10 febbraio 2025

MONTGOMERY


Montgomery - Il termine è un eponimo. Deriva infatti dal nome del generale inglese Bernard Law Montgomery (1887-1976), capo delle forze britanniche nello sbarco di Normandia, nella Seconda Guerra Mondiale, lo indossava abitualmente sopra la divisa.

Ampio giaccone generalmente con cappuccio, capo unisex, lungo al ginocchio o fino ai fianchi, con spalla squadrata, i carré sulle spalle. Nella versione originale ha il taglio a sprone sulle spalle e due grandi tasche applicate, con o senza patta. Lo caratterizza l'abbottonatura con gli
alamari a forma di olivetta in legno o corno (ma oggi anche altri materiali sintetici) da infilarsi in occhielli costituiti da un cappio di corda intrecciata o pelle. Confezionato in diversi tessuti di lana originariamente molto pesante ma oggi i pesi si sono alleggeriti, nella sua versione più classica in tessuto di pelo cammello ma oggi  in quelli di qualità anche cashmere. Oggi proposto dalla moda, generalmente in tinta unita, anche in colori non classici (in origine le nuance erano prettamente legati ai color cammello e terra, oggi trionfano il blu, il bordeaux e l’intramontabile nero) ed accesi. A volte sono usati tessuti fantasia a quadri o righe.


In Italia il cappotto prese il nome dal generale, ma nel resto del mondo è più correttamente chiamato duffle coat o ancor più propriamente duffel coat (dalla cittadina belga Duffel da dove proviene).




STORIA -
Associato alla cultura inglese, il montgomery ha in realtà origini belghe e polacche. Il duffle coat si sviluppa in Belgio, nelle Fiandre, alla fine del Medioevo. È prodotto nella città con lo stesso nome, realizzato in lana spessa, resistente all'acqua e impreziosito da cordini legati tra loro tramite conetti di legno, che ricordano la chiusura dei cappotti dell'esercito polacco di inizio Ottocento.¹   

Il Montgomery contemporaneo è stato progettato nel 1850 dall'industriale tessile inglese John Partridge, produttore di capispalla, che ne realizza una prima versione larga e corta. Si teorizza che i Montgomery originali di Partridge siano ispirati alle redingote polacche dell’inizio del XIX secolo. La redingote polacca era caratterizzata da ampie chiusure a ginocchiera e da un ampio cappuccio a “cucchiaio”, due archetipici tratti distintivi del montgomery.

Capo utilizzato dalla Royal Navy, attira l'attenzione della Marina militare britannica che, già a fine del XIX secolo, ne fa il cappotto della sua uniforme, allungato e perfezionato per aderire agli standard militari. Oltre ad avere una vestibilità ampia che poteva facilmente adattarsi a un’uniforme militare, i grandi alamari del montgomery consentivano ai marinai di allacciare e slacciare facilmente il cappotto indossando guanti spessi, inoltre il cappuccio oversize poteva adattarsi sopra ad un berretto navale. Il tessuto di lana a trama fitta proteggeva dai freddi venti dell’Oceano Atlantico e dei mari del Nord ed era naturalmente resistente all’acqua e le spaziose tasche applicate potevano facilmente contenere binocoli e altre attrezzature navali. Dopo il suo successo in marina, il montgomery divenne presto un capo standard per tutti i servizi militari.


foto: © The National Museum of the Royal Navy - Hartlepool, Inghilterra


Il primo Duffle coat era un modello semi doppiopetto con chiusura asimmetrica, in tessuto double face per creare una vera barriera resistente alle intemperie.
Gli alamari era oblunghi in legno e si infilavano nelle asole in corda nautica.

foto: © George Malcolmson


Dopo la Seconda Guerra Mondiale i montgomery militari in eccedenza furono venduti al pubblico e divennero di moda come cappotti, entrando a far parte del guardaroba maschile e femminile, come un capo essenziale ma soprattutto comodo; adottato da intere generazioni di liceali e universitari alla fine degli anni '40 e '50. Ma come spesso accade, il successo di questo capo si deve prettamente al cinema. L’attore degli anni '50 Jack Hawkins lo indossò nel 1953 nel film The Cruel Sea (Mare crudele) che, oltre a sancire il successo di Hawkins, fu giudicato uno dei miglior film della storia cinematografica inglese.



Alla fine degli anni Cinquanta il montgomery entra nella cultura popolare e viene indossato sia dai giovani che dalle celebrità: dai Mods nel Regno Unito, da David Bowie nel suo film del 1976, “L’uomo che cadde sulla Terra” (Titolo originale: The Man Who Fell to Earth), a Paul McCartney fino al cartone animato dell’orso Paddington, tanto amato dalla Regina Elisabetta II. ²

Qui il Trailer Ufficiale (terzo episodio) di Paddington in Perù (2024)


Ritornerà di moda negli anni '90 come capo invernale per la montagna (dopo lo sci) ma adatto anche all'abbigliamento da città. Usato ancora oggi, specialmente dai giovani.

Poco impiegò il montgomery a diventare anche un passepartout del guardaroba femminile. E chi, se non Lady Diana, perché il cappotto venisse validato anche sotto tale titolo? Una celebre foto del 28 ottobre 1991 ritrae la principessa di Galles insieme a Carlo e i principini William e Harry. I quattro, a bordo della Royal Yacht Britannia, salutano la città di Toronto prima di proseguire insieme il royal tour del Canada. È Lady D a indossare il montgomery.


Lady Diana indossa il Montgomery durante il royal tour del Canada nel 1991.
foto: © Mirrorpix / Getty Images


Da allora il montgomery appare, come è giusto, rivisitato, stagione dopo stagione, come capo pratico ma al contempo che può essere anche elegante.

Givenchy Autunno Inverno 2013/2014
foto: © Pascal Le Segretain //Getty Images

CURIOSITA' -  A Duffel³ vi è una statua del Duffle coat, in travertino, alta 2,6 m. La statua è stata donata al comune da Frans Vermeulen nel 2007 ed è stata collocata nel 2013 sulla rotonda in una delle strade di accesso più trafficate nel comune. 


Duffel, Belgio - statua del Duffle coat
foto: © David Legreve


In inglese il termine duffel sta anche per borsone da viaggio, generalmente in tela, in quanto vuole significare l'utilizzo di materia pesante e cruda e ha la sua origine nel tessuto di stoffa prodotto in questa cittadina. L’espressione “abbracciare il caldo” deriva dallo stesso tessuto.

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Hayley Edwards-Dujardin - Senza tempo. Gli essenziali della moda; Ed. L'ippocampo, 2024, voce "Montgomery" p. 126 
È la storia di un orso trovato da una famiglia londinese, i Brown, sui binari della stazione di Paddington, a cui regalano un montgomery blu dal quale non si separa mai e che diventerà il suo marchio di fabbrica. Paddington, l’orsetto pasticcione nato nel 1958 dalla fantasia dello scrittore inglese Michael Bond, è un personaggio amatissimo della letteratura inglese per bambini e protagonista dei film omonimi.
Duffel è un comune del Belgio di circa 16.000 abitanti nelle Fiandre (provincia di Anversa).



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