20 giugno 2015

DIZIONARIO DELLA MODA: V



Vaio (colore)
Punto di grigio nereggiante, o un qualsiasi colore che tende al nero, come il turchino dell'uva matura, o il corpo bruno di certi occhi, e anche un qualsiasi colore spruzzato di nero.

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Valenciennes [valasién] - prende il nome dalla omonima città del Belgio.
Merletto di cotone o lino, lavorato a fuselli, molto leggero caratterizzato da uno sfondo reticolato a piccoli rombi. Viene fabbricato su scala industriale con telai simili a quelli impiegati per il tulle.

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Vanisé - termine francese.
Tecnica di lavorazione a maglia mediante la quale sono immagliati due fili, in modo che uno copra uniformemente l'altro; pertanto una faccia di tessuto sarà formata solo da un filo e l'altra dal secondo filo. Si ottengono tessuti con le due facce di colore diverso, oppure di fibra diversa (per esempio: cotone all'interno e lana all'esterno). Si parla anche, per questa particolare tecnica di lavorazione, di placcato.

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Vaporissaggio - da vapore, sul modello del francese "vaporisage".
Operazione di finissaggio eseguita sui tessuti. Il tessuto viene trattato con vapore, ad una temperatura e per un tempo predeterminati, per provocare un certo assestamento dimensionale (quindi con un miglioramento della stabilità) e per accentuare la morbidezza e la voluminosità. Se il vaporissaggio è seguito da una pressione con una tavola riscaldata, si deve parlare di una operazione di stiro.

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Vaporoso - aggettivo da vapore.
Assai leggero, di poco peso, di poco spessore: un velo vaporoso.

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Variopinto
Per un abito, un tessuto, un ricamo, che appaia composto di più colori. Altro sinonimo: multicolore.

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Vascetta
Calz. - Parte anteriore della calzatura, limitata anteriormente e lateralmente dallo spigolo che essa forma con la fascia.

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Vela
1. Parte visibile del collo di una camicia che può essere separata o costituire un unico particolare con il listino. A seconda della vela si hanno diversi tipi di collo. 2. Tessuto di cotone o di tela Olona, ad armatura tela o reps, molto robusto.

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Velcro
Consiste di due nastri in poliammide (ma in alcuni tipi viene aggiunto del poliestere, per renderlo resistente), uno coperto con migliaia di piccoli uncini (ganci) molto sottili e l'altra di cappi (anelli) molto piccoli che quando vengono schiacciati l'uno contro l'altro, aderiscono perfettamente; sono molto resistenti rispetto alle forze di strappo presenti in una giuntura semplicemente sovrapposta e tuttavia si aprono facilmente quando è necessario. Ogni lato del nastro viene unito al capo semplicemente mediante cucitura. La tecnologia è arrivata al punto di produrne dei tipi resistenti alle altissime temperature e non infiammabile, neppure in presenza di ossigeno puro. Nell'abbigliamento ne limita l'uso la sua inflessibilità, soprattutto su abiti di peso leggero. Viene impiegata per chiusure regolabili come quelle ai polsi o alle caviglie di tute e abiti impermeabili, e, più frequentemente, nell'arredamento. La sua versatilità e le sue performance di utilizzo sono in crescita costante e viene impiegato sempre in nuove applicazioni.

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Veletta - diminutivo di velo.
Piccolo velo di tessuto leggerissimo e trasparente, talvolta a rete a maglia aperte di diversa forma, talora con applicazioni di pallini di ciniglia, che avvolge il cappello femminile scendendo sul volto per ombreggiarlo.

Inglese: Eye -veil, hat veil
Francese: Voilette
Tedesco: Schleier, Hutschleier
Spanolo: Velo

STORIA - Usato specialmente nelle acconciature eleganti tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento.

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Veli di resina

Sono ottenuti con il sistema della fabbricazione dei non tessuti a estrusione di una massa fusa. Sono pertanto dei veri e propri non tessuti di peso leggero variante fra i 20 e i 40 gr./mq. in cui la materia prima è in genere poliammide termoplastica e si comportano proprio come un vero e proprio termoadesivo. Possono servire per operazioni tecniche tipo: bloccaggio della paramontura nei capi spalla o più semplicemente per costruire degli orli (biadesivo). Questi nastri possono essere forniti anche con una carta speciale che protegge il sottile velo di resina: il nastro si stira dalla parte della carta, che una volta raffreddata viene tolta.

