16 giugno 2015

DIZIONARIO DELLA MODA: Z



Zama
Lega metallica ad elevato contenuto di zinco e contenente piccole quantità di rame, alluminio e piombo, molto versatile nella lavorazione. E' usata per bottoni.

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Zappatùre 
Ind. tess. - In cimatura (il termine si usa al plurale) s'intende un difetto di lavorazione costituito da disunitezza della superficie pelosa del tessuto. Anche zappettature.

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Zampa d'elefante 
Calzoni che a partire dal ginocchio si aprono in una svasatura più o meno ampia imitando la zampa dell'elefante. Molto in voga negli anni '60, sono detti anche "a campana".

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Zatteroni 
Calzature femminili estive dalla zeppa altissima in sughero, aperte sul dietro, di moda negli anni '70 e ciclicamente ricorrenti.

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Zazous - l'origine del termine è onomatopeica, derivando da un successo musicale degli anni '40: "Zaz Zuh Zaz".
Corrente di pensiero attiva nel Nord della Francia agli inizi degli anni '40, durante l'occupazione tedesca. Cab Calloway, esponente dello swing jazz crea questo piccolo movimento alternativo che anticiperà l'esistenzialismo.

Il nome deriva dall'americano zootsuit, vestito maschile, caratterizzato da grande giacca con spalle esasperate, pantaloni larghi in vita, stretti e corti alla caviglia, per evidenziare i calzini colorati. Per le ragazze: giacche simili aderenti, gonne al ginocchio e tacchi alti. Completo originario dell'America del Sud approda negli Stati Uniti e arriva in Europa conquistando addirittura Parigi e i suoi giovani alternativi.  .

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Zebrato - da zebra.
1. Dicesi di un tessuto o capo d'abbigliamento con colori e striature in bianco e nero, tipiche della zebra.



2. Per estensione, dicesi di ogni altro disegno a strisce trasversali chiare e scure alternate.

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Zeigeist - voce tedesca, che significa "spirito del tempo".
Usato in relazione alla moda per dire che i capi riflettono l'epoca in cui sono stati creati.

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Zephir - nome francese del vento leggero "zefiro" o "zeffiro", dato al tessuto in quanto leggero.
Tessuto di cotone, fine e leggero, in armatura tela fabbricato con filati ritorti a due capi. Il migliore è mercerizzato. Trova impiego nella camiceria. E' chiamato anche zefir.

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Zeppa
Suola che percorre tutta la lunghezza della calzatura di diversa altezza e spessa in particolare sotto il tallone che davanti, usata per le calzature al posto del tacco. Può essere in legno, in  sughero, in pelle, in paglia o altro materiale. Sono passate alla storia del costume quelle firmate da Salvatore Ferragamo.

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Zibelin
Tessuto in lana con ordito pettinato e trama in cardato, tinto in pezza su armatura spiga. La superficie ha un folto pelo ed un aspetto a riflessi lucidi, come quelli della pelliccia di martora zibellino.

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Zibellino - dal russo zobolj.
Nome comune del piccolo mammifero (nome volgare: Martens Zibellina) appartenente alla famiglia dei mustelidi; originario della Russia e del Canada. E' lungo dai 35 ai 55 cm. esclusa la coda. L'aspetto del pelo è finissimo e molto lucente con parti brune, corrispondenti al dorso dell'animale, e parti castano chiaro, corrispondenti al collo ed ai fianchi. Se ne ricava una pelliccia, definita "oro morbido", molto usata nel XVIII secolo e all'inizio del Novecento, prima che l'animale omonimo, rischiasse l'estinzione.

francese: zibeline

SIMBOLI, MITI E CREDENZE - In araldica è detto falso armellino (Ermellino)

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Zigrinatura - da zigrinare.
Nell'abbigliamento è il conferimento, attraverso una operazione meccanica, di un aspetto ruvido e granuloso o di un disegno ad una superficie (→cuoio zigrino).

