10 marzo 2017

ZEPPA

Zeppa - dal longobardo zeppa, «cuneo».

Suola che percorre tutta la lunghezza della calzatura di diversa altezza e spessa in particolare sotto il tallone che davanti, usata per le calzature al posto del tacco. Può essere in legno, in  sughero, in pelle, in paglia o altro materiale sintetico.

STORIA - Antenata della zeppa è il calcagnino o  ciapina (chopina), usata dalle donne veneziane nel '600, fatte di legno e ricoperte di pelle di vari colori o dipinte a mano. Un tipo somigliante, chiamato kubkab, era anche usato in alcuni paesi orientali come la Siria e la Persia.


Calcagnini ("çocoli") di legno rivestito di velluto giallo come la tomaia esterna,
Venezia, sec. XVI
Bata Shoe Museum - Toronto, Canada


Le zeppe intese come suole sono state introdotte durante gli anni trenta, le scarpe che le portavano sono andate di moda per brevi periodi in quasi ogni decennio. Sono passate alla storia del costume quelle firmate da Salvatore Ferragamo, il cui tacco a zeppa di sughero (brevetto del 1937) fu una delle sue più celebri invenzioni. Ferragamo sperimentò molte varianti di zeppe, a tacco e a piattaforma, a strati pressati e bombati, scolpite e dipinte, decorate con specchietti di vetro a imitazione dell'antica tecnica del mosaico, o con grate in ottone lavorate a girali floreali e tempeste di pietre, che sono da associare più agli oggetti domestici, all'architettura che agli accessori della moda del momento. [1]

Sandalo in camoscio e capretto con suola a piattaforma e tacco di sughero rivestito di camoscio.
Salvatore Ferragamo, 1938-1939
Il modello fu realizzato per Judy Garland
all'indomani della sua interpretazione nel film "Il mago di Oz".
Museo Salvatore Ferragamo - Firenze.



Sandalo "invisibile" con una tomaia con fili di nylon sopra una zeppa scolpita a forma di "F"
Salvatore Ferragamo, 1947
Museo Salvatore Ferragamo - Firenze.



Le calzature con zeppe ritornano di moda per brevi periodi in quasi ogni decennio.


[1] Giorgio Riello e Peter McNeil, Scarpe, dal sandalo antico alla calzatura della moda - ed. Angelo Colla, 2007, p. 257



Rames Gaiba
© Riproduzione Riservata

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