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Vello - dal latino vellus, lana tosata.

1. Il manto lanuto di una pecora, che ripara l'animale dal freddo e dall'acqua. L'operazione che consente di togliere la lana dall'animale vivo, che esperti tosatori compiono generalmente a mano in pochi minuti, si chiama tosa.

2. Tessuto caratterizzato da pelo alto e morbido: il termine si applica a tutti quei materiali intessuti o immagliati con pelo. L'intensa garzatura o il pelo del filato usato forniscono molte sacche d'aria, creando un materiale con elevate proprietà isolanti e coibenti.

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Vellutato - da velluto.
Tessuto di qualsiasi fibra a superficie pelosa e morbida, con aspetto simile al velluto.

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Vellutino - diminutivo di velluto.
Tessuto a pelo di trama solitamente in cotone, ma talvolta in raion, a pelo corto e compatto. Le migliori qualità sono fabbricate con un armatura del fondo saia allestista cin cotone pettinato e mercerizzato. Il pelo può essere paraffinato per una migliore lucentezza. Di solito è tinto in pezza ma può essere anche stampato. E' usato per abbigliamento femminile, passamanerie e tappezzerie.

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Velluto - dal latino villutus, derivato da villus "pelo".
In genere tessuto che presenta una superficie di fitto pelo disposto perpendicolarmente all'armatura, liscio, compatto, brillante. Il fondo può avere una armatura tela, raso o saglia. I velluti sono dei tessuti di un certo spessore caratteristici per la presenza di anelli o peli sporgenti. Possono essere fabbricati con due sistemi fondamentali di tessitura: a ferri o a doppia altezza. Nel primo caso oltre ad un tessuto di fondo (legatura) vi è una catena supplementare; durante il tessimento s'introduce nel passo dell'ordito una verga di ferro che, all'estrazione, può lasciare i fili supplementari arcuati ad anello (velluto riccio) oppure tagliarli sulla sommità dell'anello creando il caratteristico pelo. Nel secondo sistema si eseguono a telaio due tessuti di fondo sovrapposti, mantenuti ad una certa distanza, e legati ad una catena supplementare, comune ad entrambi. Dopo il tessimento si dividono i due tessuti, tagliando al centro i fili supplementari, che creano in tal modo l'effetto del pelo. In tutti questi procedimenti il pelo appare unito, compatto, liscio. Altra variante è il velluto a coste, che può essere ottenuto sia per effetto di tessitura, sia per un procedimento di spazzolatura, ceratura, calandratura, ecc. Anche qui ci sono molte varietà: a costa larga, media, a 500 righe, a 1000 righe, ecc. Altri velluti sono stampati, operati, calandrati, ecc. Vengono realizzati in tutte le fibre, anche se quello di cotone è il più usato.

Inglese: Velvet
Francese: Velours
Tedesco: Samt
Spagnolo: Terciopelo
Sono detti falsi velluti quelli ottenuti con armatura semplice, il cui pelo vellutato deriva da operazioni di follatura, garzatura, cimatura, spazzolatura (es. il beaver, il velours cardato, il fustagno).

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Velluto ottomano - non ha nulla a che vedere con i velluti a pelo, nonostante il suo nome.
Tessuto che si ha quando un faille viene costruito con un reps irregolare; la regola per ottenerlo e la sua messa a telaio sono uguali.

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1. Tessuto trasparente in armatura tela, leggerissimo fabbricato con fibre naturali, artificiali e sintetiche, molto ritorte. E' caratterizzato da un ugual numero di fili in ordito ed in trama, e solitamente è apprettato. Viene usato spesso in sovrapposizione ad altri tessuti. Può essere unito, stampato, ricamato, merlettato o damascato. Usato per bluse e abiti femminili, abiti nuziali o da cerimonia, biancheria intima femminile, abbigliamento per bambina. 

Francese: voile.

2. Accessorio di forma quadrangolare o triangolare, di solito in tulle, organza, merletto, da portarsi in capo come segno di devozione o come parte di un abito regionale o tradizionale, complemento rituale dell'abito da sposa.

