5 luglio 2015

DIZIONARIO DELLA MODA: G



Gabardine
[gabardin] - voce francese, dallo spagnolo gabardina, da gaban "gabbano", incrociato con tabardina, diminutivo di tabardo "tabarro".


Tessuto pettinato in tinta unita, su armatura derivata dalla saia, a diversa angolatura, a struttura (battute) molto serrata. E' caratterizzato da costine diagonali molto inclinate, più marcate sul diritto che sul rovescio, e da una superficie ben rasata che conferisce una particolare lucentezza al tessuto. E' fabbricato in lana e misti, cotone, ecc., con pesi assai variabili. Se di tipo leggero è utilizzata per abiti estivi; se tessuta a medio peso, può essere sottoposta ad impermeabilizzazione per la confezione di soprabiti impermeabili, ecc.

In italiano: Gabardina.

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Gabbanella
Tipo di gabbano di lunghezza ridotta al polpaccio, privo di maniche (o con maniche molto corte) e due grandi aperture laterali per fare uscire le braccia.

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Gabbano - dall'arabo qabã.
Soprabito ampio, con cappuccio, aperto davanti, con maniche lunghe.  Antenato del cappotto, usato specialmente per viaggio, di origine orientale (deriva infatti dal caftano), apparso nella Penisola Iberica durante la dominazione arabo-moresca. Si diffuse in tutta Europa intorno al 1480 e riservato al guardaroba maschile.

Ridotto nella lunghezza (gabbanella) già dal 1500, manterrà la forma primitiva.

STORIA - Nel 1300 identificato con il villano (indossato da uomini e donne), descritto ora come mantello elegante, ora semplice, in tela: quest'ultimo tipo apparirà tra le vesti di Marco Polo. Fu detto anche cabano o cabanos: la versione femminile, simile alla pellanda.

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Galalite - dal greco gala, latte+lite (lithos), "pietra".

Nome commerciale di materia plastica, leggera, ottenuta per azione chimica dell'aldeide formica (formaldeide), che serve come agente coagulante sulla caseina (materiale derivante dalla lavorazione del latte); di colore bianco, si presta ad essere colorato in numerose tinte ed a imitazioni di materiali naturali come la tartaruga, il corno e l'avorio. Data la facile lavorabilità, serve come succedaneo dell'osso per la fabbricazione di bottoni e piccoli oggetti, ricavati da lastre o bastoni, senza problemi di spessori e dimensioni.

STORIA - Nel 1897 abbiamo in Germania il primo brevetto di questo materiale a nome di W. Prische e di A. Spittler. Il brevetto fu poi sviluppato in America dalla Morrel Corporation per la fabbricazione di fibbie e bottoni. Dagli anni 1915 / '20 fino agli anni '80 è stata la materia prima più adoperata dalle ditte che erano di riferimento nel campo della produzione di bottoni per il suo aspetto caldo e compatto. Poi, piano piano, sostituita dal poliestere, materiale che deriva dalla lavorazione del petrolio con un costo decisamente inferiore alla galalite.

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Gallone - dal francese gallon, deverbale di galloner "gallonare".
1. Passamaneria a forma di nastro (banda) schiacciato di varia altezza e materiale, spesso dorato, intessuta a motivi, usata per guarnizioni. 2. Nelle uniformi militari, striscia di stoffa che, singola o con altre, di altezza e forme svariate, costituisce l'insegna del grado (che si porta cucita sulla manica) di ufficiali, sottoufficiali, graduati di truppa. Di solito usato al plurale (guadagnarsi i galloni da caporale, ecc.).

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Gambale
Parte dello stivale che fascia la gamba.

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Gambaletto
Calza femminile, in materiale elasticizzato, che arriva sino al ginocchio. Viene solitamente indossato con i pantaloni, ma se la moda lo esige anche con le gonne.
Conosciuto anche come pants stocking negli Stati Uniti o pop sock in Gran Bretagna.

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Gamine - termine francese, che significa "maschiaccio" o "monello".
Stile di vestiario costituito da pullover, cardigan, pantaloni knickerbocker, berretto floscio e lunga sciarpa o uno scialle.

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Gambino (Gambétto)
Ciascuna delle due parti posteriori della tomaia, in genere simmetriche, che si uniscono alla mascherina in punti diversi a seconda del modello. Spesso viene chiamato anche quartiere.

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Gambo
Anello di filo o metallo che serve per attaccare un bottone al tessuto.

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Gancio
Tipo di chiusura metallica o in filo.

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Gancio per modelli
I modelli (→modello di produzione) commerciali vengono spesso riposti a un gancio anziché piegati.

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Garçonne - dal francese, giovanotto.
Moda femminile che imita lo stile maschile. Capelli corti, giacca e camicia a uomo, pantaloni a gonna dritta.

Prende il nome dal romanzo "La Garçonne" di Victor Marguerite (1922) considerato, all'epoca, il manifesto della donna emancipata.

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Garnettatura - da garnettare.
Operazione di sfilacciatura (rigenerazione) dei cascami di lana per immetterli nuovamente nel ciclo della filatura cardata. Viene eseguita con la macchina garnettatrice.

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Garza - da garzare, su modello del francese gaze.
Tessuto ad armatura tela, leggero la cui trasparenza può essere determinata dal titolo del filato o dal numero delle battute, a fili non rettilinei; occasionalmente può essere anche immagliato. I tessuti a garza sono caratterizzati da alcuni fili d'ordito detti "a giro" perché hanno direzione curvilinea e si spostano ora a destra ora a sinistra, e da uno o più fili retti. Può essere di cotone, di seta od altre fibre. Viene utilizzato nell'abbigliamento femminile negli abiti e camicette, ed in quello maschile in camiceria.

