8 luglio 2015

DIZIONARIO DELLA MODA: D




Daino (tessuto)

1. Saglia o raso in seta o in una mischia di raion viscosa e fibra poliammidica, garzato sul diritto, morbido e vellutato che richiama nell'aspetto e al tatto la pelle scamosciata.

2. Tessuto di lana fine, compatto in armatura raso da 5 o da 8, leggermente garzato, usato per abiti da uomo e cappotti.

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Damascato

Tessuto jacquard lavorato a somiglianza del damasco, che differisce da esso per essere fatto con filati a colori diversi anziché ad un solo colore, permettendo quindi di mettere in risalto i disegni oltre che con l'effetto chiaro-scuro anche con i colori diversi.

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Damasco 

Tessuto operato, originariamente fatto a mano, ora fatto su telai jacquard compatto, fabbricato con filati dello stesso colore sia nell'ordito che nella trama, ma a torsione e finezze diverse, per cui si ottengono effetti di chiaro e scuro con disegni lucidi su fondo opaco e viceversa, il quale si presenta più piatto e più liscio del broccato: può essere allestito con qualsiasi fibra naturale (spesso in seta brillante) o sintetica nei tipi semplice o doppio. Il damasco semplice ha una costruzione raso da 5 con un numero di fili da 40 a 80 al cm²: qualora sia battuto ancora più fittamente è più duraturo del damasco doppio. Quest'ultimo è più lucido a causa della costruzione raso da 8 che consente ai fili d'ordito di sormontare un maggior numero di trame; inoltre è rovesciabile in quanto varia da 65 a 160 al cm². La bellezza di questo tessuto sta nel contrasto di lucentezza tra raso diritto e raso rovescio.

Al damasco semplice vi sono molte varianti. Troviamo il "damasco di Tours", ottenuto abbinando due diversi intrecci: raso e gros de Tours, il "damasco di Lione" (fondo ed effetto alternano intreccio in raso e in spina) e il "damasco d'estate" (tela per fondo, liserè e raso per disegni) ottenuti sempre per contrapposizione di effetti lucido-opaco, dovuti all'impiego di armature diverse. Il "damasco d'Oriente" prevede invece un fondo in raso da 5 pesante e disegni definiti da effetti in flottè e liserè, contornati da piccoli bordi in semplice tela.

E' impiegato principalmente nell'arredamento, ma spesso anche nella moda, per giacche e capispalla eleganti femminili.


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Damier [damiè] voce francese; che significa, letteralmente, "scacchiera".

Disegno a quadri alternati o contrastanti (come quelli di una scacchiera).

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Danda - (più comune al plurale) voce onomatopeica, che rende l'idea di dondolare.

1. Ciascuna delle due cinghie con cui si sorreggono i bambini che imparano a camminare.

2. Ciascuna delle due strisce di panno che pendono dalle spalle  dei seminaristi. 

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Dandy - voce inglese di origine incerta; forse proviene da un vezzeggiativo del nome proprio Andrews (Andrea), usato in italiano come singolare maschile. Utilizzato dalla fine del XIX secolo in poi.

Persona che veste con raffinata eleganza, alla moda, curando in modo esagerato il suo aspetto esteriore. Il termine si diffuse in Inghilterra dal 1815, e indicava un tipo di nobile che si distingueva per un particolare atteggiamento, modo di vivere e di abbigliarsi.
Il termine ha però acquistato oggi, a torto, anche significati gravemente riduttivi, come ad esempio quelli di "damerino", "bellimbusto", "elegantone", "eccentrico", "stravagante", "superficiale", "vanitoso", e viene equiparato da alcuni dizionari al francese coquet (letteralmente "galletto"). 


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Stile d'abbigliamento metropolitano degli anni '80, che privilegia il nero totale per vestirsi, al quale aggiunge borchie, pizzi, merletti ed accessori gotici come pesanti croci. Incarnato pallido, occhi pesantemente bistrati di nero, capelli corvini o rosso vino, rasati sulle tempie definivano lo stile.

Conosciuto in Italia come Dark e altrove Goths.

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Davanti - dal latino tardo de, "da" e abante, "avanti". 

Parte anteriore di qualsiasi capo di abbigliamento.

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Davantino - diminutivo di davanti.

Pezzo di tessuto applicato su un abito o su una camicia (infantile o femminile); parte dal collo e si ferma a metà petto.