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Zig-zag - dal francese zig-zag o dal tedesco zick-zack, inserito in una serie onomatopeica del tipo tictac, viavai.
1. Cucitura a punto annodato, usata per fissare i margini delle cuciture per evitare sfilacciature, i cui punti invece di essere disposti su una linea retta, formano fra loro angoli alternativamente sporgenti e rientranti (detti appunto a zig-zag), oltre ciò conferisce alla cucitura una certa elasticità; usata a volte anche per dare un effetto ornamentale se visibile sul diritto di un capo. 2. Intreccio base della maglia in catena.

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Zimarra
1. Sopravveste, sia femminile che maschile, riccamente guarnita da decori o ricami, fornita di bottoni per tutta la lunghezza, di solito lasciata aperta, usato sino al XV sec. 2. In seguito indica un largo e lungo cappotto. 3. Infine una veste da camera.

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Zingara
Gonna lunga e larga ricca di balze dai colori vivaci, spesso sovrapposta ad altre, come usano indossare le gitane. 

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Zirpro - cioè Zirconium Process.
Trattamento antifiamma, a base di titanio e zirconio, che è applicato alla lana per renderla completamente refrattaria al fuoco. E' adoperato non solo contro gli incendi ma anche contro venefiche esalazioni di fumo e gas tossici.

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Zoccolo
Calzatura scavata in un unico pezzo di legno o con suola di legno e la tomaia costituita da una o più strisce di cuoio, stoffa, ecc. Ci sono vari tipi di zoccoli: per esempio quelli giapponesi, con suole in legno che si allacciano con nastri neri; quelli a tacco alto in pelle impunturata con borchiette, che sono usati specialmente dai bagnanti sulle spiagge o come calzatura in casa da riposo, oltre che da alcuni ordini religiosi, che l'anno adottata fin dall'inizio come "calzatura povera".

STORIA - Li si incontra già nel 300 d.C., usati dal popolo, ma anche dagli attori nelle commedie teatrali, ed usata un tempo da contadini e lavandaie.    

francese: entrave
inglese: clog
tedesco: holzschuh
spagnolo: zueco

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Zōri
Sandali tradizionali giapponesi, senza tacco, simili all'infradito occidentale, fatti di paglia di riso o altre fibre naturali, stoffa, legno laccato, pelle, gomma o altri materiali sintetici. Il tallone dovrebbe sporgere di circa 1/2 cm-1 cm dietro, e il mignolo non ha nulla su cui appoggiare. La stringa che tiene unito il piede alla calzatura è chiamata hanao. L'hanao, come nei geta, è posto al centro della parte finale del sandalo, non c'è quindi distinzione tra scarpa destra e scarpa sinistra. Vengono indossati con indumenti tradizionali giapponesi come il formale kimono, mentre in abbinamento con la versione più informale di quest'ultimo, lo yukata, sono preferiti i geta, un altro tipo di sandalo tradizionale giapponese. Gli zōri sono indossati con degli appositi calzini (quando presenti, per occasioni più formali) chiamati tabi.

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Zucchétto - sec. XVII; da zucca, in senso figurato.
1. Abb. rel. - Copricapo adottato, fin dal sec. XIV, dagli ecclesiastici della Chiesa Cattolica Romana a forma di piccola calotta emisferica ad otto spicchi, aderente al capo, di colore diverso secondo il grado gerarchico (bianco per il papa, rosso per i cardinali, viola per i vescovi, neo per i semplici preti). 2. Per estensione berretto, specialmente femminile, a forma di piccola calotta emisferica aderente al capo o con piccole tese risvoltate all'insù tutt'intorno, con un piccolo taglio da un lato che alleggerisce la linea. Di colori spesso vivaci o fantasia.
  


Rames Gaiba
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ULTIMO AGGIORNAMENTO: 1 aprile 2017
  
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