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Garza inglese
Tessuto che è diverso dalla garza normale (che presenta una legatura tra trama e ordito labili) in quanto impiega un doppio filo di ordito che "gira" attorno ai fili di trama. Non permette lo scorrimento e conferisce al tessuto stabilità e solidità. Viene realizzata in seta per veli e cravatte, in cotone per abiti, in fibre sintetiche per arredamento.

francese: gaze diaphane aux fils ondées
inglese: sheer gauze with waved yarn
tedesco: attaline
spagnolo: gasa transparente con hilo ondulado

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Garzatura - da garzare.
Operazione di rifinizione destinata a sollevare il pelo superficiale del tessuto, che ha lo scopo di dare al tessuto un aspetto peloso e vellutato, rendendolo morbido al tatto, ed inoltre modificandolo in modo da nascondere il filo di ordito e di trama; si ha anche un cambiamento dei colori che risultano più pastosi (specie se si hanno effetti di colori misti), mentre il loro contorno resta leggermente sfumato. L'effetto si ottiene tramite la garzatrice. Si sottopongono a garzatura stoffe di lana, tessuti di cotone (come la flanella, il mollettone, ecc.) e alcuni tessuti a maglia.

E' denominata anche Scardassatura.

francese: lainage
inglese: raising
tedesco: rahuen
spagnolo: perchado

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Gauffré [goffré] - voce francese.
1. Artig. - Motivo (impronta) ornamentale realizzato su cuoio o stoffa, mediante una speciale punta di ferro arroventata. 2. Ind. tess. - Sinonimo di goffrato.

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Gazar - termine francese.
Tessuto in seta dall'aspetto rigido e trasparente, dall'armatura molto rada, usato nell'alta moda.

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Gazatura (Gasatura)
Operazione di rifinizione che ha lo scopo di eliminare, mediante un passaggio veloce di una fiamma a gas sul filo o su una lastra platinata incandescente (bruciatura), la pelosità dovuta a fibre sporgenti che si è formata nel filato o tessuto, che è impossibile togliere con apparecchiature meccaniche. I filati gasati (soprattutto cotoni, ad esclusione di quelli da garzare e raion) trovano impiego in tessuti per camicerie, cravatte, cucirini, ecc. Non viene sottoposta a questa operazione la lana perché brucia male, la seta perché le estremità delle fibre si avvinghiano fra loro, come pure le fibre sintetiche perché fonderebbero con formazione di palline di polimero fuso alle estremità.

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Gemelli - da gemellus, voce latina dotta, diminutivo di geminus, "duplicato, raddoppiato".
1. Completo femminile in maglia, composto da maglietta, spesso a girocollo, accompagnata da un golfino abbottonato sul davanti. Entrambi i capi sono realizzati con lo stesso filato e sono del medesimo colore. 2. Coppia di bottoni, con stanghetta mobile od uniti con catenella od altro sistema, da infilare nelle due asole di ogni polsino della camicia, per allacciarli. Possono essere in oro od altro metallo, in madreperla od altro materiale.   

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Georgette - dal nome della modista che lo lanciò, la francese Georgette de la Plante.
Tessuto crepe leggero e trasparente, prodotto con filato di ordito ritorto in senso contrario rispetto alla trama, per cui il tessuto prende aspetto e mani ruvidi. E' usato nell'abbigliamento femminile. Termine di uso internazionale.

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Gessato - aggettivo, participio passato del verbo gessare "segnare con il gesso".
Disegno a sottili righe verticali, regolarmente distanziate, chiare leggermente sbiadite su fondi scuri (per lo più di colore grigio o blu), che sembrano tracciate con il gesso; usato su flanelle o pettinati follati classici, di solito in lana, tinto in filo. L'ampiezza delle righe è assai varia: a quella che ha lo spessore di un tratto di matita (in inglese: pencil stripe), via via fino alla riga più ampia (in inglese: chalk striped "segnato con il gesso"). Le varianti vanno dalla linea interrotta alle molte linee vicine e parallele.

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Gessetto - diminutivo di gesso. 
A forma di bastoncino è usato nelle sartorie per segnare il contorno del modello sulla stoffa e le tacche di confezione. Si rimuove facilmente con il vapore. Può essere in steatite (roccia metamorfica composta in prevalenza da talco a struttura feltrata, con impurezze di clorite, albite e pirete, detta anche "pietra saponiera"). In Italia si trova, alquanto impura, nelle serpentine dell'appennino settentrionale, in cera o evanescente.

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Geta 
Sandali tradizionali giapponesi dalla suola in legno grezzo piana e rettangolare, rialzata da due supporti di legno paralleli e trasversali, chiamati "denti", tenuta sul piede con una stringa che divide l'alluce dalle altre dita del piede, formato da due cordoni di seta o di velluto. Vengono indossate con gli abiti tradizionali giapponesi, come gli yukata e meno frequentemente con i kimono, ma durante l'estate (in Giappone) vengono portate anche con gli abiti occidentali. Grazie alla suola fortemente rialzata, con la neve o la pioggia, vengono preferite ad altri sandali tradizionali come gli zori. Sono chiamati anche Hiragana.

