22 giugno 2017

PASHMINA

Pashmina - da Pashmineh (پشمینه), dal persiano pashm, ovvero "interno", che si riferisce al sottopelo della "Capra Hircus" che indica la lana cashmere.

Fibra della capra Hircus (Chyangra), specie semiselvatica, che vive sull'altopiano montagnoso delle regioni himalayane del Nepal e Tibet, che fornisce una lana preziosa, fra le più costose del mondo. L'animale vive in libertà attorno ai 4000-4500 metri di altitudine, nutrendosi in modo spartano (nella sua dieta compare la rosa alpina); questi fattori, unitamente alla predisposizione genetica, consentono la crescita di un manto lanoso tra i più fini (la fibra ha un diametro di 12 micron contro i 16 dei migliori cashmere) e caldi, che proteggono dal freddo e dalla malnutrizione. La raccolta della fibra avviene due volte all'anno nella misura di 50-100 grammi dell'animale femmina e 100-150 grammi del maschio. Le tonalità naturali della lana sono tre: il bianco, il bianco grigiastro e il grigio. La prima fase della lavorazione consiste nel liberare la lana dai peli più grossi, così depurata essa viene poi filata a mano.


IMPIEGHI: Si producono tessuti di gran pregio, in particolare scialli, con la particolare frangina, indossati dalle donne del Nepal (ed in minima parte anche tappeti), ma oggi la loro produzione è destinata anche all'esportazione. Lo scialle può essere in 100% pashmina, o in misto seta (con una % fino al 30). La seta viene aggiunta in ordito per conferire maggiore durata e corpo al prodotto, che però perde un po' della sua bellezza e delle proprie qualità intrinseche di leggerezza.

CODICE TESSILE: WS (EURATEX), che indica il cashmere (è di fatto una qualità più pregiata dello stesso).


STORIA - Originariamente però il nome riguardava unicamente una stola lunga due metri, finemente ricamata, che nel Medioevo soltanto i Maharaja o le signore dell'alta società potevano permettersi, e che venivano poi trasmesse in eredità alle figlie.



Rames Gaiba
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Rames GAIBA
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