Altro sinonimo in italiano: Pettorina.

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Decatissaggio - dal francese décatissage.

Operazione di finissaggio che consiste nel togliere l'appretto che in tessitura è stato applicato alle stoffe. Procedimento meccanico che provoca il pre-ritiro e nel contempo migliora l'aspetto, la lucentezza e la mano nei tessuti senza pregiudicare il risultato delle successive operazioni. Può essere applicato tanto ai tessuti tradizionali quanto a quelli immagliati; l'intensità del trattamento dipende dalla fibra, dalla struttura del tessuto, e dal controllo esercitato sul processo. Questo può essere condotto in due modi: ad umido solo per i tessuti lanieri ed a secco per i tessuti di lana, di seta o di raion.

Altro sinonimo in italiano: Decatizzo.

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Decitex

Valore (Titolo) che esprime la grossezza di un filato ed indica il peso in grammi di diecimila metri di filato.

Sinbolo: dtex

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Décolleté - aggettivo francese; participio passato di décolleter che significa "scollato".

1. Indica sia la profonda ed ampia scollatura di un abito femminile, sia la parte del corpo lasciata scoperta dalla scollatura stessa. assume forme varie nel corso della storia, dal décolleté squadrato della settecentesca robe à la francaise al taglio che scopre anche le spalle del romantico abito ottocentesco.

2. Termine applicato, successivamente, anche alle calzature femminili chiuse ma con una linea affusolata, che lascia nuda la caviglia e parte del piede, con tacco medio o alto. Il modello fu introdotto verso la metà del secolo XIX, e conosce ad oggi molte varianti. Molto popolare negli anni '50, considerata estremamente elegante. Nella versione da sera è realizzata nello stesso colore e tessuto dell'abito.

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Décolleté Diana (Diana) - prende il nome dalla dea Diana, che nell'antica Roma veniva rappresentata vestita con una tunica dalla scollatura asimmetrica. 

Scollatura asimmetrica, grazie alla quale una spalla rimane scoperta. Di moda già nella seconda metà del diciannovesimo secolo, fu ripresa negli anni Trenta da Elsa Sciaparelli e negli anni Cinquanta da Madame Grès. Viene riproposta ciclicamente dagli stilisti.

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Decorazione

Insieme di ornamenti che danno pregio al prodotto.

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Decorazione

Stile in cui i capi sono grezzi e non rifiniti o lasciano a vista alcuni particolari della lavorazione.

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Découpage - termine francese, che significa "taglio", "ritagliare".

Finitura del tessuto, che consiste nella spuntatura delle fibre sollevate; eseguita a volte dopo la garzatura.

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Défilé - voce francese; participio passato di défiler, "andare in fila".

Sinonimo italiano di sfilata di modelli.


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Dègadé - termine francese.

Indica uno stile d'abbigliamento disinvolto, spigliato.

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Dégradé - termine francese, participio passato del verbo dégrader.

Effetto di colore sfumato che degrada verso un bordo, da toni scuri ed accesi sino a chiarissimi.

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Délavé - aggettivo francese, participio passato di délaver, che significa "slavato", "sbiadito".

Indica un tessuto, soprattutto il denim (ma anche seta o altri materiali) che dopo aver subito diversi trattamenti particolari e molto sofisticati perde il suo colore originale e assume un aspetto stinto e morbido da farlo sembrare un tessuto già utilizzato più volte (vissuto).

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Démodé - aggettivo francese, da mode "moda".

Fuori moda, passato di moda.

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Denari - dal latino denariu(m), "moneta di dieci assi", da deni, "dieci per ciascuno".

Misura di peso, corrispondente a gr. 0,05, per la titolazione ponderale o diretta (titolo) usata per le fibre sintetiche come rayon o nylon e per la seta. Il titolo della seta naturale varia da 1 a 2 den.

Simbolo: den

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Denatura

Titolo di finezza per il filo adoperato nella confezione di calze e collant donna che indica il peso in grammi di 9.000 metri di filo (esempio: 15 o 20 grammi corrispondono a 15 den. o 20 den.) . Questo valore segna il grado di trasparenza della calza (velatura) e la sua leggerezza: meno "denari" corrispondono ad una calza più trasparente. 

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Denim - termine angloamericano; dal francese (serge) de Nim(es), stoffa prodotta originariamente in questa città della Francia.

