Dall'inglese new buk ossia nuova pelle. Pelle molto pregiata, di origine bobina o ovina (mucca, vitello, montone, cervo, ed altri animali), ottenuta lavorando la parte esterna della pelle dell'animale, ovvero il fiore, conciata al cromo o al vegetale, la cui superficie è stata levigata e smerigliata attraverso degli appositi macchinari con lo scopo di ottenere una superficie morbida e vellutata al tatto, ma è anche abbastanza delicata e deve essere manutenuta con cura. È uno dei pellami più costosi in quanto richiede un pellame grezzo di qualità elevata per essere prodotto. Il nabuk è noto per la sua finitura opaca e per il fatto che può essere più sensibile alle macchie rispetto ad altri tipi di pelle trattata, ma attraverso nuovi trattamenti chimici oggi possiamo aggiungere una maggiore performance che la rende impermeabile, infatti le gocce di acqua scivoleranno sulla pelle. Va aggiunto però che l'effetto waterprof può aiutarci a preservare l'oggetto in pelle se siamo sorpresi dalla pioggia , non è quindi idoneo se lo immergiamo completamente nell'acqua.
Impieghi - Usata per scarpe di tutti i tipi, dalle sneaker agli scarponi, borse e oggetti di pelletteria.
🇬🇧 Inglese: Nubuck.
Da non confondersi con la pelle scamosciata che viene ottenuta lavorando l'interno della pelle dell'animale, cioè la crosta (o lato carne). Per distinguere le due tipologie (pelle Nabuk e pelle scamosciata) è necessario osservare attentamente la superficie esterna del Nabuk che presenta generalmente piccole imperfezioni e segni che sono caratteristiche dell'epidermide dell'animale (come piccole venature e pori) che la pelle scamosciata invece non ha mai.
Impieghi - Usata per scarpe di tutti i tipi, dalle sneaker agli scarponi, borse e oggetti di pelletteria.
🇬🇧 Inglese: Nubuck.
Da non confondersi con la pelle scamosciata che viene ottenuta lavorando l'interno della pelle dell'animale, cioè la crosta (o lato carne). Per distinguere le due tipologie (pelle Nabuk e pelle scamosciata) è necessario osservare attentamente la superficie esterna del Nabuk che presenta generalmente piccole imperfezioni e segni che sono caratteristiche dell'epidermide dell'animale (come piccole venature e pori) che la pelle scamosciata invece non ha mai.
► NACRÉ
🇫🇷 Termine francese, propriamente "madreperlaceo". Velluto con effetto iridescente, tipico della madreperla, ottenuto con un filo di pelo d'un colore e un filo di fondo di altro colore contrastante.
► NAFTALINA
Idrocarburo aromatico in cristalli bianchi dal caratteristico odore, ottenuto dal catrame di carbon fossile, usato nell'industria chimica e tradizionalmente come tarmicida (antitarme), anche se il suo uso è in declino per la concorrenza di prodotti più efficaci.
► NAINSOOK
Tessuto leggero di cotone pettinato ad armatura tela, fine ma un po' più pesante del batista, spesso mercerizzato. 1a. Nella versione inglese ha un finissaggio morbido; 1b. Nella versione francese è calandrato per apparire lucido. Viene usato per l'abbigliamento infantile, per biancheria intima e per blusette.
► NAPPA (pelle)
Denominazione di pelli a pieno fiore di agnello, capretto e montone e più raramente di bovino, un tempo concimate all'allume, oggi con sali di cromo, dalla mano particolarmente morbida, che vengono utilizzati per la confezione di soprabiti, giacche, tailleur, nonché per alcuni articoli di pelletteria (guanti, borse, scarpe), oltre che si presta anche a lavorazioni speciali come intrecci e plissettature.
► NAPPATRICE
Macchina che serve per aprire i cascami di seta; consiste essenzialmente di due rulli alimentatori e di un grosso tamburo muniti di punte d'acciaio che afferrano e districano le fibre formando una ovatta che viene utilizzata per le successive lavorazioni.
► NAPPINA
Ornamento di più fili uniti in modo da formare un fiocco.
► NASTRARE
► NAPPA
Dal latino mappa, salvietta, drappo. 1. Fiocco formato da un mazzetto di fili, usato come ornamento di uniformi militari, paramenti liturgici, tende, ecc. 2. Sferoide di panno imbottito o di fili a raggiera, nel quale gli alpini tengono infilata la penna (tutti i vecchi chepì avevano la nappa con il numero di reggimento).
► NAPPATRICE
Macchina che serve per aprire i cascami di seta; consiste essenzialmente di due rulli alimentatori e di un grosso tamburo muniti di punte d'acciaio che afferrano e districano le fibre formando una ovatta che viene utilizzata per le successive lavorazioni.
► NAPPINA
Ornamento di più fili uniti in modo da formare un fiocco.
► NASTRARE
Da nastro. Ricoprire o rivestire con nastro, per lo più a scopo di rinforzo o di isolante. È una operazione che si fa su alcuni capi sportivi o tecnici o su tessuti utilizzati per particolari prestazioni (tende da campeggio, gommoni, aquiloni, ecc.).
► NASTRATE
Lo si dice di cuciture ricoperte con nastro, allo scopo di rinforzo o isolante. L'operazione è detta nastrare.
