22 aprile 2017

IL VESTITO ANTINEUTRALE (Manifesto futurista, di Giacomo Balla)


Alla base dell'ideologia futurista vi è un nuovo sistema di vita che avversa fortemente il passato in tutte le sue espressioni, e inneggia al dinamismo, alla velocità, all'accensione dei colori, all'irregolarità e all'asimmetrico. Tutte idee che ritroviamo nel Il vestito antineutrale di Giacomo Balla.

Esso è formato da due parti contrapposte: la parte critica e quella propositiva.
Nei quattro punti della prima parte si riassume tutto ciò che i futuristi vogliono abolire nel vestito da uomo: i colori neutri, le forme gravi e scomode, l'armonia e la simmetria. Fra gli elementi da eliminare vengono
espressamente nominati «I bottoni inutili. I colletti e i polsini inamidati.» Non sappiamo, però, se l'espressione  «bottoni inutili» debba intendersi come l'abolizione solo dei bottoni inutili, oppure l'abolizione di tutti i bottoni in quanto inutili.
Negli undici punti della seconda parte vi è l'elenco, con le relative spiegazioni, delle caratteristiche che dovranno avere gli abiti futuristi. Dovranno essere: aggressivi; agilizzanti; dinamici; semplici e comodi; igienici; gioiosi; illuminanti; volitivi; asimmetrici; di breve durata 
«per rinnovare incessantemente il godimento e l'animazione irruente del corpo»; variabili «per mezzo dei modificanti (applicazioni di stoffa, di ampiezza, spessori, disegni e colori diversi) da disporre quando si voglia, su qualsiasi punto del vestito, mediante bottoni pneumatici. [...] Il modificante sarà prepotente, urtante, stonante, decisivo, guerresco, ecc.»
Come si vede, vengono nominati i bottoni in maniera molto sintetica, mentre si dà largo spazio ai bottoni "a pressione", su  cui poggia la modificazione e la creatività degli abiti futuristi. Nel Manifesto, dunque, la contrapposizione fra la discrezione del surrettizio "pneumatico" e il protagonismo dell'appariscente bottone, si risolve a favore dell'automatico in quanto, attraverso l'uso dei "modificanti", esso permette uno sfoggio di innovazione e di inventiva. [1] 

[1] Margherita di Fazio, Bottoni, cappelli e..., ed. Artemide, 2014, pp. 18-19


Manifesto futurista (1914) 




Glorifichiamo la guerra,
sola igiene del mondo.
MARINETTI
(1° Manifesto del Futurismo, 20 febbraio 1909)

Viva Asinari di Bernezzo!
MARINETTI
(1° Serata futurista, Teatro Lirico, Milano, febbraio 1910)


L'umanità si vestì sempre di quiete, di paura, di cautela o d'indecisione, portò sempre il lutto, o il pivale, o il mantello. Il corpo dell'uomo di sempre diminuito da sfumature e da tinte neutre, avvilito dal nero, soffocato da cinture, imprigionato da panneggiamenti.
Fino ad oggi gli uomini usarono abiti di colore e forme statiche, cioè drappeggiati, solenni gravi, incomodi e sacerdotali. Erano espresioni di timidezza, di malinconia e di schiavitù, negazione della vita muscolare, che soffocava in un passatismo anti-igienico di stoffe troppo pesanti e di mezze tinte tediose, effeminate o decadenti. Tonalità e ritmi di pace desolante, funeraria e deprimente.