Robusta stoffa ad armatura saglia 2x1 o 3x1 (trama diagonale) in cotone con ordito (generalmente tinto in blu indaco o marrone, o altri colori) e la trama in filato greggio cardato che porta al caratteristico biancheggiamento (effetto bicolore). Le varianti di peso più alto servono per abiti da lavoro ed abbigliamento sportivo, mentre quelle di peso inferiore possono essere allestite in diversi colori, sono più morbide e servono per approntare capi per abbigliamento per il tempo libero (jeans).

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Dentelle - termine francese, diminutivo di dent.

Indica trina, pizzo, merletto, particolarmente usati per ornare.

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Derbal

Tipica camicia di lana. E' parte del costume tradizionale delle montagne della Cabilia (Algeria) e si porta con, o senza, una cintura di lana alla vita.

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Derby - dal Conte di Derby, Edward G. Stanley, che nel 1780 istituì una gara riservata ai puledri di tre anni, da allora disputata annualmente a Epsom, in Inghilterra.

1. Tipo di calzatura chiusa, solitamente invernale, con allacciatura aperta con stringhe, di tono sportivo, con le alette dei gambetti (ossia le sedi di occhielli e lacci), collocate in cima alla tomaia a punta aperta, sovrapposte alla mascherina. Il modello derby viene realizzato con la lavorazione tipo ideal. Simili sono i tipi Bucler, Gibson e Lorne.

2. In Italia indica anche un tipo di cappello duro a cupola chiamato bombetta.

3. Tipo di tessuto a maglia in trama a costa.

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Derma - dal greco dérma "pelle".

Rappresenta la parte più spessa della pelle, quella che conciata si chiama cuoio.

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Dernier cri - locuzione francese che significa, letteralmente, "ultimo grido".

Si dice di una creazione recentissima dell'alta moda.

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Desert boots - termine inglese; propriamente "stivaletto da deserto", si suppone chiamato così perché indossato dal maresciallo Monty nella campagna in Africa durante la seconda guerra mondiale.

Tipo di calzatura con lavorazione ideal, costruita con diversi materiali: scamosciati, sfoderati in pelle liscia, ecc. con il fondo in para. In questo modello la soletta ha la funzione di reggere la scarpa poiché la tomaia è montata in fuori. Oltre ad essere estremamente confortevole questa calzatura, usata per la prima volta dai giovani intellettuali degli anni '60, ha fatto moda e prezzo.   

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Deshabillé - termine francese; participio passato di déshabiller, spogliarsi.

1. Nel campo dell'abbigliamento indica una vestaglia, una veste da camera. Dall'Ottocento si trasformò in "vestito da casa" da indossare per ricevere visite e prendere il tè (uso che gli guadagnò il nome di tea gown nei paesi anglosassoni); alla fine del secolo era ormai considerato  un capo di abbigliamento che si poteva mettere anche a cena, purché in famiglia. Detta anche negligè , matinè.

2. La persona in déshabillé è quella che si trova nell'intimità, in vestaglia o vestita in abbigliamento succinto ed intimo, in disordine.

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Dessous - termine francese.

Indica l'insieme degli indumenti intimi femminili.

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Destroyed denim

Dicesi di capi d'abbigliamento, soprattutto blue-jeans, strappati, stinti, rattoppati.

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Destrutturato - formato dal prefisso privativo de- e da un aggettivo risalente al latino struere "costruire".

Nel campo dell'abbigliamento definisce, genericamente, un capo la cui struttura tradizionale è stata "azzerata" e reinventata nei volumi.

Il corrispondente termine inglese unconstructed, ad esempio, definisce un completo fatto senza imbottitura o fodera, e talvolta di stoffa double-face

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Detergenti

Prodotti prevalentemente capaci di allontanare sostanze estranee dalla fibra, con la quale siano in contatto (ausiliari).

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Deux-pièces - termine francese.

Due pezzi.

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Devoré

Sistema di stampa che unisce ai coloranti o alla pasta incolore un prodotto chimico in grado di distruggere un solo tipo delle fibre che formano il tessuto.  

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Diagonale - dal greco diagonios, da diá, attraverso+ gōnía, angolo, attraverso.

1. Propriamente è il nome dell'armatura saia.

2. Si chiamano così anche i tessuti solitamente di lana sia cardata che pettinata, che hanno un effetto marcato di intreccio diagonale.