► NASTRO
Tessuto liscio o operato sottile, solitamente di piccola altezza (ma comunque non superiore ai 18 cm) e di lunghezza indeterminata, oggi si fanno con tutte le fibre tessili (naturali o artificiali), fabbricato con particolari telai. Possono essere cerati, marezzati, rasati. Vengono usati per guarnizioni, orlature e legature; per essere applicati in disegno. Da soli compongono una cintura o una fascia. Sono anche usati sul cappello a grande tesa, o per portare al collo un pendente, o un medaglione, o per legare i cappelli.
► NATTÉ
► NASTRATE
Lo si dice di cuciture ricoperte con nastro, allo scopo di rinforzo o isolante. L'operazione è detta nastrare.
► NASTRO
Tessuto liscio o operato sottile, solitamente di piccola altezza (ma comunque non superiore ai 18 cm) e di lunghezza indeterminata, oggi si fanno con tutte le fibre tessili (naturali o artificiali), fabbricato con particolari telai. Possono essere cerati, marezzati, rasati. Vengono usati per guarnizioni, orlature e legature; per essere applicati in disegno. Da soli compongono una cintura o una fascia. Sono anche usati sul cappello a grande tesa, o per portare al collo un pendente, o un medaglione, o per legare i cappelli.
► NATTÉ
🇫🇷 Voce francese. Armatura panama (derivata dalla tela), molto sciolta, in cui lavorano appaiati più fili sia in trama che in ordito, presentando quadrati più o meno grandi alternativamente in catena e in trama. I grossi natté sono simili a stuoie e vengono usati in laneria per tailleurs e cappotti.
► NATURAL SHOULDERS
► NATURAL SHOULDERS
🇬🇧 Locuzione inglese, che significa «spalle naturali». Profilo di giacca in cui l'imbottitura delle spalle è ridotta al minimo, se non eliminata del tutto.
► NAVETTA (telaio tessile)
Nel telaio tessile è un elemento di forma allungata, con un incavo in cui è alloggiata la spola, con il filo di trama, avente la funzione di formare l'intreccio inserendo con un moto di va e vieni il filo di trama attraverso il passo dei fili di ordito. Le navette, oltre che di legno (a volte si appesantiva la parte posteriore della navetta, facilitandone l'aderenza al pettine durante la corsa: l'appesantimento è ottenuto con aggiunte di metallo alla parte posteriore della navetta), sono di acciaio e di materiale sintetico; la loro forma, misura (la lunghezza può variare tra i 30 cm e i 60 cm) e il loro peso variano a seconda del tipo di telaio, del filato utilizzato e del tessuto da produrre; l'adozione di una navetta più o meno grande è subordinata alla qualità della trama e allo sforzo cui deve sottostare l'ordito nel tessuto da fabbricare: se l'ordito è debole e se è passato numerosi licci, la grossezza della navetta deve essere limitata e in relazione alla corsa del battente, per non provocare rotture di fili con una bocca troppo ampia. Si chiama invece spola la bobina (cannello) posta all'interno della navetta per tessere, sul quale è avvolto il filo di trama; nell'uso comune, anche se impropriamente, è definita spola l'insieme della navetta e del cannello. Oggi, nei telai moderni, a partire dagli anni '60 è stata sostituita da apposite pinze che trascina il filo o da un getto d'aria compressa o di acqua. Questo consente di lavorare ad una velocità superiore alle 500 battute al minuto.
► NAVETTA (telaio)
1. Pezzo metallico di alcuni tipi di macchine per cucire e da ricamo.
2. Lav. domestico - Piccola spola di galalite, osso o altro materiale con cui si esegue il pizzo chiacchierino, detto tatting in inglese.
► Ne
Sigla internazionale che indica il titolo, cioè il rapporto tra la lunghezza e il peso, del filati di cotone o di fibre artificiali e sintetiche filate con sistema cotoniero.
► NEAR RESHORING
🇬🇧 Locuzione inglese; da "near", vicino e "re-shoring", ricollocazione. È un fenomeno che consiste nel riavvicinarsi al Paese di provenienza, spinte per lo più da esigenze di qualità e controllo di prodotto e servizio. Costi e tempi logistici, effetto “made in”, servizio al cliente: sono i principali fattori che motivano il reshoring, in questi anni di crisi, tra le imprese commerciali. Vi è inoltre l'attenzione crescente da parte dei consumatori al tema del produrre sostenibile: valutazione economica, ambientale e sociale orientano sempre di più le aziende a produrre più vicino al consumatore in fabbriche green ad alta robotizzazione. Per esempio, un'azienda italiana che ha aperto uno stabilimento in Cina decide di lasciare l'Asia e senza ritornare in Italia, per vari motivi, si insedia, per esempio nell'Europa dell'Est o comunque paesi vicini. Questa tendenza può essere utile anche per l'Italia, in quanto aziende straniere potrebbero scegliere di fare near reshoring nel nostro Paese, soprattutto per quanto riguarda la fornitura di prodotti di qualità.
Il rientro della produzione in madrepatria è chiamato back-reshoring. Il controesodo riguarda, almeno per l’economia italiana, soprattutto aziende di qualità che necessitano di valorizzare il marchio “Made in Italy”, e di posizionare i propri prodotti verso l’alto di gamma. Il settore moda e fashion è quello fra i più favoriti dal reshoring.