OGGI vogliamo abolire:
1. - Tutte le tinte neutre, "carine", sbiadite, fantasia, semioscure e umilianti.
2. - Tutte le tinte e le foggie pedanti, professorali e teutoniche. I disegni a righe, a quadretti, a puntini diplomatici.
3. - I vestiti del lutto, nemmeno adatti per i becchini. Le morti eroiche non devono essere compiante, ma ricordate con vestiti rossi.
4. - L'equilibrio mediocrista, il cosidetto buon gusto e la cosidetta armonia di tinte e di forme, che frenano gli entusiasmi e rallentono il passo.  
5. - La simmetria nel taglio, le linee statiche, che stancano, deprimono, contristano, legano i muscoli; l'uniformità di goffi risvolti e tutte le cincischiature. I bottoni inutili. I colletti e i polsini inamidati.
Noi futuristi vogliamo liberare la nostra razza da ogni neutralità, dall'indecisione, paurosa e quietista, dal pessimismo negatore e dall'inerzia nostalgica, romantica e rammollente. Noi vogliamo colorare l'Italia di audacia e di rischio futurista, dare finalmente agl'italiani degli abiti bellicosi e giocondi.

Gli abiti futuristi saranno dunque:
1. - Aggressivi, tali da moltiplicare il coraggio dei forti e da sconvolgere la sensibilità dei vili.
2. - Agilizzanti, cioè tali da aumentare la flessibilità del corpo e da favorirne lo slancio nella lotta, nel passo di corsa o di carica.
3. - Dinamici, pei disegni e i colori dinamici delle stoffe, (triangoli, coni, spirali, elissi, circoli) che ispirino l'amore del pericolo, della velocità e dell'assalto, l'odio della pace e dell'immobilità.
4. - Semplici e comodi, cioè facili a mettersi e a togliersi, che ben si prestino per puntare il fucile, guardare i fiumi e lanciarsi a nuoto.
5. - Igienici, cioè tagliati in modo che ogni punto della pelle possa respirare nelle lunghe marcie e nelle salite faticose. 
6. - Gioiosi. Stoffe di colori e iridescenze entusiasmanti. Impiegare i colori muscolari, violentissimi, rossissimi, turchinissimi, verdissimi, gialloni, aranciooooni, vermiglioni.
7. - Illuminanti. Stoffe fosforescenti, che possono accendere la temerità in un'assemblea di paurosi, spandere luce intorno quando piove, e correggere il grigiore del crepuscolo nelle vie e nei nervi.
8. - Volitivi. Disegni e colori violenti, imperiosi e impetuosi come comandi sul campo di battaglia.
9. - Asimmetrici. Per esempio, l'estremità delle maniche e il davanti della giacca saranno a destra rotondi, a sinistra quadrati. Geniali controattacchi di linee.
10. - Di breve durata, per rinnovare incessantemente il godimento e l'animazione irruente del corpo.
11. Variabili, per mezzo dei modificanti (applicazioni di stoffa, di ampiezza, spessori, disegni e colori diversi) da disporre quando si voglia, su qualsiasi punto del vestito, mediante bottoni pneumatici. Ognuno può così inventare ad ogni momento un nuovo vestito. Il modificante sarà prepotente, urtante, stonante, decisivo, guerresco, ecc.

Il cappello futurista sarà asimmetrico e di colori aggressivi e festosi. Le scarpe futuriste saranno dinamiche, diverse l'una dall'altra, per forma e per colore, atte a prendere allegramente a calci tutti i neutralisti.
Sarà brutalmente esclusa la unione del giallo col nero.
Si pensa e si agisce come si veste. Poiché la neutralità è la sintesi di tutti i passatismi, noi futuristi sbanderiamo oggi questi vestiti antineutrali, cioè festosamente bellicosi.
Soltanto i podagrosi ci disapproveranno.
Tutta la gioventù italiana riconoscerà in noi, che li portiamo, le sue viventi bandiere futuriste per la nostra grande guerra, necessaria, URGENTE. 
Se il Governo non deporrà il suo vestito passatista di paura e d'indecisione, noi raddoppieremo, CENTUPLICHEREMO IL ROSSO del tricolore che vestiamo. 

GIACOMO BALLA
pittore futurista


Milano, 11 settembre 1914

Approvato entusiasticamente dalla Direzione del Movimento futurista e da tutti i gruppi futuristi italiani.

L'abito maschile futurista (1914)



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