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Diamanté - termine francese.

Abito o tessuto sul quale sono stati applicati cristalli simili a brillanti che lo rendono particolarmente luminoso.

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Dietro

Parte posteriore di qualsiasi capo d'abbigliamento.

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Difetti di un tessuto

Per difetto si intende il mancato rispetto di un livello di qualità stabilito come standard, o talmente palese da non richiedere neppure l'enunciazione (esempio: buco in un tessuto).

TESSUTI: classificazione dei difetti e metodi di controllo
http://trama-e-ordito.blogspot.com/2009/10/tessuti-cosa-si-intende-e-metodi-di.html

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Dimity

Tessuto lavorato in diagonale con ordito di lino e trama di cotone. Spesso viene tessuto con coste caratteristiche.

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Dinamòmetro - da dinamo-+-metro.

Strumento atto a misurare le forze in base alle deformazioni di un corpo elastico. La sua struttura è molto semplice poiché è costituito da una molla con una scala graduata in newton.

Poiché secondo la legge di Hooke (che vale per i corpi elastici, che si deformano se soggetti a forze, ma che ritornano alla legge iniziale una volta cessata l'azione della forza), la deformazione elastica di una molla è proporzionale alla forza applicata, una misura dell'allungamento X fornisce indirettamente una misura della forza F. Esiste una grande varietà di dinamometri nella maggior parte dei quali la forza da misurare è equilibrata dalla tensione di una molla che può essere diversamente realizzata.


dinamometri
(immagine tratta da: Car Elettronic)


Questo strumento è utilizzato per assicurarsi la qualità della termoadesivazione (Scheda/Interfodere http://trama-e-ordito.blogspot.it/search/label/4.%20Scheda%2FInterfodere) dei capi sia soddisfacente. Bisogna sottoporre a test la resistenza del legame tra un tessuto esterno e rinforzo, misurando la forza necessaria per staccarli l'uno dall'altro. Il test sulla resistenza viene fatto fondendo una sezione di tessuto e di rinforzo in grado di coprire l'intera larghezza della pressa. Da questo laminato vengono poi tagliate strisce di 5 cm. per 15 cm. nel senso della lunghezza. Una piccola quantità viene strappata a mano in modo che le pinze possono essere attaccate separatamente al tessuto del rinforzo e a quello del diritto e verrà poi misurata la forza necessaria per continuare a strappare le due sezioni. Il metodo più accurato di misurazione è quello che adopera una macchina di laboratorio per prove di trazione che registra su una carta le variazioni nella resistenza del legame per tutta la lunghezza della striscia. Se questa attrezzatura non è disponibile si può usare una bilancia a molla, dove il campione verrà sospeso in un punto fisso con la pinza attaccata, la bilancia verrà attaccata alla pinza sul rinforzo e verrà annotata la forza necessaria per strapparli. In alternativa, si potrà usare una serie di pesi diversi e la resistenza del legame verrà ritenuta adeguata se il peso più piccolo che strapperà il legame supererà un certo limite. Si considera convenzionalmente corretta la adesione fra tessuto e adesivo quando siano necessari almeno 800 gr. (600 gr. su tessuti leggeri) di forza per staccare l'adesivo dal tessuto dalla striscia sopra descritta.

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Directoire

Termine genericamente usato per indicare una linea d'abito dalla vita alta. L'abito in questo stile è costituito da una lunga gonna dritta, un punto vita esageratamente alto, un décolleté molto profondo e corte e strette maniche a sbuffo.

STORIA - Lo style directoire è associato all'omonimo momento storico (1795-1799), quando i sarti francesi riproposero le linee degli abiti degli antichi romani e greci.

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Dritto o 
Dritto (di un tessuto)
Sistemando tecnicamente la posizione delle legature lunghe e delle legature corte di due diverse armature, dopo la tessitura, le legature corte vengono coperte da quelle lunghe: ciò fa apparire un'armatura per parte sul tessuto e più precisamente due diritti (double-face). La stoffa a due diritti è fabbricata soprattutto in lana (per mantelli e pastrani); si possono anche ottenere tessuti a basso costo utilizzando per l'armatura che risalta sul rovescio fili più grossi di lane non pregiate (esempio: l'armatura del diritto con filati di lana pettinata e l'armatura del rovescio con filati di lana cardata). Si fabbricano inoltre tessuti a due diritti in seta e fibre artificiali e sintetiche.
Si deve dire stoffa a due diritti se le facce sono perfettamente uguali; a doppia faccia se hanno il diritto e rovescio diversi. 

