8 ottobre 2017

LANITAL

Lanital - da composto di lan(a) ital(iana).  [1]


Fibra tessile artificiale ricavata dalla caseina del latte magro che viene prima disidratato, scremato e poi estratta la proteina, che viene sciolta in mezzo alcalino, estrusa in bagno acido, stirata e trattata con formaldeide, prodotta in fiocco, la cui lunghezza si può ottenere come nel raion. La fibra del lanital è un buon coibente del calore e la composizione chimica è molto prossima a quella della lana naturale (salvo il tenore in zolfo); la sezione della fibra è piena senza canale midollare. La superficie della fibra è caratteristicamente quella che si ottiene per il raion attraverso le filiere, e perciò è priva delle scaglie superficiali che si osservano - sotto il microscopio - nella lana e che le conferiscono la preziosa prerogativa di feltrare; per conseguenza il lanital è irrestringibile. La lucentezza è simile a quella della lana. Alla combustione si comporta come la lana naturale; brucia lasciando un residuo analogo e spandendo il caratteristico odore di piume bruciate. Il lanital è inattaccabile dalle tarme. [2]   Di fatto gli stessi macchinari impiegati per lavorare la lana naturale potevano, senza modifiche, trattare il lanital. Fu ben presto abbandonata data la sua bassa tenacità (carico a rompere il filo), bassa allo stato umido.

Nel 2007 è stata riscoperta in Cina, ed è stata, nel 2008, messa sul mercato in Italia per iniziativa della Wool Group (piccola azienda toscana) esaltando gli aspetti ecologici, la comodità, la freschezza, poiché la fibra del latte ha una maggiore capacità di assorbire l'umidità rispetto alle fibre sintetiche oltre al fatto che rispetto alla lana è un isolante anche migliore.


[1] L'entusiasmo per l'artificiale purezza dei nuovi prodotti industriali è percepibile anche attraverso la fantasmagoria dei nomi - Acesil, Argentea, Lunesil, Fibrilla, Ivorea, Viscofan - utilizzati per commercializzare una delle fibre più diffuse in questi anni: il rayon; si sviluppa un'intera estetica intorno alla politica autarchica. (a cura di Mario Lupano e Alesandra Vaccari, Una giornata moderna - Moda e stili nell'Italia fascista, ed. Damiani, 2009, p. 12 [2] Oscarre Giudici, La rifinizione dei tessuti di lana e dei tessuti autarchici, ed. Ulrico Hoepli, 1944, p. 22

STORIA - Creata nel 1936 dal chimico italiano Antonio Ferretti: ciò gli permise di entrare con la qualifica di consigliere nella Snia Viscosa, a cui affidò il brevetto per la messa in produzione su larga scala; poi perfezionata e rimpiazzata da un nuovo e simile prodotto detto Merinova. Era utilizzata nel periodo fascista dell'autarchia [3] come "lana sintetica", in piena epoca (1935) di sanzioni economiche dopo la guerra d'Etiopia. Il regime fascista dette grande risonanza al prodotto con un opera di grande propaganda al prodotto sull'autosufficienza dell'Italia e la «italianità» dei più diversi prodotti. 


Snia Viscosa e i suoi prodotti tessili: raion, Sniafiocco, Lanital.
Pagina pubblicitaria. La rivista illustrata del Popolo d'Italia, XVII, n. 5 (maggio) 1939.



[3] Il termine autarchia definisce, oltre al concetto di autosufficienza giuridica, ossia di autogoverno, quello di autosufficienza economica, chiamato anche "economia chiusa", in cui non sono presenti o si riducono le relazioni commerciali con l'estero.
 





Di seguito si riporta un trafiletto pubblicitario dell'epoca:

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Prendendo in mano un bioccolo di Lanital esso appare in tutto e per tutto simile ad un bioccolo di lana pecorina; dà la sensazione del caldo, è elastico, è d'aspetto lanoso, ecc. Ma forse anche un tecnico sarebbe imbarazzato nel giudizio, se proprio non ha l'occhio espertissimo, e il problema di dire se si tratta di fibra naturale o artificiale potrà essere risolto in laboratorio adoperando alcune speciali reazioni chimiche. Quando il Lanital è trasformato in tessuto, in maglie, ecc. il problema diventa ancora più difficile... Il Lanital può dirsi l'ideale delle fibre tessili, come del resto il fiocco di raion, perché esso arriva al filatore sempre uguale, sempre uniforme e sempre pulito.... L'uso del Lanital esonera perciò il filatore da tutto il lavoro di ripulitura e di preparazione che l'uso delle fibre naturali gli impone, con notevole perdita di tempo e di denaro e con non indifferenti cali nel peso della materia prima. Aggiungasi che il Lanital può essere filato e lavorato con gli stessi macchinari normalmente adoperati per la lana pecorina, ecc."  


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Rames Gaiba
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