10 aprile 2017

JEANS

Jeans [pronuncia: gins] - termine inglese. Il nome "jeans"deriva dalla deformazione americana della parola Genova (Genes in francese), perché i marinai genovesi erano visti sempre con pantaloni fatti con un tessuto simile. Un tessuto con le stesse caratteristiche veniva fabbricato anche nella città di Nimes, denominato "serge de Nimes" contratto poi in denim.

Tessuto di cotone a struttura serrata, robusto, lavorato su armatura saia, talora anche su "corda rotta". Il filato di ordito è un ritorto con la catena tinta (in genere all'indaco, un colorante sintetico di solidità inarrivabili, esso pure di vita secolare) mentre quello di trama è in filato cardato dello stesso colore. Viene prodotto in diverse pesantezze espresse sempre in "once" (il "classico" è il 14-14,5 once). Per questo tessuto, specie per gli innovativi articoli-moda, sono cambiati strutture, pesi, composizione  (importante l'inserimento di lycra), finissaggi, ecc. Prima o dopo la confezione dei caratteristici indumenti, particolarmente i ben noti "blue jeans", possono venire trattati in svariati modi: semplice lavaggio in acqua, lavaggio con cloro (blicet o delavè), lavaggio con pietra pomice (stone washed, ecc.). Vengono inoltre proposti jeans stracciati, maculati, arricchiti di orpelli di ogni genere. Nel 1999è stata superata la barriera di 2,5 miliardi di metri prodotti a livello mondiale.

Differenza fra denim e jeans - Secondo gli storici dei tessuti essa risiedeva anzitutto nel colore delle fibre impiegate: nel denim infatti il filo dell'ordito era blu, e quello della trama era bianco o écru, mentre nel jeans trama e ordito erano dello stesso colore, quasi sempre blu. La conferma viene da un libro considerato fondamentale per il cotone "Stample cotton fabrics" di John Hoye, pubblicato in America nel 1942. Nel testo si spiega come il jeans fosse una saia di cotone, con ordito e trama della stessa tintura, adatta particolarmente per confezionare pantaloni di buon taglio, abiti sportivi, uniformi per medici e infermiere e fodere di scarpe e stivali. Più adatto alla confezione di abiti da lavoro pesante era invece il denim. Due stoffe, in definitiva, molto simili ma non uguali, anche se oggi i termini sono spesso usati indifferentemente.   

CURIOSITA' - I tre grandi marchi storici del settore hanno tradizionalmente utilizzato l'andamento della diagonale (saia) per distinguersi l'uno dall'altro. Così la "saia destra" è tipica della Levi's, la "saia sinistra" dei Lee, mentre i Wrangler hanno una specie di "saia spezzata", che sale cioè a zig-zag.

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Per fare un paio di pantaloni di jeans di cotone ci vogliono almeno una libbra e mezzo (poco meno di 7 etti).

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Il progenitore del tessuto jeans è il fustagno. Una volta il fustagno aveva una trama (cioè il filo orizzontale) di cotone, mentre l'ordito (cioè il filo verticale) poteva essere di lino, di canapa, e talvolta di entrambi. Fino alla prima metà del Trecento la domanda di fustagno in Europa veniva soddisfatta soprattutto dai fabbricanti italiani. Nella seconda metà del Trecento però accade qualcosa di nuovo: mercanti tedeschi - provenienti soprattutto dalla Svevia - incominciano ad acquistare ingenti quantità di cotone grezzo, particolarmente sul mercato di Venezia. Nel giro di qualche anno (la storia si ripete!) l'Europa sarà invasa, favorita dai prezzi molto più bassi di quelli italiani, dal "barchent", una flanella di cotone tessuta in Svevia. Non è un caso che nel Cinquecento l'industria del fustagno in Italia vada in crisi. Resistono solo Milano e Cremona per l'alta qualità dei tessuti e delle tinture. Ha inizio una corsa al ribasso: buona parte della produzione si sposta in Piemonte, dove i Savoia offrono incentivi alle corporazioni dei Fustagneri, e contribuiscono a creare centri di produzione a Novara e Chieti. Fu proprio intorno a questi anni che compare, sui moli del porto di Londra e negli empori inglesi, un nuovo termine: jeans. L'Inghilterra era diventata un importatore di fustagno, e questi tessuti non potevano che arrivare dall'Europa Continentale. Fra questi tessuti d'oltremare c'erano soprattutto due tipi di fustagno: quello proveniente dalla Svevia e quello genovese "fustagno rurale", proveniente soprattutto dall'entroterra della Repubblica (Novi Ligure, Serravalle, Voltaggio, Alessandria, Asti) dove il tessuto era fatto con il cotone importato dalla Turchia e dall'Italia meridionale e veniva intrecciato con la canapa locale. Da sempre alcuni tessuti sono conosciuti grazie al nome del luogo di provenienza. Così nell'Inghilterra di fine Cinquecento le balle di fustagno che si ammucchiavano sulle banchine venivano segnate dai portuali con scritte grossolane, che ne definivano la provenienza: "holmes", per esempio, era il tessuto prodotto a Ulm, in Svevia. E "jeans" (da Gênes, alla francese) era proprio il tessuto che arrivava da Genova.

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A Genova nel novembre 2004 è stato realizzato un pantalone blu di Genova con dimensioni da Guiness dei primati. Misura infatti 18 metri e ha un giro vita di 5 metri. Confezionato con seicento paia di vecchi jeans ed issato su un'alta gru del Porto antico, è stato disegnato dagli studenti del liceo artistico Barabino e realizzato da quelli dell'Istituto professionale Duchessa di Galliera.  



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Rames Gaiba
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