3. Nell'industria tessile indica l'insieme delle fibre discontinue che si presenta all'uscita della carda o della pettinatrice, oppure l'insieme preparato da alcune macchine per la formazione di non tessuti: le fibre sono più o meno parallele nel primo caso, senza alcuna direzione preferenziale nel secondo. 

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Velours - dal provenzale velos, dal latino villosus, "peloso".

1. Tessuto in lana o misto, generalmente cardato, soffice e morbido, a superficie garzata e cimata, con effetto di velluto a pelo fitto e corto, ottenuta mediante garzatura previa follatura. E' usato per cappotti, tailleur, ecc.

2. Termine francese per velluto.

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Velvet - voce inglese.
Tessuto di cotone vellutato, leggero e liscio.

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Velveteen 
1. Tessuto di cotone, ad armatura diagonale o semplice, con un corto pelo della trama che imita il velluto. 2. Detto anche di velluto di cotone.

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Vendeuse - voce francese.
Venditrice, commessa delle case di moda.

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Verdastro
Colore verde impuro, indeciso, non bello. Ma per un verde che non sia propriamente verde, quando la tinta è bella, meglio dire verdigno o verdiccio.

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Verde - dal latino vĩňdis, derivato del tema di virere "essere verde" (detto delle piante), "essere vogoroso" di etimo oscuro.
Uno dei colori dello spettro della luce visibile: è uno dei tre colori primari (insieme con il rosso e il blu), dalla cui sintesi additiva si ottengono i restanti colori, e può essere ottenuto dalla sintesi sottrativa di giallo e blu. In natura è il colore caratteristico dell'erba e delle foglie nel periodo vegetativo. Le gradazioni e sfumature possono essere qualificate o da un aggettivo di tonalità: verde chiaro, verde scuro, verde cupo; o dal nome di un altro colore a cui tende: verde azzurro, verde biondo, verde bruno, verde cilestro, verde giallo, verde grigio (o grigioverde), ecc. (alcuni anche in grafia unita, verdeazzurro o verdazzurro, ecc.); o, infine, specialmente nel linguaggio della moda, dall'aggiunta del nome di cose note caratteristiche: verde bandiera, verde biliardo, verde bottiglia, verde foresta, verde gemma, verde lauro, verde malva, verde mare, verde oliva, verde oro, verde palude, verde papiro, verde penicilina, verde pino, verde pioppo, verde pisello, verde pistacchio, verde ramarro, verde rame, verde reseda, verde smeraldo, verde sottobosco.

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Verdegaio
Indica un punto di verde molto vivo.

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Verde marcio
Merita una specifica voce, che si trova solo nel linguaggio della moda, questo verde di tonalità cupa ed opaca.

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Verde secco
Colore simile a quello delle foglie che cominciano a inaridire: un verde spento, velato di grigiobruno.

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Verdognolo
Di un colore verde mescolato ad altre tinte, perlopiù con effetto sgradevole.

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Verga - dal latino vǐrga.

Organo del telaio tessile, sia a mano che meccanico, costituito da una bacchetta che, in coppia con un'altra uguale, assicura il parallelismo dei fili dell'ordito e la regolare distanza tra i licci e il punto di apertura del passo.

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Vergato - participio passato di vergare.
Dicesi di stoffa a strisce rigate.

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Vergola (Vergolina)
1. Filo di seta raddoppiato e torto, sartorialmente adoperato, per la preparazione e il rinforzo delle asole. 2. Per estensione però il termine è rimasto per indicare il filo, generalmente in poliestere, di rinforzo delle asole.

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Vernice
E' una pelle verniciata con particolari sostanze per ottenere un aspetto molto lucido e brillante. Si utilizza per scarpe eleganti. Si adatta molto bene in conbinazione con altri materiali  come vitello, camoscio, rettile. E' detta anche coppale.

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Vestaglia - da veste.
Veste da camera o da casa, maschile o femminile, ampia e lunga, di vario tessuto, completamente aperta sul davanti e tenuta chiusa con una cintura allacciata in vita, o anche, nella versione femminile, abbottonata completamente e senza cintura.