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Dirndl


Ampia gonna mollemente raccolta al punto vita per creare morbide pieghe nel tessuto.

STORIA - Originariamente parte del costume contadino, si ritiene che provenga dal Tirolo austriaco. Ha avuto molto fortuna sin dagli anni quaranta.

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Disegni piatti


Disegni schematici.

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Disegno tecnico


Disegno che include misure e dettagli di realizzazione, come i punti e le rifiniture.

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Disunitezza (della stampa)

Aspetto irregolare (puntinato o a piccole macchie) delle zone stampate, particolarmente visibile sui fondi o su zone estese. (stampa)  


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Ditale - dal latino digitale, "copertura delle dita".

Piccolo cappuccio di metallo, plastica o altro materiale, generalmente con minuscoli incavi, da mettere sul dito medio per proteggerlo nel momento in cui si spinge la cruna dell'ago per facilitarne l'ingresso nella stoffa quando si cuce.

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Divisa


Capo d'abbigliamento adottato da sempre come segno di distinzione, è un abito, completo di accessori, che indica la qualità e il grado di chi la indossa. Può essere sinonimo anche di uniforme.

STORIA - Le sue origini sono antichissime: nelle società primitive ognuno ha una foggia di vestire pari al ruolo che occupa, comprese le donne che indicano con i loro abiti la loro condizione di nubili o sposate. L'indossare una divisa comporta una serie di doveri, soprattutto morali in quanto si è tenuti ad avere un comportamento adeguato al prestigio della funzione simbolizzata. Le divise si dividono in civili e militari e in questo caso sono dette anche uniformi. Per quanto riguarda le prime, bisogna ricordare che per molto tempo i funzionari dello Stato hanno indossato un'uniforme dettata da precisi protocolli; questa usanza rimane ancora, ad esempio, per le serate di gala delle ambasciate o per le cerimonie di particolare importanza. Per quanto riguarda le seconde, ogni divisione delle forze armate si distingue per una particolare uniforme, di solito con una versione estiva e una invernale. Altre divise civili sono quelle da lavoro, scolastiche e sportive.

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Djellabah


Mantella con cappuccio originaria del Marocco, lunga fino al ginocchio e oltre, provvista di ampie e lunghe maniche e portata aperta al collo. Il capo era spesso profilato da una treccia e originariamente realizzato in cotone o lana. Negli anni sessanta e settanta la sua linea ha ispirato molti stilisti nella creazione di cappotti e abiti d'ispirazione etnica. 


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Doeskin - termine inglese; letteralmente significa "pelle di daino".

Tessuto cardato fine, follato, garzato e cimato, che imita la pelle di daino scamosciato, che è una variante del fustagno.

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Dolcevita 

Maglia, pullover, per ambedue i sessi, leggero, aderente, a maniche lunghe, chiuso sia davanti che dietro, da indossare attraverso la testa, dal collo alto risvoltato.

CURIOSITA' - Nell'accezione comune, il maglioncino a collo prenderebbe il nome dal film di Federico Fellini, "La dolce vita": caso più unico che raro di un indumento ribattezzato con il nome di una pellicola. Eppure, nel film, il capo che si era diffuso in Francia indosso all'attore Yves Montand, compare una sola volta e indossato dall'omosessuale Pierone. [Gianluca Lo Vetro, Fellini e la moda, ed. Bruno Mondadori, 2015, p. 62]

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Dolman - dall'ungherese dolmany e dal turco dolaman.

1. Oggi il termine descrive qualsiasi capo dall'aspetto spiegazzato, la cui lunghezza sfiori la caviglia, con maniche lunghe e morbide e bordature costituite da pizzo o frange. La sua forma base ha ispirato la linea dei cappotti, spesso in cachemire, velluto liscio, lana e tessuti a disegni paisley.

2a. Originariamente giacca appartenente all'uniforme degli Ussari, militari ungheresi, d'ordinanza verso la metà dell'800, corta e aderente, ornata da numerose file di alamari dorati. 2b. Prese lo stesso nome nel guardaroba femminile, in una serie di versioni, quella, con taglio a campana, profili in pelliccia, maniche aperte e pendenti «alla paggio», indossata sopra gli abiti, spesso di lunghezza trequarti, che si ispirava all'originario modello militare. 2c. Si indicava anche un mantello da signora con cappuccio e senza maniche.