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Gherone - dal longobardo gairo, "punta del giavellotto".
1. Triangolo di stoffa inserito nelle cuciture laterali di un capo per dare maggiore ampiezza e possibilità di movimento a chi lo indossa (per esempio, sul cavallo del pantalone o nell'incavo manica). 2. Anticamente, falda della gonnella maschile.

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Giàcca - dal francese jacque, a sua volta, probabilmente dall'antico francese jacques "contadino" oppure dall'arabo shakk.
Termine generico per indicare un indumento sia maschile che femminile che ricopre il busto fino a metà dei fianchi o metà polpaccio, con maniche lunghe, apertura sul davanti chiusa di solito da bottoni, foderato o meno, con collo e tasche o meno, dal taglio, altri particolari e tessuto di confezione che variano secondo la moda, e lo scopo per cui viene indossato; l'indumento viene portato come capo esterno, ossia sopra la camicia, camicetta, maglione, t-shirt, ecc. ma sotto il cappotto o altro tipo di soprabito.




Le giacche più usate sono quelle a un petto (alternativa è quella doppiopetto) che per consuetudine hanno due o tre bottoni; rara è la versione a un bottone.

Giacca a due bottoni
La giacca a due bottoni viene usata per le giacche sportive o oggi anche per abiti da businessmen. Si abbottona solo il bottone più alto.

Giacca a tre bottoni
Il bottone più alto e la relativa asola sono leggermente nascosti dal rever.

Giacca a quattro bottoni
La giacca a quattro bottoni è utilizzata quasi esclusivamente in situazioni sportive, in genere per attività equestri. Di norma ha tasche cucite e doppio spacco posteriore. I rever sono notevolmente più corti che nelle giacche a due o tre bottoni. 

Sulle giacche a doppiopetto, di fianco ad ogni bottone attivo c'è un bottone passivo. E' un ricordo delle divise militari, nelle quali i bottoni passivi fungevano da bottoni di riserva. Sempre nelle giacche a doppiopetto , è prevista una coppia di bottoni dormienti, cuciti per motivi di simmetria. Un'altra vestigia dell'abbigliamento militare sono i bottoni sulla manica. Oggi sono in genere quattro nello stile inglese, tre su quelle di stile italiano e uno o due su quelle di stile americano. Le giacche di rifinitura sartoriale o di alta marca (brand) industriale hanno in genere le asole dei bottoni della manica sbottonabili, in quanto vengono considerate una raffinatezza. 

Anche le tasche (tasca) sono un elemento distintivo di una giacca. Le più importanti sono quelle laterali; i due bordi sono solitamente orlati di un filetto, a meno che non si tratti di una giacca sportiva con pattina, che in pratica sostituisce il filetto superiore. La pattina può essere infilata nella tasca stessa. In questo caso, però, è sormontata da un filetto e quando viene intascata scompare completamente. Di solito ha una forma trapezoidale: le pattine rettangolari, per tradizione, non sono ammesse. Nella fodera all'interno della giacca, si può aprire una sorta di "controtasca", utile per riporvi un accendino o le monete. Sempre sopra la tasca destra, in particolare nelle giacche sportive, si può praticare un discreto taschino, chiamato dagli inglesi tichet pochet. C'è poi la tasca sul petto a sinistra, utilizzata per il fazzoletto da tasca. E' l'unica caratterizzata da una pistagna, cioè da una fascetta sul bordo superiore. Le tasche delle giacche sportive possono anche essere applicate; la lavorazione è più semplice, ma la loro capienza è inferiore e per ovviare all'inconveniente certe giacche da caccia o le sahariane sono dotate di tasche applicate a soffietto. Internamente, nella fodera della giacca, si applicano due tasche in alto: quella di destra di solito accoglie il portafoglio e all'interno vi è cucita l'etichetta del sarto o della ditta di confezioni. In basso a sinistra talvolta c'è una tasca per il pacchetto di sigarette. Certe giacche di sartoria sono caratterizzate da una tasca interna in alto a destra con doppia cavità interna, sopra e sotto, adatta per portadocumenti particolarmente alti o biglietti d'aereo. 

Sulla giacca a un petto il rever è dritto o ha una curvatura appena accennata. Il rever  classico non è né troppo largo né troppo stretto, e la sua linea di prosecuzione ideale arriva alla metà della spalla. Nelle giacche invernali a un petto, nelle giacche da smoking estive e nelle giacche da camera il rever è sciallato, caratterizzato dalla mancanza del cran, cioè dal taglio che separa il rever vero e proprio dal colletto.

Le parti della giacca classica: il davanti (nomenclatura)

Cran; Occhiello (rever);Rever; Pistagna; Davanti; Sopramanica; Filetti; Occhiello (bottoni); Tasca.

Le parti della giacca classica: il retro (nomenclatura)
Collo; Schiena; Cannello; Sottomanica; Spacco.

francese: veston; blouson
inglese: jacket; sackcoat
tedesco: Jacke; Sakko
spagnolo: chaqueta

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Giacca a doppiopetto
Giacca, maschile o femminile, con i davanti sovrapposti e chiusi da due file di bottoni.

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Giacca alla cacciatora
Capo sportivo in velluto o fustagno.

francese: veste de chasse
inglese: battle jacket

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Giacca alla cavallerizza
Monopetto, con spacco sul dietro, aderente in vita, con tasche a pattina applicate sul davanti.

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Giacca alla coreana
Caratterizzata dalla linea dritta e larga e dal piccolo colletto teso in piedi; può avere una allacciatura centrale o su un lato.