Inglese: Dressing-gown
Francese: Robe de plage
Tedesco: Strandkleid

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Vestaglietta - diminutivo di vestaglia.
Abitino femminile corto e leggero, in genere aperto sul davanti, di poco prezzo e di uso pratico.

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Vestibilità
Proprietà di un capo d'abbigliamento, un accessorio, o un prodotto di adattarsi alla corporatura di un individuo, di vestirlo bene.

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Vestito - dal latino vestitus.
Nome generico per indicare un capo d'abbigliamento. Suoi sinonimi sono abito e completo.

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Vicuña (Vicina) - dal voce spagnola, derivata dal nome che il popolo quechua ha dato a un piccolo camelide delle Ande.  

Fibra tessile pregiatissima ricavata dal pelo di vicugna, o vigogna, il camelide più piccolo (appartiene alla famiglia degli Auchenidi) che vive allo stato brado sugli altipiani (dai 3500 ai 5800 mt.) del Perù, Bolivia, Cile; da adulto raggiunge i 130 cm. di altezza per un peso di 35-40 kg.

Il pelo, il più fine al mondo, ha una finezza pari a circa 12 micron (contro i 15 del cashmere), ed arriva ai 20 cm.; da un animale adulto se ne raccolgono solo 200-250 grammi ogni due anni (per cui per realizzare un appotto di pura vicuna serve il ricavato della tosatura di 25/30 esemplari). Per poter ottenere il pelo debbono essere catturati, procedendo ad una vera e propria caccia (il rito del "chaccu) ad opera degli abitanti locali; questa operazione richiede l'intervento di centinaia di persone, e viene ripetuta una volta all'anno in luoghi diversi, per attingere in maniera progressiva ai branchi disponibili. Gli animali vengono spinti verso l'"imbuto" delimitato da corde che conduce inesorabilmente le vicunas verso il vicolo cieco, dove saranno catturate, tosate con cura e poi rimesse in libertà. Il mantello è molto soffice, ed è 5 volte più calda della lana, e per lo più di colore frumento, con gradazioni diverse (17 toni di colore naturale) denominate "vermejo, aleinado, ladrillo, rosaseca", ed altre ancora, che vanno dal tono castano al fulvo intenso, e che poi risultano assai uniformi dopo le operazioni preliminari alla filatura, assumendo il tipico aspetto "vicuna". Naturalmente la materia prima è tingibile, con processo analogo a quello specifico della lana.

Oltre alla finezza, l'altro elemento che determina il notevole valore di questo pelo ricercato, è la minima disponibilità complessiva. Ciò in quanto i milioni di capi di vicuna che vivevano sulle Ande allo stato brado in epoca pre-colombiana, erano giunti a rischio di estinzione totale (non più di 5.000 esemplari) a metà degli anni '70. Per accordi internazionali mirati alla sua protezione, nel 1966 fu creata la prima area di ripopolamento nel territorio peruviano a Pampa Galeras, una "puna", tipica steppa d'altitudine nel comprensorio andino. Nel 2007 si stima che sono circa 140.000 gli animali stanziati in Perù.

Il tessuto omonimo, che viene denominato lana "vigogna" italianizzando la denominazione distintiva, fabbricato con tali fibre è solitamente cardato, leggermente follato e peloso, morbidissimo, caldo e leggerissimo.

CODICE TESSILE: WC (EURATEX)                   

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Vigogna (tessuto) - termine derivante dall'animale omonimo (Vicuña), ma con il quale non ha niente a che fare. 
Tessuto di flanella cardata, di peso medio, prevalentemente in tinta unita grigia, fortemente follato, fabbricato di solito con la lana rigenerata o con scarti di lavorazione.

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Vinile
Resina vinilica che può essere usata per fabbricare dischi (i famosi 45 e 33 giri di qualche anno fa) o per impermeabilizzare tutta una serie di superfici. Con questo materiale sintetico si realizzano, negli anni '60, vestiti (minigonne) ed accessori (borsette, cinture, scarpe, cappelli) riconoscibili a colpo d'occhio per il loro aspetto brillante e laccato. Si trova in tutti i colori (anche se sono sorprendenti, in modo particolare, le tonalità del nero e del bianco, così come le tinte shocking dei fucsia, verde acido, rosso ciliegia o arancio carota).