🇫🇷 Voce francese, participio passato di négliger "trascurare", propriamente "negletto", con il significato di "vestito di negligenza". 1. Nella terminologia della moda, elegante vestaglia femminile, da indossare sopra la camicia da notte o la biancheria intima (dopo essersi alzati o prima di andare a letto), o anche come vestito da casa, costituito da una sopravveste lunga e con maniche lunghe o trequarti, ampia e comoda, aperta sul davanti e talvolta trattenuta da una cintura. Altri sinonimi sono: matinée o vestaglia. 2. All'origine (1700) fu il nome dato ad un abito da donna, molto semplice, caratterizzato dalla mancanza di taglio in vita, ed adatto ai viaggi.
► NEMAKI
► NAVETTA (telaio tessile)
Nel telaio tessile è un elemento di forma allungata, con un incavo in cui è alloggiata la spola, con il filo di trama, avente la funzione di formare l'intreccio inserendo con un moto di va e vieni il filo di trama attraverso il passo dei fili di ordito. Le navette, oltre che di legno (a volte si appesantiva la parte posteriore della navetta, facilitandone l'aderenza al pettine durante la corsa: l'appesantimento è ottenuto con aggiunte di metallo alla parte posteriore della navetta), sono di acciaio e di materiale sintetico; la loro forma, misura (la lunghezza può variare tra i 30 cm e i 60 cm) e il loro peso variano a seconda del tipo di telaio, del filato utilizzato e del tessuto da produrre; l'adozione di una navetta più o meno grande è subordinata alla qualità della trama e allo sforzo cui deve sottostare l'ordito nel tessuto da fabbricare: se l'ordito è debole e se è passato numerosi licci, la grossezza della navetta deve essere limitata e in relazione alla corsa del battente, per non provocare rotture di fili con una bocca troppo ampia. Si chiama invece spola la bobina (cannello) posta all'interno della navetta per tessere, sul quale è avvolto il filo di trama; nell'uso comune, anche se impropriamente, è definita spola l'insieme della navetta e del cannello. Oggi, nei telai moderni, a partire dagli anni '60 è stata sostituita da apposite pinze che trascina il filo o da un getto d'aria compressa o di acqua. Questo consente di lavorare ad una velocità superiore alle 500 battute al minuto.
► NAVETTA (telaio)
1. Pezzo metallico di alcuni tipi di macchine per cucire e da ricamo.
2. Lav. domestico - Piccola spola di galalite, osso o altro materiale con cui si esegue il pizzo chiacchierino, detto tatting in inglese.
► NAVY (stile)
🇬🇧 Termine inglese. Stile di un abbigliamento che prende ispirazione dal mare, o meglio proprio dai marinai e divise della Marina militare. Sono immancabili gli indumenti a righe, le scarpe da barca, il denim e i tessuti leggeri. Le caratteristiche tipiche della divisa da marinaio, nate nel periodo del Secondo Impero, hanno attraversato i secoli senza mai passare di moda ed è alla fine del XIX secolo che nasce la storica maglietta a strisce, chiamata anche “alla marinara”. Le regole della divisa da marinaio erano ai tempi molto rigide, con codici severi da rispettare e addirittura un numero di strisce ben definito su ogni maglietta. Questi codici stilistici diventano di tendenza, dall’inizio del XX secolo, grazie a pionieri della moda come Coco Chanel e Yves-Saint Laurent e più recentemente Jean-Paul Gaultier, che introducono il navy nelle loro collezioni e consacrandolo come stile iconico, elegante, chic e senza tempo.
► Ne
Sigla internazionale che indica il titolo, cioè il rapporto tra la lunghezza e il peso, del filati di cotone o di fibre artificiali e sintetiche filate con sistema cotoniero.
► NEAR RESHORING
🇬🇧 Locuzione inglese; da "near", vicino e "re-shoring", ricollocazione. È un fenomeno che consiste nel riavvicinarsi al Paese di provenienza, spinte per lo più da esigenze di qualità e controllo di prodotto e servizio. Costi e tempi logistici, effetto “made in”, servizio al cliente: sono i principali fattori che motivano il reshoring, in questi anni di crisi, tra le imprese commerciali. Vi è inoltre l'attenzione crescente da parte dei consumatori al tema del produrre sostenibile: valutazione economica, ambientale e sociale orientano sempre di più le aziende a produrre più vicino al consumatore in fabbriche green ad alta robotizzazione. Per esempio, un'azienda italiana che ha aperto uno stabilimento in Cina decide di lasciare l'Asia e senza ritornare in Italia, per vari motivi, si insedia, per esempio nell'Europa dell'Est o comunque paesi vicini. Questa tendenza può essere utile anche per l'Italia, in quanto aziende straniere potrebbero scegliere di fare near reshoring nel nostro Paese, soprattutto per quanto riguarda la fornitura di prodotti di qualità.
Il rientro della produzione in madrepatria è chiamato back-reshoring. Il controesodo riguarda, almeno per l’economia italiana, soprattutto aziende di qualità che necessitano di valorizzare il marchio “Made in Italy”, e di posizionare i propri prodotti verso l’alto di gamma. Il settore moda e fashion è quello fra i più favoriti dal reshoring.