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Giacca alla marinara
Simile a quella usata dagli ufficiali di marina in color blu scuro e con bottoni in metallo dorato.

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Giacca camicia - espressione coniata negli anni Settanta, con la nascita del capo stesso che designa.
Tipo di camicia a forma di giacca realizzata in tessuto leggero, non foderata, dalle maniche corte o lunghe, da indossare direttamente sulla pelle o con sotto solo biancheria intima; dal taglio, altri particolari e tessuto di confezione che variano a seconda la moda. E un capo primaverile o estivo, prevalentemente femminile, ma talora usato anche dall'uomo.

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Giacca da camera
Giacca maschile in tessuto confortevole come il panno, il pile o in velluto. Ha il collo a scialle, spesso con rever di raso, a volte trapuntati e con un leggero sormonto. Può essere priva di bottoni e allacciata con una cintura o cordoncino. Tasche applicate o a fessura. S'indossa in casa.

francese: peignoir
inglese: morning jacket
tedesco: Morgenrock
spagnolo: chaqueta casera

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Giacca militare
Giacca monopetto lunga sino ai fianchi, spalle squadrate, maniche lunghe, con tasche a soffietto, chiusa da bottoni in ottone. Nella versione originale è dotata di spalline e mostrine.

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Giacca monopetto
Giacca, maschile o femminile, con i davanti non sovrapposti e allacciati da una sola fila di bottoni.

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Giacca Norfolk
Giacca con cintura con due pieghe a cannone dalle spalle all'orlo, sia davanti che dietro. Indossata dagli uomini e indicata per le attività sportive e i viaggi. In uso dalla seconda metà del XIX secolo.

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Giaccavento (Giacca a vento)
Giacca per ambedue i sessi, realizzata in tessuto impermeabile, imbottita e foderata, generalmente lunga fino ai fianchi, chiusa sul davanti di solito da cerniera e con bottoni. Spesso dotata di cappuccio e tasche. E' nata per essere usata in montagna o per escursioni a bassa temperatura; oggi viene usata per capi sportivi anche per l'inverno in città.

Una speciale giacca a vento imbottita è detta piumino.

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Giaccone - accrescitivo di giacca.
Capospalla indossato da ambedue i sessi, usato al posto del classico cappotto; in tessuto caldo e generalmente impermeabilizzato, di diverse  lunghezze (3/4, 7/8, 9/10), maniche lunghe, foderato, ha assunto diverse interpretazioni di stile e materiale di confezione secondo la moda e lo scopo per cui viene indossato.

italiano: giaccone sportivo
francese: manteau de sport
inglese: sports coat
tedesco: Sportmantel
spagnolo: abrigo deportivo

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Giaconetta 
Tessuto di cotone leggero usato per abiti estivi.

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Giallo
Forse il giallo più netto è quello dello zafferano. Ma sono innumerevoli le sue gradazioni e le sue varietà. Inoltre anche il giallo, come gli altri colori, può rimanere giallo pur pendendo in qualche altra tinta. Ma forse il miglior modo per intendersi è chiedere aiuto alla tavolozza naturale, dicendo, per un caso o per l'altro, giallo limone o giallo solfo, giallo ranucolo o giallo girasole, giallo oro o giallo ambra, e ancora: banana, grano, miele, paglia, topazio, moscato, sciampagna, stoppa, foglia mora, ecc.

francese: jaune
inglese: yellow
tedesco: gelb
spagnolo: amarillo

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Giarrettiera   
1. Fascia di tessuto elasticizzato ricamata o guarnita di pizzi (e, in taluni casi, fiocchi),  posti nella parte superiore della gamba, oppure al di sotto del ginocchio per sostenere le calze; 1a. Nell'abbigliamento femminile odierno, ognuno dei quattro nastri di elastico che partendo dal busto o dal reggicalze, trattengono le calze all'altezza della coscia; 1b. Nell'abbigliamento maschile, ognuno dei due nastri (oggi di raro uso) che sostengono le calze all'altezza del ginocchio. In passato era formata da nastri e legacci che cingevano la gamba all'altezza della coscia ed era considerata un ornamento da portare ben in vista, finché verso il 1880 arrivò il reggicalze. Recentemente la moda ha fatto di nuovo della giarrettiera un elemento di raffinata eleganza femminile. 2. Nella lavorazione della maglia ai ferri, tipo di punto chiamato anche legaccio.

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Gilé (Gilet) - adattamento del francese gilet, e questo dallo spagnolo jileco, jaleco, che a sua volta è dal turco yelek.
1. Indumento maschile lungo fino alla vita e senza maniche che si indossa sotto la giacca o sopra la camicia. Il modello classico è confezionato per lo più con lo stesso tessuto dell'abito sul davanti, mentre la parte posteriore è oggi generalmente costituito da una fodera o in seta o in altro tessuto leggero e può usare una fibbia stringivita; lo scollo è a "V" e ha due piccole tasche a filo ai lati (originariamente servivano per porre oggetti come orologi e accendini), l'allacciatura è frontale con cinque o sei bottoni (l'ultimo si lascia sempre slacciato). Può anche essere realizzato in tessuti lucidi e decorati (dalle tinte unite agli scozzesi), in velluto o a maglia o in pelle. E' stato adottato anche dall'abbigliamento femminile, diventando un completamento del tailleur oppure un complemento informale e disinvolto. E' anche chiamato panciotto.

