15 marzo 2017

SEERSUCKER - SEERSUCHER

Seersucker - forse dal persiano shar o shakkar che secondo le radici Hindi, Urdu e Persiano si può tradurre con il significato di "latte e zucchero, probabilmente con riferimento al contesto o al colore della stoffa che generalmente è bianca con tonalità diverse. Il termine inglese è una parola composta da seer (misura indiana) e sucker (ventosa).  

Tessuto, ad armatura tela, leggero in cotone, lino, seta o raion realizzato da un misto, in ordito, di fili tesi e di fili più allentati in moda da formare rigature e arricciamenti. Il peso di questa stoffa varia tra i 150 e 250 g/mq. Il vero Seersucher si forma con tensioni differenziate nell’ordito (tessitura), ma gli stessi effetti si possono ottenere con il finissaggio chimico, o per termo-compressione.

Attualmente negli Stati Uniti è fabbricata con il 75% di filato poliestere per ottenere meglio l'effetto dell'ondulazione.

Il tessuto seersucker ha il vantaggio di non rimanere appiccicato alla pelle, facilitando la traspirazione, la dissipazione del calore e il passaggio dell'aria; inoltre non necessita di stiratura.

IMPIEGHI - Stoffa adatta per capi estivi; camicie, giacche, abiti da uomo e donna,  bermuda e costumi da bagno, abbigliamento sportivo in genere. 










Lo si può trovare scritto anche come seersucher.

In italiano:
gaffrato.

STORIA - Tessuto citato in Europa per la prima volta dal giornale francese “Le Mercure” nel 1755. Questo nome però definì tessuti diversi sia nel tempo che nei luoghi. Quello originale veniva prodotto in India ed era un tessuto rigato a diversa percentuale di seta, oro e argento, destinato ad abiti da cerimonia. In seguito passò a definire una stoffa mista seta e cotone che messi assieme su una stessa catena, causa la diversa elasticità dei due filati, davano una stoffa caratteristica per il suo effetto arricciato. Questo genere di tessuto appare in Europa tra il 1746 e 1750, ma con poco successo; divenne invece richiesto verso il 1764 alla corte di Luigi XV. [1] Negli Stati Uniti il tessuto seersucker fu inizialmente adottato dagli operai, poi fu scoperto dalle classi agiate ed entrò a far parte del guardaroba dei gentlemen del Sud, confezionato in blazer dai tradizionali colori bianco e blu, denominati “Oxford-striped seersucker”. [2]


Clarence Barker (1885) -  Anders Zorn (Svezia, 1860–1920)
acquarello, cm. 35 x 46
L'abito è in tessuto seersucker.

[1] Ettore Bianchi, Dizionario internazionale dei tessuti - Ed. Tessile di Como, 1997, p. 386-387  
[2] Stefanella Sposito, Archivio tessile - Ed. Ikon, 2014, p. 161


Rames Gaiba
© Riproduzione Riservata

Nessun commento:

Posta un commento

I commenti non potranno essere utilizzati a fini pubblicitari di vendita prodotti.
Non è accettata la condivisione del post a fini pubblicitari.
Il linguaggio deve essere corretto, non offensivo per le persone e per le loro idee.
La responsabilità per quanto scritto nell'area Discussioni rimane dei singoli.

Grazie per l'attenzione.

Rames GAIBA
Email: rames.gaiba@gmail.com

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.