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Domino

1. Oggi descrive un mantello da sera in tessuto prezioso, destinato alle grandi occasioni.

2. Mantello con grande cappuccio. Sembra tragga le sue origini dal grande colletto con cappuccio, indossato dai monaci nel Medio Evo, per riparare testa e spalle dalla pioggia e dal freddo. Dala fine del 1600, usato quasi esclusivamente per costumi teatrali o portato con maschera, durante il carnevale.

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Doposci 

Calzatura che arriva al polpaccio, calda e protettiva, in pelliccia a materiale sintetico indossata dagli sciatori dopo l'attività sportiva.

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Doppia frontura

Macchine e telai per maglieria con due serie di aghi, in grado di formare tessuti con le maglie disposte su due piani distinti. Particolare rilievo ha questa distinzione nelle macchine circolari a grande diametro e nei telai Raschel. Sono doppia frontura le macchine rettilinee e alcuni tipi di macchine per calze.

Nella maglia in trama  sulle macchine a doppia frontura si producono i tessuti a costa e interlock, con tutti i loro derivati. Sui telai Raschel a doppia frontura si producono i velluti per arredamento, sacchi per imballaggio, già in forma tubolare, e anche calze a rete.

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Doppione - da doppio.

1. Difetto di un tessuto, costituito da un accavallamento di fili che compiono la stessa evoluzione nell'intreccio.

2. Coppia di fili in ordito (al posto di uno) messi appositamente per formare la cimosa, perché questa risulti più resistente.


3. Anche nome del bozzolo del baco da seta con due o più crisalidi.

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Doppiopetto - da doppio+petto.

Giacca, cappotto o mantello con i due davanti più o meno sovrapposti e chiusi da due file di bottoni disposti a distanza regolare dal centro.


inglese: double-breasted


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Dorso - dal latino dorsu(m).

Il pezzo di qualsiasi capo che copre l'omonima parte del corpo e cioè la schiena. 


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Double-face [dublefas] - termine francese che significa doppia faccia.

1. Tessuto con diritto e rovescio di aspetto diversi, ma ugualmente utilizzabili come diritto del capo da indossare. Stoffa composta da tre elementi fondamentali, che consente di far risaltare due armature differenti per ciascuno dei due dritti, grazie al particolare intreccio della legatura: è ottenuto mediante l'impiego di doppio ordito e trama semplice, oppure di due trame ed una catena, oppure di due trame e due catene ed una terza catena di legatura. Solitamente di lana cardata e rifinito a pelo su una faccia, presenta una mano molto morbida. Nell'abbigliamento è particolarmente adatto per cappotti.

2. Indumento che può essere indossato sia sul dritto che sul rovescio (giubbotto, mantello, ecc.) dove ambedue le parti sono rifiniti come dritti anche se sono differenti in tinta o altri particolari fra di loro. 

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Doublure - francesismo; sta per fodera.

Tessuto per fodera.

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Doudoune  


Piumino. Giaccone impermeabilizzato e imbottito con piuma d'oca o con materiale sintetico molto caldo e leggero, viene indossato in montagna ma anche in città per ripararsi dai rigori del freddo dell'inverno.

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Drap - termine inglese, dal latino tardo drappus che indica il drappo.

Tessuto di pura lana, o anche di lana unita ad altri filati, originariamente solo cardato, ma ora anche in pettinato o misto cardato e pettinato, di vario peso, che dopo la tessitura è follato, garzato, cimato, spazzolato e pressato. Si presenta morbido, lucido, a pelo liscio. E' impiegato per abiti da cerimonia maschili (smoking, frac) e femminili. 

In francese: Drapé.

Simile è il barathea, che si usa per confezionare smoking.


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Draplan

Tessuto fine di lana, usato per abiti da sera maschili.

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Drappeggio


1. Il modo in cui cade un tessuto.

2. Arricciature e pieghe di un modello. Elemento decorativo di un capo dove un'estremità della stoffa viene arricciata e cucita e l'altra è di solito lasciata libera e poi ripresa.

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Drapperìa - da "drappo".

Termine generico per indicare i tessuti per abiti da uomo.

