marchio della INVISTA


Poliuretano termoplastico, elastomero. Filato a base di elastan (dal 3 al 10%) che si caratterizza per le eccezionali proprietà di elasticità, di contenimento e per il suo effetto di seconda pelle.
Può essere tesa da quattro a sette volte la sua lunghezza iniziale, ma ritorna nelle condizioni di partenza non appena la tensione cessa. Viene prodotta in forma di filato bianco opaco, lucido, semitrasparente e trasparente e in una ampia gamma di titoli che variano da 11 a 2.500 decitex.

Lycra non viene mai usata singolarmente, ma sempre abbinata a una o più fibre naturali o sintetiche in modo che i tessuti, così elasticizzati, conserveranno l'aspetto e la mano della fibra principale. Può essere usata in quantità diverse, a seconda del tipo di tessuto o del suo utilizzo, tenuto conto che ne basta il 2% per migliorare la qualità del prodotto, esaltare la vitalità, il drappeggio e le caratteristiche di recupero della forma. Nei tessuti destinati alla realizzazione di capi a elevata elasticità, come i costumi da bagno e l'abbigliamento sportivo, la percentuale può raggiungere il 20-30%. In funzione del procedimento di tessitura o di lavorazione a maglia, del tipo di tessuto e del suo impiego, questa fibra può essere utilizzata in vari modi.

L'uso del termine Lycra per indicare genericamente la fibra poliuretanica (
elastan) è scorretto. L'elastan possiede le stesse caratteristiche di lavorazione di una fibra sintetica e può essere utilizzata: 

  • Nuda - Lycra possiede le stesse caratteristiche di lavorazione di una fibra sintetica e può essere utilizzata nuda per la produzione, ad esempio, di corsetteria, costumi da bagno, polsini, maglie tubolari e collant. I fili nudi sono applicati dove si richiedono tessuti più leggeri, trasparenti, elastici; sono inoltre più economici perché viene eliminata l'operazione di copertura.
  • Ricoperta - Lycra può essere ricoperta o spiralata con altre fibre, naturali o sintetiche (per collant, calze, nastri per bordure e tessuti prêt-à-porter). Il filo nudo viene allungato fino alla sua massima capacità di estensione o quasi e poi unito a fili testurizzati o con filati di fiocco. Il filo Lycra ricoperto avrà l'aspetto e la mano dei filati usati nella loro copertura.
  • Core-spun - Simile alla tecnica usata per allestire fili elastanici ricoperti. Lycra viene filata insieme a una fibra discontinua non elastica, come cotone, lana, lino o seta. Solitamente viene impiegata in tessuti più pesanti dove la mano, la contentatura, l'elasticità o altre proprietà dei fiocchi di copertura sono particolarmente apprezzate.
  • Lycra interlacciata - Si ottiene facendo passare Lycra stirata, attraverso un getto d'aria, assieme a un filato rigido multi-bava o un microfilmato con il quale si "interfaccia" a intervalli periodici.
  • Lycra ritorta - Durante la ritorcitura Lycra nudo o ricoperto viene unito ad un'altra fibra.  


CARATTERISTICHE PRINCIPALI LYCRA: 
  • Elasticità - È particolarmente allungabile (compresa fra il 400 e il 625%); presenta un recupero elastanico quasi istantaneo che, assieme al potere di contenimento, perdura a lungo.
  • Drappeggio - Lo scarso peso e la pieghevolezza forniscono buone doti di drappeggio ai tessuti.
  • Resistenza - La sua elevata flessibilità migliora la durata e le capacità dei tessuti dei quali fa parte. Il comportamento all'abrasione è buono.
  • Assorbenza - Ha un basso potere di assorbenza, quindi occorre rivestirla con altre fibre idrofile oppure usare filati misti o filati a nucleo centrale qualora con essa si debbano confezionare indumenti che vadano a contatto pelle.
  • Resistenza al lavaggio - Sopporta bene il lavaggio a secco in solvente e quello in lavabiancheria domestica con detersivi commerciali a temperatura non superiore ai 40-50 °C
  • Effetto al candeggio - Ingiallisce a contatto con l'ipoclorito di sodio e l'acqua ossigenata i quali, in determinate condizioni di concentrazione, possono pure indebolire la fibra; anche il clorito di sodio, usato nelle lavanderie commerciali, degrada e scolora la Lycra, per la quale l'unico candeggiante sicuro è quello a base di perborato sodico.
  • Effetto dell'acqua di mare - Non viene assolutamente danneggiata dall'acqua di mare.  
  • Resistenza alle muffe - Buona.
  • Resistenza agli insetti - Non è assolutamente intaccata dagli insetti.
  • Effetto del calore - Ingiallisce e perde elasticità e resistenza a temperature superiori a 150 °C: è bene sottoporla a stiratura a ferro caldo brevissime.  

IMPIEGHI: Usata soprattutto nei costumi da bagno ed abbigliamento sportivo, abbigliamento intimo. Usata, anche, per abiti da lavoro, tempo libero, maglieria, e dagli anni '90 nelle abbigliamento uomo e donna sia dell'haute couture che del prêt-à-porter (tessuti stretch)

CODICE TESSILE: EA (EURATEX)


Lycra 3D nell'uso della calzetteria di lusso
foto: © dal portale Lycra Fiber Industry

STORIA - 1958 - "La fibra K", come inizialmente fu denominata viene inventata da Joseph Shivers venne presentata per una prima valutazione ai fabbricanti di busti e di guaine di contenimento. Ciò portò alla commercializzazione della prima fibra Spandex, che assume il marchio commerciale di Lycra. 1962 - Per la prima volta, Lycra viene usata per la produzione delle calze da donna. 1974 - Lycra trasforma la moda mare con costumi che si asciugano velocemente e non si sformano. 1985 - Lycra diventa lo standard dei capi sportivi destinati ai campioni. 1993 - Lycra entra nella composizione di capi adatti sia per il giorno che per la sera, per il lavoro e per il tempo libero. Nasce il nuovo logo Lycra. 1994 - Nasce Lycra 3D, che aggiunge un comfort a tutto tondo alla maglieria e alle calze.


Bibliografia
  • Chiara Nencini, Moda e innovazione tecnologica, Ed. Franco Angeli, 2002, pp. 78-84 (libri Polimoda)    

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Rames Gaiba
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