STORIA -
D'origine persiana, è entrato nella moda maschile alla fine del sec. XVII; originariamente era lungo fino al ginocchio, completamente abbottonato sul davanti, confezionato in tessuto pregiato e aveva le maniche. Nel sec. XVIII diventò più corto, oltrepassando di poco il punto di vita e terminando sul davanti con due punte. Nei corsi dei secoli il gilè ha cambiato spesso forma, perdendo le maniche alla fine del Settecento, acquistando talvolta il colletto e assumendo infine un dorso finto. Nella prima metà dell'Ottocento il panciotto è ricercatissimo, colorato, sovente realizzato con tessuti sontuosi, ricamati oppure ornati da tene per orologi o piccoli bottoni. Sempre nello stesso secolo si scatena anche la moda dei due o tre gilet sovrapposti, quasi per creare una sorta di effetto opulenza. E' un capo sempre in fase di rivalutazione. E' il simbolo della stravaganza stilistica e tecnica, che significa disegni pazzi, tessuti e dimensioni inusuali, cuciture anomale, decorato con spille e bottoni unici (anche diversi l'uno dall'altro), profili di passamaneria e ricami. Stravagante significa indossarlo sul petto nudo, magari con un pareo legato alla vita, rendendolo un capo assolutamente unisex.

2. Con questo termine viene comunemente indicato anche un pullover di lana, simile al gilè di tessuto, con collo a "V" e senza maniche.

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Fibra vegetale proveniente dal libro del "Cytisus scoparius" o "Spartium Junceum", estratta per macerazione della pianta omonima. Arbusto sempreverde a forma cespugliosa, alta fino a 5 metri e con rami giunchiformi color verde scuro.
La fibra è impiegata per la fabbricazione di filati, cordami, sacchi e tessuti per la casa (biancheria, tendaggi, tovagliati, copriletti, tappeti) e per abbigliamento fra cui anche borse, cinture e cappelli.

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Girocollo
Maglia femminile e maschile dalla scollatura arrotondata, sempre accostata al collo.

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Gitano (stile)
Stile del vestire  che comprende gonne ricche e fluenti, bluse dallo scollo generoso, spesso percorso da un elastico, in tessuti di peso leggero e dai colori accesi, e caratteristiche sciarpe da portare avvolte attorno al collo o in vita.

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Giubbotto
Giacchino sportivo maschile e femminile che arriva alla vita o ai fianchi. Maniche lunghe, tasche oblique a filo oppure applicate. Chiuso generalmente da una cerniera e fermato all'orlo da una fascia in tessuto elasticizzato in maglia o da un listino. Può essere in pelle o in tessuto.

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Giuggiolino
Colore tra il giallo ed il rosso, cioè a un punto d'arancione basso. Il il colore delle giuggiole.

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Glacé - termine francese che significa ghiacciato.
1. Filati e tessuti lavorati con cera e lucidati. 2. Per estensione un aspetto lucido in genere.

inglese: kid
tedesco: Glacé
spagnolo: cabritilla; tejido satinado

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Glamour - voce inglese che significa "fascino, incantesimo, malìa".
Sensualità e fascino irresistibile, specialmente femminile (glamour girl). Esiste anche una forma abbreviata in glam.

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Glauco
Colore verdazzurro alquanto chiaro: colore proprio del mare.

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Gloria
Tessuto leggero in armatura tela e più raramente saia o raso, battuto fittamente: più frequentemente è allestito con fili di nailon, ed è usato per ombrelli; qualora sia allestito con fili di seta prende il nome di Seta Gloria.

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Tessuto operato di un certo spessore, caratterizzato da sottili rigature orizzontali e complessi disegni.   I motivi tradizionali sono soggetti floreali e paesaggi naturalistici, costruendo diverse trame e orditi che danno vita a diversi effetti e colori. Simile all'arazzo, è fabbricato industrialmente con telai jacquard con diversi subbi di ordito e diverse navette per la trama. Il filato più usato in ordito è il cotone e più raramente in lana, mente le trame possono essere in lana, in seta o in lino, talvolta anche laminate. Il moderno gobelin è in cotone, ed ai soggetti tradizionali ora si sono aggiunti disegni astratti. Vengono impiegati nell'abbigliamento e nella borsetteria.

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Godet - voce francese.
1. Tassello triangolare di stoffa inserito, con il vertice in alto e la base in basso, per dare svasatura a gonne, abiti o cappotti allo scopo di aumentarne il volume. Tale forma si ottiene tagliando la stoffa in diversi teli triangolari, che poi vengono uniti tra di loro in modo da ottenere una maggiore ampiezza al capo d'abbigliamento. 2. Per estensione il termine indica il taglio svasato e scampanato in capi d'abbigliamento.

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Goffrato - participio passato di goffrare.
Tessuto, chiamato anche bugnato, realizzato per effetto di una particolare armatura, che reca in superficie effetti a rilievo alternati ad incavi formanti disegni geometrici. L'effetto, che può essere paragonato ad un nido d'ape, risulta da un gruppo di fili di trama e di ordito liberi (briglie), la cui lunghezza va man mano crescendo e poi diminuendo. Le briglie si dispongono l'una sotto l'altra in modo che quella di lunghezza maggiore venga sollevata e formi una specie di cresta. Tale effetto può essere ottenuto artificialmente mediante goffratura (che è una procedura che fa passare il tessuto tra calandre scolpite e riscaldate). In maglieria si deve ricorrere a speciali punti che trattengono alcune parti e ne lasciano più morbide le altre, oppure questo effetto si può realizzare con tessuti elastici.

francese: dessin gaufré; dessin à carreau
inglese: dice pattem
tedesco: Wurfelmuster
spagnolo: dibujo de cuadros

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Goffratura
Tecnica utilizzata per ottenere un tessuto con rilievi e incavi a motivi geometrici, realizzata con una particolare armatura o con la calandratura.