È l'opposto al offshoring,
ossia la delocalizzazione di lavorazioni che inizialmente venivano
svolte all'interno del territorio domestico in cui è situata l'impresa
per soddisfare il mercato globale. Nell'attuare tale pratica si deve
distinguere ulteriormente tra offshore insourcing, se l'attività viene svolta nel paese estero tramite stabilimenti di proprietà dell'azienda e offshore outsourcing, quando invece ci si avvale di fornitori stranieri.
► NÉGLIGÉ► NECK HOLDER
🇬🇧 Termine inglese. Abito senza maniche con un motivo a bretella che gira intorno al collo lasciando scoperte le spalle.
🇫🇷 Voce francese, participio passato di négliger "trascurare", propriamente "negletto", con il significato di "vestito di negligenza". 1. Nella terminologia della moda, elegante vestaglia femminile, da indossare sopra la camicia da notte o la biancheria intima (dopo essersi alzati o prima di andare a letto), o anche come vestito da casa, costituito da una sopravveste lunga e con maniche lunghe o trequarti, ampia e comoda, aperta sul davanti e talvolta trattenuta da una cintura. Altri sinonimi sono: matinée o vestaglia. 2. All'origine (1700) fu il nome dato ad un abito da donna, molto semplice, caratterizzato dalla mancanza di taglio in vita, ed adatto ai viaggi.
► NEMAKI
Termine giapponese. Kimono di cotone usato come indumento notturno.
► NERVATURA
Minutissima piega, di circa 2 mm, cucita in rilievo, sul lato esterno del tessuto. Serve per sottolineare la linea di un abito, per disegnare un colletto, per sagomare una camicia. È un motivo decorativo e sartoriale allo stesso tempo. Si fa con la macchina da cucire, usando un piedino speciale e un ago doppio, oppure con tagliacuci. In maglieria si ottiene partendo da una maglia unita lavorando più giri in rasato su una delle due fronture ottenendo un effetto in rilievo che può avere una valenza sia decorativa (balze, punti in rilievo) che strutturale. Il tessuto maglia che si ricava con questa lavorazione risulta essere meno elastico.
🇬🇧 Inglese: Ribbing
► NETSUKE
Termine giapponese; da ne, "legna", e tsuke, "bottone". Accessorio decorativo giapponese, in materiali pregiati, di solito in avorio o in legno, concepito fondamentalmente come piccolo contenitore in quanto i kimono giapponesi non avevano le tasche, così i piccoli oggetti o cose che le persone si portavano appresso venivano messi in dei contenitori (inro) appeso a una cintura chiamata obi di seta tramite una corda (himo), e per evitare che questi contenitori scivolassero via, all'estremità opposta della corda veniva attaccato il netsuke. Queste piccole sculture (generalmente di tre o quattro centimetri) erano forate da due buchi per i quali passava un cordoncino in seta ed erano destinate a fissare alla cintura del kimono piccoli oggetti (esempio, la scatoletta delle medicine, o la scatola del tabacco, o l'astuccio della pipa tradizionale giapponese). Un accessorio che è dunque nato come oggetto funzionale ai bisogni del vivere comune e che è sempre stato destinato all'uso concreto e quotidiano anche quando di pregevole fattura e di materiale prezioso.
► NETTING
🇬🇧 Termine inglese, da net (rete), a sua volta originato dall'antico inglese nett, con radici comuni alle lingue germaniche (netzi in alto tedesco antico, netz in tedesco), che indicano una struttura intrecciata per catturare o contenere + il suffisso -ing trasforma il sostantivo in una forma che descrive il materiale, la lavorazione o l'effetto estetico della "retinatura". Nella moda si riferisce all'utilizzo di tessuti a rete, trame aperte o lavorazioni che creano un effetto reticolato. Questo stile può essere applicato sia alla struttura del capo sia come dettaglio decorativo. È un elemento stilistico che varia dalla calzetteria (calze a rete) ad applicazioni su abiti, accessori e costumi da bagno (fodera a rete) per garantire traspirabilità e un aspetto decorativo.
► NewCell®
È una nuova generazione di fili continui cellulosici, di origine naturale, con proprietà eccezionali, destinati all'industria tessile. A seconda del tipo di prodotto finale NewCell è ottenibile sia parallelo sia con una torsione protettiva di 100/200 giri (ideale nelle macchine circolari in maglieria). Se necessario può essere intelacciato per migliorarne le prestazioni. Utilizzando fili con media o alta torsione, si ottengono mani "sabbiose" o tipo crepe. Per variazioni sugli effetti di mano può essere utilizzato il tipo testurizzato. Può essere fornito lucido (offrendo effetti serici) o opaco (caratteristica importante nella calzetteria), oppure mischiato a fili opachi (fornendo elementi di contrasto ottico). Viene prodotto con un processo innovativo che salvaguarda l'ambiente, sposa la superiorità funzionale dei fili sintetici con la carica emotiva delle fibre naturali. Appartiene al gruppo delle fibre Lyocell. Caratteristiche -Ha un livello di assorbimento di umidità doppio del cotone e una tenacità pari al poliammide. In particolare nell'intimo non è più necessario rinforzare il filo cellulosico con fili sintetici come il poliammide, in quanto in condizione asciutta la tenacità è doppia rispetto ad un tradizionale filo cellulosico, mentre in condizione umida essa è addirittura 3 volte tanto. NewCell offre un comfort particolarmente elevato specie nella stagione estiva. Ottimi risultati sia per la lavorabilità che per il raffinato aspetto si hanno ricoprendo un filo di elastomero con NewCell. Ottima resistenza al lavaggio in lavatrice; con opportuni finissaggi è possibile ottenere una elevata stabilità dimensionale perfino ai lavaggi in lavatrice domestica a 60° C . NewCell può essere mischiato ad altri materiali; solo con percentuali molto elevate di lana è necessario utilizzare particolari sistemi di finissaggio, in quanto la lana è molto sensibile ai trattamenti alcalini. Impieghi - Confezione (abbigliamento femminile), maglieria, lingerie, calzetteria, ecc.