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Vintage - termine francese, che deriva da "l'âge du vin" (l'annata del vino) e, per estensione, da "vendange" (vendemmia). Anche se pronunciato all'inglese [vinteig] la pronuncia più corretta è dunque [véntadg].
Moda che contempla l'accostamento di un capo d'abbigliamento o un accessorio (o oggetto) prodotto almeno nel ventennio precedente a quello attuale, purché significativo per lo stile, con un capo contemporaneo.

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Viola - per indicarlo nel latino medioevale si usava subniger, "seminero".
Colore tra il turchino e il rosso scuro. Poco frequente in natura.

SIMBOLI, MITI E CREDENZE - In Italia ed in altri paesi in Europa è stato associato al mezzo lutto, quello che si allontana nel tempo. Evoca la vecchiezza femminile, dolce come i riflessi malva dei capelli delle donne attempate. Il viola è il colore liturgico della Penitenza, dell'Avvento e della Quaresima. E' diventato, tardivamente, il colore del vescovo nella Chiesa Cattolica Romana, cosa piuttosto eccentrica.

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Violaceo - dal latino violacĕus.
Che è di colore viola o tendente al viola. Altri sinonimi: violato, mauve, gridellino, grisellino.

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VIP - sigla formata dalle iniziali della locuzione inglese Very Important Person, «persona molto importante».
Uomo Personaggio famoso, di prestigio, autorevole.

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Viraggio - dal francese virage, da virer = virare.
Mutamento di un colore, di una soluzione.

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Viscosa
Fibra artificiale detta raion-viscosa. In filo continuo (di aspetto serico) e in fiocco (simile al cotone). E' ottenuta dalla cellulosa molto pura. La sua materia prima è il legno (alberi di "pino del sud", a crescita veloce), o è costituita dai linters di cotone, trattata con soda caustica (processo di mercerizzazione) che trasforma la cellulosa in una specie di "sale", detto alcali cellulosa, che viene addizionato con solfuro di carbonio; si forma così lo xantogenato di cellulosa, una sostanza solubile in una soluzione di idrato sodico. In questo modo la cellulosa, insolubile in acqua, è stata trasformata in una sostanza solubile in acqua: la soluzione viene fatta passare attraverso un disco con sottili fori (estrusione); i filamenti liquidi che escono dalla filiera passano attraverso una soluzione di acido solforico che scompone lo xantogenato di cellulosa sotto forma di sottili fibre.

CARATTERISTICHE: mano dolce e aspetto serico (eccellenti caratteristiche estetiche per proprietà di brillantezza e drappeggio), comfort tipico delle fibre vegetali, buona resistenza all'usura (allo stato asciutto), elevata capacità di assorbimento dell'umidità , ottime proprietà di traspirabilità, antistaticità. Ha un eccellente mischiabilità con tutte le fibre naturali, artificiali e sintetiche; ha facilità di tintura e stampa, con risultati di solidità tinte al massimo livello. E' biodegradabile.

IMPIEGHI: Sia nel campo dell'abbigliamento (in filo continuo per tessuti serici o foderame; come fiocco per tessuti di tipo cotoniero) che dell'arredamento.

CODICE TESSILE: VI (EURATEX)

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Visiera - dal francese visière, dall'antico vis, viso.
Tesa rigida a mezzaluna del berretto che sporge solo davanti, propria dei berretti militari o sportivi.