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Gho 

Abito nazionale del Bhutan; introdotto nel 1600 da Shabdrung Ngawang Namgyel. Foggiato a vestaglia; nella struttura è identico al chuba tibetano, anche se è indossato in modo diverso. La veste, lunga fino a terra, è portata sopra una tunica della quale si risvoltano i polsi all'esterno. La veste viene sollevata fino al ginocchio e trattenuta da una cintura, quindi si rimborsa sul davanti in modo da formare una sorta di sacca nella quale è possibile conservare gli oggetti personali, infine si rimborsa anche sul dietro. Negli ultimi anni si è diffusa l'abitudine di indossare il gho con calzettoni fino al ginocchio e scarpe di stile occidentale. È chiamata anche kho, gom oppure go.
La versione femminile si chiama kira.


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Golf - deriva dall'inglese golf, termine che definisce il noto gioco sportivo.
Capo in maglia, maschile o femminile, soprattutto in lana, ma anche in cotone. Arriva sino ai fianchi ed ha maniche lunghe. S'indossa infilandolo dalla testa.

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Golfino - diminutivo di golf con l'aggiunta del suffisso -ino.
Capo in maglia, sia femminile che maschile, abbottonato sul davanti, con maniche lunghe o corte, con scollatura a "V" o a girocollo a seconda delle mode.

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Gommapiuma
Nome commerciale di un prodotto di sintesi spugnoso, che si ottiene mediante vulcanizzazione, incorporando nella gomma allo stato spugnoso aria o prodotti atti a sviluppare gas. Si presenta a fori finissimi, leggero, elastico e resistente. Nella confezione è usato come materiale per spalline.

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Gonna
Termine generico usato per definire quell'indumento femminile che scende dalla vita in giù coprendo fianchi e gambe; di solito è ripreso in vita da un listino, chiuso lateralmente o al centro del dietro da una cerniera che termina sotto il listino, che a sua volta viene fermato da un bottone; quasi sempre foderato; può essere rifinito con tasche inserite lateralmente o applicate.


Vedi anche le voci →Maxi→Midi→Mini e →Minigonna.

Gonna a palloncino
Foggia dalla caratteristica forma bombata; raccolta in vita e cucita in modo che l'orlo, tenuto a posto da una banda circolare a esso cucito, curvasse all'interno verso le ginocchia.

Gonna a portafoglio
È composta da una sezione costituita da un telo di tessuto rettangolare, da avvolgersi intorno al corpo; le due estremità del rettangolo, allacciandosi in vita, si sovrappongono in un panello centrale. Ha origine nel sarong. 


Gonna a ruota
Tagliata da uno o due teli di stoffa.

Gonna a tubo
Modello stretto che scende dai fianchi con una linea diritta, con pinces in vita e spacco o spacchi sul bordo per lasciare spazio ai movimenti; di solito foderata, può assumere diverse lunghezze.

Gonna ad anfora
Ampia ai fianchi, prosegue restringendosi fino alla caviglia, con uno o due spacchi sul bordo che facilitano i movimenti delle gambe.

Gonna alla rah-rah
Modello corto con volant. Indossato dalle ragazze nordamericane della tifoseria sportiva quando sostengono le squadre del collage cui appartengono.




Gonna da ballerina
Modello lungo e ampio, che arriva appena sopra al gin ginocchio.

Gonna pantalone
Si tratta in sostanza di una gonna confezionata in modo da essere un pantalone senza però sembrarlo; di solito lunga appena sotto il ginocchio, molto ampia, con una piega al centro anteriore e al centro posteriore per nascondere il taglio dei pantaloni.

Una variante di questo modello è la gonna gaucho, che ha il cavallo più abbassato, lunga sotto il ginocchio, larga e comoda, con tasche.

Gonna plissé
Ottenuta plissettando il tessuto pari a due angoli retti, per mezza ruota, e quattro per la ruota intera; il plissé può partire direttamente dalla vita o dai fianchi oppure da sotto il bacino; le pieghe possono essere a cannoncini svasati, a pieghe svasate, a pieghe svasate in piedi, oppure a motivi alternati di pieghe.

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Colletto per ambedue i sessi di tela in mussola, trina, lino finissimo, ecc., in vari modelli in forma più o meno rotonda, ottenuti cucendo, inamidando, increspando e  pieghettando (a volte a più strati sovrapposti) il tessuto dall'aspetto finale rigido. Molto spesso, quando le dimensioni lo resero necessario, aveva sostegni in filo di ferro.

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Certificazione di qualità, riconosciuto come il più importante standard internazionale dei prodotti tessili realizzati con fibre naturali da agricoltura biologica. Lo standard definisce criteri ambientali e sociali molto restrittivi che si applicano a tutte le fasi della produzione. Creato nel 2006  è sostenuto dalle più importanti organizzazioni che promuovono l'agricoltura biologica.


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Grafico di piazzamento
La disposizione dei pezzi di un cartamodello sul tessuto per il taglio di un capo, cercando di evitare quanto più scarto possibile.

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Grana di riso
1. Punto da eseguire a maglia a macchina o ai ferri; consiste nell'alternare uno o due punti diritti con uno o due punti a rovescio nel lavoro orizzontale e verticale. 2. Disegno di drapperia che crea un motivo di piccoli grani fittamente sparsi sulla stoffa.