► NEW LOOK
► NEPS
🇬🇧 Termine inglese, che significa "nodi di bottoni". Sono gli ingrossamenti sferici, piccoli grovigli di fibre irregolari, di peluria, che aderiscono al filato deformandolo, da cui il filato fantasia Boutonnè. Spesso trattandosi di fibre immature o morte non assumano la tintura rimanendo chiari.
► NERVATURA
Minutissima piega, di circa 2 mm, cucita in rilievo, sul lato esterno del tessuto. Serve per sottolineare la linea di un abito, per disegnare un colletto, per sagomare una camicia. È un motivo decorativo e sartoriale allo stesso tempo. Si fa con la macchina da cucire, usando un piedino speciale e un ago doppio, oppure con tagliacuci. In maglieria si ottiene partendo da una maglia unita lavorando più giri in rasato su una delle due fronture ottenendo un effetto in rilievo che può avere una valenza sia decorativa (balze, punti in rilievo) che strutturale. Il tessuto maglia che si ricava con questa lavorazione risulta essere meno elastico.
🇬🇧 Inglese: Ribbing
► NETSUKE
Termine giapponese; da ne, "legna", e tsuke, "bottone". Accessorio decorativo giapponese, in materiali pregiati, di solito in avorio o in legno, concepito fondamentalmente come piccolo contenitore in quanto i kimono giapponesi non avevano le tasche, così i piccoli oggetti o cose che le persone si portavano appresso venivano messi in dei contenitori (inro) appeso a una cintura chiamata obi di seta tramite una corda (himo), e per evitare che questi contenitori scivolassero via, all'estremità opposta della corda veniva attaccato il netsuke. Queste piccole sculture (generalmente di tre o quattro centimetri) erano forate da due buchi per i quali passava un cordoncino in seta ed erano destinate a fissare alla cintura del kimono piccoli oggetti (esempio, la scatoletta delle medicine, o la scatola del tabacco, o l'astuccio della pipa tradizionale giapponese). Un accessorio che è dunque nato come oggetto funzionale ai bisogni del vivere comune e che è sempre stato destinato all'uso concreto e quotidiano anche quando di pregevole fattura e di materiale prezioso.
► NETTING
🇬🇧 Termine inglese, da net (rete), a sua volta originato dall'antico inglese nett, con radici comuni alle lingue germaniche (netzi in alto tedesco antico, netz in tedesco), che indicano una struttura intrecciata per catturare o contenere + il suffisso -ing trasforma il sostantivo in una forma che descrive il materiale, la lavorazione o l'effetto estetico della "retinatura". Nella moda si riferisce all'utilizzo di tessuti a rete, trame aperte o lavorazioni che creano un effetto reticolato. Questo stile può essere applicato sia alla struttura del capo sia come dettaglio decorativo. È un elemento stilistico che varia dalla calzetteria (calze a rete) ad applicazioni su abiti, accessori e costumi da bagno (fodera a rete) per garantire traspirabilità e un aspetto decorativo.
► NewCell®
È una nuova generazione di fili continui cellulosici, di origine naturale, con proprietà eccezionali, destinati all'industria tessile. A seconda del tipo di prodotto finale NewCell è ottenibile sia parallelo sia con una torsione protettiva di 100/200 giri (ideale nelle macchine circolari in maglieria). Se necessario può essere intelacciato per migliorarne le prestazioni. Utilizzando fili con media o alta torsione, si ottengono mani "sabbiose" o tipo crepe. Per variazioni sugli effetti di mano può essere utilizzato il tipo testurizzato. Può essere fornito lucido (offrendo effetti serici) o opaco (caratteristica importante nella calzetteria), oppure mischiato a fili opachi (fornendo elementi di contrasto ottico). Viene prodotto con un processo innovativo che salvaguarda l'ambiente, sposa la superiorità funzionale dei fili sintetici con la carica emotiva delle fibre naturali. Appartiene al gruppo delle fibre Lyocell. Caratteristiche -Ha un livello di assorbimento di umidità doppio del cotone e una tenacità pari al poliammide. In particolare nell'intimo non è più necessario rinforzare il filo cellulosico con fili sintetici come il poliammide, in quanto in condizione asciutta la tenacità è doppia rispetto ad un tradizionale filo cellulosico, mentre in condizione umida essa è addirittura 3 volte tanto. NewCell offre un comfort particolarmente elevato specie nella stagione estiva. Ottimi risultati sia per la lavorabilità che per il raffinato aspetto si hanno ricoprendo un filo di elastomero con NewCell. Ottima resistenza al lavaggio in lavatrice; con opportuni finissaggi è possibile ottenere una elevata stabilità dimensionale perfino ai lavaggi in lavatrice domestica a 60° C . NewCell può essere mischiato ad altri materiali; solo con percentuali molto elevate di lana è necessario utilizzare particolari sistemi di finissaggio, in quanto la lana è molto sensibile ai trattamenti alcalini. Impieghi - Confezione (abbigliamento femminile), maglieria, lingerie, calzetteria, ecc.