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Dress - voce inglese.


Abbigliamento, abito, vestito. Da cui dress tartan, dress-maker, evening dress, in prevalenza riferiti all'abbigliamento femminile.


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Dress Code 

S'intende i codici del vestire, i linguaggi, gli stili di abbigliamento e di ambiente che oggi diventano sempre più articolati e imprevedibili. Il dress code customizza il corpo e lo mette in scena.

Per saperne di più
https://trama-e-ordito.blogspot.it/2017/02/dress-code.html

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Dressing-gown - termine inglese; letteralmente "indumento da vestire".

Vestaglia in seta o flanella, con disegni minuti, dalla linea ampia, senza bottoni, con risvolti, stretta in vita da una cintura. Inizialmente solo maschile, viene oggi indossata da ambedue i sessi.

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Drill - voce inglese, che significa "tralicio".

Tessuto su armatura saglia a 3 licci (2 su, 1 giù) con diagonale montante a sinistra, molto robusto e pesante, simile al denim, generalmente in cotone. S'impiegano filati di basso titolo, ma di buona qualità.
francese: treillis
inglese: drill (fabric)
tedesco: Drill; Zwillich
spagnolo: dril

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Dritto - da diritto.

Dicesi di una faccia di tessuto o capo o accessorio che è diversa dal rovescio come tipo di costruzione, finissaggio, tinta, ecc.
francese: droit
inglese: straight falling
tedesco: geradefallend
spagnolo: recto; que cae recto

Altro sinonimo in italiano di diritto.

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Drittofilo (Dritto-filo)

1. La direzione della trama lungo i fili d'ordito di un tessuto, che deve essere parallela, usato come riferimento nel taglio. Nel tessuto, angolo a 90° di tutti i fili d'ordito con quelli della trama. La mancanza di questa condizione determina un grave difetto che si riflette sulla confezionatura dei capi di vestiario, specialmente se il tessuto è a quadri.

2. Pezzo di supporto tessile resistente che serve a rinforzare da rovescio certe parti del vestito (generalmente cinture, tasche, pieghe, pinces, ecc.).
inglese: warp yarn

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Driving cap - locuzione inglese che significa letteralmente "berretto da guida".


E' il classico berretto inglese, quasi sempre di tweed di lana, che originariamente veniva usato per la guida delle automobili, che nei primi tempi erano scoperte. Oggi considerato un cappello sportivo.

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Drizzatrame


Apparecchio per rimettere in squadra le trame di un tessuto deformato durante le lavorazioni precedenti.  

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Droghetto

Tessuto di broccato solitamente di seta, ma anche di altre fibre, piuttosto pesante, per tappezzerie.

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Drop - voce inglese; dal verbo to drop che, in senso figurato, può essere usato nel significato di "far cadere a piombo come una goccia".

Nel campo della confezione da uomo indica il rapporto tra la misura del torace e quello della vita, di cui si deve tenere conto per avere la migliore vestibilità e far "cadere" bene un abito. In molte linee di abbigliamento maschile vi sono perciò vestiti con diverso drop all'interno della stessa taglia.

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Dry®

Marchio che contrassegna le spugne che sono state sottoposte ad un trattamento per ottenere una forte capacità di assorbimento dell'acqua.

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Due pezzi

1. Costume da bagno femminile composto da reggiseno e mutandine.

E' sinonimo di bikini.

2. Completo femminile composto da giacca e gonna o giacca e pantaloni.

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Duvet - termine francese.

1. Piuma o peluria di animali, impiegata per imbottire.

2. Giacca a vento, in tessuto impermeabile, trapuntata ed imbottita con piume d'oca.

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Duvettina (Duvetine) - dal francese duvet, "peluria".

Tessuto leggero, generalmente di lana, ottenuto mediante un'armatura dove la catena risalta da una parte e la trama dall'altra, come nell'armatura del raso; il filo di trama usato è un titolo un po' più grosso di quello della catena e di poca torsione: con questo filo, garzato, si ottiene un pelo corto, fine e battuto, che conferisce alla stoffa un aspetto vellutato, molto morbido. Si fabbricano altri tipi di duvettina ricorrendo alla feltratura del tessuto. E' utilizzato per la confezione di vestiti femminili.



Rames Gaiba
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ULTIMA MODIFICA / AGGIUNTA: 27 febbraio 2017

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