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Granata
Per il colore del granato, cioè un rosso scuro e caldo.

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Granato
Dal bruno scuro al rosso viola variano le tinte della pietra detta granato, che può essere "orientale" (un corindone) o "comune". Pietra di bella apparenza ma non di grande valore. Anche per il suo colore (granata) questa pietra è spesso scelta.

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Greca
1. Ornamento composto da una linea che procede e s'intreccia ad angoli retti, quindi a segmenti sempre tra loro paralleli o perpendicolari, e può guarnire tanto una veste quanto un gioiello o un accessorio. 2. S'è detto greca anche a una corte veste muliebre, con maniche corte e larghe.

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Grenadine - voce francese.
1. Tessuto leggero traforato come pizzo. 2. Tipica qualità di seta organzina, ottenuta dall'unione di tre fili a maggiore torsione, con caratteristiche meccaniche superiori.

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Greggio (colore)
Colore tra il bianco e il marrone chiarissimo (beige). I francesi chiamano ecrù il colore del tessuto naturale. In italiano potremmo chiamarlo "colore grezzo", o l'equivalente "colore spago".

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Greggio (Grezzo)
1. Materiale tessile non lavorato o non rifinito (per esempio calicò non candeggiato) che può essere in fiocco, in filato, in tessuto. 2. Ind. cuoio - Non conciato.

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Griccetti
Piegoline anche semplici fatte con minuta filzolina. Increspaturine.

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Gridellino - dal francese gris-de-lin.
Antica e bella voce italiana, per dire il colore tra il grigio e il rosa, che con voce derivata dal francese si dice comunemente lilla, e vale anche per il viola pallido. Altro sinonimo in italiano è grisellino.

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Griffe - termine francese; propriamente "artiglio, impronta".
Etichetta, marchio, firma tessuta o impressa da stilisti e designers su generi di abbigliamento e su qualsiasi prodotto condizionato dai dettami della moda.

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Grigiastro
Un grigio incerto, pendente verso altri colori indeterminati.

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Grigio
Il grigio puro è composto di bianco e di nero; ma innumerevoli sono i grigi, che, per l'aggiunta di un colore o dell'altro, assumono diverse sfumature e meritano diversi nomi, che non è possibile elencarli tutti: grigio perla, grigio piombo, grigio ferro, grigio argento, grigio pietra, grigio ardesia, grigio talpa, grigio tortora, grigio sabbia, grigio acciaio, grigiazzurro, grigioviola, grigio gialligno, grigio rosato, grigioverde, ecc. Si può anche dire per un grigio molto chiaro grigetto.

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Grigiolato
Per macchiato di grigio, spruzzato di grigio ("una pelliccia grigiolata").

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Grinza - dall'alto tedesco antico grimmiza.
Piega di una stoffa o di un abito, sgradevole che interrompe l'uniformità di una superficie altrimenti tesa e liscia.

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Grisàglia - adattamento dal francese grisaile.
1. Disegno classico con effetto di scaletta diagonale, poco marcata. 2. Per estensione tessuto pettinato, realizzato con l'armatura batavia, ordendo un filo scuro ed un filo chiaro e tessendo una trama chiara ed una scura. Trova impiego principalmente su tessuti generalmente uomo, fabbricati molto spesso con filati bianchi e neri, che danno nell'insieme un effetto grigio.

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Grisetta - dal francese grisette, da gris = grigio.
Tela grigia spinata ottenuta con filati bianchi e neri.

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Gros - termine francese; propriamente "grosso".
Tessuto ad armatura taffetà senza rovescio, nella quale sono inserite più trame per passo, per cui si presenta a coste trasversali più o meno marcate. Generalmente in seta pesante, e di apparenza granulosa. Entrò nell'abbigliamento femminile agli inizi del XIX sec.

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Gros de Tours
E' una armatura taffetà nella quale sono inserite due trame per passo.

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Gros-grain [grogren] - termine francese che significa grana grossa.
1. Tessuto caratterizzato da sottilissime coste trasversali più o meno in rilievo, le cui pronunciate nervature in ordito possono essere ottenute sia con effetto di armatura sia con l'impiego di filati ritorti di titolo diverso. Solitamente l'ordito è di lana, seta, raion o fibre sintetiche mentre la trama è in cotone. E' usato per confezioni femminili. 2. Nastro senza cimosa, sempre costituito da due elementi: trama in cotone, catena in seta o raion, con coste verticali; per la costituzione della sua armatura serve come anima interna di alcune confezioni (cinture, battitacco per pantaloni, fettuccia, cappelli, ecc.).

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Gruccia - dal germanico krukkja; dal latino crux-cis, croce.
Arnese, una volta di legno, ed oggi più probabilmente in plastica, a forma di "T" incurvata con un uncino sopra il congiungimento dei due assi per appendere gli abiti negli armadi. Una volta, tale simile attrezzo, era detto, genericamente, stanga.

francese: portant vêtements
inglese: garment rack
tedesco: Konfektionsständer
spagnolo: perchero

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Grunge
Stile d'abbigliamento collegato ad abiti sdruciti, molto usati.