► NEW LOOK
Locuzione angloamericana; propriamente "nuovo aspetto". Espressione con cui viene definito dagli Americani il nuovo stile lanciato da Christian Dior nel 1947. La novità consisteva nella creazione di una linea più morbidamente femminile che aderiva alle curve naturali del corpo con spalle rotonde, vita sottile, petto e fianchi in risalto. Essa comportò anche un notevole allungamento delle gonne (24 cm da terra).
► NEWSBOY STRAP
🇬🇧 Termine inglese. Il nome deriva dagli strilloni, i ragazzini che tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo vendevano giornali per strada negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Berretto con un tipo di coppola classica caratterizzata da una struttura a otto pannelli "a spicchi" e, spesso, da un cinturino (strap) o bottone che fissa la parte anteriore della visiera rigida, mantenendo il berretto più aderente o strutturato rispetto alla classica coppola piatta. Ispirato al copricapo degli strilloni americani (newsboys) questo cappello era anche usato tra i lavoratori, operai portuali e ferroviari e in genere uomini di bassa estrazione sociale. ♦ È anche chiamato newsboy cap o con altri nomi come Gatsby cap, Baker boy hat, o 8-panel cap.
► NICE PRICE
🇬🇧 Locuzione inglese. Oggi, l'aggettivo nice significa piacevole, gradevole, bello o buono mentre il sostantivo price significa prezzo, valore, premio. Capi d'abbigliamento a un prezzo percepito come "poco costosi", buon prezzo, prezzo vantaggioso o offerta speciale. Nel mercato moderno, un prezzo basso ("nice price" o → "low cost") non significa sempre bassa qualità.e di qualità scadente. Entrambi i termini spesso sono usati nel marketing per indicare la convenienza, ma con significati e sfumature diverse.
► NICHEL
► NICHEL
Metallo bianco brillante, usato in numerose leghe metalliche. Il nichel è un metallo a diffusione pressoché ubiquitaria ed è difficile evitarne il contatto nella vita quotidiana.
Nella moda, utilizzato principalmente per la sua resistenza alla corrosione e il basso costo. Impieghi - Funge da materia per accessori abbigliamento: bottoni, cerniere lampo, rivetti, ganci, fibbie di cinture e parti metalliche di reggiseni. Nella pelletteria: borchie, fermagli di borse, cursori delle zip, parti metalliche di scarpe e fibbie. Il nichel viene anche utilizzato nell'industria tessile come mordente e agente fissante nei processi di tintura e stampa, in particolare per conferire brillantezza ai colori e fissare le tonalità su tessuti sintetici o misti. I capi di colore scuro sono più frequentemente trattati con nichel.
Il nichel è fra i principali responsabili delle dermatiti da contatto. Per gli allergici verificare la presenza di diciture come "Nickel Tested" o "Nickel Safe". Comunque, in mancanza di informazioni, preferire accessori in materiali anallergici (titanio, acciaio inox chirurgico, plastica, legno). Nei tessuti e filati cercare capi con certificazioni tessili come Oeko-tex, Ecolabel o VIS (Vestire in Salute), che garantiscono l'assenza o il minimo residuo di metalli pesanti. Privilegiare fibre naturali e colori chiari. Lavare i capi nuovi prima di indossarli per ridurre la quantità di sostanze chimiche residue.
Nella moda, utilizzato principalmente per la sua resistenza alla corrosione e il basso costo. Impieghi - Funge da materia per accessori abbigliamento: bottoni, cerniere lampo, rivetti, ganci, fibbie di cinture e parti metalliche di reggiseni. Nella pelletteria: borchie, fermagli di borse, cursori delle zip, parti metalliche di scarpe e fibbie. Il nichel viene anche utilizzato nell'industria tessile come mordente e agente fissante nei processi di tintura e stampa, in particolare per conferire brillantezza ai colori e fissare le tonalità su tessuti sintetici o misti. I capi di colore scuro sono più frequentemente trattati con nichel.
Il nichel è fra i principali responsabili delle dermatiti da contatto. Per gli allergici verificare la presenza di diciture come "Nickel Tested" o "Nickel Safe". Comunque, in mancanza di informazioni, preferire accessori in materiali anallergici (titanio, acciaio inox chirurgico, plastica, legno). Nei tessuti e filati cercare capi con certificazioni tessili come Oeko-tex, Ecolabel o VIS (Vestire in Salute), che garantiscono l'assenza o il minimo residuo di metalli pesanti. Privilegiare fibre naturali e colori chiari. Lavare i capi nuovi prima di indossarli per ridurre la quantità di sostanze chimiche residue.