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Visone - dal francese vison, adattamento del tedesco Wiesel "donnola". Nome scientifico: Lutreola vison.
Piccolo roditore semiacquatico lungo dai 50 ai 70 cm. di cui 18 cm. sono della coda a forma di spazzola. Si ricava una pregiatissima pelliccia lucente, folta e molto resistente. In origine vive nelle zone boscose del Nord America (Si trova in diverse varietà tra le quali le più note sono il visone del Labrador e l'Eastern Mink del Canada. Anche il visone del Quebec è ricercato per quanto sia il più piccolo dei visoni americani), ma attualmente viene allevato in Europa, in Asia e in America. E' tra i primi giorni di dicembre e gli ultimi di gennaio che si uccidono i visoni. Bellezza e finezza e durata sono le qualità tipiche del visone. Data la sua scarsità allo stato selvaggio oltre il 90% di questi animaletti è di allevamento. E' vero che si adatta al clima temperato, ma per ottenere un miglior pelame si deve portare l'allevamento in luoghi ove la temperatura arrivi al sottozero almeno per due mesi all'anno. I visoni nascono ogni anno in primavera e sul finiredell'anno sono pronti a diventare pelliccia. Con varie selezioni di accoppiamenti si sono create nuove e splendide varietà di visoni  dal manto sempre più prezioso e dalle sfumature di colori che copre una vasta gamma, che va dal bianco al nero attraverso tutte le sfumature del beige, del marrone e del grigio. Esiste il visone bianco, il visone bianco con una sfumatura nera lungo la schiena detto "visone reale", il visone biondo-miele o royal-pastel, il visone palomino, il Rosé canadese, il silver-blùe, il cerulean zaffiro, il visone "violet", il visone "azurine", il "dark", il "blak", tanto per ricordarne alcuni. La pelliccia del visone da allevamento si presenta più chiara a quella del visone selvaggio che è invece bruno scuro. Il suo indice di durata è 70, e la sua pelliccia lunga 35 cm. e larga 15, dà una superficie utile di dm2 5 circa.

Dopo lo zibellino il visone fornisce certamente la pelliccia più preziosa ed è ormai un classico intramontabile della pellicceria. Può essere infatti ancora considerato un articolo di lusso che impreziosisce qualsiasi confezione sia che venga utilizzato per un collo o paramani o come animaletto montato al naturale e annodato a guisa di una minuscola sciarpa, sia che venga utilizzato per un bizzarro cappellino. Ma le realizzazioni più ammirate sono i mantelli da sera, da pomeriggio, e, oggi, anche sportivi, le stole, le giacche e le minuscole cappe dei modelli più avvolgenti. In questi ultimi tempi i cappotti più eleganti vengono confezionati disponendo le pelli in senso trasversale anzichè per il lungo, e in molti casi, utilizzandole a tutta larghezza.

francese: vison
inglese: mink
tedesco: nerz
spagnolo: vison

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Vivagno
Sinonimo italiano del più usato cimosa.

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Viveur - voce francese, da vivre, «vivere», che significa, letteralmente, «vitaiolo».
Uomo vissuto,, uomo di mondo, gaudente.

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Viyella
Tessuto leggero garzato, in armatura saglia (2 fili giù e 2 su) in mischia 55% lana [merino] - 45% cotone, con piccole variazioni nel contenuto fibroso e nella grammatura, con disegni a righe o quadri. Vi è anche una versione 80% cotone e 20% lana [merino]. E' usato in camiceria sportiva e nell'abbigliamento femminile.

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Voile [vual] - termine francese, lo stesso etimo dell'italiano vela.
Sinonimo dell'italiano velo.

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Volant - termine francese.
1. Striscia di tessuto arricciata e applicata su abiti femminili. Si può dire anche balza o frappa.
2. Denominazione generica di merletti di rifinitura molto alti.

inglese: frill
tedesco: rüsche
spagnolo: volonte; orca; franja

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Volpe - dal latino vulpes (nome scientifico).
La qualifica di renard quale è intesa dai pellicciai si riferisce alla varietà scura della volpe rossa comune con le gradazioni: argentata, nero argentata, nera. La volpe è diffusa in molte varietà (Volpe comune, Volpe carbonara, Volpe rossa, Volpe crociata, Volpe argentata, Volpe platinata, Volpe polare o Volpe bianca, Volpe azzurra). Il momento propizio per abbattere la volpe è quello che coincide colla metà di novembre fino alla fine di dicembre, e si dice il momento di stagione. Il pelo in una bella pelle di volpe deve essere abbandonato lungo e soffice sul dorso e sul ventre. La giarra deve essere lunga ed uniformemente ripartita. La coda folta è dotata di un bel ciuffo. L'indice di durata di una volpe sta fra 60 e 70.

francese: renard
inglese: fox
tedesco: fuchs
spagnolo: zorro

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Voluminizzato
Fili di fibre sintetiche che hanno subito trattamenti di testurizzazione, per conferire alle fibre gonfiezza, morbidezza e volume. 


Rames Gaiba
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ULTIMO AGGIORNAMENTO: 19 giugno 2017

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