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Guaina - dal latino vagīna, fodero.
1. Indumento intimo elastico, del gruppo corsetteria, leggermente contenitivo, che modella il corpo, esaltando la linea del capo indossato esternamente. Sostituisce il busto e la fascietta di un tempo, dalla vita in giù o in un solo pezzo col reggiseno. Costituita con tessuto (oggi elasticizzato) e stecche, solitamente chiusa da gancetti e chiusure lampo, è destinata a modellare e contenere la figura e le forme della donna che le indossa. 2. Sorta di cucitura che lascia uno spazio interno vuoto in cui si possono far passare cordoncini, nastri, elastici, ecc. allo scopo di stringere gonne, colli, polsi, maniche a palloncino, cuffie, aperture di borse, ecc. 3. Fodero di cuoio, metallo o altro, in cui si ripongono ferri e armi da taglio (la guaina del pugnale, delle forbici). Per estensione, qualunque tipo di custodia o rivestimento aderente (la guaina dell'ombrello).

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Gualcare - dal francone walkan, "rotolare, muovere in qua e in là".
Sottoporre i tessuti e peli all'azione della gualchiera per renderli compatti, pressare, follare.

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Gualchiera - da "gualcire".
1. Macchina mossa da una ruota idraulica con magli, che serviva un tempo, per battere la stoffa (sodare) conferendogli la consistenza del feltro. 2. Anche luogo adibito a tale lavorazione (follatolo).

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Guanaco (Huanaco)
Fibra prodotta dall'omonimo animale (appartiene alla famiglia degli Auchenedi) che vive nelle Ande meridionali argentine fino alla regione sub-polare, addomesticato e allo stato selvaggio; ha pelo lanoso, lungo, colore bruno rossiccio, più ordinario del lama. Una delle tre specie Ilama (della famiglia dei Camelidi) che rappresentano i cammelli del continente antico che non hanno gobbe sul dorso.

CODICE TESSILE: WU (EURATEX)

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Guanto
Accessorio dell'abbigliamento sia maschile sia femminile, che riveste e protegge la mano e, in qualche caso l'avambraccio. I guanti possono avere funzioni diverse e specifiche di una particolare attività, proteggendo le mani da agenti esterni diversi dal freddo come il caldo, il danneggiamento fisico come la frizione, l'abrasione, o il danneggiamento chimico o biologico. I guanti da donna possono essere puramente un accessorio estetico, legati all'erotismo, come i guanti da sera. Vi sono modelli particolari per l'abbigliamento sportivo.
I guanti possono essere con o senza dita, oppure possono avere un'unica apertura per le quattro dita, e una per il pollice.
Oggi sono realizzati in svariati materiali, come pelle, lana, fibre sintetiche, cotone, ecc., a seconda anche dei molteplici usi. 

Parti del guanto "classico":
  1. parte superiore della mano: le punta delle dita sono arrotondate;
  2. parte inferiore della mano: le punta della dita sono allungate;
  3. taglio del pollice;
  4. pollice piegato;
  5. triangolino per "soffietto" del pollice;
  6. spessore da cucire fra la parte sopra e la parte sotto delle dita;
  7. striscia per bordare la parte alta del guanto;
  8. striscia per bordare l'apertura dei bottoni;
  9. rinforzo dell'apertura.

Unità di misura del guanto è il piede (324 mm) che si suddivide in dodici pollici (27 mm).
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Guardacuore - dal francese guardecorps, propriamente guardacorpo.
Capo di abbigliamento maschile, simile a un farsetto.

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Guardaroba - imperfetto di guardare+roba.
1. Insieme di abiti ed accessori di abbigliamento di cui una persona dispone. 2. La stanza dove si tengono riposti i vestiti.

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Guardolo - dal verbo guardare, nel significato di salvaguardare.
Fettuccia (profilato) di cuoio morbida, flessibile e robusta che segue il profilo della suola e sul quale vengono cucite, sul bordo interno della scarpa, da un lato la tomaia e il sottopiede, e dall'altro la suola. La cucitura a guàrdolo, essendo doppia, rappresenta la più affidabile costruzione per una calzatura di cuoio; se fatta a macchina, è indicata come "lavorazione Goodyear".

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Guarnello - etimologia incerta.
1. Tessuto d'accia e di bambagia usato un tempo per confezionare vesti modeste o come fodera di abiti, coperte, ecc. 2. Ampia sottogonna portata anche da sola o sotto i costumi regionali.

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Guarnizione - da guarnire.
Insieme degli elementi decorativi per abiti, cappelli, borse, ecc.

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Guarnsey - dall'isola inglese della Manica.
Da più di cento anni il nome indica un tipo di maglione, in genere blu e con il collo alla marinara, usato dai pescatori di Guarnsey e di Jersey.

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Gugliata - da agugliata.
1. Il tratto di filo che si introduce nella cruna dell'ago, di volta in volta, per cucire. 2. Per estensione anche la quantità di filo necessaria per un lavoro, ovvero quello che esce da una filatura. E'  detta anche "Agugliata".

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Guisa
Bella parola, rimasta nell'uso avverbiale "a guisa di", ma dimenticata nel senso di foggia, maniera, modo e anche moda.

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Guttaperca - dall'inglese gutta-percha, trascrizioni di due voci malesi, di cui la prima significa gomma mentre la seconda è incerta.
Prodotto ottenuto dal lattice di varie piante della famiglia delle Saponaceee specie della penisola di Malacca, di Sumatra, Borneo, ecc. Si presenta come una massa plastica, flessibile (ma non elastica) che per debole riscaldamento rammollisce e diviene facilmente plastica e modellabile. La guttaperca contiene il 10-15% di resine (però si hanno varietà depurate che ne contengono molto meno).

Ind. tess. - Si usa come colla. 

Rames Gaiba
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