► NICKY
🇬🇧 Voce inglese, derivato dal nome proprio femminile Nicky, cambio del campo semantico per ragioni poco chiare; termine appartenente al linguaggio internazionale dell'abbigliamento. Maglietta sportiva per il tempo libero sia femminile che maschile a maniche lunghe, girocollo, dal taglio semplice e dritto, talvolta con cappuccio, confezionata in cotone felpato.
► NIDO D'APE
Passaggio del campo semantico per la somiglianza del diritto del tessuto e del ricamo a un favo. 1. Disegno geometrico a righe in rilievo alternate ad incavi incrociati diagonalmente, che formano cellette simili a quelle di un favo. 2. Per estensione tessuto di cotone, lino, ma anche di lana fabbricato a telaio con un armatura che crea nel tessuto un disegno geometrico tale da ricordare l'alveare delle api. La struttura favorisce l'assorbimento d'acqua e quindi in cotone è usato anche per fare asciugamani, accappatoi, strofinacci. 3. Punto a ricamo che arriccia il tessuto, ottenendo piccoli rettangoli o rombi. Spesso viene cucito, sul rovescio, con un filo elasticizzato per renderlo più morbido e garantire così una maggiore vestibilità. Classico per gli abiti bon ton delle bambine, viene solitamente ricamato sul corpino.
🇬🇧 Inglese: Nest
► NIQAB
Dall'arabo نقاب (niqāb). Il termine deriva dalla radice araba n-q-b, che si riferisce all'atto di coprire o perforare, indicando specificamente la funzione di "maschera" o velo che copre il viso. Velo, solitamente di colore nero, usato, nei luoghi pubblici, dalle donne musulmane, che copre interamente la testa e il viso ad eccezione degli occhi, spesso molto raffinato ed elegante. Spesso usato insieme a una sciarpa per il capo e a un'ampia veste per il resto del corpo. Lo si trova in Medio Oriente (molto diffuso tra le donne dell'Arabia Saudita), nell'Africa settentrionale (se ne porta una versione "a metà", spesso legata o tenuta a mano, e con un diverso tipo di tessuto dagli occhi in giù), nel Sud-Est asiatico e nel sub-continente indiano. Si distingue dall' → hijab (che lascia il viso scoperto) e dal → burqa (che copre interamente anche gli occhi con una rete).
► NIDO D'APE
Passaggio del campo semantico per la somiglianza del diritto del tessuto e del ricamo a un favo. 1. Disegno geometrico a righe in rilievo alternate ad incavi incrociati diagonalmente, che formano cellette simili a quelle di un favo. 2. Per estensione tessuto di cotone, lino, ma anche di lana fabbricato a telaio con un armatura che crea nel tessuto un disegno geometrico tale da ricordare l'alveare delle api. La struttura favorisce l'assorbimento d'acqua e quindi in cotone è usato anche per fare asciugamani, accappatoi, strofinacci. 3. Punto a ricamo che arriccia il tessuto, ottenendo piccoli rettangoli o rombi. Spesso viene cucito, sul rovescio, con un filo elasticizzato per renderlo più morbido e garantire così una maggiore vestibilità. Classico per gli abiti bon ton delle bambine, viene solitamente ricamato sul corpino.
🇬🇧 Inglese: Nest
► NIQAB
Dall'arabo نقاب (niqāb). Il termine deriva dalla radice araba n-q-b, che si riferisce all'atto di coprire o perforare, indicando specificamente la funzione di "maschera" o velo che copre il viso. Velo, solitamente di colore nero, usato, nei luoghi pubblici, dalle donne musulmane, che copre interamente la testa e il viso ad eccezione degli occhi, spesso molto raffinato ed elegante. Spesso usato insieme a una sciarpa per il capo e a un'ampia veste per il resto del corpo. Lo si trova in Medio Oriente (molto diffuso tra le donne dell'Arabia Saudita), nell'Africa settentrionale (se ne porta una versione "a metà", spesso legata o tenuta a mano, e con un diverso tipo di tessuto dagli occhi in giù), nel Sud-Est asiatico e nel sub-continente indiano. Si distingue dall' → hijab (che lascia il viso scoperto) e dal → burqa (che copre interamente anche gli occhi con una rete).
► Nm
Sigla internazionale che indica il titolo, cioè il rapporto tra la lunghezza e il peso, dei filati di lana o di fibre artificiali e sintetiche filate con sistema laniero.
È un parametro fondamentale per artigiani e industrie perché, a parità di peso, un Nm più alto permette di realizzare tessuti più leggeri.
Il numero metrico ci indica subito quanto è sottile il filo:
- Nm più alto = Filo più sottile: Più il numero è elevato, maggiore è la lunghezza del filo per ogni chilo, quindi il filo è più leggero e fine.
- Nm più basso = Filo più grosso: Un numero basso indica che il filo è più spesso e pesante.
Nei filati ritorti, l’indicazione viene espressa con una frazione.
Esempi pratici - “Nm 1.000” significa che 1 kg di filo è lungo 1.000 metri. - “Nm 60/2” è composto da due capi ritorti, ciascuno con un titolo “Nm 60” e quindi il titolo risultante per il filato ritorto è “Nm 30”.
Esempi pratici - “Nm 1.000” significa che 1 kg di filo è lungo 1.000 metri. - “Nm 60/2” è composto da due capi ritorti, ciascuno con un titolo “Nm 60” e quindi il titolo risultante per il filato ritorto è “Nm 30”.
► NOBILITAZIONE
Indica tutte le operazioni eseguite sui tessuti e filati prima dell'uso finale, che migliorano o modificano l'aspetto, il tatto ed il comportamento degli stessi. Le principali operazioni di nobilitazione sono: il lavaggio (o purga); il candeggio; la mercerizzazione; la tintura; la stampa; le finiture chimiche (applicazione di resine per migliorare la stabilità dimensionale, di appretti impermeabilizzanti, antifiamma, ecc.) e quelle fisiche (calandratura, termofissaggio, garzatura, cimatura, bruciapelo, ecc.).
► NODI (difetti tessuti)
Nodi o piccole ingrossature di certi fili di catena o di trama, che guastano il diritto del tessuto. Metodo di controllo - Valutazione visiva dei difetti che sarebbero inaccettabili su il prodotto che si deve fare.
► NODI D'AMORE
Fiocco di nastro con due cocche e due bande.
► NODO
Dal latino nodus. Legatura di filo, nastro o simili fatta per stringere o formare. In tessitura serve per unire due orditi o due trame rotte, usando i vari tipi di nodi che esistono, come quello "comune" o "da tessitore".
► NO-IRON
► NO-IRON
🇬🇧 Voce inglese. Il termine unisce l'avverbio/aggettivo negativo no (o non) con iron, che in questo contesto specifico non indica il metallo (ferro), ma lo strumento per stirare (ferro da stiro). Letteralmente "niente ferro". Capi, solitamente camicie, che non occorre stirare o che si stirano facilmente, sottoposti a un trattamento chimico o di finissaggio che crea legami molecolari, impedendo al tessuto di formare pieghe persistenti dopo il lavaggio. Spesso utilizzato in alternativa a termini come "Easy Iron", "Non-iron" o "No stiro".
► NORFOLK
🇬🇧 Voce inglese. Prende il nome dall'omonima contea inglese dove era indossata per le battute da caccia. Giacca sportiva maschile, monopetto a quattro bottoni, in tessuti rustici come homespun, donegal o tweed, con tasche applicate a soffietto, martingala e pieghe sulla schiena. Si indossa con i knickerbockers, pantaloni fermati al ginocchio.
🇬🇧 Voce inglese. Prende il nome dall'omonima contea inglese dove era indossata per le battute da caccia. Giacca sportiva maschile, monopetto a quattro bottoni, in tessuti rustici come homespun, donegal o tweed, con tasche applicate a soffietto, martingala e pieghe sulla schiena. Si indossa con i knickerbockers, pantaloni fermati al ginocchio.
► NORVEGESE (motivo)
I maglioni con motivo norvegese si caratterizzano per uno stile distintivo che fonde tradizione, funzionalità e un design geometrico inconfondibile. Il tratto più riconoscibile è la presenza di motivi geometrici, come fiocchi di neve, stelline, rosoni (tipico il motivo Setesdal) o croci, spesso lavorati a jacquard (una tecnica che intreccia fili di diversi colori). Tradizionalmente, questi motivi sono concentrati nella parte superiore del maglione, attorno allo scollo e sulle spalle, formando una sorta di fascia decorativa, sebbene esistano varianti in cui il motivo copre l'intero capo. I colori classici sono ispirati alla natura e alla tradizione norvegese, con un forte contrasto tra bianco e nero, grigio, blu navy o rosso.
► NORVEGESE (scarpa)
Scarpa del tipo derby, con i gambaletti cuciti sopra la mascherina, linguetta, allacciatura a stringhe sul davanti e inoltre, tipica per questo modello, la punta arrotondata è divisa nel mezzo in due da una doppia cucitura.
► NOTA DI TESSIMENTO
Tabellina in cui si iscrivono i colori, i titoli e la natura dei filati di trama nell'ordine in cui devono venire inseriti attraverso l'ordito.
► NOVEDECIMI
Dicesi di lunghezza soprattutto di indumenti femminili, ottenuta dividendo la lunghezza di un capo fino a terra in dieci parti e togliendone l'ultima (esempio: cappotto novedecimi in montone)
► NOTA DI TESSIMENTO
Tabellina in cui si iscrivono i colori, i titoli e la natura dei filati di trama nell'ordine in cui devono venire inseriti attraverso l'ordito.
► NOVEDECIMI
Dicesi di lunghezza soprattutto di indumenti femminili, ottenuta dividendo la lunghezza di un capo fino a terra in dieci parti e togliendone l'ultima (esempio: cappotto novedecimi in montone)
🇬🇧 Locuzione inglese. Tipo di abbigliamento o abito da donna che lascia intravedere il corpo e/o che utilizza i tessuti semitrasparenti, indossati senza biancheria intima, grandi scollature, spacchi e tagli che scoprono tutto, o quasi tutto del corpo femminile.
► NUMERO METRICO (Nm)
Unità di misura (rapporto tra la lunghezza in km e il peso in kg del filo) più comunemente usata nei filati per definire il titolo del filato. Più il numero metrico è alto più sottile è il filato.
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